giovedì 21 febbraio 2019

Monstress vol. 1 Il risveglio di Marjorie Liu e Sana Takeda [o anche Mad max fury Road incontra la versione femminile de Il signore degli Anelli]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo giovedì.
Come vi ho già scritto nelle recensioni precedenti (ma repetitia iuvant), per un po' non potrò girare video causa computer morto (pensate che ho un sacco di recensioni girate che non posso editare!) e quindi di conseguenza ho deciso di tornare a scrivere.

Aniuei non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Oggi vi parlo nuovamente di una graphic novel e cioè di:



TitoloMonstress vol.1 Il risveglio 
Autore:  Marjorie Liu, Sana Takeda
Pagine: 208 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 16 Maggio 2017
Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink
Prezzo: € 19,00
Maika è una sopravvissuta. La guerra si è presa il suo braccio sinistro. Ora lo spaventoso potere che è in lei vuole prendersi il resto. Ambientato in una ucronica e suggestiva società asiatica matriarcale del primo novecento, Monstress combina elementi del genere giapponese «kaiju» (quello dei mostri giganti e potentissimi come Godzilla) con contaminazioni estetiche di sapore steampunk.  Un'acclamata, sontuosa, magnifica rivelazione del fumetto nippo-americano.


Innanzitutto ringrazio Mondadori per avermi permesso di leggerlo perché è esteticamente un prodotto perfetto, non appena ho avuto tra le mani il volume non ho potuto fare altro che ammirarlo per giorni e giorni, con la paura di iniziarlo.

Aveva l'aria da epopea high fantasy mescolata ad elementi steampunk, ma con quella dose di follia in pieno stile Mad Max Fury Road!
Devo essere sincera, ci ho messo un po' a leggerlo, quasi una settimana.
Purtroppo potevo dedicare un po' di tempo alla lettura solo di sera, e complice la stanchezza e 'la pesantezza' del tomo, non riuscivo proprio a prestare attenzione per più di quattro pagine, ed essendo un primo volume molto corposo, ecco che si spiega come è possibile che io ci abbia messo quasi una settimana per finirlo.


Credo che questi elementi, uniti ad una trama complessa e difficile da seguire, abbiano inficiato la mia lettura, non facendomela godere in toto.

Monstress vol.1 (ma credo anche il vol.2 e 3) è dal punto di vista estetico e materiale davvero splendido.
Un cartonato rigido, con una carta molto spessa, adatta a ricevere la stampa di tavole super piene (spesso un po' confusionarie eh c'è da dirlo), ricche di colori opachi e spesso scuri.
All'inizio c'è una bellissima mappa che ci aiuta a capire bene dove siamo posizionati e quali sono i nostri spostamenti, ma devo essere franca. Quello che mi sarebbe servito davvero tanto era un albero genealogico, o un'appendice, o almeno un elenco schematico dei personaggi e delle relazioni che sommariamente hanno gli uni con gli altri.

Una piccola pecca del volume, che in quanto introduttivo dovrebbe darci una panoramica ampia di tutto ciò che rappresenta la storia, è quella di buttarci addosso circa un triliardo di personaggi, tutti diversi tra loro (la maggior parte sono donne) per fazione politica, razza, storia, eppure le loro voci si confondono e sembrano tutte uguali.
Tutti contro tutti, guerra tra arcanici ed esseri umani, con in mezzo le Cumae (che ancora non ho capito se sono delle 'vere' streghe o semplicemente delle pigne in culo con la sete di potere e la voglia di ammazzare ogni essere vivente).
Il worldbuilding risulta complesso, troppo intricato, ci sono continui flashback del passato di vari momenti della vita della protagonista, che hanno lo scopo di farci capire qualcosa, ma arriviamo alla fine del volume che comunque non abbiamo capito una cippalippa.
Non a caso la narrazione inizia proprio nel bel mezzo dell'azione e del casino, e poi ogni tanto ci sono questi rimandi a dialoghi passati, ricordi della protagonista oppure ci sono degli spiegoni fatti da un gatto che tentato parzialmente di salvare il salvabile.
Il punto è che di questi spiegoni ce ne vorrebbe uno ogni dieci pagine e soprattutto, quello più importante, che illustra la divisione delle razze, delle caste e delle terre, ce lo troviamo quasi oltre la metà della storia, quando abbiamo già ampiamente iniziato ad invocare varie divinità nella speranza di comprendere chi cosa dove e quando.


Mi è piaciuto davvero tanto che il cast fosse (quasi) tutto al femminile, basti pensare che incontriamo qualche soldato e poi solo Sir Corvin (unfigociaonealladignità) e soprattutto che la protagonista, Maika, sia in qualche modo 'spezzata', sia a livello mentale che fisico, visto che le hanno tranciato via un braccio e l'hanno marchiata a fuoco (potremmo paragonarla ad una Celaena/Aelin per tutte le torture subite e gli anni di schiavitù ad Endovier, con il risultato delle cicatrici sulla schiena).

Maika racchiude in sé un po' di tutte le eroine, anzi le antieroine, che ultimamente stanno popolando romanzi e graphic novel.
Il suo aspetto mi ha ricordato davvero molto Mia di Nevernight (scritto da Jay Kristoff e prossimamente pubblicato in Italia proprio da Oscar Vault), con tanto di gatto consigliere; ma anche la Milla Jovovich di Resident Evil o la Angelina Jolie di Tomb Raider (o la stessa Charlize Theron in Mad Max Fury Road).
I disegni sono meravigliosi, fanno molto Alfons Mucha e art nouveau degli anni '20, soprattutto per le tonalità.
Insomma tante cose a favore, ma anche delle cose che proprio meh.
Come vi dicevo, il wordbuilding, che è tanto affascinante quanto incomprensibile. Stessa cosa per le fazioni. Che storia c'è dietro? Perché ci sono tutte queste differenze? Cosa lo ha causato?

Immagino che comunque verrà spiegato più avanti, però tutta questa 'complessitudine' mi ha reso poco godibile la lettura e l'elevato numero di personaggi mi ha impedito di entrare in empatia con almeno uno di loro.
Anche la stessa protagonista o la bambina volpe che lei si premura di proteggere o Tuya, la migliore amica compagna di evasione, risultano tutte lontane ed irragiungibili.

Ovviamente so che è solo il primo volume e che negli altri due già pubblicati le cose magari sono spiegate meglio, quindi mi riservo di aggiornarvi più avanti quando li leggerò.
Alla fine il voto è di  TRE STELLINE perché ci sono state molte cose che mi sono piaciute, ma anche tante che mi hanno confuso ed appesantito il cervello.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

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