venerdì 22 febbraio 2019

La mia prima volta - My Lesbian Experience with Loneliness [o anche quando un titolo fuorviante finisce per straziarti il cuore]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
OGGI E' VENERDIIIIIIIII. *balletto con tanto di martello pneumatico di sottofondo*
Si perché ieri in casa Svamps sono finalmente iniziati i lavori di ristrutturazione e quindi probabilmente latiterò per un po'.
*Come vi ho già scritto nelle recensioni precedenti (ma repetitia iuvant), per un po' non potrò girare video causa computer morto (pensate che ho un sacco di recensioni girate che non posso editare!) e quindi di conseguenza ho deciso di tornare a scrivere.*

Aniuei non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Anche oggi vi parlo di una graphic novel e cioè di:



Titolo: La mia prima volta - My lesbian experience with loneliness
Autore: Kabi Nagata
Pagine: 142 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 23 Gennaio 2019
Editore: Edizioni BD

Collana: JPop Manga
Prezzo: € 10,00
28 anni. Zero autostima. 
Nessun futuro. Nessuna esperienza sessuale.

Dopo una vita vissuta tra depressione, problemi alimentari e di autolesionismo, una ragazza decide di affidarsi ai servizi di una escort per affrontare il primo passo verso l'esperienza che spera la renderà un'autentica persona adulta. O che le permetterà, almeno, di ricevere un abbraccio.
Il report autobiografico del primo passo dell'autrice verso la ricerca della propria identità e l'accettazione della propria sessualità.




Innanzitutto ringrazio Edizioni BD/JPop Manga per avermi permesso di leggere questa storia così difficile eppure così dannatamente reale da non poter staccare gli occhi dalle pagine.

La mia prima volta è un manga autobiografico ed autoconclusivo che tratta con disarmante sincerità (ed anche un pizzico di ironica) alcune delle cose più oscure e profonde che hanno attanagliato l'animo dell'autrice per molto tempo.

Kabi Nagata ha 28 anni, zero amici, una vita fondamentalmente demmé e tutta una serie di disturbi allarmanti che non vengono minimamente presi in considerazione dalla sua famiglia.
Soffre di ansia, depressione, disturbi alimentari che oscillano tra la bulimia e l'anoressia, autolesionismo e per non farci mancare nulla di un'alopecia da stress (scopriremo poi in seguito che si tratta di 
tricotillomania (nota anche come tricomania o disturbo da strappamento di peli) che secondo Santa Wikipedia è un disturbo ossessivo-compulsivo caratterizzato dal bisogno compulsivo di strapparsi i capelli, spesso causando calvizie e stress.
A fare da contorno a questa vita fatta di insoddisfazione personale, frustrazione ed ansia, si aggiunge che non avendo mai avuto amici veri nella vita, la diretta conseguenza è la totale assenza di esperienze sentimentali e/o sessuali.
Ed ecco che per ovviamente al problema della fantomatica prima volta, l'autrice decide di contattare un'agenzia di escort per 'togliersi il pensiero'.
In realtà il titolo è assolutamente fuorviante, perché magari lo leggete e pensate ad una sorta di hentai dettagliato e magari lo lasciate lì ed andate oltre.

In realtà la questione della escort non è nient'altro che un mero escamotage per fare un tuffo in quel mare di tristezza che è il passato dell'autrice.
La prima parte infatti è tutta di flashback che mirano a spiegarci chi cosa dove e quando, e come tutto ciò l'abbia portata ad essere così com'è.

Certo, lo fa sempre con una certa ironia che ti spiazza, ma io non riesco ancora a capacitarmi (a più di una settimana dalla lettura) come sia stato possibile raccontare così tanto di sé, in maniera così cruda e reale, quasi inespressiva, quasi come se stesse guardando tutto da fuori senza esserne veramente parte.
L'autrice tratta tematiche molto delicate, in cui forse parecchi lettori si potranno ritrovare, che sia appunto un disturbo, o un modo di fare, o anche il solo modo di rispondere alle pressioni della società con forti crisi di ansia che le impediscono di muoversi e che tutti scambiano per pigrizia.


A 28 anni ha avuto solo lavoretti precari, vive con i suoi e non ha nessuna prospettiva di futuro.
Deve sottostare alle aspettative di una famiglia che vuole essere apparentemente perfetta ma che non vede più in là del proprio naso e non riconosce i segnali di richiesta d'aiuto da parte della figlia.

Lei stessa mentre narra, afferma: sapere che i miei genitori leggeranno questa storia, SE la leggeranno, e verranno a conoscenza di determinate cose, come la questione dell'escort, non so come mi fa sentire.

La sua è una continua ricerca di un luogo di appartenenza che inizialmente credeva fosse tra le braccia della madre, poi il lavoro ed infine le braccia di un'escort.
C'è un atteggiamento in molti casi morboso che l'autrice fatica ad ammettere di avere e si menziona pochissimo l'eventualità che forse un buon terapista sarebbe stato d'aiuto.
Ovviamente, lei stessa cerca aiuto un paio di volte, ma andando direttamente al reparto suicidi dell'ospedale (?).


Mi ha davvero scioccata e spiazzata vedere la sua vulnerabilità, ma anche la totale mancanza di empatia nei suoi confronti da parte dei genitori e anche la zero indulgenza e tolleranza che l'autrice ha verso se stessa.
'Siccome sono inutile, mi punirò non mangiando per una settimana.'
Cioè, mi è venuto il magone una pagina si ed una no.
Kabi ha lavorato e sta ancora lavorando tanto, su di lei, su ciò che la circonda, sui suoi rapporti umani e sui vari lati della sua personalità che a causa di un'educazione molto severa cozzano tra loro generandole attacchi di panico.


La combinazione di parole forti ed immagini apparentemente 'kawai' come le tipiche espressioni dei manga a cui siamo abituati, fanno sì che il lettore sia completamente disorientato, che si senta privato di qualcosa senza sapere esattamente cosa.
Come dicevo all'inizio, la tematica della sessualità è centrale ma non la fa da padrone, ed è solo un mezzo per mettere in evidenza tutti i problemi che l'autrice si porta dietro.
Alla fine il voto è di  QUATTRO STELLINE perché è una storia reale, straziante, che potrebbe essere la storia di ognuno di noi e perché credo che potrebbe aiutare tante persone lì fuori che magari pensano mille volte al giorno che morire è una delle opzioni più papabili da scegliere durante la propria giornata.
Non lo consiglio se è la vostra primissima avventura nel mondo dei manga, dei fumetti e delle graphic novel in generale.
Però cuore a pezzi a parte, ne vale davvero la pena. 

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

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