mercoledì 6 febbraio 2019

La casa che mi porta via (su delle zampe di gallina) [recensione sognante del romanzo di Sophie Anderson]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo mercoledì febbraiesco (febbraio curt e amaro!), vi porto la recensione di un libro dolce, tenero, avventuroso ed un po' irriverente.
Un romanzo che bramavo di leggere da un po' e che grazie a Rizzoli ho potuto recensire per voi.
Colgo l'occasione anche per ringraziare della copia ricevuta e questa è un'onesta recensione sognante.


Oggi vi parlo di:
The House with Chicken Legs (English Edition) di [Anderson, Sophie]

[copertina italiana ed originale a confronto]




Titolo: La casa che mi porta via
Titolo originale: The house with chicken legs
Autore: Sophie Anderson
Pagine: 330 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 22 Gennaio 2019
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa ragazzi
Prezzo: € 17,00

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell'aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l'amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze!


Premetto col dirvi che il motivo scatenante per cui ho deciso di leggere questo libro è stato la reminiscenza del Castello errante di Howl (che ho amato con tutto il mio cuore).

Una nonna che parla coi morti, una casa che se ne va a zonzo per i paesi, una bambina curiosa che si porta dietro una taccola?

Miyazaki dove sei??? Vieni SUBBBBBBITO a farne un film!

La storia narrata è quella di Marinka, dodici anni (quasi tredici), capelli rossi e tanta voglia di avere un amico vero. Vivo. Nel vero senso della parola.
Sì, perché Marinka è la nipote di una Yaga, ovvero una guardiana dei Cancelli, che la sera prepara succulenti piatti per accogliere i morti, ristorarli, farsi raccontare la loro storia e poi accompagnarli al cancello, dove poi andranno 'oltre'... verso le stelle.
Quindi la sua vita si svolge intorno ai morti e non è mai nello stesso posto visto che lei, sua nonna e la taccola Jack, si spostano di luogo in luogo grazie alla loro casa con le zampe di gallina.
E non storcete il naso!
Vi vedo eh... Quelle gambe sono velocissime!
Non sapete quante gare di velocità fanno le casa Yaga ad un raduno di Yaga Guardiane.

Se il termine Yaga non vi è nuovo, è perché si viene dal folclore russo/polacco dove Baba Yaga è una figura 'mitologica', delle storie della buonanotte, personaggio quasi sempre cattivo, che si sposta con una casa dalle zampe di gallina (in Polonia la casa ha una solo zampa, in Russia entrambe) oppure vola a cavallo di un mortaio d'argento.
E' una donna ambigua, raramente benevola.
Viene nominata anche nella favola Vassilisa la bella (di cui è stato fatto il retelling Vassa in the night di Sarah Porter), ma probabilmente vi ricorderete di Baba Gambegialle (Baba Yellowlegs) dalla saga de Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas, dove Baba Gambegialle era a capo di uno dei tre clan di streghe, oltre alle Becconero e Sangueblu.
MA NON PERDIAMOCI IN CHIACCHIERE!

Cosa c'è che non va in questa vita?C'è che Marinka dovrà prendere, presto o tardi, il ruolo della nonna. Quello di preparare da mangiare, imparare la lingua dei morti, pronunciare le formule per aprire il cancello ed accompagnare le anime nel loro cammino verso le stelle.Cosa che lei non ha minimamente intenzione di fare. Passa le sue giornate svolgendo le mansioni che Baba le assegna, cioè preparare lo steccato di ossa intorno alla casa per tenere lontani i vivi ed attirare le anime perse dei morti, accendere le candele, accogliere gli ospiti, eppure con la mentre è sempre da un'altra parte.Il suo desiderio di sentirsi viva sul serio, di farsi degli amici che vadano oltre sua nonna e la sua taccola Jack, la spingono a compiere delle azioni sempre più azzardate che sulle prime non saranno poi così male, ma che a lungo andare le insegneranno la più grande delle lezioni.La vita non va mai come vogliamo e dobbiamo imparare ad accettarlo e ad accettare anche tutto ciò che suo malgrado ci offre.
Allora manda tutto al diavolo, litiga con la nonna, litiga con la taccola, litiga con la casa (che ricordiamo, è viva, pensa e agisce come un qualsiasi essere vivente), fugge, abbandona la sicurezza, si scontra col mondo, si caccia in guai grossi ... come una casa! Combinerà disastri a non finire e in più di un punto penserete di essere arrivati al VERO punto di svolta.
Ma non sarà mai così.Forse è questa l'unica pecca del libro. L'inizio è incalzante, la fine è brillante e commovente, ma la parta proprio centrale risulta un po' lenta, affaticata, piena di cose che mentre spezzano il cuore, a volte non riesco a coinvolgerci completamente.
Ci saranno delle scoperte che un occhio lungo ed allenato aveva già previsto ai primi capitoli, ma ciò non toglie piacere alla lettura, perché questa storia ha tanto da insegnare.
E' una sorta di moderno Pinocchio. Il bambino di legno che voleva essere una bambino vero e che provoca mille dispiaceri a suo padre prima di capire i valori veri della vita e le cose importanti da tenersi strette.
Quello di Marinka è un viaggio verso i suoi desideri più profondi, ma che una volta raggiunti non le daranno pace, anzi metteranno tutto in discussione e in dubbio.
Un viaggio che culminerà, dopo un mucchio di bugie e cattive compagnia, con una scelta. Una scelta che vi farà scendere la lacrimuccia.
Ve lo assicuro. A me è scesa in più punti.
La crudeltà mostrata da Marinka verso la nonna o verso la casa è una crudeltà che ci appartiene. E' quella crudeltà che deriva dai bambini durante uno sfogo di rabbia repressa, o quella di un adolescente arrabbiato.
La rabbia le deriva dalla morte prematura dei suoi genitori, dall'impossibilità di decidere cosa fare della propria vita, dalle regole che le vengono imposte.
Insomma, se da un lato la bacchettiamo per i guai che combina (proprio come una moderna Pinocchio), dall'altro capiamo la sua voglia di libertà e di libero arbitrio.
Ci ho visto anche un po' di Coco in questa storia, quel pizzico di magia che deriva dal culto dei morti.
Insomma, leggetelo perché io l'ho amato!
E' stato il libro più bello di gennaio!
Alla fine il voto è di QUATTRO STELLINE perché è una storia magica, tenera, bellissima, di quelle da raccontare nel lettone la sera di prima andare a dormire. Il rallentamento centrale mi ha impedito di dargli punteggio pieno, ma sono sicura che vi piacerà moltissimo.
Mi sento proprio obbligata a consigliarvelo perché è davvero magico.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps

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