mercoledì 20 febbraio 2019

Girl from the Other Side, Vol. 1 ed altri sogni fiabeschi

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo mercoledì freddino e umido, nuovo recuperone recensionesco.
Se ieri avete letto la mia recensione di Murderabilia, e se non lo avete fatto FATELO SUBITO, sapete che ho il computer (su cui ci sono tutti i video da editare) morto e sepolto e ormai mi arrangio sia col cellulare che coi pc altrui.
L'alternativa è provare a girare video continui senza mai interrompermi visto che non posso fare editing. 

E vi giuro che non c'è da scherzarci perché  è veramente difficile.
Quindi per quel che posso riprenderò a scrivere.



Oggi vi parlo di un fumetto bellissimo che JPop Manga mi ha permesso di leggere e cioè di:



Titolo: Girl from the other side
Titolo originale: Girl from the other side
Autore: Nagabe
Pagine: 180 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 30 Gennaio 2019
Editore: Edizioni BD
Collana: J-Pop
Prezzo: € 6,50

Un tempo in una terra molto lontana, vi erano due regni. In uno, "l'esterno", risiedevano creature dall'aspetto grottesco il cui tocco portava un maledizione. Nell'altro, "l'interno", c'era un rifugio sicuro per gli esseri umani. L'incontro fatidico tra due abitanti dei regni in guerra, che non avrebbero potuto incontrarsi, fa sbocciare questa piccola storia. Questa è la favola dell'oscura creatura e della bambina, che indugiano sul calar della sera, al confine tra il giorno e la notte.

Come sapete io non ho chissà che cultura di manga ed anime, ne ho letti svariati nel corso della mia vita, molti non li ho mai finiti causa moneymoneymoney o causa mancanza di fumetterie nei miei immediati dintorni o semplicemente per pigirizia.
Quindi diciamo che non sono la persona più affidabile del mondo per parlarvi di questo genere di opere.
Io so solo quello che mi piace e quello che non mi piace e Girl from the other side mi è piaciuto dalla prima all'ultima pagina.
E' uno di quei fumetti che aveva tutte le caratteristiche per impressionarmi, ma anche tutte le carte in regola per essere un BIG NOPE!
Non è mai facile, per il primo volume di una serie, avere quella giusta dose di mistero e bellezza tale da attirare il lettore, tenere alta la sua soglia di attenzione, non svelare troppo ma neanche fargli una palla assurda o almeno non scoglionarlo confondendolo.
Girl from the other side è il risultato di quel giusto mix, con dosi perfette, atmosfere cupe e quel senso di delicatezza ed innocenza che ci preannuncia 'MASSACRO' a gran voce.
E' la cronaca di una tragedia annunciata che non possiamo fare a meno di guardare.

La protagonista principale è una bambina di nome Shiva che vive "dall'altro lato" di un villaggio completamente abbandonato, in una vecchia casetta sperduta in mezzo ad un bosco, in compagnia dell'unica persona (?) rimasta lì con lei, ovvero il guardiano conosciuto come 'Maestro', un essere mostruoso dalle fattezze umanoidi che ricorda in maniera impressionante il protagonista di The anciet magus bride di Kore Yamazaki.
Maestro ha il compito di prendersi cura di Shiva, di proteggerla, di crescerla, ma non potrà mai toccarla.
Questo perché lui viene "dall'altro lato" e solo sfiorandola con un dito potrebbe infettarla con una maledizione di cui tutti sembrano avere paura.
Durante le loro giornate, Shiva e il Maestro prendono spesso il thé all'aperto e giocano e studiano e Maestro le insegna la differenza tra Interno ed Esterno, tra coloro che vivono dalla giusta parte del muro e gli 'estranei' che col loro tocco mortale, sono portatori della maledizione (ed il cui aspetto è praticamente uguale a quello del Maestro).


Ad un certo punto, la bambina, in cerca di sua nonna, come una simil Cappuccetto, si avventurerà nel bosco, dove non incontrerà il lupo, ma un animale ben peggiore: l'UOMO.
L'uomo con pregiudizi, badate bene. L'uomo che la vede come un essere maligno, uno spettro venuto ad ucciderli tutti.
Maestro cercherà di insegnarle come può il sottile confine tra bene e male, tra giusto e sbagliato e tra interni ed estranei.
La questione della malattia/maledizione è un po' fumosa ed in maniera macchinosa Maestro prova a spiegarla a Shiva (e al lettore) mediante la lettura di una favola, non riuscendoci benissimo.
Ma è solo il primo volume e di certo non mi aspettavo che il tutto si snodasse e sciogliesse in pochi capitoli. Quindi staremo a vedere.


I toni cupi, inquietanti, surreali, cozzano e si sposano allo stesso tempo benissimo con la vaghezza delle figure, spesso non delineate perfettamente.
Il contrasto tra il Maestro e Shiva è messo in evidenza dall'uso del bianco e del nero, come due facce della stessa medaglia.
Il prodotto finale è fine, delicato, raffinato e misterioso, come una fredda mattina con la foschia in un bosco silenzioso.


Il sottotitolo della storia, Siúil a Ruin, è il titolo di una canzone tipica irlandese, cantata dal punto di vista di una donna in attesa dell'amato, imbarcato lontano durante la guerra. Io ho scoperto questa cosa per caso su Goodreads e vi linko la canzone che è bellissima e triste allo stesso tempo (come tutte le canzoni di questo genere) e che ha fatto da sfondo alla stesura di questa piccola recensione che spero vi invogli a leggere il fumetto.
Mi è alquanto oscuro il filo che dovrebbe unire la favola al testo alla canzone, ma ci stava bene comunque!
(Potete ascoltare la canzone qui)


Alla fine il voto è di QUATTRO STELLINE perché già dal primo volume questa storia mi sembra magica e fantastica, e potrebbe rivelarsi una delle migliori del 2019, ma diciamo che non voglio seccarmi da sola!
So solo che non vedo l'ora di poter leggere il secondo volume.
E voi?
Lo avete già letto?

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps

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