lunedì 10 settembre 2018

La voce delle ombre (bussa sempre due volte) di Frances Hardinge

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo lunedì!Non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Oggi vi parlo di:
[copertina italiana ed originale a confronto]



Titolo: La voce delle ombre
Titolo originale: A skinful of shadows
Autore: Frances Hardinge
Pagine: 429 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 28 Agosto 2018
Editore: Mondadori
Collana: I Grandi
Prezzo: € 17,00

In una notte cupa e fredda, Makepeace viene costretta a dormire nella gelida cappella di un cimitero: lì nessuno potrà sentirla gridare terrorizzata nel sonno. Perché lei è molto diversa dalle ragazze che, nell'Inghilterra della metà del Seicento, vivono nel suo villaggio. Makepeace ha un dono, che è anche una maledizione: può accogliere gli spiriti dei morti che vagano alla ricerca di un nuovo corpo. E una sera, per la prima volta, è il fantasma di un orso a trovare rifugio dentro di lei. Quando intorno scoppia la guerra civile e Makepeace viene rapita da una famiglia nobile e misteriosa, l'orso diventa l'unico amico di cui può fidarsi. Insieme potrebbero cambiare le sorti del conflitto. Ma altri spiriti malvagi e potenti vorrebbero piegarla alla loro crudele volontà, per annientare il re e sconvolgere tutta l'Inghilterra.


Premetto col dirvi che di France Hardinge ho sentito tanto parlare negli ultimi due anni, ma che di suo ancora non ho mai letto niente.

Possiedo L’albero delle bugie (pubblicato da mondadori) però in lingua, perché regalo di Chiara de Il castello tra le nuvole, ma non l’ho ancora letto.
Così quando c’è stata la possibilità di leggere il romanzo alla sua uscita, ho accettato subito, infatti colgo l’occasione per ringraziare Mondadori per la copia.

Partiamo dicendo subito che questa storia mixa in egual misura l’aspetto storico (la guerra civile inglese nel 1640) con quello del supernaturale ed in particolare dell’horror. Infatti l’inizio è proprio quello tipico inquietante ed angoscioso di una storia del terrore fatta di madri misteriose, cripte buie e cose striscianti nell’ombra, ma quando poi la trama inizia a dipanarsi, tutta questa paura si dissolve nel nulla.

La protagonista è Makepiece, una ragazzina cresciuta da sua madre in una comunità Puritana (Makepiece infatti è un nome tipicamente puritano), entrambe ospiti non desiderati degli zii.
Vivono, o meglio sopravvivono, preparandosi alla futura fine del mondo, in modo umile, e cercando di amalgamarsi quanto più possibile ai fanatici religiosi.

Questi amabili signorotti puritani non le vedono di buon’occhio, anche perché il padre di Makepiece è contrassegnato come ‘sconosciuto’, quindi questo bolla automaticamente la madre di Makepiece come una signorina di facili costumi.

Di notte Makepiece è ossessionata da incubi terribili, che la lasciano scossa e profondamente indebolita.
Sua madre tende a non spiegarle niente, a tenerle tutto segreto e si limita a chiuderla in una cripta abbandonata al cimitero al buio per ‘rafforzarla’ e prepararla a quello che verrà.
La ragazza deve prepararsi a fuggire dagli spiriti che tenteranno sempre di prendere possesso del suo corpo, che funziona da guscio vuoto per accogliere le anime di chi muore e resta per qualche minuto ad aleggiare sul posto di morte.

Lo so, detto così non si capisce un cazz.

Ve la faccio semplice: se Makepiece passa su un campo di battaglia fresco fresco, e ci sono delle anime che aleggiano sui cadaveri a cui appartenevano, esse si fionderanno a pesce sulla ragazza per continuare a vivere dentro di lei e poter eventualmente prendere possesso non solo del suo corpo ma anche delle sue facoltà mentali.
Quello che sua madre vuole per lei, è riuscire a scappare dalla famiglia del padre di Makepiece, una antichissima famiglia potente, dagli oscuri poteri, che farebbero della ragazzina un mero strumento per il loro tornaconto personale.
Così, dopo la morte di sua madre, si ritrova a scappare e a finire proprio nelle mani dei suoi nemici, dove farà la conoscenza di James Fellmotte (non vi spoilero chi è in realtà).

Makepeace è una ragazzina decisa è risoluta, non si fida di nessuno a causa dell’educazione impartita e anche dell’oscuro passato della madre da cui non hanno fatto altro che scappare per tutta la vita. E’ astuta e piena di risorse, non a caso è lei che trova tutte le falle nei piani di James quando devono scappare dal castello dei Fellmotte.

Le premesse che c’erano, mi piacevano tutte. La storia si preannunciava horror e malefica. Una ragazza col cuore di un orso (che avevo comunque male interpretato come concetto) che vive in mezzo ai fantasmi, ma senza nessuna magia particolare.
Aveva quel non so che di magical realism che ultimamente ho apprezzato tanto.
Però lungo la lettura c’è stato qualcosa che non ha fatto scattare la scintilla e molto probabilmente è lo stile di scrittura.
Mi piaceva la trama, mi piaceva il corso degli eventi (anche se forse avrei sfoltito un po’ la parte centrale), eppure i personaggi non riuscivano a trasmettermi nessun sentimento e mi sentivo quasi impantanata nelle sabbie mobili mentre leggevo.

Poi ho capito.
La Hardinge, con questo libro, è stata spesso paragonata a Katherine Arden, autrice di The bear and the nightingale, che non ho mai letto perché a sua volta era stata paragonata a Naomi Novik.
Se mi seguite da un po’, sapete che ho avuto seri problemi a finire Cuore oscuro della Novik quando è uscito l’anno scorso. (Avevo avuto problemi prima a finirlo in inglese e poi addirittura in italiano)

Quindi il problema è il modo in cui è narrata la storia, sembra sempre tutto dettagliatamente fantastico e poi mi fanno impallare il cervello e non riesco a concentrarmi.
Ho accusato maggiormente il colpo nella parte centrale, perché se dovessi giudicare l’inizio e le cento pagine finali, decisamente ricche di eventi ed azione, probabilmente il voto sarebbe stato più alto.

Ma il fatto che la storia si svolga su un arco temporale molto lungo, e soprattutto per tre quarti del libro, all’interno del castello dei Fellmotte, ha rallentato tantissimo quel senso incalzante di pathos iniziale di quando la mamma di Makepiece la chiudeva nella cripta insieme ai fantasmi striscianti nella sua mente.

Non ha aiutato tutta la questione storica sulla battaglia imminente, che ha tolto spazio all’aspetto horror, e rendendo così il romanzo più pseudo storico con tocchi soprannaturali, che una storia horror ambientata durante un periodo sanguinario.
Vi ripeto, non sarebbe stato tanto un problema, se l’aspetto storico non avesse preso fondamentalmente il sopravvento. Tanto più che Makepiece si ritrova poi come pedina all’interno del grande plotting di guerra tra le varie fazioni, e, complice anche il fatto che lei se ne passava abbondantemente il cazzo di chi vinceva, non mi sentivo coinvolta dagli eventi.

Come vi dicevo all’inizio, questo è stato il primo libro della Hardinge che ho letto, e nonostante questa storia non mi abbia appassionata pagina dopo pagina, sicuramente la leggerò ancora in future. Magari non subito, ma non la lascerò andare facilmente perché trovo che sia una scrittrice davvero valida.

Alla fine il voto è di TRE STELLINE E MEZZO perché se non fosse stato per il rallentamento centrale in cui la storia ha subito quasi un arresto, l'avrei apprezzato molto di più.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

3 commenti:

  1. Mi sapeva un po' di pesante, boh.
    Date le tue riserve, mi lascerò ispirare da qualche altro titolo dell'autrice (che non ho mai letto prima, ma i cui titoli in libreria mi hanno sempre affascinato parecchio).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' davvero pesantuccio nel mezzo. Forse è lo stile pomposo, il tentativo di mettere troppi eventi insieme, pur non facendone vincere nessuno perché i personaggi sono un po' statici. Non so. non è scattata la scintilla :(

      Elimina
  2. devo ammettere che tutto sommato non mi sembra malaccio. Ci farò un pensierino!

    RispondiElimina

Blogger consente di commentare solo con le opzioni di commento anonimo e di commento con l'account Google. Chi commenta con account Blogger e Google + pubblica il link al proprio profilo. In ottemperanza al GDPR, per maggiori informazioni in merito al trattamento dei vostri dati, vi rimando qui: Privacy Policy, Privacy Policy di Google