mercoledì 5 settembre 2018

2ª Tappa Blogtour: Ansia di Elena Triolo



Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo mercoledì di settembre che per me è il lunedì dell'anno.
Oggi torno sul blog con la presentazione di un libro che avrei potuto scrivere io tranquillamente e invece l'ha scritto Caroteecannella (altrimenti detta Elena Triolo).

Infatti Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog la seconda tappa del BT dedicato ad 'Ansia' di Elena Triolo.
(Uscito il 28 agosto per Hop!Edizioni a € 13,00)

Innanzitutto vi lascio qualche info sul volume:


Titolo: Ansia
Autore:  Elena Triolo
Pagine: 100 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 28 agosto 2018
Editore: Hop! Edizioni
Prezzo: € 13,00
Una sottile inquietudine che serpeggia nei giorni in cui attendiamo una risposta importante o ci misuriamo con qualcosa che pensiamo possa cambiare il nostro destino. Un senso di insoddisfazione che annulla i benefici delle giornate di tranquillità. Una paura anticipatoria che ci fa pensare che tutto andrà per il verso sbagliato. Ma anche una fame di rinnovamento che ci tiene attivi e mentalmente in allerta. Cos’è l’ansia? Elena Triolo, aka Carote e Cannella, l’ha immaginata come la BFF (best friend forever) bacchettona, sempre in abiti vittoriani, che ci dà il benvenuto alla nascita e non si scolla più. In vignette situazionali, proponendo esperienze che tutti, prima o poi, abbiamo vissuto, ci lascia un concentrato di ansie in formato pocket da portare in borsetta con noi.


La mia tappa consiste nel raccontarvi i miei cinque momenti di ansia preferiti presenti all'interno del volume (scelti appositamente per voi e solo perché sono quelli di cui soffro maggiormente anche io).
Dopo tutto non dimentichiamoci il nome di questo blog eh.


L'ANSIA PER ECCELLENZA (che in questo caso è Matre)


Questa è una delle ansia che mi porto dietro da più tempo, circa 12 anni e cioè da quando ai miei 18 anni, i miei genitori mi regalarono un telefono super figocostosotecnologico (ndr, era un Nokia N70 ma era l'ultimissimo modello ed io fin ad allora avevo avuto solo Nokia cessi).
Inizialmente mia madre, impaurita dalla possibilità che mi rapinassero, intimò che io non me lo portassi dietro, il che va contro il concetto di telefono cellulare e contro la sua possibilità di controllare che non fossi morta in qualche fosso.
Poi pattuimmo (essendo nata a marzo) che lo tenessi sempre nella giacca interna del giubbotto in modo da non poter essere borseggiata.
Da allora, ripeto questa frase a tutti e quando vedo i nanerottoli di 8 anni con l'iphone che giocano per strada vorrei urlare ai loro genitori: MA SIETE PAZZI O COSA?
(Da premettere che a mio fratello, un cinque/sei anni prima, i miei zii presero per la comunione la bici elettrica, e mia madre non voleva che lui ci andasse in giro per paura che i ragazzi più grandi 'gliela togliessero da sotto')


I VIAGGI (ed i mezzi con cui farli)


Se all'aeroporto è doveroso arrivare almeno un'ora e mezza / due ore prima, non lo è per la stazione è fondamentalmente concepita per arrivare lì, salire sulla carrozza, sedersi al proprio posto e partire.

E invece no!
E se c'è traffico sulla strada?
E se devi prendere qualche mezzo per arrivarci e ci sono dei guasti/scioperi/ritardi?
E se ci sono problemi col biglietto?
E se il biglietto elettronico non funziona?
E il tuo treno parte dal binario 1 o dal binario 25 di Garibaldi? (nota per i non avvezzi alla stazione di Napoli. I suddetti binari sono in culonia e ci vuole un botto a raggiungerli, soprattutto quando sei in ritardo, stai correndo trascinandoti dietro borse e trolley, e il treno doveva partire un minuto fa).


LE MEDICINE


Vi dico solo che nella mia borsa c'è un borsello blu al cui interno c'è (perennemente e non solo in caso di viaggi): bentalan, antistaminico, efferalgan, tachipirina, oki, moment, mesulid, imodium, cerotti, stuzzicadenti, due salvaslip e almeno tre assorbenti di forme differenti, una quantità industriale di gaviscon advance, crema per le punture di insetto alla calendula e un'altra crema alla lavanda, e salviettine umidificate disinfettanti.
Mic drop.

[in caso di viaggio ci si aggiunge antibiotico, crema per le ustioni (oppure foille all'occorrenza) e credo basti così ... ]



'VEDI DI NON AMMALARTI'

Il pensiero fisso del cervello (insieme a: speriamo che non mi venga il ciclo proprio quando devo partire).

'PISS'

Ma perché ci metti così tanto ogni volta che vai in un bagno pubblico?
Provatece voi, con la borsa attorno al collo, il cappotto sollevato, i capelli che vi fanno davanti agli occhi, stare attente a non far urtare la mutanda contro il bordo del cesso incriminato, piegarsi a squat perfetto per non schizzarsi da sola e blabla
E' na vitaccia insomma!

BONUS perché:

Allò, io non uso assorbenti interni.
Mi fanno senso, portano la candida se li tieni troppo, me li infilo sempre male e sto ritta come una scopa dolorante per tutto il tempo.
Ma ci ho provato giuro.
La prima volta in cui mi decisi ad usarlo, costrinsi la mia migliore amica a tirare l'assorbente mentre io tiravo il cordino, così, giusto per assicurarmi che non cedesse.
Ho ripetuto l'esperimenti anni dopo con Fidanzato, perché volevo riprovarci.



BONUS per i concerti a cui solitamente svengo per l'ansia.
Parterre? No grazie.
Entro e cerco le uscite di sicurezza ed i bagni.
Faccio le macumbe sperando di non ammalarmi e poi dopo ogni sfacchinata mi riprometto di non farlo mai più perché non sono fisicamente e psicologicamente adatta ad andare ad un concerto.

Dunque, per oggi è tutto!
Sui blog di Elisa, Luigi e Sabrina troverete altri momenti ansiosi di cui bearvi (sempre che non lo facciate già).

A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.

Con amore,
Svamps.

1 commento:

  1. Partire ore prima per paura di far ritardo e armata di borsa piena di medicine è anche la mia specialità xD

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