martedì 24 luglio 2018

Night bus di Zuo Ma

Salve svampitelli belli e benvenuti in un nuovo video!
No, mi sa che ho sbagliato *facepalm

Scherzi a parte, ultimamente ho avuto problemi nel registrare video, e quindi ho deciso di rimediare alla cosa con delle recensioni scritte qui sul blog.

Ovviamente quando avrò di nuovo la possibilità di girare, ne parlerò nel wrap up e farò in modo di mostrarvi le tavole e quant'altro.

Oggi vi parlo dell'ultimo arrivata in casa Bao per quanto riguarda la collana cinese.
Mi riferisco a ...

 


[LA RECENSIONE E' SPOILER FREE]

TitoloNight bus
Autore: Zuo Ma
Pagine: 210 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 12 luglio 2018
Editore: Bao Publishing

Prezzo: € 18,00
Quando cala l’oscurità, i mezzi pubblici smettono di circolare. Il solo modo che hai per tornare a casa, se hai la fortuna di trovare la fermata, è l’autobus notturno. Non è detto che ti porterà dove volevi andare tu, perché l’autobus notturno sa dove dovresti essere, e ti ci porta. E non è detto che la destinazione sia un luogo reale, ma troverai quello che forse neanche ti rendevi conto di stare cercando.
Zuo Ma è uno dei fumettisti più importanti della scena artistica cinese contemporanea. Le sue storie sono intrise di poesia del quotidiano e di una magia lieve, legata alle emozioni, ai ricordi, ai desideri più profondi. Night Bus è precisamente così: un viaggio che pare concreto, poi diviene surreale, ma quando il lettore mette a fuoco il panorama capisce di trovarsi davanti a qualcosa che gli è familiare: un panorama delle emozioni profonde che spesso ci disabituiamo a scrutare.
Terzo titolo inedito della Collana Cinese “宝” (“Bǎo”, ovvero Tesoro) in casa Bao Publishing - very baotiful- Night bus è uno dei graphic novel più strani che io abbia mai letto.

Sarò sincera, a fine lettura avevo la stessa faccia di Bradley Cooper ne Il lato positivo quando termina il romanzo di Hemingway e ne resta sconvolto.

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Non preoccupatevi, nessun graphic novel è stato maltrattato durante la lettura, ma sono rimasta tipo con la faccia di cazzo della serie: no scusate ma cosa ho appena letto?
Night bus è una storia che sta a metà tra Paranoia agent (un anime angosciantissimo risalente al 2004), Alice nel paese delle meraviglie (con quel pelino di droghe in più) e il lato più oscuro di Hayao Miyazaki.

Una ragazza sale sul treno diretta a casa, ma praticamente è come stare sull'R2 che porta a piazza Garibaldi o alla metro linea 2 fermata Cavour quando stai così strizzato che manco riesci a respirare e dalla banchina senti la solita voce fastidiosa grattare: Entrate nei corridoi / un po' più avanti / c'è ancora spazio.
Una cantilena che almeno nel mio caso, ancora mi fa accapponare la pelle al solo ricordo.

Di conseguenza, siccome ha avuto la brillante idea di mettersi vicina alle porte (il galateo non scritto dei mezzi pubblici vuole che ci si metta vicino alle porte solo se devi fare una MASSIMO DUE fermate), quando arriva la fermata, è praticamente trascinata dalla folla uscente e si ritrova sulla banchina, col treno che chiude le porte e riparte senza darle la possibilità di risalire.

E' proprio qui che inizia la sua avventura.
Senza perdersi d'animo (ma senza neanche l'intelligenza di assicurarsi che dopo ci sia un altro treno, perché ops non c'è, è calata la notte e quindi i mezzi smettono di circolare), la nostra protagonista si avvia alla fermata del bus notturno.

A quanto pare, i mezzi sono come i Gremlins.
Dopo mezzanotte diventano ingestibili.

L'autobus notturno è infatti quasi un essere mitologico/leggendario (mi ha ricordato moltissimo il gattobus de Il mio vicino Totoro), che accoglie i passeggeri tra i suoi sedili, ma che scatta in avanti in quello che è un viaggio onirico tra universi alternativi, dove distinguere il sogno dalla realtà è assolutamente impossibile.
Ed è qui che entra in gioco il paragone con Alice nel paese delle Meraviglie.
Il viaggio notturno diventa sempre più lungo ed intricato, e bizzarri personaggi vanno a sedersi accanto alla nostra protagonista, coinvolgendola in quello che potrebbero essere memorie condivise.
Nei vari capitoli assistiamo a ricordi sconnessi e pezzi di vita apparentemente scollegati tra loro dei vari personaggi, e non nego che è stato molto difficile seguire il filo del discorso e riuscire ad apprezzarlo fino in fondo.

La storia ed il viaggio continuano, portando la ragazza ad arrivare al capolinea del bus, dove ci sarà un cambio di scena (con vaghe reminiscenze alla Charlie e il grande ascensore di cristallo) che la farà entrare in contatto con quelli che sono i suoi ricordi d'infanzia, rendendo il tutto ancora più assurdo e confusionario.

La fine di Night bus è una scoperta sconcertante, quasi triste, ricca di consapevolezza e spinge il lettore a rileggerlo daccapo per cogliere quei particolari che si era perso nel tentativo di andare avanti quanto più velocemente con la storia per capirci qualcosa.
Non è di certo un'opera che consiglierei a tutti, io stessa subito dopo la lettura, ho contattato le mie amiche dicendo: no ragà giuro che non ho capito un cazzo, c'è un autobus notturno, una ragazza incosciente che invece di alzare il telefono e farsi venire a prendere, preferisce viaggiare di notte insieme a degli sconosciuti, e ci sono un sacco di mostri.

Occhestupenda recensione eh?
Ho riletto alcuni capitoli e cercato di capirci qualcosa in più che potesse darmi l'idea della metafora generale, e cioè che il viaggio sull'autobus è solo un escamotage per effettuare un viaggio dentro noi stessi e nella nostra memoria.

Nelle tavole ci sono tanti chiaroscuri, gioca tutto sui toni del bianco e del nero, la protagonista è visivamente poco definita, i mostri sono rappresentati come gli animali tipici della cultura cinese come le carpe e gli scarabei (anche nel loro modo di essere disegnati, mi hanno ricordato in maniera impressionante tutti gli spiriti de La città incantata).

Alla fine il voto che ho dato alla graphic novel è di TRE STELLINE E MEZZO su cinque perché nonostante il tema centrale della storia sia interessante e surreale, non sono riuscita a lasciarmi trasportare fino in fondo.
Non ne escludo comunque una seconda rilettura.

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!


Con amore,
Svamps.

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