mercoledì 20 giugno 2018

Eleanor Oliphant sta benissimo [e si vede, o fatt e chest!]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Ebbene si, anche oggi torno con una nuova recensione, ma quella di oggi è specialissima perché cercherò di raccontarvi quanto più posso (senza fare spoiler ovvio) di uno dei libri più belli e strazianti che io abbia mai letto (e che va a piazzarsi tra i migliori del 2018 a mani basse).

Oggi vi parlo di:



Eleanor Oliphant sta benissimo di [Honeyman, Gail] Eleanor Oliphant is Completely Fine: Debut Sunday Times Bestseller and Costa First Novel Book Award winner 2017 di [Honeyman, Gail]
[Copertina italiana ed originale - quella col bollino di Costa è proprio la versione che ho io - a confronto]


TitoloEleanor Oliphant sta benissimo
Titolo originale: Eleanor Oliphant is completely fine
Autore:  Gail Honeyma
Pagine: 344 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 17 Maggio 2018
Editore: Garzanti
Collana: Narratori Moderni
Prezzo: € 17,90
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.


Prima cosa: ABBIAMO TENUTO LA COPERTINA ORIGINALE ADDDDOROH.
Sapete quanto io ami questo particolare, e specialmente quando la copertina originale è pure super figa.
Ma senza perderci troppo in chiacchiere parliamo di quanto Eleanor Oliphant stia benissimo (#CREDICI)

Ho comprato questo libro poco prima di salire sull'aereo che mi avrebbe riportata a casa da Londra.
Sapevo che in Italia era stato pubblicato da qualche giorno, ma visto che in uno dei negozietti c'era Circe in offerta, con la possibilità di acquistare un secondo libro a metà prezzo, che fai? Non lo scegli quel libro con la copertina bianca ed i fiammiferi?

Ovvio che lo fai.
Lo prendi e lo nascondi a Fidanzato, ben consapevole di quanto si incazzerà per l'ennesimo libro comprato (lo zaino che ci trascinavamo come bagaglio a mano era pieno dei libri che avevo comprato negli altri giorni).
PORA STELLA.

Come avrete letto dall'introduzione, il libro mi è piaciuto talmente tanto da piazzarsi direttamente tra i miei preferiti del 2018, se non di sempre.
Ho divorato pagine su pagine, incazzandomi o provando tenerezza o trattenendo a stento le lacrime, e nel mentre odiando tutti quelli che mi interrompevano. (comprese le pause pipì e cibo e lavoro, odiavo tutti, anche me stessa!)

Miss Oliphant (o anche Signorina Oliphant, che per carità ci tiene tanto ad essere chiamata così, che è sta confidenza di chiamare le persone per nome?) è un personaggio eccentrico, ambiguo, imbarazzante e con una personalità talmente bizzarra da farti pensare che soffra di qualche disturbo cognitivo (non nego che in molte sue uscite ho pensato: questa è un'Asperger mancata).
Le manca appunto proprio la cognizione di causa, la capacità di campare in società, quella serie di regole base per interagire (anche al minimo) con gli altri.
Praticamente quando è venuta al mondo, si son scordati di darle la brochure introduttiva!

E' la classica impiegatuccia mediocre senza ambizioni che mira ad essere quanto più invisibile ed insignificante possibile.
Lavora dal lunedì al venerdì per otto ore, in pausa pranzo mangia da sola evitando i colleghi e le loro sciocchezze e facendo i suoi amati cruciverba, alla sera torna a casa dalla sua pianta Polly e poi nei weekend si schianta di vino e vodka fino a che non si addormenta ed arriva di nuovo il lunedì.

No ma tutto a posto eh, Eleonò??! *rotea gli occhi al cielo*
Hanno chiamato quelli dell'alienazione da catena di montaggio, è lunedì e devi lavorà. 
Quindi torn', st'ufficio aspett a te!

Eleanor ha trent'anni ma è come se ne avesse circa ottanta (incapacità tecnologiche comprese), in un corpo giovane, tenuto in splendida forma da chissà quale fissazione mentale che la spinge a mangiare solo determinate cose al fine di mantenere 'il suo involucro' quanto più a lungo in ottime condizioni.

Laureata in lettere classiche, con un amore segreto per Jane Eyre (qui le ho strizzato l'occhio), Eleanor è, così come ha evidenziato Mr.Ink qui, (da cui cito testualmente): 
"A metà tra una versione femminile di Sheldon Cooper e Amélie Poulain (ma con la famiglia da incubo di Michael Myers), ha un viso e maniere brusche che scoraggiano: una ragnatela di bruciature che invitano a distogliere lo sguardo per discrezione; una schiettezza a confine con la maleducazione che ora offende, ora fa ridere."
Come abbiamo detto, vive nella mediocrità, nell'alienazione e nell'isolamento.
Ne è perfettamente consapevole e pare quasi che se ne compiaccia.
Come Amélie si pone quesiti assurdi, della serie: se morissi, dopo quanto tempo i vicini, insospettiti dalla puzza di marcio, indurrebbero al ritrovamento del mio cadavere?

Una questione filosofica: se un albero cade in una foresta e non c’è nessuno a sentirlo, fa rumore?

Vi chiedete perché?
Perché nella sua incapacità di instaurare il benché minimo rapporto umano, Eleanor non riceve mai visite tranne dagli assistenti sociali ogni sei mesi e dai tizi che leggono il contatore. Wuooo che trasgry!
Se pensate che io sia troppo dura, tranquilli.
Il nostro personaggio principale è pensato esattamente per far incazzare, per suscitare in noi quella sorta di indignazione sociale che ci impedisce di immedesimarsi in lei e provare la più piccola empatia.
Il suo è un carattere costruito ad hoc per spingerci a non sopportarla per le prime 50/60 pagine, poi avviene la magia.

Lei sta bene così, con il suo lavoro sottopagato, la pizza il venerdì, la vodka nei weekend, e quelle bellissime telefonate del mercoledì che la fanno sudare fredda dietro al collo anche solo udendo il primo squillo, ancor prima di afferrare la cornetta, avvicinarla all'orecchio e sentire la graffiante voce di sua madre (in prigione) che mai ha una buona parola per lei.

E via tutto daccapo che ricomincia.

Fino a che però un giorno accade qualcosa di inaspettato, ma anche abbastanza banale (si ritrova a soccorrere un vecchietto che sta male per strada, nient e che) e questo episodio così 'particolare' per lei, innescherà una serie di meccanismi mentali che la porteranno a chiedersi cosa lei stia facendo effettivamente nella sua vita.

Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?
Per la signorina Oliphant inizierà un percorso di rinascita, ma alla fine credo sia stata più una sorta di riscoperta, di reciproca conoscenza con se stessa.
Non è tanto la questione del: cosa c'è che non va in me, quanto: come ho fatto a vivere per trent'anni con una visione della realtà così distorta?

Il motivo ovviamente non ve lo svelo, ma credetemi se vi dico che la Honeyman ha mascherato da pseudo chick lit qualcosa di profondo e viscerale, che vi terrà incollati alle pagine per sapere cosa succede e dove sta l'intoppo.

Ho amato davvero tanto questo romanzo e l'ho praticamente consigliato a tutti, lettori e 'non', chiamiamoli così XD
Nonostante una protagonista poco amabile, nonostante la totale assenza di empatia che proviamo nei suoi confronti nelle prime pagine, nonostante il fatto che Eleanor fondamentalmente sia una sputasentenze senza se e senza ma, nonostante tutto quello che ci provoca un certo fastidio, non possiamo staccarci da lei, dal suo modo di essere e di fare, non possiamo impedirci di trattenere il respiro per l'ansia, non possiamo non ridere ad alcune sue uscite davvero poco eleganti e davvero antiquate (usa un linguaggio forbito e parole desuete, roba che la gente la guarda e fa: cheee?).

Eleanor è il classico personaggio con cui non vorresti avere niente a che fare perché la cataloghi subito come stramba, ti mette a disagio e ti mette anche di fronte a tutte quelle convenzioni di cui siamo schiavi in società perché è così che va, è così che funziona e non si può cambiare.

E' come se guardasse il mondo senza filtri da un lato, ma come se ne fosse ottenebrata dall'altro.
Questo mi ha affascinata, ma mi ha fatto riflettere tanto. (vi lascio qualche citazione per farvi capire)

Se qualcuno ti chiede come stai, si aspetta che tu risponda BENE. Non devi dire che la sera prima ti sei addormentata piangendo perché erano due giorni di fila che non parlavi con un’altra persona. Devi dire: BENE.


Ai giorni nostri la solitudine è il nuovo cancro, una cosa vergognosa e imbarazzante, così spaventosa che non si osa nominarla: gli altri non vogliono sentire pronunciare questa parola ad alta voce per timore di esserne contagiati a loro volta, o che ciò possa indurre il destino a infliggere loro il medesimo orrore.

Lo stile può essere un po' ostico e pesante, avrete voglia di abbandonare il romanzo che appunto nella parte iniziale è di una lentezza unica, e a volte anche mortalmente noioso.
Ma vi dico di tenere duro perché la vostra pazienza sarà ripagata da una svolta inaspettata (o forse no nel caso siate dotati di un buon intuito).

Alla fine il voto è di CINQUE STELLINE giusto perché non posso dargliene almeno cento.
Una lettura che non è per tutti, ma che rapisce il cuore di quei pochi che hanno lo stomaco di sopportarlo.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

2 commenti:

  1. Grazie per avermi citato, e felice di essere d'accordo con te. Il titolo del post tra parentesi quadre mi ha fatto spanzare! :-D

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  2. Un libro che già avevo puntato e credo che finirà come per Nowhere Girls, quando la tua recensione mi aveva dato la spinta finale per acquistarlo! :9

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