giovedì 26 aprile 2018

Sofia dell'oceano di Marco Nucci e Kalina Muhova

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Oggi in vista dell'imminente inizio del Comicon, voglio parlarvi di una graphic novel bellissima che ho avuto modo di leggere la scorsa settimana grazie alla casa editrice.
Ringrazio quindi la Tunué per avermi permesso di poter leggere una piccola perla come questa.

Sto parlando di...

 


[LA RECENSIONE E' SPOILER FREE]

TitoloSofia dell'oceano
Autori: Marco Nucci e Kalina Muhova
Pagine: 186 (Copertina rigida)
Data di uscita: 22 Marzo 2018
Editore: Tunué

Collana: Extra
Prezzo: € 27,00
Sofia ha sette anni, è alta come un portaombrelli, e una strana malattia chiamata Ombra Rossa la tiene lontana dall'aria di città perché vivere troppo potrebbe trasformarla in una corona di crisantemi. Così la bambina, chiusa in una villetta sul mare insieme agli incomprensibili zii, condivide i suoi pensieri con la bambola Veronica, un gattone di nome Meo e l'Oceano, a cui spedisce delle lunghe lettere nella bottiglia chiedendo un vestito rosa, la conoscenza del mondo e dei veri amici. Un giorno l'Oceano risponde inviandole Occhioblu, il Capitano di una ciurma di conigli, ragni, fenicotteri e cavalli marini che la porta in viaggio dentro un sommergibile, per sconfiggere insieme il Principe Malattia e raggiungere i leggendari cristalli guaritori, nascosti nel fondo degli abissi.

Come leggiamo dalla trama Sofia ha sette anni, è alta come un portaombrelli (ma che cosa strana è? XD un paragone assurdo che mi ha fatta sorridere mentre leggevo) ed è molto malata. questa sua malattia la tiene lontana dalla vita normale di città perché sennò crepa in due secondi e ciao ciao al bel cappotto di legno che i suoi zii dovranno farle.
I suoi zii sono simpatici quanto un'unghia incarnita in un bel paio di scarpe strette e l'unica nota di gioia nella vita della bambina è la sua unica amica, nonché bambola, Veronica (se non contiamo Meo).
Vivendo vicino al mare per una questione salutare, Sofia è affascinata dall'oceano che lei considera come un amico stretto a cui confidare paure e problemi, ed è proprio per questo che un giorno decide di scrivergli una lettera.
La cosa bella è che... L'OCEANO RISPONDE!
Sarà proprio Capitan Occhioblu, con la sua ciurma antropomorfa a trascinare Sofia in una incredibile avventura, cioè quella di addentrarsi nelle profondità marine dove vivono annidate le peggio cose indicibili per sconfiggere il nemico.

Se questa trama vi ricorda qualcosa, vuol dire che anche voi come me avete letto (e probabilmente amato) L'atro antro di Lemony Snicket, undicesimo volume nella saga di Una serie di sfortunati eventi che vede protagonisti i tre fratelli Baudeaire, chiusi in un sommergibile alla ricerca di quella dannata zuccheriera!

L'ambientazione così simile al libro letto, non è stata una nota negativa, anzi mi è piaciuta moltissimo perché veder rappresentata la vita sotto'acqua, la vita nel sottomarino e le relazioni che si instaurano tra i vari membri dell'equipaggio mi ha fatta sentire quasi a casa, in un ambiente familiare e conosciuto.

La storia si presenta a noi come una favola moderna, da far leggere a grandi e piccini perché anche se 'siamo quasi nel tremila' (come piace dire a mia madre), abbiamo ancora bisogno di sognare e lasciarci trasportare in mondi lontani, impegnati nelle mille battaglie contro un calamaro gigante o contro il cattivo di turno (che nel nostro caso è Christopher Pain, un cognome un programma!).
Perché citare un calamaro gigante? Perché oltre a Lemony Snicket, che magari in pochi conoscono, il paragone che viene facilissimo da fare è quello con Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne e quindi Capitan Occhioblu diventa subito il migliore amico del Capitano Nemo.

Quindi gambe in spalla per salpare sul Palla 6 alla volta della caverna più oscura delle profondità marine in cui si nasconde la cura per tutti i mali, e forse anche una cura per la piccola Sofia che potrebbe liberarsi una volta per tutte dell'Ombra rossa, questa terribile e scocciante malattia che la attanaglia!

La delicatezza dei disegni, unita ad una storia toccante caratterizzata dal profondo bisogno di amicizia, di supporto, di aiuto e di spensieratezza che contraddistingue la nostra piccola ma coraggiosa protagonista, rendono Sofia dell'Oceano una perla rara, da custodire e rileggere, da tenerci stretta nei momenti di sconforto per ricordarci che con la giusta compagnia, perfino Capitan Malattia può essere sconfitto.

La metafora che mi ha colpito particolarmente è stata quella dell'inquinamento e di come l'uomo abbia distrutto quanto ha di più caro su questa terra, e cioè la terra stessa.
Una terra sfruttata, dilaniata, ridotta all'osso, dove le persone alzano gli occhi al cielo e all'ennesima fumata nera, nell'indifferenza più totale riflettono sul fatto che di lì a poco moriranno.
Questo senso di impotenza, di arrendevolezza, di totale sfacelo viene messo in contrapposizione con Capitan Occhioblu e la sua ciurma irrequieta che non riesce a star ferma un attimo ed è tutto un correre di qua e di là per parlare con gli altri sottomarini e monitorare le attività del Principe Malattia.

Ho adorato ogni singola pagina, lo stile dei disegni delicato, nel suo tratto a matita morbido e sfumato (che azzardo, mi ha ricordato anche il metodo rappresentativo de Il porto proibito di Radice e Turconi).
Sono sincera, la storia mi è sembrava un pelino troppo corta, avrei voluto qualche azione in più o che la percezione temporale facesse capire che in realtà era passato molto più tempo dall'inizio della storia.

L'utilizzo della scala di grigi nelle tavole ha dato al tutto un aspetto sfocato e nebuloso, che per quanto di solito io non apprezzi moltissimo, in questo caso cascava a fagiolo e mi ha davvero incantata.

Alla fine, la graphic novel si è meritata un punteggio di ben QUATTRO STELLINE perché come ho scritto sopra, abbiamo ancora bisogno di favole che ci insegnino che col coraggio e l'amicizia e la forza di volontà tutti i draghi possono essere ancora sconfitti.

Voi l'avete letta? Ci sarete al Comicon?
Fatemi sapere!

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!


Con amore,
Svamps.