lunedì 19 marzo 2018

Review Party: Coco di Elena Triolo



Lo trovate sul mio profilo instagram!



Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo lunedì ombroso anche se è la festa del papà.
Oggi nuovo post sul blog, infatti Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog un REVIEW PARTY,  dedicato a 'Coco' di Elena Triolo.
(Uscito il 15 marzo per Hop!Edizioni a € 18,00)


L'immagine può contenere: sMS


Questo volume è il sesto di una serie di picture books dedicate a grandi figure femminili del panorama artistico, che sia scrittura, musica, canto, pittura, moda, insomma di tutto!
Pensata come linea all ages, è consigliata a partire dai 12 anni. 
Il mese scorso vi abbiamo parlato di Frida, mentre oggi vi parliamo di:






TitoloCoco
Autore: Elena Triolo
Pagine: 88 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 15 Marzo 2018 
Editore: Hop! Edizioni
Collana: Per Aspera ed Astra
Prezzo: € 18,00
La storia di Coco è la storia di un’incredibile ascesa: la rivincita della contadina. Figlia di ambulanti, divenuta ricchissima e celebre in tutto il mondo, da adulta ha rinnegato le umili origini e l’infanzia trascorsa in orfanatrofio e ha costruito una biografia personale, mistificando la realtà. Il libro ripercorre invece la vita rinnegata, illustrando le ascese e le cadute di Coco, dai tentativi fallimentari di diventare cantante di caffè-concerto alle prime attività come modista a Parigi e Deauville fino alla nascita dell’impero Chanel con la collaborazione dell’adorato Boy Capel. Per non dimenticare il rapporto con la spia tedesca Spatz, l’accusa di collaborazionismo con il regime nazista e la fine della casa di moda, gloriosamente rinata negli anni Cinquanta, con il favore americano. Elena Triolo elabora – con il suo tratto sicuro e graffiante – un’interpretazione fiera e altera della stilista, non senza un tocco di ironia.



Allora, partiamo dal fatto che io della signora Gabriellina Buonora Chanella non sapevo proprio niente se non quella frase sul togliersi qualcosa prima di uscire (che fa tanto Less is more di Mies ma vabbuò), quindi leggere questo picture book mi ha fatto conoscere una personalità veramente strana, nonostante l'impatto che ha avuto sulla società (e ovviamente sulla moda).

Diciamo che da quello che ho letto, se dovessi dire: oh che simpatica la signora Gabriellì!, beh state certo che non lo farei.
Era una donna strana, schiva, altezzosa e con la tendenza ad omettere particolari del suo passato perché se ne vergognava.
Per certi versi, alcune parti del racconto mi hanno ricordato un po' il film sulla vita di Edith Piaf, interpretato da Marion Cotillard.

In comune l'abbandono o l'incuria genitoriale, la povertà, la vita in strada, e poi i bar e i café, la voglia di sfondare e diventare qualcuno.

Gabriellì inoltre, ha avuto tantissimi amanti, ma un solo grande amore (che poi l'ha appesa e s'è sposata co n'altra, ma vabbè, dettagli!). Cosa assolutamente sconvolgente, ha avuto addirittura una relazione con una spia nazista e lei stessa è stata arrestata ed accusata di complottismo!

HAI CAPITO A CHANEL?!?!? (Ciao gomorra, ciao)

Sono cose che di certo non ti immagini da colei che ha creato il concetto di icona di stile per eccellenza.
E la cosa bella di questi picture book della Hop è proprio questa: venire a contatto con la realtà della donna DIETRO al personaggio pubblico.
Non si può negare che Coco abbia dettato legge nell'ambito della moda e che abbiamo gettato le basi  dello stile e dell'eleganze femminile già agli nei primi anni del novecento, ma da ciò che ho letto è innegabile il fatto che non fosse per niente una donna facile.
Anzi spesso era un po' stronza ed acidella.
Anche a 71 anni quando ha deciso di rimettersi a cucire in prima persona per migliorare le sue collezioni, era presa da una frenesia quasi malata.
Era ossessionata dalla perfezione, dagli orli, dal giro manica, dalla cuciture eseguite a regola d'arte (quasi quanto mio padre quando si mettono a squadro i muri da costruire).

Insomma mi ha trasmesso quasi una certa ansia.
Voi direte: uggesù Svamps e perché mai?
Perché la 'fame di vita', il desiderio di riscatto e di vendetta, la voglia di surclassare tutto e tutti, che traspaiono da queste pagine mi hanno messo addosso un senso di inadeguatezza, un pizzico di dispiacere e non lo nego un certo shock.

Le prime pagine sono state interessantissime, perché abbiamo un'analisi di quei 'luoghi comuni' della famiglia Chanel, come se alcune cose accadute fossero quasi una maledizione/eredità, e pare quasi che tutto accada per sgretolare il mondo di Gabrielle fin dai primi giorni di vita, quando era attaccata al seno di sua madre magrissima ed in povertà, a vendere cestini di vimini al mercato, mentre suo padre era in giro per varie fiere (a fare il fariniello per dirla in maniera gentile!)

(per la trad. di fariniello: Fare il farinello significa comportarsi da manierato cicisbeo e nei tempi attuali, vestirsi, atteggiarsi e comportarsi in modo affettato e eccessivamente curato. Alcuni ritengono erroneamente che l'espressione si riferisca all'evirato soprano settecentesco Carlo Broschi detto Farinelli. Invece nasce in ambiente teatrale dove le parti delle commedie erano assegnate secondo rigide divisioni. All'attor giovane erano riservate le parti dell'innamorato o del cicisbeo. E ciò avveniva sempre anche quando l'attore designato , per il trascorrere del tempo non era piú tanto giovane e allora per lenire i danni del tempo era costretto a ricorre più che alla costosa cipria, alla più economica farina. Fonte: qui)

E' stato illuminante leggere di tutto quello che le è accaduto, quasi come a giustificare poi determinate scelte stilistiche, e lasciatemelo dire, Gabrielle è stata per un bel po' un'arrampicatrice sociale. E' brutto da dire, ma la sua 'fame di vita', quella ossessione di raggiungere un traguardo, hanno fatto si che lei adoperasse ogni mezzo per arrivare al proprio scopo.

Molte volte non erano scelte ortodosse ed in seguito edulcorerà parecchi episodi della sua vita per renderlo 'appetibile' e decisamente più 'stilosi' se così possiamo definirli.

Alla fine è stata un personaggio degno di nota, una donna che per quante volte sia stata sconfitta dalla vita, ha sempre trovato il modo di rialzarsi a testa alta, togliersi la polvere dalle spalle tipo nigga, e creare qualcosa di talmente bello da comunicare un grande vaffa al mondo che non la apprezzava a dovere!


Bella Sciané!


Bene ragazzi, la recensione la chiudo qui perché non voglio straparlare.
Sono riuscita ad incuriosirvi tanto da spingervi a leggerlo?
Spero di si perché a me è piaciuto veramente tanto.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.

Con amore,
Svamps.

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