lunedì 19 marzo 2018

Review Party: Coco di Elena Triolo



Lo trovate sul mio profilo instagram!



Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo lunedì ombroso anche se è la festa del papà.
Oggi nuovo post sul blog, infatti Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog un REVIEW PARTY,  dedicato a 'Coco' di Elena Triolo.
(Uscito il 15 marzo per Hop!Edizioni a € 18,00)


L'immagine può contenere: sMS


Questo volume è il sesto di una serie di picture books dedicate a grandi figure femminili del panorama artistico, che sia scrittura, musica, canto, pittura, moda, insomma di tutto!
Pensata come linea all ages, è consigliata a partire dai 12 anni. 
Il mese scorso vi abbiamo parlato di Frida, mentre oggi vi parliamo di:






TitoloCoco
Autore: Elena Triolo
Pagine: 88 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 15 Marzo 2018 
Editore: Hop! Edizioni
Collana: Per Aspera ed Astra
Prezzo: € 18,00
La storia di Coco è la storia di un’incredibile ascesa: la rivincita della contadina. Figlia di ambulanti, divenuta ricchissima e celebre in tutto il mondo, da adulta ha rinnegato le umili origini e l’infanzia trascorsa in orfanatrofio e ha costruito una biografia personale, mistificando la realtà. Il libro ripercorre invece la vita rinnegata, illustrando le ascese e le cadute di Coco, dai tentativi fallimentari di diventare cantante di caffè-concerto alle prime attività come modista a Parigi e Deauville fino alla nascita dell’impero Chanel con la collaborazione dell’adorato Boy Capel. Per non dimenticare il rapporto con la spia tedesca Spatz, l’accusa di collaborazionismo con il regime nazista e la fine della casa di moda, gloriosamente rinata negli anni Cinquanta, con il favore americano. Elena Triolo elabora – con il suo tratto sicuro e graffiante – un’interpretazione fiera e altera della stilista, non senza un tocco di ironia.



Allora, partiamo dal fatto che io della signora Gabriellina Buonora Chanella non sapevo proprio niente se non quella frase sul togliersi qualcosa prima di uscire (che fa tanto Less is more di Mies ma vabbuò), quindi leggere questo picture book mi ha fatto conoscere una personalità veramente strana, nonostante l'impatto che ha avuto sulla società (e ovviamente sulla moda).

Diciamo che da quello che ho letto, se dovessi dire: oh che simpatica la signora Gabriellì!, beh state certo che non lo farei.
Era una donna strana, schiva, altezzosa e con la tendenza ad omettere particolari del suo passato perché se ne vergognava.
Per certi versi, alcune parti del racconto mi hanno ricordato un po' il film sulla vita di Edith Piaf, interpretato da Marion Cotillard.

In comune l'abbandono o l'incuria genitoriale, la povertà, la vita in strada, e poi i bar e i café, la voglia di sfondare e diventare qualcuno.

Gabriellì inoltre, ha avuto tantissimi amanti, ma un solo grande amore (che poi l'ha appesa e s'è sposata co n'altra, ma vabbè, dettagli!). Cosa assolutamente sconvolgente, ha avuto addirittura una relazione con una spia nazista e lei stessa è stata arrestata ed accusata di complottismo!

HAI CAPITO A CHANEL?!?!? (Ciao gomorra, ciao)

Sono cose che di certo non ti immagini da colei che ha creato il concetto di icona di stile per eccellenza.
E la cosa bella di questi picture book della Hop è proprio questa: venire a contatto con la realtà della donna DIETRO al personaggio pubblico.
Non si può negare che Coco abbia dettato legge nell'ambito della moda e che abbiamo gettato le basi  dello stile e dell'eleganze femminile già agli nei primi anni del novecento, ma da ciò che ho letto è innegabile il fatto che non fosse per niente una donna facile.
Anzi spesso era un po' stronza ed acidella.
Anche a 71 anni quando ha deciso di rimettersi a cucire in prima persona per migliorare le sue collezioni, era presa da una frenesia quasi malata.
Era ossessionata dalla perfezione, dagli orli, dal giro manica, dalla cuciture eseguite a regola d'arte (quasi quanto mio padre quando si mettono a squadro i muri da costruire).

Insomma mi ha trasmesso quasi una certa ansia.
Voi direte: uggesù Svamps e perché mai?
Perché la 'fame di vita', il desiderio di riscatto e di vendetta, la voglia di surclassare tutto e tutti, che traspaiono da queste pagine mi hanno messo addosso un senso di inadeguatezza, un pizzico di dispiacere e non lo nego un certo shock.

Le prime pagine sono state interessantissime, perché abbiamo un'analisi di quei 'luoghi comuni' della famiglia Chanel, come se alcune cose accadute fossero quasi una maledizione/eredità, e pare quasi che tutto accada per sgretolare il mondo di Gabrielle fin dai primi giorni di vita, quando era attaccata al seno di sua madre magrissima ed in povertà, a vendere cestini di vimini al mercato, mentre suo padre era in giro per varie fiere (a fare il fariniello per dirla in maniera gentile!)

(per la trad. di fariniello: Fare il farinello significa comportarsi da manierato cicisbeo e nei tempi attuali, vestirsi, atteggiarsi e comportarsi in modo affettato e eccessivamente curato. Alcuni ritengono erroneamente che l'espressione si riferisca all'evirato soprano settecentesco Carlo Broschi detto Farinelli. Invece nasce in ambiente teatrale dove le parti delle commedie erano assegnate secondo rigide divisioni. All'attor giovane erano riservate le parti dell'innamorato o del cicisbeo. E ciò avveniva sempre anche quando l'attore designato , per il trascorrere del tempo non era piú tanto giovane e allora per lenire i danni del tempo era costretto a ricorre più che alla costosa cipria, alla più economica farina. Fonte: qui)

E' stato illuminante leggere di tutto quello che le è accaduto, quasi come a giustificare poi determinate scelte stilistiche, e lasciatemelo dire, Gabrielle è stata per un bel po' un'arrampicatrice sociale. E' brutto da dire, ma la sua 'fame di vita', quella ossessione di raggiungere un traguardo, hanno fatto si che lei adoperasse ogni mezzo per arrivare al proprio scopo.

Molte volte non erano scelte ortodosse ed in seguito edulcorerà parecchi episodi della sua vita per renderlo 'appetibile' e decisamente più 'stilosi' se così possiamo definirli.

Alla fine è stata un personaggio degno di nota, una donna che per quante volte sia stata sconfitta dalla vita, ha sempre trovato il modo di rialzarsi a testa alta, togliersi la polvere dalle spalle tipo nigga, e creare qualcosa di talmente bello da comunicare un grande vaffa al mondo che non la apprezzava a dovere!


Bella Sciané!


Bene ragazzi, la recensione la chiudo qui perché non voglio straparlare.
Sono riuscita ad incuriosirvi tanto da spingervi a leggerlo?
Spero di si perché a me è piaciuto veramente tanto.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.

Con amore,
Svamps.

giovedì 15 marzo 2018

Nowhere Girls [tremate tremate, le ragazze son tornate] di Amy Reed


Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo giovedì che sa tanto di weekend.

(Certo come no, Svamps.)

Oggi vi parlo di un libro bellissimo, dal titolo ovviamente saprete già a cosa mi riferisco, e se mi seguite un po' in ogni dove sapete pure che ne ho parlato praticamente dappertutto, su instagram sia in foto che diretta, su youtube (non a caso è finito nei miei preferiti del mese), e addirittura in radio in una puntata pseudo femminista (potete riascoltarla qui se ve la siete persa).
Insomma vi racconto di:



 
Copertina italiana ed originale a confronto



Titolo: Nowhere Girls

Titolo originale: The Nowhere Girls
Autore:  Amy Reed
Pagine: 368 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 27 febbraio 2018

Editore: Piemme

Prezzo: € 17,00
Chi sono le Nowhere Girls? Sono tutte le ragazze, ma per cominciare sono in tre: Grace, tenera e impacciata, è nuova in città, dove si è dovuta trasferire a causa dei pregiudizi nei confronti della madre; Rosina, lesbica e punk, sogna di diventare una rockstar, ma è costretta a lavorare nel ristorante messicano di famiglia; ed Erin, un'asperger con due fissazioni, Star Trek e la biologia marina, vorrebbe assomigliare a un androide ed essere in grado di neutralizzare le emozioni. In seguito a un episodio di stupro rimasto impunito, le tre amiche danno vita a un gruppo anonimo di ragazze per combattere il sessismo nella scuola. Le Nowhere Girls, una moltitudine di voci diverse, dovranno superare la paura e l'imbarazzo per confrontarsi con coraggiosa onestà e opporsi alle minacce di chi si sente forte e non è disposto a mettersi in discussione. Ma alla fine riusciranno in ciò che sembrava impossibile: le cose possono cambiare e tutti hanno diritto alla felicità. Senza compromessi. Senza discriminazioni.


Come potete leggere dalla trama (e grazie per aver mantenuto la stessa copertina), abbiamo un caso di violenza sessuale rimasto impunito, la vittima è passata per una pazza bugiarda ed ha dovuto cambiare città, gli stupratori continuano ad andare a scuola con le altre ragazze e tutta la cittadina è tornata a fare finta di niente, nascondendo la testa sotto una mare di sabbia e di omertà, sonnolenta e bigotta, come solo le piccole cittadine possono essere.

Le tre protagoniste, diversissime tra loro per colore della pelle, orientamento sessuale, orientamento religioso, condizione mentale (insomma questo libro è l'apoteosi della diversità e MI PIACE), si trovano loro malgrado ad essere convogliate verso quello che sarà un battagliero tentativo di risolvere il caso e fare giustizia.
Abbiamo Grace, devota ed aggraziata; Rosina, combattiva ma fragile; ed infine Erin, con i suoi capelli tagliati a zero e la sua passione per la biologia marina e Star Trek.
Ma abbiamo anche il fantasma di Lucy che aleggia tra loro, e quello di tante altra ragazze della scuola, che non hanno mai fatto niente per dimostrare la verità.

E poi abbiamo loro, i 'veri uomini di Prescott'...
Coloro che sul web inneggiano alla competizione tra uomini per il raggiungimento di un traguardo al maggior numero di ragazze portate a letto, che scommettono sulle verginelle, che dispensano consigli su come praticamente costringerle ad avere rapporti sessuali con loro, sobrie e non.

Insomma, come farsi venire l'acidità di stomaco leggendo ben pochi capitoli.

Questo libro è stato un caleidoscopio di eventi ed un uragano di emozioni, se in una pagina ero incazzata, in quella dopo ero disgustata, l'altra ancora ero allibita, quella dopo ancora ero dispiaciuta, o sorridente, o inorridita.
Insomma, leggendolo Hermione non vi potrà mai accusare di avere la varietà di emozioni di un cucchiaino perché le proverete TUTTE, pure quelle più impensabili.
Desidererete picchiare qualcuno, spaccare un vetro, gettare un vaso dalla finestra, strapparvi i capelli.
Ci sono tanti di quei cliché che noi donne siamo abituate a sentire in continuazione, che vi si torceranno le budella, ma c'è anche tanta 'ignoranza'.
Leggendolo mi sono resa conto di quanto questo romanzo sia uno specchio della realtà, e per ignoranza intendo quella sessuale.
Molto spesso le ragazze si ritrovano a parlare tra loro delle esperienze avute, dei fidanzati, e del fatto che quasi nessuna di loro si gode il sesso perché non sa neanche come fare, o teme di non poter pretendere alcune cose come il provare piacere o raggiungere l'orgasmo, o non riesce ad affrontare l'argomento col proprio ragazzo.
E si ha, leggendo, una sorta di consapevolezza su quanto Chimamanda avesse ragione nel suo Quindici consigli per crescere una bambina femminsta quando dice di dover parlare con le nostre figlie del sesso, del rapporto col proprio corpo e di come affrontare al meglio e quanto più preparate possibile, la cosa.

E' per questo che vi dico che questo libro mi è piaciuto da tutti i punti di vista, dalle numerose diversità, ai temi trattati, senza mai indorare troppo la pillola, e soprattutto partendo da una base affine a Moxie di Jennifer Mathieu, ovvero la consapevolezza di noi stesse in quanto donne stanche di essere relegate sempre a ruoli minori, od oggetto di scherno e battute a sfondo sessista, di discriminazioni per il nostro sesso, insomma di tutto quello che dobbiamo subire quotidianamente!

Mi spiace per quelli che in radio mi hanno ascoltata per un'ora ad infervorarmi di tutte queste cose, ma DOVEVO, e ringrazio coloro che invece hanno apprezzato tutte le belle letture proposte, dove ovviamente Nowhere Girls la fa da padrone!


Nel complesso è stato un flusso di emozioni, di eventi e di parole che risultavano quasi sempre perfette ai miei occhi, nonostante il tema non fosse propriamente allegro.

Piccola ma grande menzione per il personaggio di Erin che ho amato dalla prima all'ultima pagina e per quello che mi ha insegnato coi suoi discorsi.

Alla fine il voto è di CINQUE STELLINE perché questo è stato davvero uno dei libri più belli che abbia letto in questi primi due mesi del 2018, e non a caso è finito nei preferiti del mese di febbraio (c'è il video sul mio canale youtube e precisamente qui), ed io non potrò mai consigliarvelo abbastanza per quanto mi è piaciuto.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

mercoledì 14 marzo 2018

La principessa si salva da sola (in questo libro) di Amanda Lovelace

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo martedì in cui mancano solo TREDICI GIORNI al mio trentesimo compleanno.

A N S I A ! ! !

Aniuei non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Oggi vi parlo di:




 


TitoloLa principessa si salva da sola
Titolo originale: The princess saves herself in this one
Autore:  Amanda Lovelace
Pagine: 195 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 27 febbraio 2018
Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Parole
Prezzo: € 15,00
Una giovane donna mette nero su bianco frammenti della sua anima: parole che ripercorrono le tappe di un percorso di crescita, accettazione e scoperta - di sé, del proprio valore e della propria forza. Un viaggio in versi attraverso l'esperienza dell'amore e del dolore, della perdita e della rinascita. Si ricorda bambina, quando credeva nelle favole e aspettava un principe che arrivasse a salvarla. Si rivede prigioniera in una torre inespugnabile, vittima di sguardi, giudizi e false promesse, intrappolata in un corpo che lei stessa non aveva ancora imparato ad amare, fragile custode di un cuore di cristallo. Fino a quando, costretta dal destino ad attraversare il fuoco, capisce di non esserne stata annientata, di poter rimettere insieme tutti i pezzi, uno dopo l'altro, parola dopo parola. Scoprendo proprio in quelle parole, che sempre le hanno dato conforto, l'arma più potente per difendersi e salvarsi da sé, unica regina della propria vita. Amanda Lovelace ci accompagna in un viaggio catartico, un esempio di resilienza, un messaggio per tutte le donne: se vuoi ribaltare gli stereotipi e sfuggire ai ruoli che gli altri intendono cucirti addosso, scrivi da sola la tua storia.

Questo è uno dei libri che, insieme a quello di Rupi Kaur l'anno scorso, ha diviso le masse.
C'è a chi ha fatto schifo e chi se ne è innamorato.
Chi non lo considerava manco poesia per le numerose volte in cui si scrive una parola e si va a capo e chi crede che sia questo il futuro della vera poesia.

Insomma un bel grattacapo.
Io mi trovo nel mezzo, ma andiamo con ordine!

Questa è una raccolta di versi, inizialmente autopubblicata, poi notata dall'autore della Kaur e quindi ripubblicata con editore ed infine approdata in Italia.
Si divide in quattro parti: la principessa, la damigella, la regina, tu.
In ogni parte l'autrice ci rende partecipi di tutte quelle esperienze, positive o negative, che l'hanno segnata nella vita, e devo dire che spesso non è facile leggere con distacco di determinati avvenimenti particolarmente brutti.
La freddezza, quasi impassibilità, con cui la Lovelace ci racconta gli abusi subiti, come se quasi non la toccassero, mentre in realtà le parole tagliano come coltelli, mi ha fatto venire una stretta allo stomaco.

Ho divorato pagine su pagine mettendo le orecchiette a tutti i versi che mi piacevano e a libro finito, devo dire, che ne erano davvero parecchie.
Pensate che l'ho letto in mezz'ora e forse avrei dovuto prenderlo con più calma.
Ho questo modo di affrontare le cose che proprio non mi fa godere fino in fondo ciò che sto facendo.

Le pagine finali le ho apprezzate meno, sono sincera.
C'è una poesia sui millenials bellissima che riassume alla perfezione perché siamo una generazione di sognatori falliti con troppe speranze e zero fatti (parlo a livello super super generale, quindi non prendetela sul personale che la prima sognatrice fallita sono io insomm eh).

Nel complesso è stato un flusso di pensieri liberi, poco edulcorati e filtrati (concedetemi il termine), mi è piaciuto e spesso mi sono trovata ad immaginare la vita dell'autrice via via che scriveva le varie fasi della struttura del libro.

Alla fine il voto è di TRE STELLINE E MEZZO perché l'ultima parte l'ho trovata un po' più sottotono se così possiamo definirla e mi ha presa emotivamente di meno, ma trovo comunque la lettura molto valida e soprattutto veloce (se come me, macinate queste brevi poesie una dopo l'altra).

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

lunedì 12 marzo 2018

5ª Tappa Blogtour: "Kids with Guns" di Capitan Artiglio


Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Nuovo schifedì, ansia a palate per le consegne da fare ed un bel BLOGTOUR in arrivo!

Oggi, Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog la quinta tappa del blogtour dedicato a 'Kids with Guns' di Capitan Artiglio.
(In uscita il 15 Marzo per Bao Publishing a € 20,00)

Questo evento organizzato in collaborazione con altri fantastici blogger, di cui vi consiglio le tappe e le recensioni.


Innanzitutto di seguito troverete il calendario con tutte le tappe.



Nel caso siate dei pigri fracidoni, vi linko di seguito blog e tappe! (basta cliccare sul link per essere reindirizzati ai vari blog) 


2 marzo
Ever POP 

www.everpopblog.blogspot.it
Recensione e annuncio giveaway

5 marzo
Il colore dei libri 

www.ilcoloredeilibri.blogspot.itL'ambientazione del libro

7 marzo 
Ju Caffè

www.jucaffe.blogspot.it5 motivi per leggerlo

9 marzo 
Emozioni in font

www.emozioninfont.com

Recensione

12 marzo 
Oh ma che ansia

www.ohmacheansia.blogspot.it

I personaggi femminili del libro

Bene la mia tappa prevedeva di introdurvi  ai personaggi femminili forti presenti all'interno del graphic novel.

Le due figura principali sono: la bambina apparentemente muta di sette anni, bravissima con le pistole e proveniente da un'altra dimensione, un po' Eleven di stranger Things, un po' Beatrix Kiddo/O'ren Ishii di Kill Bill, e Meeme 'Sinfonia' Wallace, cacciatrice di taglie ed eccelsa pistolera, nonché la figlia del leggendario Orecchio Assoluto, altro super cacciatore di taglie.

(Wallace come Mia in Pulp Fiction, coincidenze? Io non credo)

Ma partiamo da Bambina (la chiameremo così, anche se Luigi ha deciso di chiamarla Senza Nome, ma a me ricorda troppo Senza Volto de La città incantata e quindi).
Sette anni, apparentemente muta, abbandonata da chissà chi, chissà dove, e ritrovata da Dave Doolin grazie ad uno dei teschi di Moloch che suo padre ha lasciato in eredità ad ognuno dei suoi figli, teschi da poteri strabilianti che conferiscono al loro possessore qualche abilità particolare.

Ci da la giusta impressione di essere totalmente spaesata, di non sapere cosa fare e soprattutto di chi fidarsi.
Viene accolta da Dave, ma c'è stata una scena in cui mi è sembrata ancora più spaventata, come se fosse caduta dalla padella alla brace e c'è forse un buco nella trama che altro non è che un loop temporale che mi ha mandato un po' in confusione.
Lei stessa sembra esserne confusa.



Bambina ce la mette tutta per non deludere le aspettative di Dave, che da buon padre adottivo fuorilegge e terrorizzato per la vita di sua figlia, la affida alle cure amorevoli di Meeme, pistolera verde e cacciatrice di taglie.

Meeme accoglie Bambina in casa, le cura le ferite riportate durante la sparatoria al saloon, ma mette subito in chiaro cosa bisogna sapere per farcela da soli.
E' stata proprio Meeme infatti ad addestrarla con le pistole (ed ecco il nostro maestro nella foresta) e a trattarla come una sorella minore. (Tenerissima la scena di loro due sul divano, con Meeme che carezza la testa rasata di Bambina.)

Sono entrambe forti, ma anche fragili.
Combattive ed appassionate come solo noi donne sappiamo essere! (Siamo donne, oltre alle pistole c'è di pppppiùùùù)
C'è pure un po' de romance che ce piace sempre (mi è partita la ship fortissimo e quindi Artì caccia subito il secondo che voglio sapere come finisci tra tusaichi e tusaisemprechi).
E quindi in un fumetto popolato di uomini, gente che si ammazza, dinosauri pazzi, adolescenti superbi e sparatorie che Straigh outta Compton levate proprio, due figure femminili forti che fanno il mazzo agli altri CI STANNO DA PAURA.


Watch out Thunder city perché la bambina con le pistole (le - le) è a piede libero!


(Potete sfogliare le prime pagine del volume qui.)

Du' parole su Kids with guns.

Non conoscevo Capitan Artiglio, (è del '93 wajù ci rendiamo conto?!??!?!?) ma lo vedevo citato in continuazione sulla pagina Bao, quando ogni tanto venivano caricati i suoi disegni o qualche schizzo di Kids with guns e già da lì il mio pensiero era: ma questo disegna solo dinosauri?

La risposta è no, non disegna solo dinosauri, ma nella sua storia ce ne sono un bel po' (roba che se ci fossi IO all'interno del graphic noval, beh avrei OVVIAMENTE un velociraptor, visto che lo imito così bene! Quindi Artì se sei all'ascolto, sappi che mi dovrai sketchare un velociraptor <3 ).



da notare lo pterodattilo sullo sfondo *_*


La cosa figa di questa storia, che ve lo anticipo già mi è piaciuta veramente ma veramente tanto (4,5/5 stelline su Goodreads), è che mescola cose così assurde che insieme stanno alla perfezione!
Ricordo di aver visto secoli fa un film con Daniel Craig, (che dire trash è dire poco) e cioè Cowboys & aliens...
Wajù cowboy ed alieni??? Jamm! Siamo quasi ai livelli di Sharknado.
Quindi è stato quasi is
tantaneo chiedermi: Artì, western E DINOSAURI??? Jamm che ti è saltato in mente?
E niente, genialità pura.
Scazzottate tipiche degli spaghetti western, dialoghi secchi, a metà tra il sarcasmo e l'idiozia, ambientazioni desolanti con mondi paralleli e varchi spazi temporali, la bambina con le pistole moderna Eleven di Stranger Things, Dave Doolin che quando glie esce il fumo da tutti gli orifizi, rovescia gli occhi al cielo quasi come Mia in Pulp fiction, per non parlare delle chicche scoperte grazie a Simone nel suo post (che potete leggere qui), cose che non sapevo nella mia immensa ignoranza, ma che mi hanno acculturata così eviterò di fare figure di merda, quando parlerò in giro di Kids with guns (cosa che ho fatto in radio la settimana scorsa, e la mia amica Sara è rimasta veramente interdetta ahahaha - parlarne intendo, non fare figure di merda).

In sintesi che succede qua dentro?
Abbiamo l'incontro nel saloon dei tre fratelli Doolin, i banditi più ricercati del west con certe taglie sulla testa che superenalotto LEVATE!, per organizzare il recupero di una refurtiva.
Sullo sfondo desolazione desertica e dinosauri.
All'improvviso Dave presenta 'sua figlia', una ragazzina all'apparenza muta, che ha adottato preso da un momento di compassione.
I novelli zii acquisiti non prendono molto bene la cosa, ma quello che non sanno è che Bambina (la nostra Eleven per intenderci - con una capigliatura alla Genny Savastano nelle prime stagione di Gomorra) è tipo un super mostro con le pistole e che se non si stanno zitti, li accoppa tutti.
Ovviamente a rovinare l'atmosfera familiare così calma e rilassata, ci pensa una bella sparatoria improvvisa, una fuga rocambolesca (questa parola la uso una volta ogni morte di papa ma mi piace un botto) e l'apparizione delle autorità (sempre in sella ai dinosauri).

E' qui che inizia davvero la storia.
Con qualche flashback e qualche sovrapposizione di eventi (c'è un capitolo con una scena all'interno che è una sorta di loop temporale alla Dark per intederci), veniamo a conoscenza di un breve frammento della vita di Bambina e di come arriva ad essere così brava con le pistole.
La nostra Kids with guns ha l'aria di nascondere degli indicibili segreti, segreti che custodisce senza dare  il minimo accenno di sé, ma allo stesso tempo è coraggiosa e tenace ed il suo addestramento mi ha ricordato moltissimo quello di Beatrix Kiddo in Kill Bill con il maestro nella foresta.
Ed è strano ma al contempo giusto, che il tema di questa sua adozione da parte di un fuorilegge funga da spunto per tutto quello che succederà in seguito.
Ho anche pensato fugacemente a Leon e Mathilda, ma presto paragone è stato spazzato via, sostituito da Sir Ballister e da Nimona (sarà un caso che entrambe partono da una folta capigliatura ed arrivano a raparsi quasi a zero alla cazzo di cane?) ma anche di Hopper ed Eleven.

Insomma, non posso ancora andare avanti perché finirei col raccontarvi tutto, ma per un discorso più approfondito vi rimando comunque a tenere d'occhio i video perché ce ne sarà da parlare nel wrap up di marzo! 

Ma state tranquilli che tra teschi magici, cyborg in tilt, donne pistolere e mondi paralleli, avrete di che sgranare gli occhi ve lo assicuro!


Vi ho incuriositi? Volete provare a vincerlo?


Vi lascio comunque tutti i dettagli:

Kids with Guns di Capitan Artiglio
Data di uscita: 15 Marzo 2018
Pagine: 208 pp
Prezzo: € 20,00


Tre fratelli fuorilegge, su un pianeta dove umani e sauri convivono (mica tanto pacificamente). Ciascuno di loro ha ricevuto un teschio con poteri mistici. Uno di loro ha ricevuto anche... una bambina, che non parla e non ha nome, ma che ha imparato molto bene a sparare. Il west incontra la preistoria, la società dei media e grosso guaio a Thunderat City, nel libro di esordio dell'enigmatico e bravissimo disegnatore noto al mondo semplicemente come Capitan Artiglio, qui nella veste di autore completo.









L'AUTORE
CAPITAN ARTIGLIO, nome d'arte di Julien Cittadino, nasce a Torino il 18 gennaio del 1993. Nel 2013 inizia a lavorare come grafico e illustratore per locandine di concerti e copertine di dischi, collaborazioni che lo portano a lavorare con artisti come Rancore & Dj Myke e Murubutu. Disegna da sempre vignette e fumetti, ma solo nel gennaio del 2016 rende pubblico il suo lavoro adottando lo pseudonimo di “Capitan Artiglio” (omaggio al videogioco Claw), postando regolarmente sui social. Oltre a Kids with guns, attualmente sta lavorando ai testi della serie online Sappy (disegni di Oscar e colori di Albhey Longo) per l'etichetta digitale Wilder.


Bene, il post finisce qui, ma non perdete le altre tappe!

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.


 
Con amore,
Svamps.