martedì 21 febbraio 2017

Lupetto Rosso di Amélie Fléchais, o anche l'altra faccia della medaglia

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Oggi recupero un'altra recensione, ho latitato troppo ultimamente e devo mettermi in pari!
E decido di farlo con una graphic novel dolcissima e che per me è stata decisamente TROPPO BREVE!

Sto parlando di...

 


[LA RECENSIONE E' SPOILER FREE]

TitoloLupetto Rosso
Autore: Amélie Fléchais
Pagine: 80 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 3 Ottobre 2016 
Editore: Tunué

Collana: Mirari
Prezzo: € 14,90
All'improvviso, una voce dolce gli chiese: "Perché piangi?" Lupetto rosso si voltò. Un bambina bionda, vestita in modo strano, lo fissava curiosa. Tutto sorpreso, Lupetto si ricordò di quello che gli avevano sempre insegnato: "Stai alla larga dagli umani!" Quella piccola umana, però, aveva l'aria tanto gentile e tanto fragile, che Lupetto le diede subito confidenza. 


Ecco, ora ditemi voi, con una intro del genere, non c'è da sentirsi un pelino inquietati?
DIREI PROPRIO DI SI.

Non vi dico il perché non spoilerare, ma di Lupetto Rosso posso dirvi che è una delle opere più belle e magiche che io abbia mai letto.

I disegni della Fléchais sono sogni divenuti realtà, che possiamo ammirare come da un vetro sfocato, immergendoci in una dimensione fantastica, acquerellata e delicata, con sentieri oscuri ed intricati, raccomandazioni materne MAI ascoltate ed un cestino di buonissimi coniglietti morti da mangiare.

(La svamps e le sue descrizioni sempre poetiche eh????)

Lupetto Rosso è il rovescio della medaglia della ben più famosa Cappuccetto, a cui mamma Lupo raccomanda di non allontanarsi dal sentiero e di stare in guardia dal cacciatore e dalla sua terribile figlia!
Quindi se da un lato abbiamo un lupo buono ed un umano cattivo, abbiamo anche lo stesso concetto di base di Cappuccetto: l'amore di una mamma che mette in guardia il proprio figlio dai pericoli esterni.

Mi sono immersa nella lettura, beandomi dei colori e dei paesaggi, delle tavole che in poche inquadrature rappresentavano una giornata intera e il veloce passaggio dal giorno alla notte.
Ho apprezzato il modo di rappresentare il lupetto come l'essere più tenerino e coccoloso del mondo, e invece l'aria da Mangiafuoco che ha il cacciatore.
Inoltre la metafora finale, quella del sentire sempre le due campane (non è un spoiler tranquilli... poi capirete perché) mi ha ricordato tantissimo le cazzate di mia madre a mio padre, quando afferma per certo di conoscere un dato fatto accaduto.

Ammetto che questa recensione è stata un po' criptica, ma davvero non posso dirvi di più se non : LEGGETELO, REGALATELO, AMATELO!
Non ve ne pentirete!


Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!


Con amore,
Svamps.

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