venerdì 18 novembre 2016

Review Tour: If I should die, Amy Plum




Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo venerdì che sa già di weekend.
Questo post è dedicato ad una recensione di un libro conclusivo di una saga di cui vi ho parlato proprio l'anno scorso.

Sto parlando di:



 
[Copertina italiana ed originale a confronto]



[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: If I should die
Titolo Originale: If I should die
Autore: Amy Plum
Pagine: 494 (Copertina rigida)
Data di uscita: 15 Novembre 2016
Editore: De Agostini
Collana: Le Gemme
Prezzo: € 14,90

Com’era la vita di Vincent prima di incontrarmi, prima di scoprire l’amore? Decenni di dolore e sacrificio, passati ad appagare la sua natura di revenant, a morire e a risorgere per salvare migliaia di innocenti. E proprio ora che credevamo di avere il futuro nelle nostre mani, siamo stati traditi nel peggiore dei modi da chi consideravamo un’alleata e un’amica. Mi fidavo di Violette, e lei ha portato via il mio amore per annientarlo e assorbire così i suoi poteri. Ora, senza più un corpo in cui tornare, Vincent vaga in forma di spirito sulla Terra. Non potrò più vederlo, toccarlo, sentire le sue dita che mi sfiorano i capelli… non potrò più rifugiarmi tra le sue braccia e annegare nei suoi baci. Eppure sento che non tutto è ancora perduto. Per salvarlo sono disposta a pagare qualunque prezzo, anche a immolare la mia anima. Perché non posso immaginare di trascorrere un solo giorno senza di lui. Non dopo tutto quello che abbiamo condiviso e sofferto. E adesso che i nostri nemici hanno compiuto la loro mossa, non mi resta che una cosa da fare: combattere.


Come al solito partiamo col raffronto copertina.
Siamo stati fedeli in tutto e per tutto, tranne per il fatto che abbiamo reso tutto più arancione tramonto XD

Se mi seguite dall'anno scorso, sapete che ho recensito i primi due volumi qui e qui e che nel complesso la saga mi era piaciucchiata ma non mi aveva fatta impazzire.

Nel primo volume c'erano tutti i cliché degli young adult paranormal / romance, mentre nel secondo c'era stata già un po' di azione in più e la nostra protagonista aveva capito che se voleva far parte del mondo del suo amorellobello, doveva alzare il culo ed imparare a combattere.

Il secondo romanzo ovviamente finiva con un cliffhanger che ti arpionava le budella facendoti maledire la tua buona fede e facendoti lanciare jastemme a tutti ma sopratutto a Violette.
Il nostro cervello di fidanzate psicopatiche ce l'aveva detto di non fidarci, ma noi no... abbiamo voluto fare le lettrici simpatiche e buone e ce la siamo beccata in quel posto.

Insomma Vincent schiatta, il corpo viene bruciato e troviamo Kate che si sta scippando tutti i capelli da testa all'idea di averlo perso, tipo Bella Swan in New Moon quando Edward l'appende e se ne va.

Proprio mentre è al culmine della disperazione, Vincent torna sottoforma di Patrick Swayze in Ghost *ohhhh my loveeeeee my darliiing* e le parla.
Ma parliamoci chiaro, Kate aveva deciso di smollargliela e quindi sta proprio incazzata che lui è un ectoplasma volante senza corpo. Le girano veramente le palle e friccichea per trovare una soluzione.

Parte la missione: TROVIAMO UN CORPO A VINCENT.
Della serie: wajù vediamo come dobbiamo metterci perché se acchiappo a Violetta, la sfondo di mazzate!

Così accompagnata dall'amico di sempre, Jules (vedo la friendzone anche da qui), i due partono per New York alla ricerca di una 'cosa' misteriosa per cercare di compiere un 'qualcosa' di misterioso (dai ragà sto cercando di non spoilerarvi nulla) per riportare in vita Vincenzino.

Purtroppo la prima parte del romanzo è un po' statica, parliamo delle prime duecento pagine o giù di lì. si va avanti un po' a fatica e c'è un punto particolarmente doloroso che mi ha fatta dispiacere un sacco. (AMY NON SI FA!)

da lì è tutta in salita ed è tutto una guerra!
Ormai lo sappiamo tutti che nelle trilogie, il terzo libro è sempre quello della battaglia finale in cui si risolvono tutte le beghe che si sono create nei due volumi precedenti, ed è proprio quello che succede.

Morti improvvise, aiuti che non ti aspetti, rivelazioni dall'alto (ma che un po' di aspettavamo) ed una fine degna di questo nome.

Insomma, c'erano cose un po' scontate e cose che andavano sviluppate decisamente meglio, soprattutto perché alcuni personaggi sono stati un po' troppo marginali e avrei voluto qualche approfondimento in più.

Alla fine il mio giudizio su questo libro è quello di TRE STELLINE, per una fine giusta nella sua lieve prevedibilità.


Vi lascio il calendario delle tappe, così domani non vi perdete quella su Il colore dei libri e andate a recuperare le altre!

E vi lascio anche una curiosità dell'autrice:
"Quando ho iniziato a scrivere Die For Me usavo la parola “zombie” al posto di Revenant ma con il bacio tra Kate e Vincent a Pont Neuf ho capito che avrei dovuto pensare ad un altra parola."
E voi?
Cosa ne pensate?
Lo leggerete?

Per questa recensione è tutto.
A risentirci nel prossimo post!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

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