giovedì 13 ottobre 2016

La valle delle bambole o anche da dove sono usciti Mad Men e Sex and the City

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo giovedì in cui friccichiamo per il weekend.

Il libro di cui vado a parlarvi oggi è una ripubblicazione targata Sonzogno, che riporta in auge un romanzo che fatto scandalo, ma scandalo, negli anni '50.
Il romanzo che ha ispirato Mad men e Sex and the city, il romanzo che per quanto sia facile da collocare temporalmente, potrebbe adattarsi anche ai giorni nostri!
Colgo l'occasione per ringraziare la Sonzogno per la copia, in cambio di una mia onesta recensione.

Sto parlando di:


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[copertina italiana ed originale a confronto]



[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

Titolo: La valle delle bambole
Titolo Originale: Valley of the dolls
Autore: Jacqueline Susann
Pagine: 523 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 30 Giugno 2016
Editore: Sonzogno
Collana: Bittersweet
Prezzo: € 19,00

La Seconda guerra mondiale è finita da poco e - per chi è giovane e intraprendente come Anne, Neely e Jennifer - New York rappresenta il Grande Sogno. Le tre ragazze, che arrivano dalla provincia americana, approdano a Manhattan per cercare fortuna. E, a loro modo, la trovano: una recita nei musical di Broadway, un'altra lavora nella pubblicità, la terza riesce a sposare un attore-cantante famoso. Poco per volta, però la buona sorte le abbandona. E allora, per tirare avanti, l'unica consolazione restano le "bambole" ovvero, nel gergo di quegli anni, le pasticche che servono a trovare un po'di pace o di eccitazione. Finché anche quelle non si trasformano in uno strumento di autodistruzione...



Pubblicato nel 1966, "La valle delle bambole" di Jacqueline Susann fu uno dei più clamorosi casi editoriali della letteratura americana, arrivando a vendere nel mondo oltre 30 milioni di copie (come Via col vento). Al grande success contribuiva l'aura scandalosa di una prosa che metteva in scena, con linguaggio schietto, storie d'amore e di sesso, ma che, soprattutto, intercettava i cambiamenti nei costumi di massa. L'autrice era un'esordiente non più giovanissima, eppure incantava poiché riusciva a toccare, con voce autentica e senza autocensure, i temi brucianti della vita delle donne: il piacere, il lavoro, l'amore, il matrimonio. Postfazione di Irene Bignardi.


Con una copertina accattivante, che riprende la locandina del film, La valle delle bambole è stato una sorta di fulmine a ciel sereno.


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E' tempo di confessioni.

La Sonzogno mi ha inviato questo libro a Giugno, ma ogni volta che lo tiravo su per leggerlo, lo rimettevo giù perché non riusciva a prendermi.

L'altro weekend invece l'ho iniziato fin dalla prima pagina e l'ho divorato in due giorni!
Mi ha catturata e conquistata, sconvolta e un po' amareggiata.

La valle delle bambole è quel romanzo di formazione di tre donne diverse tra loro che arrivano a New York giovani, carine e cariche di speranza.

Ognuna ha il suo background da cui vuole scappare ed ognuna troverà la sua strada, facendo a gomitate con una società arida e tritapersone.

Abbiamo Anne, calma, posata, che tenta di scrollarsi di dosso l'aria da ragazzetta sempliciotta di paese e che vuole guadagnarsi un posto di rilievo in un'azienda pubblicitaria. (Vi ricorda qualcosa? Si la prima puntata di Mad men!)

Poi c'è Neely, piccola ma schietta e furbetta, sa cosa vuole e lotterà per averlo. Analfabeta e povera, si farà strada con le unghie e con i denti per dimostrare il suo talento e fargliela vedere ai suoi familiari che l'hanno abbandonata.

Infine Jennifer, con una famiglia succhiasangue alle spalle, una storia d'amore ambigua ed uno stuolo di corteggiatori e pettegolezzi che la seguono ovunque vada.

Non mancano gli uomini, ricchi e affascinanti, maladrini da cui bisogna essere messe in guardia, pronti a metterti un anello al dito oppure codardi che ti lasciano lì a marcire.

La valle delle bambole tocca ogni argomento scottante possibile ed immaginabile per essere uscito negli anni 50, amore, sesso, famiglia, divorzio, aborto, tradimento, omosessualità, droghe, imbrogli nel mondo dello spettacolo.

TUTTO!

Da ampio respiro a situazione in cui potremmo trovarci noi donne tutt'oggi.
Rinunciare ad una famiglia per la carriera?
Seguire l'uomo dei sogni, anche a costo di mandare all'aria tutte le speranze?
Fallire e tornare al paesello con la coda tra le gambe?
Una vita programmata pronta per essere vissuta?

Insomma ce n'è per tutti i gusti.
Soprattutto per quanto riguarda 'le bambole', che nel gergo di allora sono le pillole, barbiturici e pillole dimagranti, sonniferi e medicinali di questo tipo che le nostre protagoniste si procurano coi mezzucci più blandi e biechi.

E' stato stranissimo alternare i vari punti di vista ed accompagnare le donne nel loro percorso di ascesa e distruzione di se stesse, ognuna coi suoi pregi e i suoi difetti ma soprattutto con le loro debolezze.
Debolezze che le porteranno spesso a crede di non farcela.

Insomma, non so che parole per usare per esprimere il miscuglio di sensazioni  che mi ha scatenato questo romanzo.
Quello che non mi è piaciuto è la definizione d'amore che da un personaggio, ovvero che l'amore deve essere orgoglioso e mai mendicare, come se non ci si dovesse dichiarare fino a che l'altro non mette tutto in chiaro, come se dire: verrei con te in capo al mondo, fosse la peggiore delle offese.

Non so, mi ha fatto storcere un po' il naso, ma il libro per me è stato stupendo.
Con una prosa narrativa limpida, accattivante, piena di riferimenti alla realtà, a persone realmente esistite e con uno scorcio di vita che altrimenti avremmo visto solo nei film.


Alla fine il giudizio che ho dato al romanzo è stato di CINQUE STELLINE perché nonostante un finale assurdo, ed una postfazione che mi ha aperto gli occhi, è sicuramente uno di quei libri che vanno letti, perché ti permettono di riflettere sia sulla condizione della donna cinquant'anni fa, ma anche di rapportarla alla figura odierna della donna in carriera o della donna di spettacolo, o di come certi ambienti ti mangiano viva se non riesci ad adattarti.

Insomma LEGGETELO!
A me è piaciuto moltissimo, nonostante in alcune parti io non abbia fatto altro che dissentire da quanto i protagonisti stavano affermando.

Spero comunque sia lo stesso anche per voi.

A risentirci nel prossimo post!


Con amore,
Svamps.

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