martedì 13 settembre 2016

La sposa scomparsa o anche il trio delle donne che vorrei come vicine di casa! [Recensione del romanzo di Rosa Teruzzi]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo martedì uggioso.

Il libro di cui vado a parlarvi oggi è un giallo, pubblicato da Sonzogno proprio la settimana scorsa, che appassionerà anche i non amanti del giallo, TIPO ME!
Colgo l'occasione per ringraziare la Sonzogno per la copia, in cambio di una mia onesta recensione.

Sto parlando di:


[copertina italiana]


[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

Titolo: La sposa scomparsa
Autore: Rosa Teruzzi
Pagine: 171 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 8 Settembre 2016
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Prezzo: € 14,00

Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall'una all'altra. C'è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera quarantasei anni portati magnificamente ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po' bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell'amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all'epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l'inchiesta. Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell'impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa.



Con una copertina accattivante, che mi ha incuriosita tantissimo, La sposa scomparsa è un romanzo giallo (?).
Mi spiego meglio...
Chi mi segue SA che io e i gialli/thriller stiamo appiccicati.
Le leggo ma non ne sono una grandissima fan.
La Sonzogno ne ha pubblicati un bel po' e io li ho letti tutti, qualcuno più pesantuccio di un altro, ma nel complesso mi sono piaciuti abbastanza.

La sposa scomparsa è quello che decisamente mi è piaciuto di più, forse perché è più 'breve' e non si dilunga per più di duecento pagine, il ritmo è più incalzante, i personaggi sono divertenti e ti conquistano subito.

La storia narra di un 'cold case', cioè un caso chiuso danni, che la madre della donna scomparsa intende far riaprire, e i tre personaggi principali sono tre donne della stessa famiglia.

Iole, la nonna. Libertina, dedita all'amore libero e alle canne, acculturata e patita di tecnologia, sempre zaino in spalla e pochi soldi in tasca. UN FOTTUTO GENIO. La amerete.

Libera, la madre. Severa, vedova, passiva nella vita con tanto ancora da dare. Non riesce a rendere onore al suo nome e ne è perfettamente consapevole.

Vittoria, la figlia/nipote. Venticinque anni di sbruffonaggine ed indisponenza. Poliziotto. Ha un rapporto contrastante con chiunque al di fuori di se stessa. Da prendere a schiaffoni. Davanti a mia madre non sarebbe mai sopravvissuta.
Ad irrompere nelle loro vite, è una donna in nero (la donna di spalle sulla copertina) che si avvicina al casello adibito a negozio di fiori di Libera, dopo che ha vanamente tentato di parlare con Vittoria.

La donna in nero è la signora Rosalia, madre di Carmen Minardi, trentaquattro anni, scomparsa più di vent'anni prima.
Decisa a non rassegnarsi, la signora Rosalia fa indirettamente ed inconsciamente leva sulla sensibilità di madre di Libera, per far si che, affiancata da Iole, si getti nelle indagini e poi ci coinvolga anche Vittoria e tutta la polizia.

Il tutto fino a far riaprire il caso e a scoprire cose che erano state taciute, o travisate o non approfondite.
Ovviamente non vi rivelo altro per non spoilerarvi nulla, ma personaggi e trama sono costruiti molto abilmente e senza mai appesantire la lettura.

Mi sono affezionata a Iole, per quanto sia un personaggio un po' surreale, e ho compatito tantissimo Libera e la sua anima morta ed un po' repressa.
Mi è piaciuto lo stile narrativo scorrevole, che procede senza intoppi e che non ti annoia mai.

Ho letto questo romanzo in pochissimo e mi sento davvero di consigliarlo, soprattutto ai non amanti dei gialli o dei thriller, perché è molto leggero ma diverso dalle altre storie.

La questione dei bouquet portafortuna poi, mi ha affascinata molto.
Mi cattura sempre quando in un romanzo si tratta di qualcuno che fa con passione e devozione il proprio lavoro, e Libera e i suoi fiori, ma anche il suo amore per i libri, mi hanno fatto sentire molto vicina a lei.

Per quanto riguarda il finale del libro e il risolvimento del mistero, beh, sono stati improvvisi ed inaspettati.
Spero ci sia il seguito perché a questo punto DEVO sapere!

Alla fine il giudizio che ho dato al romanzo è stato di QUATTRO STELLINE perché tra tutti i gialli che ho letto, questo è stato sicuramente quello che mi è piaciuto di più.
E spero sia lo stesso anche per voi.

A risentirci nel prossimo post!


Con amore,
Svamps.

2 commenti:

  1. Ciao Svamps, è già in WL questo giallo grazie per avermene fatto scoprire altri lati interessanti <3

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    1. mi fa piacere! io mi sono lasciata coinvolgere da questo magico trio, andando al di là dell'indagine poliziesca, perché i rapporti che hanno l'un con l'altra sono molto controversi e questo mi ha affascinato *_*

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