lunedì 12 settembre 2016

2ª Tappa Blogtour: "Il titolista di Bassano" di Karen Waves




Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Inauguriamo questo lunedì con un bel BLOGTOUR!

Oggi, Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog la seconda tappa del blogtour dedicato a 'Il titolista di Bassano' di Karen Waves.

Dal 12 settembre sarà disponibile su Amazon, in eBook e cartaceo, il nuovo romanzo di Karen Waves. Dopo aver esordito a maggio con Le cesoie di Busan, un romance comico e appassionato che ha ricevuto molta attenzione e recensioni positive online, l’autrice pubblica l’atteso sequel.
(Vi lascio qui il link per l'acquisto ad Amazon)


Il titolista di Bassano racconta l’incontro e la riconciliazione, questa volta in Italia, di Valentina e Won-ho. Riuscirà l’improbabile coppia, formata da una studentessa veneta e un potatore coreano, a coronare il proprio sogno d’amore, o i due saranno per sempre destinati a volersi senza potersi tenere?

Innanzitutto di seguito troverete il calendario con tutte le tappe.






Nel caso siate dei pigri fracidoni, vi linko di seguito blog e tappe! (basta cliccare sul link per essere reindirizzati ai vari blog/canali YT)


Bene la mia tappa prevedeva di introdurvi ad un dialogo tra due personaggi femminili.

Padova, residenza Ortolini – Bisello: un appartamento con due camere da letto infestate da colonie probabilmente senzienti di muffa, un salotto abitato da un’ampia collezione di filosofi rilegati in pelle e una cucina che è stata teatro di disperate sessioni estive. Nel corridoio, chiusi in un acquario, diversi pesci tropicali sbiaditi si domandano che cosa ci fanno lì.
In cucina, Adelaide sta sperimentando con un’ardita combinazione di tempura di zucchine e salsa al frutto della passione, quando suona il campanello.
Adelaide si asciuga le mani sul grembiule di pura lana peruviana, poi si avvicina sospettosa alla porta. Dopo la furiosa lite con i razionalisti davanti ai bagni della facoltà di Lettere, è molto cauta e diffidente.
“Sì?” chiede, guardandosi intorno alla ricerca di un’arma. Sul divano riposano due libri: la vecchissima copia di Storia della filosofia occidentale comprata per tre euro a una bancarella e il costoso manuale per il nuovo esame di Valentina, Revisioni Contabili Amorose in Sede di Divorzio. Senza esitare, Adelaide brandisce quest’ultimo.
“Ballentina,” ordina una voce dall’altro lato della porta, “Apri immediatamente.”
“Chi è?” indaga Adelaide, che comincia a sospettare non si tratti dei razionalisti.
“Come chi è. Ballentina, apri o non rispondo di me. C’era del fango sul pianerottolo e sto indossando le mie nuove Balenciaga.”
Adelaide tira il catenaccio e socchiude il battente. Oltre la soglia vede una ragazza asiatica alta, avvolta in un cappotto di impalpabile cachemire e con un set completo di valige Louis Vuitton ai piedi. Sul suo volto ovale, impeccabilmente bianco, è dipinta un’espressione di insofferenza tanto acida da essere quasi muriatica.
“Tu,” annuncia Adelaide sicura come Kant quando pensava di aver risolto i suoi problemi epistemologici, “Devi essere Yae-rim.”
“E tu,” risponde Yae-rim, “Devi essere l’altra barbara.”
Adelaide arriccia il naso.
“Valentina non ha reso giustizia alla tua cortesia.”
“Valentina non ha reso giustizia al tuo fashion sense.”
Si guardano. Adelaide porta un paio di pantaloni a quadretti extra small e una maglietta extra large che recita “Tutte le strade portano a Wittgenstein”. Yae-rim la squadra e dice: “Almeno intravedo un tentativo di rendersi interessanti”.
“Ogni interesse perde di senso in vista del vuoto che ci attende.”
Yae-rim assume il tono di chi pensa di avere a che fare con qualcuno di potenzialmente pericoloso.
“Capisco. Io intanto entro.”
Con gli occhi intenti di chi sta osservando l’universo, Adelaide si fa da parte. Yae-rim entra scegliendo con cura il percorso tra appunti abbandonati e pacchi di zucchine per terra.
“Stai cucinando?” si informa, leggermente allarmata.
“Sto studiando.”
“Che cosa?”
“I legami epistemologici tra le zucchine e la salsa.”
“Tu parli solo di filosofia e cucina?”
“No, anche di macchine da scrivere. Le riparo per hobby.”
“Capisco.”
Non troppo convinta, Yae-rim si appoggia al divano. Adelaide chiude la porta.
“E le mie valige?” chiede Yae-rim.
“Avevi detto che volevi entrare, non che volevi portarle con te.”
“Per essere una filosofa prendi tutto alla lettera.”
“Le parole sono insufficienti, ma sono tutto quello che ci rimane.”
“Vivere con te dev’essere difficile anche per una barbara come Ballentina.”
“Vivere con te dev’essere il motivo per cui si è gettata senza esitazione tra le braccia del suo titolista.”
“Potatore.”
“Ha cambiato mestiere.”
“Sempre poveraccio rimane.”
“Credo anch’io vi sia più dignità nel lavorare la terra che nello scrivere i titoli per Il Mattino del Grappa.”
“La mia barbara se non sente il profumo del terriccio non è felice. Ho cercato di impedirlo, ma non ce l’ho fatta. Tu che eri qui potevi fare qualcosa però.”
Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.
“Fammi indovinare: un altro filosofo.”
“Sì, e non lo intendeva come un complimento.”
“Comincia a piacermi, questo tuo filosofo.”
“Grazie.”
 Adelaide torna in cucina, dove si rimette a fare la salsa al frutto della passione. L’odore delle zucchine in tempura pervade l’appartamento. Spruzzandosi intorno una nuvola protettiva di Opium di Bulgari, Yae-rim la raggiunge.
“Quindi tu l’hai conosciuto?”
“Chi?”
“Kwon Won-ho.”
“Sì, è esteticamente gradevole. A volte mi assale il dubbio che sia minorenne, ma Valentina mi giura su Adam Smith che è più vecchio di me.”
“Strano, lo ricordavo un rude contadino che girava sempre in canotta.”
“Non saprei dirti, l’ho visto con gli occhiali e il maglioncino.”
“Porta gli occhiali? Si va di male in peggio…”
“Per ragioni di stile?” chiede Adelaide.
Yae-rim la osserva. Adelaide continua a cucinare. Non del tutto certa di non essere stata presa in giro, ma presa dall’importanza della questione, Yae-rim risponde: “No, perché se oltre che aitante potatore è anche aegyo lei non ha speranze e si farà ancora più male. Tu non l’hai vista quando si sono lasciati in Corea.”
“L’ho vista quando si sono ritrovati qui.”
“E quindi?”
“All’inizio pensavo che non le importasse di lui.”
Yae-rim ride, un suono come di diamanti che si rovesciano su un tavolino di cristallo di Bohemia.
“Il giorno in cui a Ballentina non importerà più di Won-ho mi metterò del trucco da supermercato.”
Adelaide la guarda perplessa.
“…e questo non succederà mai,” le spiega Yae-rim, paziente ma benevola. “Vedo che da queste parti siete tutti barbari. Dev’essere l’aria di palude.”
“È possibile. Dev’essere la stessa aria che ti ha fatto increspare i capelli.”
Con malcelato orrore, Yae-rim si porta la mano alla testa, scoprendo con sollievo che i capelli sono serici e laccati come l’ultima volta che li ha controllati allo specchio, otto minuti prima. Truce, guarda Adelaide in cagnesco. Serena, Adelaide le sorride.
“Non dire più una cosa del genere,” intima Yae-rim.
“Cercherò di ricordarlo.”
Per darsi un tono, Yae-rim fa il giro della cucina, studiando a distanza di sicurezza la pila di gusci d’uovo sul lavandino, la massa di appunti sul tavolo e la citazione del giorno sulla lavagnetta (Platone, Solo i morti hanno visto la fine della guerra).
“Ballentina mi aveva detto che eri una ragazza… particolare.”
“So che pensa che sia strana. Del resto è un’economista. Compiango la sua mancanza di pensiero astratto.”
“Studio Business Management anch’io.”
“Capisco,” risponde Adelaide, con la stessa espressione che potrebbe avere Yae-rim di fronte alla gonna di jeans portata sopra i leggings di Valentina. Piccata, Yae-rim si appoggia al tavolo e incrocia le braccia.
Conciliante, Adelaide la incoraggia: “Non ti preoccupare. Per oggi ho già risolto la mia crisi giornaliera”.
“Ossia?” chiede Yae-rim, suo malgrado curiosa.
“Ho tenuto una lezione di metafisica ai piccioni del terrazzo,” dice Adelaide voltandosi. “Un’esperienza illuminante.”
Yae-rim annuisce, rimpiangendo la sua barbara Ballentina che sussurrava ai potatori ma almeno lasciava in pace i pennuti.
“Mi sorprendi,” aggiunge Adelaide.
“E perché?”
“Pensavo ci tenessi al tuo cappotto.”
“Certo che ci tengo.”
“Ah.”
Adelaide torna a girare le zucchine nella padella. Allarmata, Yae-rim la chiama: “Filosofa”.
“Sono indegna dell’appellativo.”
“Insomma, tu. Qual è il problema col mio cappotto?”
“Col tuo cappotto? Nessuno.”
Yae-rim sospira di sollievo.
“Ma il pezzo di tavolo su cui sei seduta è quello su cui ho affettato i frutti della passione.”
“E quindi?”
“Macchiano.”
Le urla di Yae-rim echeggiano fuori dalla finestra e per la strada, dove Valentina Bisello, in procinto di rientrare, si domanda se non sia il caso di darsi alla fuga.
Prima che possa farlo, Adelaide si affaccia gioiosa al terrazzino.
“Valentina, sali! Stiamo sperimentando con i colori!”
Il ruggito di dolore di Kim Yae-rim, che ha appena scoperto gli effetti del succo di frutto della passione sul cachemire, sconvolge i vicini e il quartiere tutto.
Valentina tira fuori le chiavi con un sospiro e si rende conto che questa visita potrebbe essere molto più lunga del previsto.

Vi lascio qualche info in più su libro ed autore:

TitoloIl titolista di Bassano - La studentessa e il potatore #2
Autore: Karen Waves
Pagine: 260 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 12 Settembre 2016
Genere: Romance Contemporaneo
Prezzo: € 2,99 per l'ebok e € 9,90 per il cartaceo

Valentina Bisello è una studentessa modello: si è da poco laureata in Business Management con una tesi sulle “Strategie di marketing sciistico in luogo di mare” e ora frequenta un master all’Università di Padova. Sono passati nove mesi e ancora non riesce a dimenticare il suo anno in Corea: sente ogni giorno la sua pazza ex-coinquilina Kim Yae-rim, ma le manca quel certo potatore che ha lasciato a Busan, insieme ai sensi di colpa.
Kwon Won-ho non fa più parte della sua vita, ormai, e deve farsene una ragione. Non era destino e non avrebbero dovuto stare insieme fin dall’inizio. Eppure continua a pensarci, anche se ha cancellato tutte le foto e si ripete che non è niente, che sta bene da sola, che non le serve un uomo per sentirsi completa.
Ma il suo stupidississimo e bellissimo potatore è partito per l’Italia e Valentina lo ritrova nel luogo più inaspettato: Bassano del Grappa, la città dove lei ha vissuto con la famiglia prima di trasferirsi. Appena si vedono, la passione esplode e resistere a ciò che lui le fa provare è molto difficile, soprattutto se le ricorda quello che sentiva nella sua camera in Corea, sulla spiaggia di Gwangalli, nell’atmosfera ovattata della biblioteca, quando si scambiavano baci e carezze (ma ben poche promesse).
Ora che Won-ho l’ha ritrovata non la vuole più lasciare, mentre Valentina è divisa tra il desiderio di tenerlo, la paura per il futuro e la disapprovazione della signora madre. Riuscirà la nostra eroina a coronare il suo desiderio d’amore o anche in Italia la sua è una storia dal finale già scritto?




Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.


 
Con amore,
Svamps.

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