giovedì 4 agosto 2016

Le sfide di Apollo o anche la ricerca dell'oracolo perduto e insomma Percy Jackson è sempre inutile e che cavolo! [Recensione de Le sfide di Apollo di Rick Riordan]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!

Eccoci qui con una nuova recensione , che è stata un po' difficile da scrivere, perché amo lo scrittore in una maniera profonda e sviscerata, ma il libro mi ha lasciata un po' mèèèèh.
Ma ora vi spiego meglio.
Innanzitutto, ne approfitto per ringraziare la Mondadori per avermi inviato una copia del libro e se seguite la pagina Fb, sapete di cosa sto parlando.

Oggi vi racconto (come avrete intuito dal titolo) di:



 Le sfide di Apollo - 1. L'oracolo nascosto di [Riordan, Rick] 
[copertina italiana ed originale a confronto]


[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

Titolo: Le sfide di Apollo - L'oracolo nascosto
Titolo Originale: The trials of Apollo - The hidden oracle
Autore: Rick Riordan
Pagine: 353 (Copertina rigida)
Data di uscita: 28 Giugno 2016
Editore: Mondadori
Collana: I Grandi
Prezzo: € 18,00

Per un immortale non c'è condanna più crudele che diventare un mortale, eppure Apollo è riuscito a meritarne una ancora peggiore: non solo è precipitato dall'Olimpo a Manhattan in un cassonetto della spazzatura, ma si è ritrovato nelle sembianze di un goffo sedicenne di nome Lester Papadopoulos! Questa è la punizione che attende chi fa infuriare il potente Zeus. Il dio della poesia, della musica e del sole, tuttavia, è più che mai determinato a riconquistare bellezza, fascino e addominali a tartaruga. Così, in compagnia della nuova amica Meg, si avventura pcr le strade di New York, alla ricerca di Percy Jackson, l'unico che può aiutarlo.


Partiamo con il consueto raffronto titolo/copertine 
La copertina originale riprende il concetto di Apollo che 'cade' dal cielo, falls from grace e diventa mortale, con tanto di luce alle spalle che fa tanto illuminazione divina (la sua, che però ha perso). Ce ne sono due versioni e sono entrambe molto belle,
Quella italiana è la copia di Percy Jackson racconta gli eroi greci ma anche di tutti i primi romanzi della saga, cioè il tizio di spalle col cappuccio e la spada in mano. 
Quindi è come se rappresentasse Percy che guarda ad Apollo che  gli è appena apparso davanti.
Ma è una cazzata perché scusate, (questo sarà l'unico spoiler) Percy è assente per quasi tutto il libro.
Infatti se fosse stato molto presente si sarebbe chiamato: Percy Jackson para il culo a quel montato di Apollo, o qualcosa del genere. Ma così non è e quindi niente.
Tutto 'sto papiello per dire che non approvo la copertina italiana.

Bene, ora passiamo alla recensione vera e propria!
Le prime cento e rotte pagine del romanzo sono di una noia mortale.
Apollo è un pessimo narratore.
Vanesio, narcisista e poco obiettivo, ti da sui nervi già dopo i primi capitoli.
Le uniche cose carine che fa sono gli haiku spiritosi ma a volte neanche tanto all'inizio di ogni capitolo.
Per il resto avresti solo voglia di prenderlo a schiaffi.

Forse la voce di Percy, e quella più attiva e prorompente di Magnus, per non parlare degli svariati punti di vista della saga degli Eroi, ci aveva abituati ad un certo tipo di narrazione.
Una narrazione svelta, ma comunque adatta ad un ragazzo adolescente di TOT anni.
Apollo non fa altro che fare digressioni sul passato, perdere il filo del discorso e confonderci con le scemenze che dice.
Vi giuro, temevo seriamente che questo libro sarebbe stato un fiasco.
E' abbastanza sottotono rispetto ai precedenti, ma forse è dovuto appunto, al cambio di narratore, all'inizio di una nuova avventura (sappiamo già che saranno cinque libri quindi a voja di aspettare prima di entrare nel vivo dell'azione) e conosceremo nuovi personaggi a cui avremo modo di affezionarci.
Vi dico solo: PESCA! *-*

Insomma, ci troviamo in un vicolo di New York e Apollo è appena caduto dal cielo in un cassonetto della munnezza.
Si rende conto che è umano, che si chiama Lester Papadopoulos, che ha i capelli ricci neri, l'acne, la panza e che non ha memoria di niente.
La sua reazione è più o meno questa:




Dopo un primo momento di shock (che dura quasi per tutto il libro), viene avvicinato da due teppistelli che lo scamazzano di mazzate e che lo rapinano.
Vengono fermati da una dodicenne vestita da semaforo con degli occhiali da segretaria cessa anni 70 che a sua volta li scatomma di mazzate difendendo il nostro dio. (o semidio? o mortale? insomma APOLLO!)

Da allora la bambina tiramazzate di nome Meg, prenderà Apollo sotto la sua ala protettiva e si rivelerà subito come una semidea che vaga ancora da sola e che quindi ha bisogno di essere portata al Campo Mezzosangue.

Qui però troviamo una situazione devastante, i semidei continuano a sparire, l'oracolo non funziona più, Leo Valdez è ancora disperso con Calypso e Dioniso non è tornato a reggere il campo con Chirone.
Troviamo anche personaggi nuovi e multietnici (dal brasiliano Paolo che parla solo portoghese e nessuno capisce, alla italiana Chiara Benvenuti che non fa altro che prendersi a capelli con Damien White) e ovviamente nuove case per nuovi dei come Tyche dea della fortuna.

Il libro comincia ad entrare nell'azione verso la metà, quando un nuovo cattivo entra in gioco e capiamo che c'è SERIAMENTE qualcosa che non va. Qualcosa di molto grave.

Ma non voglio spoilerarvi niente, sappiate solo che secondo me in questi cinque libri avremo modo di vedere un'evoluzione del personaggio di Apollo che finalmente riusciremo ad apprezzare in toto.

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato di TRE STELLINE E MEZZO, anche se mi aspettavo un po' di più.
La prima parte è  stata veramente insostenibile e spero vivamente in un cambiamento di personalità da parte di Apollo.

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.

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