venerdì 29 luglio 2016

Recensione: La calibro sul fondale di Mauro Oropallo

Buon giorno e ben trovati svampitelli belli!

Dopo secoli di latitanza, ritorno con una nuova recensione per iniziare al meglio la giornata. 
Oggi vi parlo di un autore emergente e del suo primo libro anche se questo romanzo ha un che di vissuto, e tutto mi è sembrato fuorché un esordio.

Sto parlando di:



 


[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

TitoloLa calibro sul fondale
Autore: Mauro Oropallo
Pagine: 208 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 18 Maggio  2016
Editore: InKnot Edizioni
Collana: Gomitolo Giallo
Prezzo: € 12,00
Napoli, è pieno autunno al centro storico. Nel formicaio pulsante della città, l’investigatore privato Ernesto Mericalli trascorre le sue abituali giornate nel proprio ufficio, dividendosi tra noiosi pedinamenti e scomode commissioni: a fargli compagnia, Sofia, la sua segretaria intrattabile, e il suo migliore amico Gianfranco, il genio anarchico e rompicoglioni del quale non potrebbe fare a meno. Le giornate trascorrono fra tediosi appostamenti e richieste bizzarre, fin quando alla sua porta non arrivano a bussare una misteriosa donna dagli occhi verdi, Sara, preoccupata per la scomparsa della sua migliore amica, e Nadia, una prostituta, che chiede aiuto su alcune misteriose aggressioni. Il burbero Ernesto dovrà fare i conti con una serie di omicidi irrisolti e si muoverà alla ricerca del bandolo della matassa, scoprendo i retroscena segreti di una storia iniziata tanti anni prima. 
Una storia difficile da districare dove tutto ha un filo conduttore: dei proiettili, incisi sul fondo con la lettera kappa, e la pistola, una calibro 22.


Cari svampitelli sapete benissimo che io e i gialli non siamo propriamente amici, anzi solitamente tendo ad evitarli come la peste perché non so mai giudicarli.
Nella vita ho letto svariati Agatha Christie, qualche Sherlock Holmes, i gialli targati Sonzogno, però il genere proprio non mi si addice.

Quindi potete capire la mia titubanza quando Mauro mi ha contattata per propormi di leggere la sua opera e recensirla.
Complice anche il poco tempo a disposizione causa esami, ero più che mai decisa a declinare l'invito, eppure le sue parole mi hanno convinta.
Non tanto per la componente 'gialla' in sé, ma per come mi ha parlato dei personaggi e del quartiere.

Ebbene mi sono fiondata nella lettura e devo ammettere che aveva ragione.
Non c'è solo GIALLO, ci sono tutte le sfumature di una delle città più belle del mondo, ci sono i modi di fare, gli intercalari dialettali, c'è il bisogno di riflettere SEMPRE A STOMACO PIENO, c'è di tutto un po' e questo non stona mai.

Della trama non posso dirvi nulla che non sia spoiler e che aggiunga qualcosa rispetto a quanto già detto nella breve sinossi sopra riportata, ma preferirei incentrarmi sulla struttura del romanzo, su ciò che lo caratterizza.

Il romanzo mi è piaciuto moltissimo, si legge velocemente ed è molto scorrevole. Nonostante la mia lettura sia stata costantemente interrotta, sono riuscita a non perdere mai il filo, perché riuscivo a ricordare perfettamente dove ero rimasta, e sappiate che questo per me è estremamente difficile.

Ci troviamo ad avere a che fare con dei personaggi ben costruiti, che si amalgamano tra loro come gli ingredienti di una buona ricetta (anche se Laura... mmm... non so! Non mi convince tantissimo, sarà che di professione fa ... L'ARCHITETTO! AHAHAHAHA).
Gianfranco è il mio preferito in assoluto. E' la spalla perfetta per Mericalli, sempre pronto ad aiutare tra una jastemma ed un discorso filosofico, fatto tra le braccia di una prostituta XD
Insomma, è il tizio ambiguo che potremmo incontrare al porto, mentre si fuma l'ennesima sigaretta in attesa di gettare le reti e se ne sta fisso a guardare l'orizzonte.
Poi bell'ebuono si gira e ti bercia: "Cazz, tien a guardà?"
POESIA PURA XD

Mi è piaciuto molto anche il rapporto che Mericalli ha con Stefano, il capo della polizia. Quello di amore/odio/collaborazione forzata/aiuto utile che solitamente viene a crearsi tra poliziotto ed investigatore privato. 
Entrambi hanno il tipico atteggiamento dei film e la cosa mi ha dato una sorta di 'sicurezza', non so se riesco a spiegarmi.
Leggere questo romanzo è stato come guardare un episodio dei Delitti del Bar Lume e i casi sono stati affascinanti nella loro semplicità.
Nulla di troppo astruso o arzigogolato (eppure io non sono riuscita a capirne molto, almeno fino a poco prima che ci fosse la rivelazione) ma d'effetto.

Le ambientazioni poi... beh mi hanno fatta sentire a casa, come se fossi io stessa a passeggiare tra i vicoli accompagnando Mericalli, con i personaggi strani che berciano in continuazione, con i modi di dire che anche io uso spessissimo, anche qui sul blog XD
E' stato bello leggerlo, e credo che anche i non campani apprezzeranno la componente dialettale e un po' folcloristica che permea il libro.

Alla fine il voto che ho dato al libro è quello di TRE STELLINE E MEZZO perché  l'unica cosa che non mi ha convinta del tutto nella storia è stato il momento cruciale, quello RIVELATORE, il climax di tutte le avventure.
Credo che ci sia stato troppo poco pathos e avrei preferito qualche 'brividino' in più.
Ma tutto sommato è un libro perfetto per l'estate, da leggere sotto l'ombrellone e guardando con sospetto i vostri vicini.

E se per tutto il romanzo vi chiederete: ma perché quel titolo?, non temete.
Poi avrete l'illuminazione!

Quindi non posso fare altro che consigliarvelo.
Vi ho incuriositi almeno un po'?
Se si, fatemelo sapere.

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.

2 commenti:

  1. Nemmeno a me i gialli ispirano più di tanto...forse è l'occasione giusta per leggerne uno :) tra l'altro bellissima copertina!

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  2. Direi che mi hai incuriosita ben più di un po'! E la cover la trovo molto originale per un giallo, il che non guasta mai.
    Mmmmmh ... mi sa che questo finisce dritto dritto in wish list, l'hai presentato troppo bene!

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