mercoledì 6 aprile 2016

Una famiglia decaduta, ovvero 'na mamma e bbon pe cient figlij ma non il contrario! [Recensione soddisfatta del romanzo di Nikolai Leskov]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!

Eccoci qui, a metà della settimana, con una nuova recensione.
E quale modo migliore di iniziare la giornata se non con la recensione di un libro delicato, un po' dolceamaro ma scritto benissimo?
Ne approfitto, inoltre, per ringraziare la Fazi, la quale mi ha permesso di leggere questo bellissimo romanzo.


Sto parlando di:



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[copertina italiana nuova e vecchia]


[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

Titolo: Una famiglia decaduta
Titolo Originale: Zachudalys Rod
Autore: Nikolai Leskov
Pagine: 286 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 25 Febbraio 2016
Editore: Fazi
Collana: Le Strade
Prezzo: € 16,00
Uno dei vertici dell'opera narrativa di Leskov, "Una famiglia decaduta" racconta la storia dell'affascinante principessa Varvara Nikanorovna, costantemente in lotta contro ogni forma di ingiustizia. È la nipote Vera a ricostruire l'ascesa della nonna, che dalla piccola nobiltà di provincia entra a far parte di una delle famiglie aristocratiche più in vista di San Pietroburgo. La cronaca inizia nell'anno 1812, quando il marito della principessa resta ucciso nella guerra contro Napoleone, e termina nel 1825, con la rivolta dei decabristi. Vedova a meno di trent'anni, ma ancora giovane e bella, Varvara non è interessata a risposarsi: lei ha amato, e amerà sempre, un unico uomo nella sua vita. Si dedica invece, con grande impegno, ai suoi figli, ai quali vorrebbe impartire un'educazione genuinamente cristiana, e al benessere dei suoi contadini. La principessa agisce con una bontà fuori dal comune, che però le procura un danno dopo l'altro, specie quando dalla campagna si trasferisce a San Pietroburgo - la cui corruzione è descritta con un realismo "comico" impressionante - e si trova a frequentare i salotti dei nobili. Una fitta cronaca di eventi e personaggi che si muovono in un'atmosfera sospesa tra tragedia e commedia, dove dramma e felicità appaiono come i due volti di uno stesso sogno: la vita.


Come sempre quando un libro mi piace tanto, mi trovo sempre in difficoltà a recensirlo.
Non riesco mai a trovare le parole giuste e ho paura di risultare banale.

Questo romanzo, considerato la punta di diamante dell'opera di Leskov non è null'altro che la narrazione delle 'gesta' di famiglia, i Protozanov, per voce della nipote Vera, che mediante tutti i racconti uditi da bambina, soprattutto da Olga, dama di compagnia di sua nonna, ha modo di ricostruire l'ascesa sociale (e il declino) della principessa Varvara Nikanorovna.

Il racconto parte proprio dalle umili origini della nonna, nata in una famiglia modesta e cresciuta sulla terra del proprietario terriero, il Principe Lev Jakolevic Protozanov.
Egli aveva due figli, Dimitrij e Lev. Il primo annegò e il secondo si innamorò perdutamente di Varvara.
I due si sposarono ed ereditarono tutti i beni dei Protanazov.

Ora Vera descrive sua nonna come una donna splendida, non solo bellissima, ma anche acuta ed intelligente, la quale con parsimoniosa oculatezza, aveva accumulato possedimenti e denaro e quasi temeva tutte quelle ricchezze.
Viveva nella paura che qualcosa potesse destabilizzare la sua splendida vita.

E infatti ciò succede quando il marito resta ucciso nella guerra contro Napoleone.
Vedova ancora prima dei trent'anni e decisa a non risposarsi mai più, la Principessa non perde tempo a piangersi addosso, ma si rimbocca le maniche e si mette al lavoro per mandare avanti la baracca.

Viene tenuta in gran considerazione da tutti.
E' ammirata, rispettata, è buona, religiosa al punto giusto, si prodiga per tutti, i suoi contadini sono i più felici ed appagati.
Insomma, il lettore capisce di stare di fronte ad un grande personaggio, saggio ma mai presuntuoso.
Colto, intelligente e che sa benissimo cavarsela da sola.
Io mentre leggevo, quasi avevo voglia di abbracciarla la Principessa per quanto mi rendevano felice le sue azioni.
E ho trovato anche incredibilmente divertenti tutti gli aneddoti sui vari personaggi, alcuni molto grotteschi ed altri delle vere e proprie macchiette.

Purtroppo gli intrighi ed i tradimenti non mancano, e ci sono molti insegnamenti e tante frasi da appuntarsi in questo romanzo, ma ciò che proprio mi è saltato all'occhio è che per quanto la principessa si sia prodigata per tutta la vita, per garantire un'esistenza felice, istruita e più che decorosa ai figli, le male lingue e l'invidia hanno fatto sì che le crescesse una serpe in seno.

Sua figlia, mandata in istituto e cresciuta purtroppo come una spocchiosa viziatella che non ne vuole sapere niente della florida vita di campagna, si lascia coinvolgere suo malgrado, in un matrimonio che non è nient'altro che un imbroglio camuffato.

Questo quasi spezza il cuore alla Principessa, che per tutto il romanzo ci ha un po' angosciati con la questione della sua paura circa il fatto che non amasse abbastanza la figlia.
E lo spezza anche un po' a noi che sappiamo quanto in realtà lei la ami, anche se si è convinta del contrario.

Di questo romanzo mi è piaciuto tutto,
Dallo stile narrativo alla scelta delle parole, dai salti temporali agli scambi di battute studiati quasi con maniacalità teatrale.
La Principessa Varvara è una donna forte e coraggiosa, da imitare e prendere a modello, e vedere la sua integrità quasi distrutta da quella società che lei disprezzava tanto e da cui aveva fatto di tutto per allontanarsi, vi giuro mi ha fatta incazzare tantissimo.
La voglia che vi verrà di prendere a schiaffi la figlia poi non ve lo dico proprio!

Mi sono messa a ridere molte volte, Olga e Don Chisciotte sono due controparti che si sposano benissimo tra loro, per non parlare di Patrick e dell'orrido Conte.

Insomma DOVETE LEGGERLO!
Perché è una cronaca familiare molto singolare.
Perché è scritto magnificamente, e quando una cosa è scritta bene... ahhhh che bella cosa!
Perché ve lo dico io! U_U

La fine, però, è strana perché è come se finisse così di botto, senza un preavviso.
Ho girato la pagina sperando ci fosse un epilogo, ma niente.
E questo non mi è piaciuto molto.
Avrei voluto sapere altro o che continuasse almeno per altre ceeeeento pagine.

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato quello di QUATTRO STELLINE , perché nonostante mi sia piaciuto molto, la fine mi ha lasciata un po' così, come se ci fosse altro da dire. Ho come l'impressione che sia stata tranciato di netto, senza dare allo scrittore la possibilità di finire, eppure sono stata assorbita totalmente dalla figura della principessa Varvara Nikanorovna.

E' stato un romanzo che mi ha coinvolta moltissimo nonostante la trama sia apparentemente banale.

E voi?
Lo leggerete? Lo avete letto?
Se si, fatemelo sapere!

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.

1 commento:

  1. Credo che finirò per comprare tutti i classici della Fazi nella nuova edizione, compreso questo che stavo snobbando, ma grazie per avermici fatto ripensare XD
    Sul mio blog è in corso un'iniziativa, se ti va di dare un'occhiata
    http://inkandothersthingsaddicted.blogspot.it/2016/04/treasure-hunt-prima-tappa.html

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