mercoledì 9 marzo 2016

La vita segreta e la strana morte della signorina Milne o anche tanto va la gatta al larGo che ci lascia lo zampino [Recensione metà e metà del romanzo di Andrew Nicoll]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!

Eccoci qui, nel bel mezzo della settimana, con una nuova recensione.
[Ne approfitto per ringraziare la mia adoratissima Sonzogno per la copia in anteprima.]

Oggi parliamo di un libro che è uscito in libreria il 25 febbraio e che io ho potuto leggere in anteprima. anche se ci ho messo un po' a finirlo. Causa blocco del lettore, e poi i mal di testa continui con conseguenti occhiali, e poi tante altre cose, l'ho iniziato e abbandonato un paio di volte.

Poi mi sono decisa a riprenderlo in mano lo scorso weekend e l'ho letto tutto d'un fiato.

Sto parlando di:



  
[copertina italiana ed originale a confronto]


[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

TitoloLa vita segreta e la strana morte della signorina Milne
Titolo Originale: The secret life and curious death of Miss Jean Milne
Autore: Andew Nicoll
Pagine: 304 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 25 Febbraio 2016
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Prezzo: € 17,50
Nulla è come sembra a Broughty Ferry, tranquillo paesino sulla costa scozzese. Jean Milne, ad esempio, è una matura zitella che vive sola in una lussuosa villa di ventitre stanze (quasi tutte chiuse) ed è, per i suoi concittadini, un modello di rispettabilità. Eppure, quando viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e il cranio fracassato, l'immagine pubblica, che così a lungo ha resistito, comincia a incrinarsi. Chi può avere ucciso in maniera tanto feroce una signora così riservata? E perché, di colpo, conoscenti e testimoni diventano elusivi e reticenti? E chi è l'uomo che, su carta violetta, le ha scritto, alla vigilia dell'assassinio, una lettera a dir poco personale? La notizia del crimine si diffonde rapidamente per tutta la Gran Bretagna, suscitando nei lettori delle gazzette una curiosità così morbosa che la polizia si sente subito sotto pressione: bisogna trovare un colpevole e bisogna trovarlo in fretta, anche a costo di qualche procedura non proprio scrupolosa. A indagare, con i più moderni ritrovati della scienza investigativa (siamo nel 1912), viene chiamato da Glasgow l'ispettore Trench, un esperto per i casi più difficili, affiancato dall'attento sergente Frazer, agente della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla. E alla fine sarà uno shock per tutti.
Partiamo con il consueto raffronto titolo/copertine 
La copertina originale non mi fa impazzire, anzi mi ricorda molto quella della trilogia di Libba Bray, Una grande e terribile bellezza (?) se non ricordo male.
La copertina italiana è stata disegnata da Valentina Cinetto e Studio Tapiro Design, ed è assolutamente fantastica!
Fumettistica, ma retrò, con un'azzeccata combinazione di colori ed un design ammicchevolmente simpatico.
Quindi come al solito 10 punti a Grifondoro! (che sarebbe il reparto grafico della Sonzogno)

Bene, ora passiamo alla recensione vera e propria!
Iniziamo subito col dire che questo romanzo mi ha convinta a metà ma che paragonandolo con un altro romanzo dello stesso genere e della casa editrice, cioè Mistero a Villa del Lieto Tramonto, per certi versi mi è piaciuto di più.

In questo romanzo giallo alla Agatha Christie, si narra dell'omicidio della signorina (zitellina) Jean Milne, residente ad Elmgrove, Broughty Ferry, piccolo paesino della Scozia, in cui tutti sanno tutto di tutti gli altri.

Ed è proprio l'impiccionaggine degli abitanti che porta alla scoperta del cadavere della vecchia donna (ricca!).
Col cranio sfondato, i piedi legati e in un avanzato stato di decomposizione (vi lascio immaginare la puzza), la povera signorina Milne, è stata brutalmente assassinata con un attizzatoio, nel vestibolo della sua abitazione.
(Fa tanto Cluedo, è stato il Signor Plume con la rivoltella nella sala da ballo!)

E forse è proprio questo ad essere divertente nel romanzo.
Quel suo andamento da gioco di società, dove ognuno ha da dire la propria, dove ci sono decine di testimoni con altrettante testimonianze che non combaciano per niente.

Quello che ne viene fuori è un ritratto ben poco lusinghiero della ricca signorina Milne, che potremmo definire una settantenne GILF (vi risparmio la spiegazione dell'acronimo), e così il sergente Fraser (che si trova invischiato in fatti in cui preferirebbe non mettere il naso) e il commissario Sempill (che proprio al di là del proprio naso non vede neanche un palmo) si vedono costretti a chiamare da Glasgow l'ispettore Trench, l'unico che pare sappia come si fa il proprio mestiere.

Quello che non sapete è che il romanzo è costruito intorno ad una storia vera, ed ad un assassinio avvenuto nel 1912, accuratamente documentato negli archivi della polizia, infatti lo stesso autore ci dice di aver aggiunto solamente i dialoghi, mentre tutti gli atti riportati all'interno del libro, sono i veri documenti, atti, verbali dell'indagine sul caso, rimasto irrisolto.

Cosa mi è piaciuto di questo romanzo?
Il fatto che fosse un romanzo dalle note vintage, con delle descrizioni accurate ma mai noiose, con uno stile di scrittura molto particolare e piacevole, e che fosse puntellato di personaggi un po' strani e ambigui, alcuni decisamente delle macchiette, ma che volessero trasmettere forte e chiaro un messaggio di inettitudine e arretratezza.

Alla fine dell'indagine ci rendiamo conto che a quanto pare nessuno sa fare il proprio lavoro, e rimaniamo un po' interdetti perché la storia scorre lentamente, forse in maniera eccessiva.

E' come se il romanzo fosse troppo lungo per quello che effettivamente succede, e questo fa perdere punti al giudizio finale.
Si arriva ad un certo punto in cui forse farete come me e guarderete quante pagine vi mancano.
Io pensavo di essere arrivata quasi alla fine e quando ho scoperto che mi mancavano ancora circa 200 pagine stavo per puntarmi uno stuzzicadenti negli occhi.

Era stato già detto abbastanza, eppure l'autore continua imperterrito con la narrazione di ogni minimo particolare, quasi come se stesse stilando un rapporto per la polizia e non come se dovesse appassionare il lettore alla storia.

La fine è assolutamente imprevedibile, almeno per me.
Cioè a volte penso che vorrei essere capace di beccare almeno un indizio e capirci qualcosa, invece puntualmente arrivo alla fine come una boccalona e non ho afferrato nulla di tutta la storia.

C'è ben poca azione e supance, pochi colpi di scena, e il tutto si concentra nella parte finale del romanzo.
Questo mi ha un po' infastidita.

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato quello di TRE STELLINE E MEZZO, perché il finale mi ha lasciata con un WTF assurdo e mi ha piacevolmente sorpresa, ma la lunghezza del romanzo in rapporto ai fatti accaduti, lo ha penalizzato un po'.


E voi?
Lo leggerete? Lo avete letto?
Se si, fatemelo sapere!

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.

2 commenti:

  1. Anche a me aveva annoiata un po', però con il finale mi ha conquistata completamente!

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  2. Mi è arrivato un po' prima dell'uscita, ma tra mille impegni e arretrati da smaltire non ho ancora avuto modo di iniziarlo. Credo che sarà una delle letture di questa nuova settimana :)

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