giovedì 31 marzo 2016

Rip - Recensioni in Pillole #34

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Torno anche oggi con una nuova recensione in pillole. 

Per chi fosse nuovo:

"Eccoci qua di nuovo, di venerdì con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto."
[Intro base della rubrica]

Ora permettetemi di fare una piccola premessa.
Sto praticamente fremendo dalla voglia di leggere Lady Midnight, ma mi hanno gentilmente informata che 'se non leggi i racconti dell'accademia ti spoileri il mondo poi a leggere Lady Midnight e ciccia'.


E quindi ciccia, mi sono messa a leggere i racconti dell'Accademia.
Indi per cui bando alle ciance e ciancio alle bande che oggi vi parlo di:


- Soltanto ombre (Tales from the Shadowhunter Academy #4) di Cassandra Clare
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In questo quarto racconto del libro affrontiamo la controversa storia di James Herondale che della figamma del padre non aveva neanche l'ombra.

Sedicente topo di biblioteca, appassionato di libri e cultura, e mai con la battuta pronta, ha dovuto abbandonare il dolce e sicuro focolare domestico per essere buttato nel cuore dell'Accademia.
Terrorizzato dall'idea di essere uno sfigato/isolato/forever alone, spera di riuscire a farsi degli amici, ma individua subito la sua nemesi: Matthew Fairchild, che dalle descrizioni, sembra in tutto e per tutto Jace Herondale/Lightwood/Morgernstern/blabla.
Purtroppo gli occhi gialli di James, eredità di Tessa (che per metà è shadowhunters e per metà è uno stregone), viene preso di mira dall'elite dell'Accademia e isolato.
Sarà proprio Matthew ad aiutarlo.
Questa è stata la miglior novella letta fino ad ora, ho pianto quasi per tutto il tempo, e alla fine ho sorriso di gioia.
Trovo sempre che l'espediente di usare Simon e le lezioni scolastiche per raccontare pezzi di passato e presente, un po' forzata, ma voglio troppo bene a Catarina Loss e a Ragnor Fell e quindi me lo faccio andar giù.
Ho già iniziato a leggere la quinta novella, ma l'inizio non è dei migliori.
Speriamo bene.



Il giudizio è di QUATTRO STELLINE perché questa storia è appassionante e dolceamara e commovente, e poi incontriamo per la prima volta che quelli che saranno i protagonisti di The Last Hours, altra trilogia che la Clare pubblicherà prossimamente, e ommiddioooo.
Ok calma!
Ma questa novella, dovete proprio leggerla! 

Bene, la recensione finisce qui.Mi seguirete anche negli altri racconti?
Spero di si!


Per questo post è tutto.
A risentirci nella prossima Rip. 


Con un amore,
Svamps.

mercoledì 30 marzo 2016

Rip - Recensioni in Pillole #33

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Torno anche oggi con una nuova recensione in pillole. 

Per chi fosse nuovo:

"Eccoci qua di nuovo, di venerdì (anche se non è venerdì!) con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto."
[Intro base della rubrica]

Ora permettetemi di fare una piccola premessa.
Sto praticamente fremendo dalla voglia di leggere Lady Midnight, ma mi hanno gentilmente informata che 'se non leggi i racconti dell'accademia ti spoileri il mondo poi a leggere Lady Midnight e ciccia'.


E quindi ciccia, mi sono messa a leggere i racconti dell'Accademia.
Indi per cui bando alle ciance e ciancio alle bande che oggi vi parlo di:


- Il demone di Whitechapel (Tales from the Shadowhunter Academy #3) di Cassandra Clare


Il demone di Whitechapel (Le cronache dell'Accademia Shadowhunters, #3)

In questo terzo racconto del libro affrontiamo la vera storia di Jack lo Squartatore che altri non era che uno stupido demone bambino che voleva 'giocare'.

Unica nota positiva, facciamo un bel salto indietro di mooooolti anni, per essere catapultati nella vita di Tessa e Will *_* 
Hanno due bellissimi bambini, James e Lucie, e vivono all'Istituto con Gabriel e Cecile e i bambini, e la tata e il fantasma di Jessamine che fa loro da angelo custode.
Mi è piaciuto il voler inserire questo scorcio, e vi preannuncio che la quarta novella è sempre a tema Herondale *_*
Non vedo l'ora di continuare!



Il giudizio è di TRE STELLINE perché il tema è stato decisamente più interessante, anche se devo dire che questo espediente della Clare delle lezioni di Simon che ci 'raccontano' qualcosa, mmm non mi attira per niente.

Bene, la recensione finisce qui.Mi seguirete anche negli altri racconti?
Spero di si!


Per questo post è tutto.
A risentirci nella prossima Rip. 


Con un amore,
Svamps.

WWW WEDNESDAY in casa Svamps! #13

Arisalve miei carissimi svampitelli belli!
Eccomi nuovamente, puntuale come la pioggia a Pasquetta quando devi andare a fare la scampagnata, con la rubrica del mercoledì sulle letture in corso.

Devo ammettere che ho letto molto molto poco negli ultimi giorni.
In realtà è da settimane che leggo poco, ma cercherò di impegnarmi di più!

Siete pronti?
Bene iniziamo subito!

What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

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Secondo racconto dell'accademia. Purtroppo peggiore
del precedente. L'ho recensito qui.

Il demone di Whitechapel (Le cronache dell'Accademia Shadowhunters, #3)
Terzo racconto che mi è piaciuto un pelino
di più. La recensione andrà in onda tra poco!


Dolceamaro, una cronaca familiare che coi 
tempi giusti ha saputo tenermi incollata alle pagine.
Ve ne parlerò la settimana prossima sul blog.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

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La tormentata storia di James Herondale per 
il momento mi sta piacendo. Speriamo non schifi alla fine.

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Nuovo distopico. Preparatevi
per un blogtour emozionante!!!




 What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

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Inviatomi dalla CE, non vedo
l'ora di tuffarmici.

Dieci romanzi
Inviatomi dalla CE, questa raccolta dei romanzi
di Coe arricchirà la mia collezione. Molti li ho già letti.
Dovrò decidere se fare una rilettura, o avventurarmi in
qualcosa di nuovo!



Bene, per questa piccola rubrica di aggiornamento è tutto.
E voi?
Cosa state leggendo? Cosa avete letto? Cosa leggerete?
Scrivetemelo nei commenti se vi va o linkatemi i vostri post.

A risentirci con il prossimo post.


Con amore,
Svamps.

martedì 29 marzo 2016

Rip - Recensioni in Pillole #32

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Here I am again con una nuova recensione in pillole. (anche se è martedì)

Per chi fosse nuovo:

"Eccoci qua di nuovo, di venerdì con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto."
[Intro base della rubrica]

Ora permettetemi di fare una piccola premessa.
Sto praticamente fremendo dalla voglia di leggere Lady Midnight, ma mi hanno gentilmente informata che 'se non leggi i racconti dell'accademia ti spoileri il mondo poi a leggere Lady Midnight e ciccia'.


E quindi ciccia, mi sono messa a leggere i racconti dell'Accademia.
Indi per cui bando alle ciance e ciancio alle bande che oggi vi parlo di:


- L'Herondale scomparso (Tales from the Shadowhunter Academy #2) di Cassandra Clare

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In questo secondo racconto del libro troviamo Simon alle prese con i problemi derivanti dall'essere un Mondano in mezzo a degli Shadowhunters invasati, con un passato da eroe e zero ricordi.


Questa recensione sarà ancor più breve della precedente, perché si accenna alla storia di Tobias Herondale, disertore e traditore, macchiatosi del più terribile dei crimini: LA CODARDIA.

A parlarcene meglio però è Catarina Loss (di cui proprio non riesco a ricordare nessuna cosa in particolare né che ruolo abbia avuto nella saga me tapina!) la quale confessa a Simon di aver salvato il bambino di Tobias, di averlo spedito in America e che lui è l'ultimo Herondale e manco lo sa! ZAN ZAN.

'Ma quindi lei mi sta dicendo che in giro per l'America potrebbero esserci tantissimi pseudo Herondale?'

E poi arriva Clary la simpaticona, che salta sul letto di Simon e vuole pariare un po' e finiscono a fare i ciccipicci amici di una vita.

E BASTA.

La novella finisce qui.
No... ma che? DAVVERO?




Il giudizio è di DUE STELLINE E MEZZO perché è stata una novella totalmente inutile tranne per la confessione arripizzata di Catarina, ma per il resto SOLO PIAGNISTEI DI SIMON LEWIS.

Il quale già era una palla al piede in The Mortal Instruments, nonostante la fase vampirodemoniaca, ma mò che è tornato uno sfigato, madonna santa, e che rottura di coglioni!

Bene, la recensione finisce qui anche se non è  stata per niente clemente.Mi seguirete anche negli altri racconti?
Spero di si!


Per questo post è tutto.
A risentirci nella prossima Rip. 


Con un amore,
Svamps.

sabato 26 marzo 2016

#10cosebruttechenonsapetesudime - Sezione Ospiti n.1

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo assolato sabato di primavera.
(E BUON COMPLEANNO A MEEEEEEE!!!!)

Ci sentiamo anche di sabato perché avevo pensato di proporvi una nuova rubrica, un po' scemofrivolanosense e quale giorno migliore se non il sabato che non si ha voglia di fare un cazz?
Direte voi: Svamps, Gesù santo! Un'altra rubrica????
Lo so, lo so.
Ma il fatto è che questa rubrica sarà una sorta di 'know me better', e vi permetterà di farvi un po' i fatti miei.
Ma anche degli altri blogger che ospiterò.
Ho deciso di chiamare la rubrica #10cosebruttechenonsapetesudime perchè il post consisterà in una lista di dieci cose bizzarre / brutte / difetti mortali che mi (ci) caratterizzano e che voi non conoscete.
Il tutto nasce da un'accalorata discussione nata sotto il profilo di Devy ma insomma piccolezze.

[Intro della rubrica]

Questa è la seconda puntata ed ho l'onore di ospitare colei che ha dato il via a tutto ciò.

Sto parlando di : ELISA DEVY *boato di sottofondo*


Grazie a Svamps di ospitarmi nuovamente su “Oh ma che ansia”, è davvero un onore essere qui!

Di cose brutte (proprio brutte brutte) che non sapete su di me ce ne sono moltissime, ma vediamo di ridurre il tutto a dieci odiosissimi difetti:

  1. Ho la terribile abitudine di bere direttamente dalla bottiglia. Provo a correggermi e ad armarmi di bicchiere prima di aver aperto il frigorifero, ma la verità è che probabilmente sono un animale dentro, quindi bevo la Coca Cola Light a canna oggi, certa che lo farò anche domani e dopodomani.
  2. Qualsiasi film io guardi, faccio SEMPRE il tifo per il cattivo. I cattivi ordiscono piani e tessono trame di altissimo livello, mettendo in ginocchio la società per tre quarti di pellicola, oltre ad essere decisamente più interessanti, e quindi viva i cattivi.
  3. Non solo ho abbandonato il capolavoro in sette volumi di Proust a metà del quarto, ma ho anche abbandonato “Senilità” di Italo Svevo dopo aver letto a stento un terzo delle pagine.
  4. Ho ancora oggi un’imbarazzante e viscerale cotta per Kurt Cobain, che mi porto dietro da quando ho sentito per la prima volta il suo disco “Nevermind” a cinque anni. Il fatto che sia morto quando di anni ne avevo sei è totalmente irrilevante.
  5. Non so pianificare lo shopping. Esco per comprare una t-shirt e torno con un paio di scarpe, mi serve un vestito e invece compro un paio di jeans. Il giorno che dovrò acquistare un abito da sposa probabilmente lo troverò dopo essere uscita alla ricerca di una nuova borsa.
  6. Non sopporto l’odore di fumo, al punto da trasferire facilmente tutto ciò che trovo di fastidioso nel fumo sulla persona che sta fumando. Soprattutto se mi fuma vicino. Probabilmente da non fumatrice mi è impossibile comprendere cosa ci sia di bello nel riempirsi i polmoni di catrame pagando anche per farlo.
  7. Il mio corpo è completamente sproporzionato. Ho le gambe grosse, il sedere tondo, e porto due taglie diverse (una 40/42 sopra e una 44 sotto). Sicuramente sfondarmi di Nutella e lasagne non aiuta in questo senso, e non aiuta nemmeno il punto 8 della mia lista.
  8. Sono PIGRA, con tutte le maiuscole. Nessuna attenuante, nessun ma e nessun se. Pigra, pigra, pigra. Finché si tratta di camminare ci siamo, posso farcela. Ma chiedetemi di andare a correre o in palestra, e probabilmente come risposta andrò a fare un pisolino sul divano.
  9. Sono una nazista della grammatica, e lo sono soprattutto nei confronti di me stessa. Sono decisamente nata nel secolo sbagliato, perché mi viene prurito a leggere ogni “pò”, “qual’è” e “xke”, il che vuol dire che passo metà del tempo a volermi cavare gli occhi. Ricevere un’email di lavoro in cui appaia un “cmq” mi agita, e se c’è una persona che può confermare tutto questo è Luigi di Everpop, a cui faccio da correttore automatico non richiesto da mesi. Non mi ha ancora uccisa, ma nel caso il mio essere una rompiscatole varrebbe sicuramente da attenuante.
  10. Quando dico che ho gusti musicali eclettici, la verità è che oltre ad amare tantissima musica di tutto rispetto amo anche un sacco di schifezze. “Don’t stop moving” degli S Club 7, per esempio è ancora sul mio iPhone5s. Insieme a lei c’è anche quella gran perla di “MMMBop” degli Hanson, “I Would” dei One Direction e “The Best of Both Worlds” di Miley Cyrus, ovvero la sigla di Hannah Montana. Ebbene sì. Il tutto è ben mimetizzato tra i notturni di Chopin, i White Stripes, Bruce Springsteen e le suite per violoncello di Bach, ovviamente. 
Ovviamente appena esauriti i miei dieci punti me ne sono venuti in mente altri trentacinque, quindi temo di essere una persona davvero orribile.

Che ansia!


Bene! Queste erano le #confessionidiunabloggerimperfetta (che mi sono permessa di copiare da Anncleire di Please Another Book) di Elisa Devy (trovate qui il suo blog e qui il suo Instagram) che ringraziamo calorosamente per aver condiviso con noi le sue cose brutte.

Avete voglia di dire al mondo i vostri difetti così la gente smette di scassarvi le balle dicendo che siete belle perfette e che avete la vita facile?
Scrivetemi all'indirizzo email che trovate nella sezione 'About' e vi ospiterò in una puntata!

Diciamo no alle blogger con la figa di legno che credono di avercela solo loro.
Per citare Laura Pausini 'la tengo como todas' e quindi vai di stronzate!

A risentirci nel prossimo post.
Vi vogghio bbè.

Con amore,
Svamps.

venerdì 25 marzo 2016

Rip - Recensioni in Pillole #31

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Dopo l'ennesima latitanza da questa rubrica, torno nuovamente alla carica di venerdì con una nuova recensione in pillole. 

Per chi fosse nuovo:

"Eccoci qua di nuovo, di venerdì con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto."
[Intro base della rubrica]

Ora permettetemi di fare una piccola premessa.
Sto praticamente fremendo dalla voglia di leggere Lady Midnight, ma mi hanno gentilmente informata che 'se non leggi i racconti dell'accademia ti spoileri il mondo poi a leggere Lady Midnight e ciccia'.


E quindi ciccia, mi sono messa a leggere i racconti dell'Accademia.
Quindi bando alle ciance e ciancio alle bande che oggi vi parlo di:


Benvenuti in Accademia (Tales from the Shadowhunter Academy #1) di Cassandra Clare

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In questo primo racconto del libro troviamo quel povero cristo di Simon Lewis che dopo essersi immolato per la patria, ha perso tutti i ricordi e ora non sa cosa sia il Mondo delle Ombre, non sa di essersi messo con una strafiga bonazza come Izzie, non sa di esser stato un vampiro. 

Insomma, lo sa... ma non se lo ricorda.

E quindi poverino sente la pressione, sa di non essere all'altezza e pur di tenersi a distanza da tutti, decide di 'arruolarsi' all'accademia degli Shadowhunters.
Viene narrato il suo arrivo in questa specie di scuola militare in cui sono stati ammessi anche Mondani, con la vista o con la voglia di combattere, discendenti supergiovani di famiglie di Shadowhunters e uno dei personaggi che ho amato subito è stata Catarina Loss e il suo odio sconsiderato per tutto e tutti e George Lovelace, compagno di stanza di Simon.

Simon non è mai stato il mio personaggio preferito, molte volte lo avrei preso a calci nei denti.
Ma tutta la storia del vampiro figo e del mettersi con Izzie, lo aveva innalzato ad un livello superiore.
Dimenticando tutto è come se fosse tornato nuovamente uno sfigato e tutta la sua insicurezza tornata a galla come un bel palloncino lanciato in mare, beh non mi è piaciuta particolarmente.

Nonostante ciò, sono abbastanza curiosa di sapere come continuerà a svolgersi la storia e quindi ho attaccato subito con il secondo racconto che si intitola L'Herondale scomparso, e già il cognome Herondale mi solletica il cervello!

Il giudizio è di TRE STELLINE a fiducia proprio perché l'ho trovato sottotono rispetto al solito stile della Claire. Speriamo comunque che si vada migliorando.


Mi seguirete anche negli altri racconti?
Spero di si!


Per questo post è tutto.
A risentirci nella prossima Rip venerdì prossimo. 


Con un amore,
Svamps.

giovedì 24 marzo 2016

Girl runner (o anche: Corri ragazza laggiù! o addirittura: CORRI FORREST!) insomma recensione entusiasta del romanzo di Carrie Snyder

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!

Eccoci qui, verso la fine della settimana, con una nuova recensione.
Pasqua si avvicina, il mio compleanno si avvicina, Firenze si avvicina.
E quale modo migliore di chiudere la settimana se non con la recensione di un libro a mio parere bellissimo?Anzi, ne approfitto per ringraziare la mia adoratissima Sonzogno per la copia in anteprima e mi scuso se questo post arriva in un mostruoso ritardo.

Oggi parliamo di un libro che è uscito in libreria il 10 marzo e che io ho potuto appunto leggere in anteprima. 
L'ho divorato e pensate che mi sono addirittura commossa!

Sto parlando di:



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[copertina italiana ed originale a confronto]


[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

Titolo: Girl Runner
Titolo Originale: Girl Runner
Autore: Carrie Snyder
Pagine: 281 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 10 Marzo 2016
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Prezzo: € 16,50
Girl runner, la ragazza che correva, si chiama Aganetha Smart e, nel 1928, conquistò la medaglia d'oro per il Canada alle Olimpiadi di Amsterdam. Ma chi si ricorda più di lei e della sua gloria passata, ora che vive sola e abbandonata in una casa per anziani? Eppure, un giorno, la sua tranquilla routine viene interrotta dalla visita di un ragazzo e una ragazza, desiderosi - almeno così dicono - di farsi raccontare la sua storia e girare un documentario sulle sue imprese sportive. Con il corpo debole ma la mente pronta a un'ultima avventura, Aganetha si lascia così caricare in auto e trascinare via. Man mano che il viaggio la conduce verso i luoghi della sua infanzia, nelle brumose campagne dell'Ontario, i ricordi di Aggie (come la chiamavano affettuosamente in famiglia) invadono la scena, si accavallano, raccontando una vita movimentata e intensa. I numerosi personaggi del suo lontano passato tornano così a esistere, più presenti dei vivi che la circondano: c'è Aganetha bambina e poi adolescente che, insieme alle sorelle, impara a conoscere il mondo dei grandi; c'è la Prima guerra mondiale, che si porta via tanti giovani; c'è la scoperta del talento atletico e quell'allenatore che eccita la sua voglia di primeggiare; ci sono i tormenti dell'amicizia femminile e poi quelli del primo amore; infine c'è la donna adulta, alle prese con scelte di vita che non sempre si collocano nel solco della propria epoca. Oltre a una trama ricca di colpi di scena, è la voce narrante di Aganetha a sedurre e ipnotizzare il lettore, con le sue emozioni, la sua forza d'animo e quella speciale generosità che la porta a entrare in contatto con persone molto diverse da lei. Solo quando il suo viaggio si avvia alla conclusione, Aggie scopre che i due giovani che sono venuti a cercarla non sono quel che dicono di essere, e conoscono un segreto che lei non ha mai rivelato a nessuno.
Partiamo con il consueto raffronto titolo/copertine 
La copertina originale non mi fa impazzire, anche se è molto evocativa.
La copertina italiana è stata disegnata da Maria Cecilia Azzali e Studio Tapiro Design, ed è assolutamente fantastica!
Lo so che lo dico di tutte le copertine Sonzogno, ma guardate quei lunghissimi capelli dorati!
No ora vi metto tutte le copertine poi ditemi se la nostra non è la più figa!

20662583
House of Anansi Press (USA)

22249712
Harper Collins (UK)

24962856
Two Roads Books

28819625
Anthos (Germania)

25862526
Alfaguara (Spagna)

25142460
W.A.B. (Polonia)

29242667
Alef Yayinevi (Turchia)

28119976
btb Verlag (Germania)

27677309
Ediciones 62 (Catalogna)

E INFINE

29475490
Sonzogno



EDDAI!
Non è la più bella la nostra?
Devo ammettere che quella della Harper Collins e Turchia e Polonia, mi piacciono molto ma per me vince a mani basse la nostra.
Quindi come al solito 10 punti a Grifondoro! (che sarebbe il reparto grafico della Sonzogno)

Bene, ora passiamo alla recensione vera e propria!
Iniziamo subito col dire che questo romanzo mi ha conquistata fin dalle prime pagine ed è proprio raro che succeda.
E' un romanzo ricco di frasi importanti, da usare come citazioni, ricco di spunti di riflessione.
Eppure non è un romanzo pensato per questo.
O forse no?

Ma partiamo dal principio.
Questo romanzo è narrato in prima persona da Aganetha Smart, 104 anni, chiusa in una casa di riposo.
Il racconto è tutto fatto nel suo cervello, più volte lei stessa afferma di pensare alcune cose ma di non riuscire a dirle. Insomma ci rende partecipi dei problemi della senilità.
E con le sue sensazioni riguardo agli odori e ai suoni della casa di cura, già siamo portati a prenderla in simpatia.
Il libro sii apre appunto con Aganethe e con la sua infermeria che la agghinda a festa perché due suoi nipoti alla lontana sono venuti a trovarla.
La nostra donna, furbissima, SA che non ha nessun nipote e si lascia trascinare via da questi due misteriosi ragazzi che senza ombra di 'scuorno'* (ritegno/pudore/vergogna), se la caricano in auto e VIA!
La loro motivazione è quella di voler girare un documentario in onore della grandissima atleta che è stata, e per permettere a Kaley, la ragazza, di poter gareggiare e competere alle gare.

Si dipana così una matassa di ricordi, chiusi a chiave nella mente di Aganetha.
E' come guardare nel buco della serratura di una grande e strana vita che nessuno ha mai saputo interpretare.
E se vi aspettate un romanzo sportivo che parli di allenamenti, e viaggi, e gare, e medaglie, beh vi sbagliate di grosso.

La bellezza di questo romanzo sta nel fatto che in realtà è una cronaca familiare e mi ha conquistata così nel profondo come non mi succedeva da Miss Jerusalem.
Aganetha è un'abile narratrice.
E' giusta, mai frivola, molto seria e composta.
Rispecchia in pieno l'educazione che le è stata data da una madre che tutti ammiravano e che svolgeva un 'mestiere' davvero difficile (nooo non la prostituta!!!!).

Ho amato ogni singolo personaggio, sia quelli buoni che quelli per così dire cattivi.
La famiglia Smart è stata così numerosa e così legata nonostante i figli tra loro fossero fratellastri e sorellastre, che mi si riempiva il cuore di gioia, anche quando Aganetha raccontava dei litigi o delle scaramucce o del fatto che una sorella andasse d'accordo più con una sorella piuttosto che un'altra, dopotutto sono cose che succedono no?

Io davvero non so come esprimere al meglio ciò che mi ha trasmesso questo romanzo.
La storia di Aganetha non è una storia comune, soprattutto perché lei era una donna, era alta, era veloce, e non aveva la minima idea di come stare in mezzo alla gente.

Se fosse vissuta al giorno d'oggi l'avremmo definita 'una wallflower', una ragazza da parete, sempre sulle sue, senza mai sapere cosa dire o casa fare, ma sempre pronta a correre e a scappare via per liberarsi dei pensieri.

Ricordiamo che è il 1928, Olimpiadi di Amsterdam, e per la prima volta le donne sono ammesse alle gare di atletica leggera.
Aganetha si trova a combattere contro i pregiudizi, non solo quelli degli altri, ma anche i suoi verso sé stessa.
La sua scarsa autostima, il credere di non meritarsi le gare, l'inesistente fiducia nelle sue capacità fanno si che più di una volta lei rischi di vacillare e commettere un errore.

Ma gli errori si fanno.
Succede a tutti.
Ed anche Aganetha sbaglia.

Custodisce molti segreti, cose che nessuno sa, ed è proprio 'grazie' a Max e Kailey che riesce a tirarli fuori, pur non volendo.

La storia di Aganetha non è reale, eppure la squadra canadese arrivò in finale nel 1928, loro erano le Matchless Six (le Imbattibili Sei).
E credo che si siano sentite come la nostra Aggie, insicure ma impavide, senza nulla da perdere ma con tutto da guadagnare.

La narrazione è cruda, giusta, reale, senza bugie, senza filtri.
Aganetha a 20 anni è uguale a come la troviamo a 104.
Ha vissuto una lunga vita.
Piena, ma a volte triste.
Ha visto tutti quelli che amava morire.
E' l'unica sopravvissuta degli Smart ed ha ancora voglia di correre per un'ultima avventura.

Ecco, io vi avevo promesso un romanzo senza spoiler e quindi mi fermo qui ma ESIGO che lo leggiate e vi facciate catturare da quello spirito ribelle dalla lunga chioma d'oro.


Se mi chiedessero: cosa ti è piaciuto di questo romanzo?
Direi l'amore che ne traspare.
Ma badate bene, non parlo di amore uomo/donna, ma dell'amore per la famiglia (e a volte anche l'odio), dell'amore per la corsa, per il cameratismo che fa nascere nonostante sia uno sport 'solitario', un amore che nasce nel profondo e non si spegne.
Neanche a 104 anni.


La fine è strana.
Mi spiego...
Si ha questo senso di vuoto e di inquietudine.
Mi sono sentita irrequieta e vaga, come se avessi qualcosa da aggiungere all'ultima riga, ma non sapessi bene cosa.
Mi ha un po' lasciato l'amaro in bocca, perché credo di non averne capito bene il senso e la cosa mi fa arrabbiare enormemente, perché sono una tonta che non riesce mai a godere in pieno dei libri bellissimi, come questo.

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato quello di QUATTRO STELLINE E MEZZO, perché nonostante un finale un po' perplesso, è un libro che mi ha conquistato nel profondo, che mi ha commossa nonostante non sia pensato come una storia commovente, che mi ha fatta immedesimare totalmente nel personaggio e che mi ha aiutato con un paio di frasi ad hoc, a sbloccare un discorso ostico con una mia amica!


E voi?
Lo leggerete? Lo avete letto?
Se si, fatemelo sapere!

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.