mercoledì 16 dicembre 2015

Tutto ciò che sappiamo di noi due. [Recensione un po' méh con tanto di corno portafortuna di Point of Retreat di Colleen Hoover]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
In questo mercoledì vi propongo la recensione del secondo volume della saga #Slammed della signora aspirapolvere.
Si, la signora Colleen Hoover.

[Per la recensione del primo volume, potete cliccare qui.]

Sto parlando di:


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[copertina italiana ed originale a confronto]


[STATE ATTENTI AD EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!]

TitoloTutto ciò che sappiamo di noi due
Titolo Originale: Point of Retreat
Autore: Colleen Hoover
Pagine: 283 (Copertina rigida)
Data di uscita: 18 Giugno 2015
Editore: Fabbri Editore
Collana: Fabbri Life
Prezzo: € 15,90
La poesia ha insegnato a Will e Layken ad amarsi, per stare insieme hanno dovuto superare ostacoli che sembravano insormontabili, hanno dimostrato al mondo che quando si è uniti si può affrontare ogni difficoltà e riemergere più forti e determinati di prima. La vita li ha messi di fronte a enormi responsabilità: sono giovanissimi, ma devono prendersi cura dei fratellini, cercando allo stesso tempo di ritagliarsi un piccolo spazio dedicato soltanto a loro due. Ma un giorno, all'improvviso, il passato di Will torna a bussare alla porta, e lui, per non turbare il difficile idillio con Layken, decide di tenerla all'oscuro di tutto. Ma lei lo scoprirà lo stesso, e sarà costretta a chiedersi su cosa si fonda davvero il loro rapporto, arrivando addirittura a mettere in dubbio la sincerità dei sentimenti di Will. La loro storia è a rischio, devono decidere se lottare per un futuro insieme o se rassegnarsi a stare lontani. Fin dove sarà disposto a spingersi Will per dimostrare a Layken che il suo amore durerà per sempre? La sua risposta cambierà non solo la loro vita, ma quella di tutte le persone che li circondano.

Partiamo col consueto raffronto titolo/copertine.
Per quanto riguarda il titolo vale lo stesso discorso fatto per Tutto ciò che sappiamo dell'amore, ovvero che né traduzione del titolo né copertina mi fanno impazzire.
Mentre ovviamente hanno il loro senso nell'originale.
Point of retreat inteso come 'la ritirata' menzionata spesso nel romanzo.

Ma passiamo alla recensione vera e propria. 
In questo volume a narrare le vicende è Will stesso.
Troviamo la nostra povera coppia che nonostante si ami da morire, deve fronteggiare ogni giorno una quantità di sfighe che proprio Shonda Rhimes ci andrebbe a nozze.
Ne farebbe un telefilm super strappalacrimissimo.

Will e Lake hanno affrontato la morte dei genitori di entrambi (chi per incidente, chi per malattia), crescono due bambini con le loro sole forze (ma non disperate, la madre di Lake aveva accumulato una gran quantità di soldi ergo, almeno quello NON è un problema! E meno male direi...), si sono iscritti entrambi all'università, come se non fossero abbastanza oberati di impegni e si barcamenano tra lavoro, studio, bambini, una nuova vita e il delicato compito di genitore.

Ritroviamo i pestiferi Kel e Caulder (questa volta alle prese con i primi amori da undicenni! - amori che consistono in: "Vuoi essere la mia fidanzata? Si però non mi baciare eh che mi fa schifo!"... aaaah l'amour).

Ritroviamo Eddie e Gavin con un bel problema da affrontare, che io avevo capito tipo nel primo rigo di descrizione della scena (e non perché sono superfiga ma solo perché ho vissuto una scena simile con due miei amici che si comportavano alla stessa maniera!).

Come nuove entrate ci sono i vicini strambi.
Sherry, una specie di hippie ipnotista, che si produce una quantità di droghe fatte in casa allucinanti!, (nel vero senso della parola) e la sua insopportabilissima figlia Kiersten.
Kiersten coetanea di Kel e Caulder, è esattamente il tipo di bambina che non vorrei mai.
Spocchiosa, interrompe gli adulti, troppo matura per la sua età.
E' quel tipo di bambina che mette in imbarazzo i grandi coi suoi ragionamento pseudofilosofici e questa era una cosa che mia madre mi ha sempre tassativamente vietato di fare XD

Devo ammettere che ho letto questo libro più velocemente rispetto al primo, eppure mi ha preso molto meno.
Trovo che ci sia decisamente TROPPA CARNE AL FUOCO.

Cioè non basta che questi sembrino uscita dalla testa di Shonda, ci dobbiamo aggiungere anche l'ex zoccola storica che torna alla carica dopo TRE ANNI (cosa che trovo assurda ed inverosimile), il vecchio amico d'infanzia che guarda caso si scopava la suddetta ex zoccola, l'incidente stradale mortale senza neanche un po' di coma, la gravidanza inattesa, le beghe burocratiche e cazzi e mazzi vari?

CIOE' NO!
MA ANCHE NO!

Ah Colleen, ha chiamato la Sfiga e ha detto che devi smetterla di tirarla in ballo che manco lei è così fantasiosa!

Cioè, Will decide di reiscriversi all'università, becca la ex al corso, non dice nulla (OVVIAMENTE) a Lake, la ex fa la zoccola, si fa sgamare da Lake, che si fa venire i riscinzielli (trad. si fa venire quasi le convulsioni da quanto si agita) e lo lascia.

E via, mezzo libro fatto di tira e molla, litigi, musi lunghi, loro che non si parlano, la guerra fredda, e blabla.
ECCHEDUEPALLE!

La fine è stramelensa e scontata e avrei preferito che la scena fosse un po' più avvincente e passionale, ma niente, devo beccarmi questo finale.

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato quello di TRE STELLINE perché mi aspettavo un romanzo ancor più bello del precedente ma così non è stato.
Colleen Hoover non andiamo per niente bene!

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.

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