venerdì 18 dicembre 2015

Rip - Recensioni in Pillole #25

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Dopo l'ennesima latitanza da questa rubrica, torno nuovamente alla carica di venerdì con una nuova recensione in pillole. 
Nel caso vi foste persa l'ultima, particolarmente indignata, potete leggerla qui.

Per chi fosse nuovo:

"Eccoci qua di nuovo, di venerdì con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto."
[Intro base della rubrica]

Ora permettetemi di fare una piccola premessa.
La settimana scorsa ho iniziato a leggere un romanzo che ha tutti i tratti per essere uno di quei classici che in alcuni punti sono difficili da affrontare ma da cui, in altri punti, non vuoi proprio staccarti.

Sto parlando di La donna in bianco di Wilkie Collins, edito da Fazi Editore in una splendida edizione. 

Questo romanzo ha visto la luce per la prima volta nel 1860 quando Charles Dickens lo pubblicò a puntate sulla rivista “All the Year Round”, suscitando uno straordinario interesse nel pubblico che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l’impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l’affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate.
[Descrizione presa dal sito della Fazi]


Trovate qui la scheda del romanzo.

Ora siccome il romanzo al suo interno è diviso in sei libri (che si aggirano intorno alle 150 pagina circa ciascuno), ho deciso di dedicare una mini recensione ad ognuno di essi spendendoci solo due parole in perfetto stile Recensione in pillole. Che ne pensate?



Quindi bando alle ciance e ciancio alle bande che oggi vi parlo di:


La donna in bianco - Libro Primo di Wilkie Collins

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In questa prima parte del libro, la storia ci viene introdotta da Mr. Walter Hartright, insegnante di disegno riguardo alla sua permanenza nel Cumberland.
La sua testimonianza ci narra i fatti che si svolsero intorno alla famiglia Fairlie e alla misteriosa figura della donna in bianco.


Ricca di descrizioni minuziose, sia per quanto riguarda i paesaggi e gli ambienti, che per le sensazioni e le emozioni, questa parte rappresenta un primo scorcio sulla vicenda della donna in bianco e degli stravolgimenti che porterà nelle vite dei nostri protagonisti, in special modo delle sorelle Miss Marian Halcombe e Miss Laura Fairlie.

Sorelle solo per parte di madre, Miss Halcombe (descritta in breve come 'brutta come la peste') è povera tanto quanto Miss Laura (dolce, bella, aggraziata, insomma la tipica protagonista dei romanzi ottocenteschi XD) è ricca, le due donne vivono insieme allo zio, Mr. Fairlie.


Per descrivere Mr.Fairlie mi bastano quattro parole: OH MA CHE ANSIA!
Un uomo... una malattia.

Ipocondriaco, recidivo, malato (immaginario) di qualsiasi disturbo ci sia al mondo, supponente, si comporta come una femminuccia.
'Oh i miei poveri nervi...' e 'Oh quanto mi sento provato, vi preeeego non parlate ad alta voce, potrei sveniiiiire', insomma è uno di quei personaggi che si meriterebbe di diritto un posto nella lista degli uomini dei romanzi da prendere a paccheri a due a due fino a che non diventano dispari!
(Nel caso vi interessasse leggerla, la trovate qui.)


Così come Mr. Fairlie è utile quanto una forchetta nel brodo, Miss Halcombe è pragmatica, razionale ed assennata.
Tanto brutta quanto intelligente, mi è piaciuto molto come viene descritta (a prima vista si riassume con l'espressione gergale 'Dietro liceo e davanti museo', e poi come una donna con le palle che sa il fatto suo insomma) e come l'opinione di Mr. Hartright cambi su di lei man mano che la conosce.

La donna in bianco ci viene presentata essenzialmente coma una pazza uscita dal manicomio... nel vero senso della parola!

La storia si chiude con la fine della testimonianza di Mr. Hartright.

Insomma, in alcuni punti ho trovato il tutto molto noioso, mentre verso la fine la narrazione scorre molto più veloce e vediamo un po' di azione.
Ci ho messo circa quattro giorni per leggere 147 pagine ma probabilmente la causa di ciò sta nel fatto che tendevo ad alternarlo ad altre letture che mi hanno catturato di più o che erano 'più facili da digerire' insomma.

Ora sono abbastanza curiosa di sapere come continuerà a svolgersi la storia e quindi ho attaccato subito con la seconda parte che vede sia la testimonianza dell'avvocato Gilmore, chiamato a risolvere una spinosa questione riguardo ad un matrimonio (tranquilli che della trama vi ho svelato poco o niente) e di Miss Halcombe in persona.

Il giudizio è di TRE STELLINE E MEZZO ed ovviamente a fine romanzo, farò la media di tutti i voti ed una sorta di recensione riassuntiva.

Mi seguirete anche nella seconda parte?
Spero di si!


Per questo post è tutto.
A risentirci nella prossima Rip. 


Con un amore, tutto in bianco
Svamps.

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