lunedì 21 dicembre 2015

CONFESSA - Le confessioni del cuore e altre amenità varie [Recensione di Confess di Colleen Hoover]

Arisalve miei cari svampitelli belli!
Siamo quasi in prossimità del Natale e l'ansia sale, per fortuna ci sono le mie recensioni poco serie a smorzarla.
Anche la recensione di oggi, però, è dedicata nuovamente alla signora aspirapolvere, Colleen Hoover.

Lo so!
Sto diventando monotematica, pare che nelle ultime settimane io abbia letto solo la Hoover, ed un po' forse è vero.

Oramai, credo di aver letto quasi tutto di questa donna, mi mancano November 9, This girl (terzo volume della saga #slammed che non credo leggerò perché è praticamente l'intera storia dal POV di Will e DIOSANTISSIMO NO PER FAVORE!) e la saga scritta con Tarryn Fisher, Never Never.

Oggi però voglio raccontarvi di uno dei romanzi che, non so perché, più aspettavo di leggere.
Ero impazientissima.
Avevo addirittura accantonato l'idea di leggere November 9 pur di iniziare questo e poi la Leggereditore ne ha annunciato l'uscita (momentaneamente solo in ebook) e allora mi sono decisa ad iniziarlo.

Sto parlando di:



 

[copertina italiana ed originale a confronto]


[STATE ATTENTI AD EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!]

Titolo: Le confessioni del cuore
Titolo OriginaleConfess
Autore: Colleen Hoover
Pagine: 256
Data di uscita: 17 Dicembre 2015
Editore: Leggereditore
Prezzo: € 6,99 (disponibile solo formato Kindle)
A soli venti anni, Auburn Mason ha paura di aver perso ciò che aveva di più importante. Malgrado il dolore, le resta la voglia di lottare per rimettere sulla giusta strada un destino che sembra sfuggirle dalle mani, ma questa volta non dovrà esserci più spazio per errori e debolezze, tanto meno per l’amore. 
Owen Gentry è l’enigmatico artista proprietario dello studio d’arte di Dallas presso cui Auburn ha trovato lavoro. È un giovane brillante, di talento, verso il quale Auburn sente fin da subito di provare un’attrazione speciale. A quanto pare, la vita le sta regalando un’altra occasione per lasciarsi andare e ascoltare il proprio cuore. Eppure c’è qualcosa che rischia di minacciare la ritrovata felicità, un segreto che Owen vorrebbe relegare nel proprio passato ma che torna prepotentemente a galla. Owen sa che l’unico modo per non perdere Auburn è condividere con lei ogni aspetto della sua vita, ma la verità, come le opere d’arte, si presta a interpretazioni contrastanti, e una confessione, talvolta, può essere più distruttiva di una menzogna...

Partiamo col consueto raffronto titolo/copertine.
Per me avrebbero potuto lasciarlo anche così come stava perché Confess anche se in inglese, è una parola abbastanza immediata.
Perfino mia nonna che ha la seconda elementare, nella parola Confess ci vedrebbe l'imperativo napoletano del verbo confessare.
Ma no... Alla Leggereditore piace dare titoli scemi e melensi e quindi in Italia ci siamo dovuti beccare Le confessioni del cuore. (Che tra l'altro fa tanto cartone animato giapponese anni '90 no?)
Che poi... Le confessioni del cuore... e poi copiate la copertina dal romanzo di Carmen Bruni, Questioni di cuore?



No vabbè, io ormai non ho più parole.
Solo WTF?!?!

Ma, stendiamoci sopra un piumone pietoso e passiamo alla recensione vera e propria. 

[QUESTA PRIMA PARTE SARA' SPOILER FREE - O ALMENO CI PROVO!]

Credo che questa sia per me, una delle recensioni più spinose e difficoltose da scrivere, e vi spiego subito il perché.
Intorno a Confess c'è un hype pari a quello che potete trovare intorno a We were Liars, e li per li non ci ho pensato più di tanto.
Ero solo super impaziente di iniziarlo, poco male che l'edizione italiana fosse un po' indecente, ero troppo pigra per leggerlo in lingua e finalmente avevo l'occasione di farlo in italiano.
Ebbene...
Non riesco ad apprezzare questo romanzo tanto quanto dovrei.

Mi aspettavo di trovarmi davanti un Ugly love due la vendetta, che come sapete mi ha emozionata fino alle lacrime, e invece ero nella stessa sensazione di mééééh, che ho provato quando ho finito Maybe Someday.

Ecco, posso paragonare Confess a Maybe Someday.
Entrambi mi sono sempre stati super raccomandati come due romanzi bellissimi.
I migliori di Colleen.
Tutti che gli hanno dato 4 o 5 stelline e invece io l'altra sera, quando l'ho finito, ero tipo 'ma booooh?'.

E' impossibile parlare di questo romanzo senza spoilerare dettagli importanti che sono sparsi qua e la fin dall'inizio, ma c'è veramente qualcosa che manca in questo romanzo.

Vi anticipo fin da subito, che anche qui, come in Slammed e Maybe Someday, la Hoover ha trovato una collaborazione bomba.
Si parla di arte e ci sono dei dipinti stupendi, strazianti, pieni di vita, di sentimenti.
E ci sono delle confessioni in corrispondenza di ogni dipinto.
Le confessioni.... SONO VERE.
Sono confessioni fatte dai fan in maniera anonima.
La cosa mi ha scioccata e piacevolmente sorpresa.
Punto a favore.

Anche qui troverete la romance, gli impedimenti, gli amici di supporto, il passato prepotente, il 'non sei tu sono io', il 'ti amo ma non possiamo stare insieme', insomma regà... è un romanzo della Hoover.
Ormai dovremmo essere avvezzi a questo tipo di cose!
E invece no.

Ogni nuovo romanzo della Hoover, anche se mediocre rispetto ad altri suoi precedenti scritti, risulta ammaliante ed affascinante, ti cattura, ti coinvolge, ti fa desiderare più pagine, più storia, più stravolgimenti e più normalità.

E la pecca di questa storia, sta forse nel fatto che alcuni fattori fondamentali e TIPICI di Colleen, ci vengono propinati fin da subito.
E il doppio punto di vista ci spinge a sentirci a disagio, a capire che c'è qualcosa che non va, qualcosa di profondamente sbagliato.

Abbiamo una protagonista senza palle, vittima sacrificale degli eventi che le hanno sconvolto e dominato la vita, insomma una povera martire che starebbe benissimo nelle telenovelas sudamericane di inizio '900.
(Prendete Il Segreto, pensate al primo personaggio povero e abbrutito che vi viene in mente, quello più maltrattato e bistrattato, a cui ne capitano di tutti i colori, che viene ostacolato e tiranneggiato, la marionetta nei piani diabolici altrui, la vittima delle sciagure... e avrete il perfetto ritratto di Auburn Mason Reed.)

[Che poi... che fantastico nome... Auburn *^*]

Insomma questa povera crista si fa mettere i piedi in testa pure dal gatto n'altro po', conduce una vita demmé, soffre costantemente di ansia e probabili attacchi di panico, avrebbe un enorme bisogno di andare in analisi a causa di tutto ciò che le ha sconvolto l'esistenza, e passa il suo tempo ad accettare tutto con pazienza e rassegnazione, manco fosse Giobbe, in attesa del giudizio divino.
Cioè, se da un lato ci dispiace per Auburn, dall'altro pensiamo: 'eh ma fija mia, tutte a te capitano! ma tocca ferro!'

E poi abbiamo dall'altro lato, una delle migliori figure maschili della Hoover, a pari merito con Holder, ma che mi ha ricordato anche un po' Miles di Ugly Love.
Sto parlando di Owen, ventiduenne, artista già ricchissimo, figlio di un noto avvocato con un passato pieno di demoni a tormentarlo, con un segreto che non può condividere ed una gioia che non può contenere.
Vi innamorerete di lui (il mio preferito resta sempre Miles e poi Holder XD) e vi augurerete che tutto vada per il meglio.

Insomma, è il tipico romanzo della Hoover che vorrete leggere e che vi farà sospirare come delle tredicenni.





Auburn vive a Portland, si trasferisce a Dallas a 15 anni perché l'amore della sua vita sta morendo e vuole stargli accanto negli ultimi momenti.
Memorabile la frase della madre di lui ad una ragazzina adolescente: "Sei una guagliuncella patetica perché non sai neanche cosa sia l'amore, lo dimenticherai e andrai avanti, io invece perderò mio figlio per sempre e starò male per tutta la vita. Quindi vedi di andartene affanculo e tornartene a casa tua."

Complimenti al tatto della signora Lydia, uno dei personaggi più odiosi della storia delle suocere odiose, a metà tra Donna Francisca (quella de Il Segreto) e Virna Lisi ai tempi d'oro in cui era l'orribile suocera in qualche fiction.

Si avete capito bene, suocera.
Auburn e Adam (l'amore della sua vita) decidono di strombazzare almeno una volta nella vita prima che lui schiatti e BAM! Resta incinta XD Ma tu vedi il culo alle volte!
Praticamente buttata fuori di casa dai genitori, l'orrida Lydia si fa firmare le carte dalla scema sedicenne Auburn per ottenere la custodia del bambino e comandare praticamente nella sua vita.

L'Auburn ventunenne del romanzo, è una donna senza spina dorsale, senza soldi, che non avendo mai avuto l'appoggio della famiglia ha passato i migliori anni della sua vita e della sua giovinezza a farsi comandare a bacchetta da una donna che l'ha sempre odiata, soprattutto per averle sottratto gli ultimi momenti col suo amatissimo figlio, e che ora sta rimpiazzando il figlio morto col nipotino appena nato.

Costretta a vivere braccio a braccio con l'inquietantissimo cognato poliziotto, che vi farà accapponare la pelle non appena entrerà in scena, il tizio ce lo vuole con lei da sempre e spera di strombazzarsela.
Non sopporta che lei sia stata col fratello e non sopporta che lei se la stia facendo con Owen che odia da sempre.


Owen e Auburn si incontrano per caso, forse destino?, e tempo DUE GIORNI è nato un amore che Tristano e Isotta, Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra, glie spiccia casa.

MA OVVIO COLLEEN, CI STO CREDENDO... GUARDAMI COME CI STO CREDENDO.

Ovviamente, la povera Auburn ha seri problemi, deve cercare di capire come riprendersi la custodia del figlio e non ha il tempo di pensare a quanto vorrebbe strombazzarsi Owen, l'eclettico e tenebroso artista.
Con un suocera che la comanda, un cognato che le sta col fiato sul collo, un figlio che quasi non la considera una mamma, l'unica persona sana di mente nella vita di Auburn, è la pazza coinquilina Emory.
E se avete letto il libro, beh... io sono come Emory. A I U T O!


Tra compromessi inaccettabili, fatti per avere più tempo con suo figlio, e un amore impossibile, Auburn vive una vita a metà, confessando l'inconfessabile ad Owen lasciandogli dei bigliettini nella cassetta delle confessioni posta fuori il suo studio/galleria d'arte.
Accetta di tutto, finanche un quasi stupro e la cosa mi ha disturbato non poco emotivamente.

Insomma, poteva essere una grande storia SE Owen e Auburn avessero passato più tempo insieme e si fossero conosciuti meglio e si fossero innamorati gradualmente e non dopo due giorni, SE la questione delle opere d'arte avesse avuto più ampio respiro e il lavoro di Auburn fosse durato almeno un paio di esposizioni, Se...SE...se

Diciamo che ci sono troppi se e questo mi ha impedito di dare un voto decente al romanzo infatti alla fine il voto che ho dato è stato quello di TRE STELLINE che mi sono parse quasi regalate.
Mi ha deluso addirittura più di Maybe Someday, il che è tutto dire.

E voi lo avete letto?
La pensate diversamente?

Bene svampitelli, per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.

Con amore,
Svamps.

4 commenti:

  1. Aaaaaawwwww io ho adorato il libro invece :(
    Però condivido comunque alcune delle tue osservazioni, e come sempre mi hai fatta ridere come una matta!
    Go Svamps!

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    1. Forse se lo avessi letto tra i primi mi avrebbe fatto un effetto diverso. Non saprei. Ma.comunque la AMO

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  2. Mi hai fatto morire dalle risate XD
    Lo sto leggendo ora e per il momento mi sta piacendo ;)

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