giovedì 3 dicembre 2015

A tu per tu con laSvamps: Intervista a Sara Zelda Mazzini.

Buongiorno e ri-ben trovati svampitelli belli in questo giovedì freddo di dicembre!

So che ci siamo sentiti già nel post precedente con l'anteprima librosa del giorno (che nel caso vi interessasse, è targata Sonzogno!), ma ora voglio proporvi qualcosa di nuovo.

Come molti di voi ricorderanno, qualche settimana fa ho avuto modo di leggere e recensire un libro bellissimo, forse il migliore di questo novembre.
Mi riferisco a Nichi arriva con il buio di Sara Zelda Mazzini.
Se vi va, potete leggerne qualcosa qui.

Bene, la gentilissima autrice sopracitata si è gentilmente prestata a quella che è la mia prima intervista!
Tra risate, domande idiote, poca professionalità e svampitaggine a palate ecco a voi:


A TU PER TU CON LASVAMPS: INTERVISTA A SARA ZELDA MAZZINI

[Intervista (o chiacchierata svampesca) per Sara Zelda Mazzini, autrice de I Dissidenti, Nichi arriva con il buio e di Cronache dalla fine del mondo.]


Benvenuta Sara e grazie per avermi concesso l’onore di farti la mia prima intervista!
*Sono abbastanza emozionata e non ho mai intervistato nessuno, quindi… abbi pietà!*
Prima di passare all’intervista vera e propria, voglio complimentarmi con te per questo romanzo assolutamente fantastico, e ringraziarti dal profondo del cuore per avermi permesso di leggerlo.

Presentati ai nostri lettori, come se partecipassi ad uno degli incontri degli AA.
Ciao, lettori della Svamps. Mi chiamo Sara e ho un problema. Scrivo libri. Questo mi colloca, nell’immaginario sociale, fuori da ogni realtà condivisa. Però mi proietta in infiniti mondi meravigliosi e, se si tratta di una malattia, allora sono felice di vivere ai margini in compagnia della mia dipendenza. Se posso azzardare un consiglio, dovreste provarci anche voi.
*parla quella che un giorno si crede Virginia Woolf, e il giorno dopo Florence Welch, e l'altro ancora zia Yetta de La Tata*

Ok, ora sono obbligata a farti le domande di rito, quelle proprio tipiche delle interviste. Ma prometto di fartene solo tre e poi attacchiamo con le domande sceme. Sei pronta?
Sono sempre pronta! Sono cintura [qualcosa] di krav maga.
*ahhhhppppperò!*

Quando hai sviluppato la passione per la scrittura?
Mai sviluppata. Mai stata una passione. Forse è un talento: quel particolare talento con cui ciascuno di noi nasce. Io sentivo così forte l’esigenza di fargli tutto lo spazio possibile che fin da piccolina ho tagliato fuori quasi tutto il resto: per esempio, non ho alcuna predisposizione per le materie scientifiche. Non secondariamente, gli aspetti pratici della vita sono qualcosa che non ho ancora del tutto imparato a gestire. Ci sto lavorando. Ho, invece, una forte inclinazione spirituale, e considero lo scrivere alla stregua di una missione. La mia particolare missione sulla Terra.

Come ti è venuta l’idea per Nichi arriva con il buio?
Dalla vita stessa, così come traggo ogni idea. Non faccio mistero che il Nichi di cui parlo nel mio libro è esistito realmente, sebbene con un nome diverso, ed era come l’ho descritto: un ragazzo che aveva deciso di non scendere a compromessi con la vita. È una realtà innegabile che per sopravvivere la società ci imponga di sottostare a un numero variabile di finzioni; lui ha scelto di non accettarne alcuna, costi quel che costi. Quando è morto, i giornali locali e le persone che credevano di averlo conosciuto ne hanno imputato le cause alla sua malattia organica, senza curarsi di ciò che l’aveva causata. Hanno insomma liquidato la questione come l’ennesima insensata faccenda di abuso di alcool in giovane età. Col mio romanzo ho voluto ricostruire la storia di questo ragazzo e mettere in luce tutti i fattori che lo hanno condotto dov’è adesso, cioè fuori da qualsiasi influenza ed esperienza materiale.

Che tipo di lettrice sei? (onnivora, selettiva, di nicchia)
E qual è il tuo libro preferito?
Onnivora è una parola che proprio non mi si associa: sotto il profilo gastronomico sono convinta sostenitrice del veganismo e dell’uguaglianza tra tutti gli esseri viventi. Questa tendenza a non ingurgitare indiscriminatamente tutto quello che mi capita a tiro si declina a seconda di ogni aspetto della mia vita. Non sono un personaggio capace di vivere a caso, se capisci cosa intendo: in tutto ciò che faccio vado costantemente in cerca di un significato profondo. Nel caso specifico della letteratura, quello che proprio non mi si confà è la narrativa d’intrattenimento, il beststeller da Autogrill o la lettura da ombrellone che dir si voglia. In quanto al genere, mi ritengo invece piuttosto eclettica. Ho un forte attaccamento per gli autori classici, in quanto rappresentano i miei maestri, coloro a cui guardare per inserirsi nel solco di una tradizione e proseguire un discorso già avviato sull’essere umano, ma seguo anche molti “colleghi” contemporanei. Amo moltissimo i saggi, soprattutto se sportivi (sono un’appassionata di calcio e di arti marziali, ma anche di danza classica e di sport in generale). Il mio primo amore letterario sono stati gli horror, con un occhio di riguardo a Stephen King, ma nella mia libreria e nel mio Kobo trovano spazio anche saggi storici, filosofici e psicologici, biografie, saghe fantasy e graphic novels. In tempi recenti ho deciso di approfondire il mio rapporto con la fantascienza.

Costretta a scegliere un solo romanzo preferito scelgo sempre di indicare Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, che riassume un po’ il mio modo di concepire la vita e la letteratura. In realtà vorrei affiancargli quantomeno Cime tempestose di Emily Brontë, Invisible Monsters di Chuck Palahniuk (un libro che avrei voluto scrivere io, e forse in parte l’ho riscritto, senza rendermene conto, quando ho scritto I Dissidenti), l’intera saga di Sandman di Neil Gaiman (okay, non è un libro, ma la considero comunque letteratura in una delle più elevate espressioni) e quasi tutti i romanzi di Jack Kerouac, il mio autore feticcio, l’uomo con cui mio marito ha accettato di dividere il nostro matrimonio, nonché colui del quale a diciassette anni ero convinta di essere la reincarnazione.

Bene, ora posso passare a domande poco serie ma che hanno stimolato la mia curiosità! 

Di tutto il romanzo, c’è una parte che è proprio la tua preferita? Se sì, quale?
Non ci avevo mai pensato, ma ora che me lo chiedi ti dico di getto che è quella del controverso rapporto tra Greta e Daria. Quello che Daria ha rappresentato per Greta è quel particolare tipo di odio che sottintende in realtà un profondissimo amore frustrato. Credo che tutte noi ragazze, prima o poi, abbiamo avuto un’ “amica” così e, per quanto forte abbiamo desiderato di vederla espulsa al di fuori della nostra esistenza, adesso che lei ne è lontana continuiamo a ricordarla con un singolare rimpianto.

E qual è quella, che a ben pensarci, avresti voluto scrivere meglio?
Posso essere onesta? Nessuna. Spero di non peccare di superbia se dico che ho letto e riletto questo libro (scritto perlopiù di getto) e lo trovo perfetto. Non lo dico perché è mio, sia chiaro: sono estremamente critica nei confronti delle mie creature. I Dissidenti, per esempio, nonostante sia stato lavorato moltissime volte (o forse proprio per questo motivo) risente della mancanza di un editor. Con Nichi invece ho fatto tutto al meglio ed è uscito esattamente il romanzo che avevo in mente di scrivere.

C’è qualche scena che avresti tolto?
Tutto quello che non era necessario è stato eliminato in fase di revisione. Amo molto quella parte in cui un’intera sezione battuta se ne va in un solo colpo di tastiera. È liberatoria, anche se spesso con lei se ne va il lavoro di alcune ore. Tra i miei lettori c’è chi ritiene che la parte su Beatrice non fosse necessaria, ma io non la penso così.
*a me è piaciuta invece!*

O aggiunto?
Si può sempre aggiungere qualcosa, e c’è sempre qualcosa che si vorrebbe aggiungere. Ma credo che sia buona norma, per un romanziere, tenere sempre qualcosa da parte, per il futuro. Così come quando ci si alza da tavola non si dovrebbe mai essere sazi del tutto: soltanto in questo modo si è in grado di digerire bene e di indurre il metabolismo a sentire l’esigenza di tornare a sedersi davanti a un nuovo pasto. L’ispirazione è capricciosa e un autore non può essere certo di trovarla per sempre al suo fianco. Per questo motivo, quando concludo un romanzo, faccio quello che farebbe uno scoiattolo in vista dell’inverno: scorta di noci, se capisci cosa intendo. Il mio computer è pieno di file creati dagli “avanzi” dei lavori precedenti, in attesa di venire riassemblati e sviluppati.
*sento già odore di nuovo romanzo!*

Quale personaggio ami di più?
Difficile a dirsi. Ho sputato sangue per ciascuno di loro e li ho visti crescere, in tutti i sensi in cui un personaggio di una storia può crescere. Ma ce ne sono due per i quali il romanzo è stato scritto e credo che contino un po’ più di tutti gli altri. Il primo è Nichi, a cui intendevo restituire la vita che ha perso, e il secondo è Ecaterina, che spero vorrà restituire quella vita alla mia protagonista.
*Ecaterina è la mia preferita in assoluto credo!*

Quale ti sta invece proprio sulle balls?
Così come non sono capace di odiare nella vita reale, nessuno dei miei personaggi mi sta mai veramente sulle balle. Anche quelli apparentemente più odiosi sono essenziali ai fini del conflitto risolutivo. Se venissero a mancare crollerebbe l’intera struttura narrativa, nonché il senso della storia. In effetti, credo sia questo il motivo alla base della dilagante predisposizione del pubblico per la figura dell’odierno “villain.”

Chi avresti preso a paccheri* (trad. schiaffoni) durante la stesura del romanzo?
Ecco, prendere a schiaffi è diverso da odiare. Nella vita di ogni giorno prendo spesso a schiaffoni proprio le persone che amo di più. È il mio modo per spronarle ad agire, a prendere una decisione, a cambiare. Di conseguenza, forse avrei preso volentieri a schiaffi Greta. In passato, perlomeno, sono sicura di averlo fatto.

Quanto di te c’è in Greta?
Moltissimo. Finora tutti i protagonisti dei miei romanzi sono ispirati a me, e credo che conserverò questa tendenza anche in futuro. Non per una forma di megalomania o delirio, ma perché con me stessa ho il vantaggio di trentacinque anni di conoscenza e convivenza, di introspezione e di analisi (in senso freudiano) e sono quindi in grado di restituire un personaggio più complesso e profondo di quello che farei ispirandomi a uno sconosciuto o inventandomi un personaggio dal nulla.

E nel romanzo in generale?
Forse un giorno lo dirò.

Hai mai avuto a che fare con un Nichi? Se si, come lo hai affrontato?
Nella mia vita ho a che fare con creature Nichi pressoché continuamente. Sono il tipo di persona che le attira e attorno a me hanno il potere di rigenerarsi. Un tempo mi facevo carico dei loro drammi con grande entusiasmo, oggi ho imparato a riconoscerle all’istante e a tenermi a distanza.
*io sono contenta che invece il mio Nichi mi abbia sfanculata alla grande*

Tolta Greta, ti senti più Nina, Marzia o Daria?
È una bella domanda. Amo moltissimo il personaggio di Nina e spero che il lettore riesca a capire che l’ho dipinta con toni tanto più crudeli quanto più profonda è la mia empatia con lei. Così come ho già detto di essere  molto legata a Daria. Ma credo che tra le tre sia Marzia quella che più si avvicina al mio carattere e al mio spirito un po’ menefreghista (quantomeno all’apparenza) di adattamento a ogni contigenza.
*Nina per me è stata un personaggio molto controverso, ma era una di quelle presenze che CI VOLEVA!*

In uno scontro Greta - Beatrice, chi darebbe più mazzate?
Quella con la penna in mano.
*risposta geniale, anche se già me le immaginavo a prendersi a capelli!*

And last but not least:


Quanto è geniale e paurosa la copertina???
[No ok, questa non c’entrava una ceppa ma mi andava di dirtelo!]
Ti dico che, se volessi scriverlo (a lei farà piacere), la copertina è un’opera originale di Roberta Cavalleri, artista lombarda e co-fondatrice dell’agenzia Zen Caos. Una persona squisita.


Beh, per questa prima intervista, che in realtà mi sembra più una raffica di domande, è tutto.
Ringrazio ancora Sara per la disponibilità e la gentilezza.

Nel caso aveste qualche domanda, scrivetela nei commenti e io riferirò!
Grazi a tutti per averci lette entrambe e a risentirci nel prossimo post!

Con amore e buio,
Svamps & Sara.



2 commenti:

  1. Applausi, coriandoli e unicorni!
    Complimenti a tutt'e due!
    <3

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    1. dannato telefono! Mi ero persa questo commento!
      Mi piacciono gli unicorni *_*

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