venerdì 20 novembre 2015

Rebel - Il deserto in fiamme [Recensione di Rebel of the Sands]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo inizio di weekend allegro e scoppiettante!
[No, non mi sono drogata, sono solo molto agitata per l'esame imminente a cui verrò bocciata, ma questo non è rilevante! In compenso stasera andrò a vedere HUNGER GAAAAAAAMES *fischietto della ghiandaia*]


La recensione di oggi ci porta nel caldo deserto, in un romanzo pieno di colpi di scena, avventure, e occhi ammalianti.

Oggi vi parlo proprio di:


 
[copertina italiana ed originale a confronto]


[STATE ATTENTI AD EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!]

TitoloRebel - Il deserto in fiamme
Titolo Originale: Rebel of the Sands
Autore: Alwyn Hamilton
Pagine: 272 (Copertina rigida)
Data di uscita: 21 Ottobre 2015
Editore: Giunti

Collana: Waves
Prezzo: € 17,00
Amani non ha mai avuto dubbi: è sempre stata sicura che prima o poi avrebbe trovato una via di fuga dal deserto spietato e selvaggio in cui è nata. Andarsene è sempre stato nei suoi piani. Quello che invece non si aspettava era di dover fuggire per salvarsi la vita, in compagnia di un ricercato per alto tradimento. Tiratrice infallibile, per guadagnare i soldi necessari a realizzare il suo sogno Amani partecipa infatti a una gara di tiro travestendosi da uomo. Tra gli avversari, il più temibile è Jin, uno straniero sfrontato, misterioso e affascinante. Troppo tardi Amani scoprirà che Jin è un personaggio chiave nella lotta senza quartiere tra il sultano di Miraji e il figlio in esilio, il principe Ribelle. Presto i due si troveranno a scappare attraverso un deserto durissimo e meraviglioso, popolato di personaggi e creature stupefacenti: come i bellissimi e pericolosi Buraqi, fatti di sabbia e vento ma destinati a trasformarsi in magnifci destrieri per chi abbia l'ardire di domarli; i giganteschi rapaci Roc; indomite donne guerriere dalla pelle color oro e sacerdoti capaci di leggere i ricordi altrui nell'acqua... Quando Amani e Jin si troveranno di fronte alle rovine di una città annientata da un fuoco di calore innaturale capiranno che la posta in gioco è più alta di quanto pensassero. Amani dovrà decidere se unirsi alla rivoluzione e capire se davvero quello che vuole è lasciarsi alle spalle il suo deserto.

Partiamo col consueto raffronto titolo/copertine.
Per quanto riguarda il titolo, ovviamente siamo stati quanto più fedeli possibile.
E anche le due copertine sono assolutamente splendide per quanto siano totalmente diverse.

La nostra è molto misteriosa e dall'aria avventurosa, fa molto Prince of Persia.
Sembra infatti quasi la copertina di un videogioco. Molto tridimensionale.
Quella originale invece punta più su un effetto 'piatto', e qui la bidimensionalità è data dal fatto che la copertina sembra molto classica in un certo senso, ma ne ho apprezzato i colori e i ghirigori.
Per la prima volta approvo entrambe in egual misura!


QUAL GAUDIO!

Ma passiamo alla recensione vera e propria. 

Devo dire che ho iniziato la lettura di questo romanzo per puro caso.
In molti lo avevano ricevuto dalla CE e quindi le foto in giro erano abbastanza, ma solo Susi di Bookish Advisor ne aveva fatto una recensione.
A spingermi a leggerlo è stata poi Silvy di We found wonderland in a books blog con il suo giveaway in cui c'è in palio proprio una copia del romanzo, ma anche con una bellissima intervista all'autrice.
Il punto in cui la Hamilton dice: "La scena del mio libro che più mi piacerebbe vedere sullo schermo è quella del treno." mi ha incuriosita davvero tanto.
Infatti mi chiedevo quale scena sarebbe stata così avventurosa da preferirla video piuttosto che scritta.

E leggendola... beh, cazzo se aveva ragione regà.
Questo romanzo ha avventura, leggende e miti, mischia vari elementi che si amalgano perfettamente tra loro.

Insomma quando Aladdin incontra La ragazza con la pistola è subito 'Bang bang, he shot me down...' cioè un risultato fantastico, avvincente, strabiliante, ed è davvero un mix di elementi che non stona. Un po' western, un po' Le mille e una notte.

Forse all'inizio non ne ero troppo convinta e infatti i primi capitoli per quanto ricchi di avvenimenti, possono sembrare un po' piatti.
Ho più volte pensato: "No ma mica è una specie di western? Perchè cioè... no."
Però poi man mano che andava avanti mi sono lasciata coinvolgere sempre di più da Amani, da Jin, da Naguib. Da tutti i personaggi, sia buoni che cattivi.

Lasciate che vi spieghi brevemente.
Abbiamo Amani, ragazzina sedicente costretta a vivere con suo zio, le varie mogli e i corrispettivi figli, in una bettola, che si trova in un quartiere di bettole, che fa parte della peggio città dei bar di Caracas.
Gli slum di Dickens? I quartieri poveri e affamati dei Rossi di Regina Rossa di Victoria Aveyard? Il distretto 12 di Hunger Games? Si, si e si. Ma NEL DESERTO!

Quindi un caldo di pazzi, la sabbia che ti si appiccica addosso, i vestiti tipici della cultura araba ed una predilizione per le armi da fuoco che caratterizza tutta la città. Sfamata da una miniera per estrarre metalli e da una fabbrica di armi, la gente del luogo vive in condizioni misere, di sfiducia, dove vige la legge del taglione e dove pesce piccolo mangia pesce grande.
Ma anche dove il ferro tiene lontani gli spiriti, dove per liberarti di Gul devi solo sparargli una cazzo di pallottola nel cervello (e lì ho pensato: "Qua la mano The Walking Dead!"), dove chiedere un desiderio ad un Djinni non so quanto ti convenga.
Voi l'avete mai vista una città dove si difendono dai più terribili miti del terrore con pistole ed esplosioni?
Io no ed una figata! XD

Mi è piaciuta molto la componente folcloristica, alla fine tutte le culture hanno paura un po' delle stesse cose insomma. I Gul (ricordate gli inglese ghoul?), gli Incubi e i Succubi, i Djinni (che stanno a metà tra i vampiri e i geni della lampada, e per vampiri intendo la componente mutaforma dell'essere e l'andare a donne umane, con la sola differenza che i Djinni spargono figli come se fossero granelli di sabbia!)

Mi è piaciuto tutto di questo romanzo ammettiamolo!
Ci ho messo davvero pochissimo a finirlo, poco più di un giorno, non riuscivo a staccarmene e nel frattempo conversavo amabilmente con l'autrice su Twitter e tra un tweet e l'altro da fangirl, parlavamo di capelli viola che fanno swiiiiiish!

Divertente, con battute argute, donne che cercano di emergere dalla condizione di segregazione a cui sono costrette, questo romanzo risulta essere un ottimo risultato e come l'autrice, penso che ne verrebbe fuori veramente un bel film.

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato quello di QUATTRO STELLINE  E MEZZO.
Perchè? Vi chiederete voi.
Avrei preferito un bel finale cliffhanger che mettesse più suspance e ansia, soprattutto nel lettore.
E ha fatto accadere due o tre cose con le quali non sono d'accordo e che secondo me hanno fatto perdere qualche punticino al tutto.

Resta comunque uno dei migliori romanzi del mese e ve lo consiglio assolutamente.

Grazie Alwyb Hamilton per aver scritto una storia così figa e grazie per gli addominali e le spalle e i tatuaggi di Jin.
Vogliamo più 'shirtless scenes'!!!! Please XD
E grazie anche alla Giunti che è stata così sapiente da portarlo in Italia! 

Bene svampitelli, mi sa che la chiudo qui e me vo' a studièr.

Per questa recensione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.


Con amore,
Svamps.

4 commenti:

  1. Ho scorso velocissimo solo per vedere il voto xD Leggerò la recensione non appena avrò letto il libro!! :D Vedo che comunque ti è piaciuto quindi non vedo l'ora di iniziarlooooo *-* Buona visione di Hunger Games per stasera!! ^^

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  2. Mi è piaciuto davvero un SACCO *-* Mi ha colpita moltissimo la mitologia che ha creato l'autrice! Insomma non vedo l'ora che esca il secondo libro (tipo l'anno prossimo, ma sono dettagli xD )

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    1. Vero! Mi sa che dovremo aspettare un bel po' ma almeno ne è valsa la pena! *_*

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