lunedì 16 novembre 2015

Quando torni? - Vite di italiani a Londra che scelgono di portare una casa dentro di sé, per farvi ritorno ogni giorno.- [Recensione del romanzo di Antonia Di Lorenzo]

Arisalve svampitelli belli!
Come vi butta?
Dopo il post di stamattina, torno carica carica con una bella recensione.

Oggi vi racconto un romanzo che mi è piaciuto moltissimo e che ho letto tutto d'un fiato, mi ha tenuta incollata alle pagine e mi ci è scappata anche la lacrimuccia alla fine.
Sono particolarmente felice di parlarne perché è stato scritto da una ragazza che è del mio paese, ma che non ho mai conosciuto di persona. Abbiamo un'amica in comune, ma noi due non ci siamo manco mai incrociate per strada.
E' una ragazza di cui leggevo il blog e di cui ho sempre apprezzato il modo di scrivere, la cura con cui ricerca le parole, l'espandersi dei suoi pensieri, che inevitabilmente diventano poi pure i tuoi. 

Insomma non perdiamoci in chiacchiere!

Sto parlando di:

Quando torni?
[copertina italiana]


[STATE ATTENTI AD EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!]

TitoloQuando torni? 
Autore: Antonia Di Lorenzo
Pagine: 298 (Copertina flessibile)

Editore: Self Publishing

Prezzo: € 3,99 (ebook) € 12,50 (cartaceo)

Serena è una ventenne con il sogno di diventare una giornalista. Sandra una madre smarrita ed una moglie tradita. Simone, un giovane cresciuto con due unici punti fermi: sua madre e la sua chitarra. Tre vite destinate a sfiorarsi senza mai toccarsi pienamente, pur condividendo lo stesso destino: quello di crearsi un futuro lontano da casa, da quei piccoli centri del Sud Italia, trasferendosi a Londra. Serena, Sandra e Simone hanno il volto di quel mezzo milione e più di italiani che secondo le stime dell’ambasciata e del consolato risiedono in Regno Unito. Non sono storie di chi ce l’ha fatta, ma di chi ha vinto nonostante le debolezze. Di chi ha creduto nella grandezza dei propri sogni e nell’ inconsistenza delle proprie paure. Di chi non ha temuto di mostrarsi per quello che è. Di chi una casa ha deciso di portarsela dentro, per farvi ritorno ogni giorno


Quando torni è un romanzo intenso, che tratta di tre storie intrecciate e che per certi versi mi ha ricordato molto Rejkyavik Café della Jonsdottir.
Vite parallele che brevemente si sfiorano, ponderare sui problemi che ci accadono, i brutti tiri della vita e quelle coincidenze che ti spingono a partire.

E poi... l'inevitabile.
Chiami a casa ed è subito: "Si, ma quando torni?"

Quelle raccontate sono le storie di Sandra, Simone e Serena.
Che cosa hanno in comune?
L'aver avuto il coraggio di "lasciare tutto andare" (per citare una canzone de Le Strisce) e trasferirsi lontano da casa.
Per inseguire il proprio sogno, per un'ambizione lavorativa, per ricominciare, perché continuare a vivere nel luogo dove si è vissuto per una vita intera non è più vita.
E allora ciao mamma, vado a Londra.
Londra, specchietto per le allodole o metropoli d'oro.
Mecca di ogni cultura, paese, popolo.
Londra che sa essere tanto bella quanto spietata. Dove al millesimo CV inviato finisci a friggere Fish & Chips in un olio vecchio di due settimane, dove diventi un numero, un pezzo della catena di montaggio, un animo invisibile.
Londra ti mangia se non ti svegli.

E così abbiamo modo di seguire le avventure dei nostri tre personaggi, costretti a districarsi tra lavori in condizioni disumane, le speranze che vacillano ma mai svaniscono, e l'incontro con persone che seppur brevemente, riusciranno ad influire profondamente tra di loro.

C'è poco da dire su questo romanzo.
L'ho letto in una sola seduta, in poche ore, segnandomi tutte le frasi che più mi piacevano, sperando che ognuno di loro trovasse la propria strada.

La mia storia preferita è quella di Serena, forse perché la sento più vicina.
Ed è proprio questo il bello di questo libro.
Parla di realtà che mi sono fin troppo note, è come se l'autrice fosse riuscita nell'intento di mettere nero su bianco molti dei miei pensieri e delle mie frustrazioni.

E non ho potuto fare altro che apprezzare una cosa del genere.
In alcuni punti era come leggere un diario, e le parole della mamma di Simone riuscivano sempre a confortarmi.

Ci sono stati dei punti che mi hanno disturbata un po' emotivamente, ma ovviamente non ve lo dico perché senno faccio SPOILER e sto cercando di evitarli.

Però è un libro che sicuramente consiglio e che mi ha rapita.

Vi lascio qualche citazione:

  • Le mie argomentazioni le risultano persuasive. È come quando devi convincere un professore universitario che hai acquistato la copia originale del suo testo, e non quello fotocopiato, prendendo posto tra le prime file dei banchi dell’aula fingendo di portare il segno.
  • Talvolta il “ti faremo sapere” è un po’ come quando incontri per strada un amico che non vedi da una vita e per rompere il ghiaccio gli chiedi come sta, pur non suscitando la risposta nessun reale interesse.
  • Allora ti comprano, e tu ti vendi, per poi venderti ancora, e ancora, per cifre migliori, adattandoti alle esigenze di mercato. Diventi un prodotto, un numero frazionabile, addizionabile, moltiplicabile e spesso azzerabile, dove non conta chi sei o chi sei stato. Sarai una merce vendibile, e ti farai comprare fin quando ci sarà sostanza appetibile, fino al punto in cui diventi un numero cui si sottrae ogni cosa: libertà e personalità
  • [...]la verità è che nessun essere umano dotato di spirito critico può riservare a se stesso un’esistenza pianificata al solo scopo di trattenere chi si ama, sforzandosi di non deluderlo. Le persone deludono, Sandra. Tutte. Io, tuo marito, anche tu. Ma non esistono vittime o carnefici e non c’è in corso nessuna battaglia. È la vita, che ti piaccia o no. Oggi tocca a te, domani potrebbe toccare a me, in futuro a lui o a lei, chi lo può sapere.
  • Andare via e lasciare possono sembrare due facce della stessa medaglia, ma la verità è che si nasconde una sfumatura più intensa che si palesa sin dal momento della loro pronuncia.
  • [...]in fondo, che c'é di più serio di un sogno? Soltanto il non prenderli sul serio.
  • [...]la vita non vuole che tu sia puntuale ad ogni occasione, imparerai ad esserlo soltanto nei momenti giusti.
  • Perché la vita è come un elastico, mi diceva sempre mia madre, torna sempre tutto indietro.


Inoltre vi lascio --> qui il suo sito web.

Il mio giudizio finale è di CINQUE MERITATISSIME STELLINE perché è un romanzo breve, da bere tutto d'un fiato. Non tanto per scoprire lo svolgimento della trama, ma per trarne un insegnamento. 

Ogni pagina è una frase che ti puoi appuntare, per ricordartela nei momenti tristi.
Perché una madre come quella di Simone servirebbe a tutti.
Perché questi sono le storie che potrebbero capitare a chi va via, ma che vengono sentite nel profondo anche da chi resta.


Bene svampitelli.
Per questa recensione è tutto.
La chiudo qui e a
 risentirci con il post di domani.


DONUT WORRY & STAY SVAMPS!


Con amore,
Svamps.

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