lunedì 2 novembre 2015

Magisterium #1 - L'anno di ferro (e poi bronzo, rame, acciaio e via con tutti i metalli!) [Recensione di The Iron Trial di Cassandra Clare ed Holly Black]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Come vi butta in questo primo lunedì di novembre?
Che avete fatto nel weekend?
Siete stati in giro a schiattarvi la capa di alcool?
Siete andati a qualche festa in maschera?
Voi donne, vi siete travestite da zoccole come al solito?

Bene ora che abbiamo sbrigato i dovuti convenevoli (e scusate se vi sentite chiamate in causa per la questione delle zoccole XD ma è risaputo che piuttosto che imbruttirci cerchiamo di renderci più appetibili ergo chiamiamo le cose col loro nome!) passiamo al post di oggi.

La settimana scorsa ho letto ben tre libri e quindi mi pare ovvio che in questi giorni ve ne beccherete le recensioni.

Due mi erano stati inviati molto gentilmente dalla casa editrice De Agostini e me li ero arretrati causa studio e blocco del lettore, ed uno l’ho letto perché era da tanto che lo vedevo in giro e quindi era arrivato il momento di mettermi in pari.

Oggi vi parlo proprio di quest’ultimo.

Si tratta di:

 
[copertina italiana ed originale a confronto]


[STATE ATTENTI AD EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!]

TitoloMagisterium - L'anno di ferro
Titolo Originale: Magisterium - The Iron Trial
Autore: Cassandra Clare e Holly Black
Pagine: 319 (Copertina rigida)
Data di uscita: 4 Novembre 2014 
Editore: Mondadori
Collana: I Grandi

Prezzo: € 17,00
Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l'ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire... Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all'Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l'artiglio del Nemico.

Partiamo col consueto raffronto titolo/copertine.
Per quanto riguarda il titolo, ovviamente siamo stati fedelissimi e ciò non può che farmi piacere.
Mentre per la copertina, che devo ammettere, quella italiana non è che mi faccia proprio impazzire eh, siamo stati un pelino più ‘adulti’.
Mi spiego… come potete ben vedere nelle due immagini sopra riportate, la copertina originale che è decisamente più fedele al tema del romanzo, ha però un’impronta molto fanciullesca, quasi infantile, che per l’amor di Dio, è pure giusto visto che i protagonisti hanno 12 anni, ma è il tipo di copertina che ci si aspetta dalla Salani nel reparto Ragazzi 9-13 anni.
Quindi copertina originale bellissima ma forse troppo infantile.
Probabilmente se l’avessimo lasciata così, in Italia non l’avrebbe comprata nessuno.
La Mondadori invece ha deciso, a mio parere, di dare un’impronta più adulta e più introversa.
Troviamo in copertina solo il protagonista (che secondo me di profilo sembra troppo il cantante dei Fun!) come a metterlo in solitaria nella sua bolla di paure ed insicurezza.
Ma mi sto dilungando decisamente troppo, e quindi è ora di passare al libro vero e proprio.

Magisterium mi ha fatto lo stesso effetto di Regina Rossa di Victoria Aveyard (di cui, se vi va, potete leggere la recensione QUI), cioè nel senso che l’ho divorato perché ero troppo curiosa di sapere come andava a finire ma al tempo stesso durante la lettura, ero consapevole di non stare leggendo qualcosa di assolutamente fantastico e grandioso.
E’ un romanzo che mi ha tenuta incollata alle pagine ma che probabilmente manca di qualcosa.

Mi rendo conto che la critica possa esser stata spietata, perché purtroppo dopo Harry Potter, ogni libro che parla di un adolescente bistrattato che va in una scuola di magia, viene bollato come brutta copia di Harry Potter.
Ma effettivamente… questo libro a me sembra troppo la brutta copia di Harry Potter.

Ragazzo bistrattato --> improvvisi poteri --> scuola di magia = Vi ricorda qualcosa?

Il suddetto ragazzo viene messo in gruppo con un ragazzo figo ed una ragazza super altezzosa e so tutto io = Vi ricorda qualcosa il fatto che siano un trio?

C’è un ragazzo ricco che fa il bullo e odia il protagonista a morte = Vi ricorda qualcuno di biondo, ricco e stronzo?

La scuola in realtà è un covo di pericoli mortali come se non ci fosse un domani = Devo davvero commentare?

C’è una guerra magica in atto, il nemico principale è un grandissimo e potentissimo mago che voleva vincere su tutto, perfino sulla morte (Ma non mi dire?), ed è vestito come un Mangiamorte (c’ha pure la maschera di ferro!) = OH salve SIGNORE OSCURO! Ma non era schiattato durante l’ultima battaglia di Hogwarts?

Ecco, scusatemi, ma qualcuno doveva pur dirlo.
Tranquilli… non vi ho spoilerato un bel niente, queste sono praticamente le prime pagine del romanzo.
Quindi alla luce di questi elementi è impossibile che chi legga non pensi immediatamente a : “Ma cosa cazzo sto leggendo? Questo è la brutta copia di Harry Potter!”

E devo dire che la cosa mi addolora moltissimo perché Cassandra Clare e Holly Black sono due scrittrici che mi piacciono moltissimo.
Holly Black l’ho conosciuta a sedici anni quando lessi Tithe e Valiant (mi manca ancora il terzo volume, Ironside, ma da quello che mi ricordo… erano due romanzi inquietantissimi e veramente fighi).
Cassandra Clare l’ho conosciuta due anni fa e in un mese ho divorato tutti i suoi libri pubblicati.
Quindi mi aspettavo un po’ che un romanzo a quattro mani, scritto da due grandi scrittrici fosse un po’ méh, ma non mi aspettavo che facesse acqua da tutte le parti!
Devo ammettere che la scrittura è molto fluida, e non si avverte per niente che è stato scritto da due persone diverse, però ribadisco c’è qualcosa che manca.

Inoltre parliamoci chiaro, non si parla quasi mai di magia vera e propria, più del controllo degli elementi (grazie
DEVIL per avermi suggerito le parole giuste che proprio non mi venivano!), di meditazione, di ‘toglielaceramettilacera’, e poco di ‘HocketyPockety’, quindi in alcuni punti risulta veramente noioso.

Gli concedo però che come Elisa aveva predetto, il finale mi ha sorpresa.
Mi aspettavo una cosa, e ne è successa un’altra che mi ha molto stupita, ma che non si allontanava troppo da quello che avevo immaginato.

Quindi con un finale così ricco di suspance non ho potuto fare altro che procurarmi subito il secondo ed iniziare a leggerlo.

Perché si… c’è un secondo, e ci sarà un terzo, ed un quarto, ed un quinto..
Ah perché non ve l’ho detto?

La scuola dura cinque anni, praticamente come le nostre superiori XD solo che se ci entrano a 12 e fanno cinque anni, ne escono a 17, sempre come in Harry Potter.
COME OOOOOOON!

Potevate cambiare qualcosina ragazze mie!
Come è mai possibile che non vi siate accorte delle troppe somiglianze?

Alla fine il voto che ho dato al romanzo è stato quello di TRE STELLINE perché sono buona e perché comunque, Harry Potter scenario a parte, è abbastanza caruccio come libro, e anche perché ora mi ha incuriosito.
Quindi DEVO SAPERE!

Per il resto… se avete letto il libro, potete continuare la lettura e godervi i miei spoiler!



ALLERTA SPOILER




Vogliamo parlare della scena dell’infermeria?
No dico… ne vogliamo proprio parlare?
Per voi che avete letto il libro, sapete di cosa sto parlando, ma per gli altri che non l’hanno letto e sono comunque qui a leggere per il gusto dello spoiler o perché tanto sanno che non leggeranno mai il libro ecco che mi spiego.

Ovviamente verso la fine del libro, c’è lo scontro epico tra il nostro trio e i cattivi, e il povero Callum finisce in infermeria in una specie di stato comatoso, pari a quello di Harry dopo il primo scontro con Raptor/Voldemort ne La Pietra Filosofale.
Si ritrova dunque attorniato dai suoi compagni che ormai gli sono affezionati e gli vogliono bene, e da Magister Rufus in persona, che come un burbero e dispotico Silente, gli resta accanto ed approfitta per chiedergli come sono andate veramente le cose.

Diciamo che l’unica differenza che troviamo qui è che Call (il nostro protagonista), invece di essere l’Harry Potter della situazione, è invece un po’ il Ron Weasley. Sfigatello e azzoppato dalla nascita, tutti lo trattano a pesci in faccia, è il migliore amico del Prescelto! (ah no scusate, del Makar) ed ha una certa oscurità dentro di sé.

(Tra l’altro devo dire che non mi aspettavo che Aaron fosse il Makar, perché in realtà pensavo che non l’avrebbero trovato affatto. Era troppo scontato trovarlo già nel primo libro… ma vabbé come non detto!)

Ecco visto che ci troviamo in tema di oscurità… All’inizio del romanzo, fin da quando Call arriva al Magisterium col pullmino giallo (che mi ha ricordato tantissimo quel cartone animato che andava in onda tipo secoli fa in cui i bambini stavano su questo pullmino giallo ed andavano a fare delle gite stranissime con una maestra fuori di testa), ho pensato che il Nemico avesse inserito una scheggia di vuoto dentro di lui e che quindi siccome nelle nuove creature del caos, il vuoto non si poteva riconoscere neanche dagli occhi, dentro di me ho pensato: “Vabbè Call, stai a cavallo, non ti scopriranno mai. Impazzirai tipo verso la fine del romanzo e tutti proveranno ad ucciderti.”

Che avrebbe motivato anche la lettera del padre a Magister Rufus in cui lo pregava di avvincere (sottrarre) la magia di Callum alla fine dell’anno.
Invece così non è.

Perché Callum è nientepopòdimeno che….. *RULLO DI TAMBURI*
IL NEMICO IN PERSONAAAAAAAA!

Durante il Massacro Gelido, quando vennero sterminate moltissime famiglie di maghi, compresa la madre di Callum, il Nemico prima di morire, trasferì la sua anima in quella dell’unico neonato sopravvissuto e poi perì.

YAYYY, vi ricorda qualcosa?
Si praticamente Callum è una specie di Horcrux vivente che parla e cammina, con dentro di sé l’anima quiescente del Nemico, che aspetta solo di svegliarsi per emergere ed uccidere tutti.


[no...ma davvero???]


PS. Il Nemico si chiama Constantine e prima di ricordarmi che è un nome da uomo, ho tipo esultato dicendo: “Vaffanculo finalmente un cattivo femmina coi controcazzi!”
Poi ho realizzato….

Mi sa che un fantasy con un Voldemort femmina devo scriverlo IO! #crediamoci
Vabbé svampitelli la chiudo qua.
Per oggi è tutto.
A risentirci con la recensione di domani and STAY SVAMPS!

Con amore,
Svamps.

2 commenti:

  1. Aspettavo con curiosità la tua recensione :D prima cosa: è vero, Callum dell'edzione italiana è identico al cantante dei Fun. Non ci avevo fatto caso!!!
    Comunque hai ragione, il parallelismo con Harry Potter è inevitabile, perché le somiglianze sono davvero tante! Però per il primo volume ero rimasta entusiasta, perché la trama mi aveva davvero colpita :) il secondo...bah! Andrò comunque avanti con la saga perché ho come l'impressione che le dinamiche nel trio saranno molto più complesse rispetto a quelle del trio di Hogwarts (non sto spoilerando, sono mie supposizioni!).

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    1. I parallelismi sono inevitabili. Ci sono troppe troppe cose che si somigliano. Comunque ho appena iniziato il secondo! Ti terrò aggiornata! ^_^

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