giovedì 22 ottobre 2015

Parigi è sempre una buona idea e va bene... ma mo basta veramente però! [Recensione non troppo entusiasta dell'ultimo libro di Barreau]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Che si dice in questo giovedì di fine Ottobre?


Io sono abbastanza in ansia per motivi che non sto qui a spiegarvi XD (robe universitarie e cose così!)

Per il resto oggi voglio parlarvi di un libro che ho letto in meno di tre ore, con le migliori intenzioni, ma che alla fine avrei voluto scaraventare dalla finestra ed ora vi spiego pure perché.



Oggi parliamo di :

Parigi è sempre una buona idea 22442696


[IL LIBRO NON MI E' PIACIUTO QUINDI CI SARANNO SPOILER!!!!!]

Titolo: Parigi è sempre una buona idea
Titolo Originale:  Paris ist immer eine gute Idee
Autore: Nicolas Barreau
Pagine: 264 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 3 Settembre 2015 
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori

Prezzo: € 15,00
Parigi è sempre una buona idea, si sa.
Innamorati o no, vale sempre la pena di passeggiare lungo le sue vie. Lì, in rue du Dragon, nel cuore di Saint-Germain, può capitare di imbattersi in un piccolo negozio che vende carta da lettere e bellissime cartoline illustrate: la papeterie di Rosalie Laurent.
Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano per i suoi clienti ed è un’accanita sostenitrice dei rituali. Il "café crème" la mattina. Una fetta di "tarte au citron" nelle giornate storte. Il bicchiere di vino rosso dopo la chiusura. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita.
Ecco perché ogni anno, il giorno del suo compleanno, sale i 704 gradini della Tour Eiffel e, con il cuore in gola, esegue il suo piccolo rito: getta in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito.
Tutto cambia quando, un giorno, un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Nel tumulto, Rosalie non si accorge che si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare "La tigre azzurra", il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, il libro ottiene premi e riconoscimenti e viene messo al posto d’onore in vetrina.
Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, la giovane donna pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della "Tigre azzurra" sia sua…
 
Voglio essere più breve e concisa possibile.
Partiamo dal fatto che coi francesi (o presunti tali) c'ho un problema proprio. Li sto praticamente odiando a more!


E pare che ultimamente, ogni francese che leggo mi delude profondamente... (domani capirete perché).

Così questa breve recensione di oggi vuole raccontarvi delle mie impressioni su questo romanzo che aveva del potenziale ma che si è perso in una valanga di vomitosaggini che avrebbero fatto andare in coma etilico anche il Grinch.

Partiamo dall'inizio.
Tre personaggi principali: Rosalie, l'aspirante pittrice figlia di una madre vanesia, tutta perle e chiccherie, che finisce in un buco a gestire una cartoleria.

Max, scrittore settantenne, appesantito, e perseguitato dal suo editore, che bell'e buono* (trad. all'improvviso) preso dall'ispirazione pubblica una nuova storia di grande successo.

Robert, francoamericano, con un futuro da avvocato e col desiderio di fare il professore di letteratura, una proposta alla Sorbonne ed una fidanzata vipera scassacazzo attaccata ai soldi che lo minaccia di chiudere la relazione se va a Parigi.

Ma siccome 'Parigi è sempre una buona idea' Robert appende la fidanzata e ovviamente parte.

Da qui si intrecciano le strade dei nostri tre protagonisti, legati tra loro da una magica fiaba, La Tigre Azzurra.

Con un intreccio degno di Beautiful, intrighi, tradimenti, passioni, menzogne e nostalgia del passato, Barreau costruisce una serie di luoghi comuni arrampicati l'uno sull'altro come una torre di Babele, che vi faranno salire la glicemia oltre nine thousand.

Finale scontatissimo e melenso, scenate degne di una soap opera spagnola.

Reghà per me è NO!

Cioè si insomma, c'erano delle cose che mi erano piaciute e mi stavano affascinando, ma poi... l'autore ha deciso di impastarle in una serie di questioni amorose che poteva pure risparmiarsi.

Ma vabbè...

Voto finale del libro: due stelline stentate stentate.

Per oggi è tutto ragassuoli.
Mi dispiace se ovviamente avete apprezzato il libro e io vi ho fatti incazzare con questa recensione, ma oggi va così!

A risentirci nel prossimo post!

Con amore,
Svamps.



2 commenti:

  1. A me non è dispiaciuto ma concordo che il fenomeno Barreau sia un po' stantìo e trito e ritrito.
    Tra l'altro Nicolas Barreau nemmeno esiste, è nato come gruppo di ghostwriter tedeschi che dovevano produrre tot libri ambientati in Francia perchè i libri francesi "vendevano". Ora credo ne sia rimasto solo uno, ma cmq l'idea di creare un prodotti editoriale a tavolino mi infastidisce parecchio...
    Per me il più bello resta quello con le ricette così almeno si mangi XD

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    1. Esatto! Già il fatto che essenzialmente Barreau non esista mi da ai nervi XD ed anche io sono d'accordissimo con te solo che ho dimenticato di scriverlo. Lo avevo detto a luigi in un messaggio, cioè che l'unico che mi era piaciuto era Gli ingredienti segreti dell'amore e basta! Comunque coi francesi contemporanei mi sa che ho chiuso qua!

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