giovedì 1 ottobre 2015

La misura della felicità (va in base ai libri!) [Recensione super lovely della storia di A.J.Fikry]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Nuovo giorno, nuova recensione.
Latito da un po' ma eccomi qui di nuovo.

Siete pronti?

Oggi parliamo di un romanzo che mi è capitato di leggere per caso, un romanzo dolce e delicato di quelli che non sai neanche come ti ci sono capitati tra le mani.

E mai come questa volta è vero che sono i libri a sceglierci!


Sto parlando di:



 
[Copertina italiana ed originale a confronto]




[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: La misura della felicità
Titolo originale: The storied life of A.J.Fikry
Autore: Gabrielle Zevin
Pagine: 313 (Copertina rigida)
Data di uscita: 19 Giugno 2014
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Prezzo: € 16,00

Dalla tragica morte della moglie, A.J. Fikry è diventato un uomo scontroso e irascibile, insofferente verso gli abitanti della piccola isola dove vive e stufo del suo lavoro di libraio. Disprezza i libri che vende (mentre quelli che non vende gli ricordano quanto il mondo stia cambiando in peggio) e ne ha fin sopra i capelli dei pochi clienti che gli sono rimasti, capaci solo di lamentarsi e di suggerirgli di "abbassare i prezzi". Una sera, però, tutto cambia: rientrando in libreria, A.J. trova una bambina che gironzola nel reparto dedicato all'infanzia; ha in mano un biglietto, scritto dalla madre: "Questa è Maya. Ha due anni. È molto intelligente ed è eccezionalmente loquace per la sua età. Voglio che diventi una lettrice e che cresca in mezzo ai libri. Io non posso più occuparmi di lei. Sono disperata." Seppur riluttante (e spiazzando tutti i suoi conoscenti), A.J. decide di adottarla, lasciando così che quella bambina gli sconvolga l'esistenza. Perché Maya è animata da un'insaziabile curiosità e da un'attrazione istintiva per i libri - per il loro odore, per le copertine vivaci, per quell'affascinante mosaico di parole che riempie le pagine - e, grazie a lei, A.J. non solo scoprirà la gioia di essere padre, ma riassaporerà anche il piacere di essere un libraio, trovando infine il coraggio di aprirsi a un nuovo, inatteso amore...


Per quanto riguarda il solito raffronto titolo/copertine, anche questa volta passa a pieni voti, perché la copertina Kindle della versione inglese del romanzo è praticamente uguale a quella che abbiamo scelto noi italiani, solo che abbiamo avuto il buonsenso di usare colori neutri invece del giallo sparato della copertina originale.
La brossura inglese (che è quella mostrata su) mi piace molto, ma sono felice della nostra scelta.
E anche la decisione di intitolarlo così mi ha soddisfatta.
Come se la felicità potesse misurarsi in libri.

Devo ammettere che il libro in sé è talmente pieno di cliché che se lo avessi letto in condizioni di acidità, l'avrei buttato dalla finestra probabilmente e dopo gli avrei dato due stelline.
Sembra proprio uno di quei libri fatti apposta per piacere perché sono super dolciosi e melensi.

La trama tratta di una specie di Ebenizer Scrooge che in seguito alla morte della moglie, ha continuato l'attività che avevano aperto insieme (una libreria) ma senza passione o vita.
Spesso scostante ed antipatico, il signor Fikry è piacevole come un bacio mattutino con la fiatella della notte precedente insomma!

Addirittura lui non vede l'ora di disfarsi dell'attività, odia vendere i libri alla gente e la sua voglia di piantare baracche e burattini è talmente alta che neanche i suoi cognati capiscono come possa andare avanti.

Il nostro caro pseudoScrooge cambia stile di vita e carattere in un battito di ciglia, quando 'qualcuno' abbandona nella sua libreria una bellissima bambina di due anni di nome Maya.

Cosa mi è piaciuto di questo libro: le citazioni iniziali dei racconti che sono una specie di raccolta di consigli di vita che A.J. dona a Maya, l'amore profondo per i libri che si respira nel romanzo, la lettera dolce amara sul finale lacrimoso, il punto di vista di Maya come bambina che cresce in una libreria.

Cosa non mi è piaciuto: che la parte iniziale sull'adozione e sulla loro vita insieme agli inizi sia stata trattata in maniera molto frettolosa come se la scrittrice avesse premuto il pulsante su avanti veloce.

Ma tutto sommato è un libro che fa riflettere, fa un po' sognare e un po' ci fa dispiacere.
Insomma, un libro consigliatissimo!

Maya l'ho immaginata tipo Zola, la bambina di Meredith e Derek in Grey's Anatomy awwww. E lui, un Cuba Gooding Junior molto magro, per me sarà sempre A.J. Fry e non Fikry! XD

Amelia (che tutti chiamano Amy e meno male perché la sorella di Sheperd si chiama così e mi sta sulle balle pure lei) è una specie di gigantessa buona, tipo Brienne of Tarth di GOT. Un donnone forte ma fragile allo stesso tempo. Ho adorato la sua pazienza!

Uno dei miei personaggi preferiti è Lambiase il poliziotto. E' un omaccione buono e con una profonda consapevolezza delle cose, un uomo maturo che ne ha passate tante ma che non ha paura di rimettersi in gioco.
Mi è piaciuto come sia diventato un lettore accanito anche se trovo improbabile che tutti i poliziotti si appassionino alla lettura così velocemente.

Il personaggio che proprio mi stava sulle balle invece è l'odiosa cognata di cui vi giuro... non ricordo neanche il nome. Mi ha dato l'impressione di una donna avida, gelosa, invidiosa e un po' tendente al vittimismo.

Alla fine il mio giudizio su questo libro è quello di QUATTRO STELLINE perché è un libro speciale e dolce, anche se vi consiglio di evitarlo nel caso siate dei cinici incalliti, o il vostro ragazzo vi abbia appena lasciato, o abbiate appena perso il lavoro e cazzi e mazzi vari insomma!

E voi?
Cosa ne pensate?
Lo avete letto?

Per questa recensione è tutto.
A risentirci nel prossimo post anteprima/recensione!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

2 commenti:

  1. io lo devo leggere da una vita, non ho mai trovato un attimo. Spero a Natale, vacanze permettendo ^^

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    1. Si mi sembra un libro adatto al Natale. Molto dolcioso! *_*

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