lunedì 19 ottobre 2015

La Casa di Parigi o anche: dove è stato nascosto questo libro fino a mò???? [Recensione lovely lovely del romanzo di Elizabeth Bowen]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!!!
Come vi butta in questo lunedì?

Ottobre è prossimo alla fine (si lo so che mancano ancora dieci giorni!) ed oggi voglio parlarvi di un libro datato 1935 che la Sonzogno ha riportato in auge con una versione nuova ed integrale!) e che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima, ma di cui causa esami, blocco del lettore e impegni vari, ho rimandato la recensione per mancanza di ispirazione.

Colgo inoltre l'occasione per ringraziare la Sonzogno per avermi permesso di leggerlo in anteprima e allo staff, in special modo Valentina, che ormai mi sopporta in tutte le mie sfumature di sclero e che per amore di noi blogger del sud, ha ingaggiato una lotta agguerrita con le poste italiane XD

La recensione è ovviamente spoiler free.

Sto parlando di:




 
[Copertina italiana ed una delle originali a confronto]





[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: La Casa di Parigi
Titolo originale: The House in Paris
Autore: Elizabeth Bowen
Pagine: 288 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 8 Ottobre 2015
Editore: Sonzogno
Prezzo: € 16,00

Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. 

Partiamo dal solito raffronto titolo/copertine.
Titolo originale e copertina assolutamente fantastica!
(Tra l'altro vi consiglio di seguire la Sonzogno su Instagram perché sempre più spesso pubblica i retroscena della pubblicazione di un libro, tra cui stralci di vita e informazioni sul reparto grafico, che io ho trovato adorabili e molto ispiratrici!)
Ci sono numerosissime copertine straniere, tra cui figura una che ha una poltrona col peluche, sapientemente ripresa da noi italiani, ma devo ammettere che mi piacevano tutte, ma quella nostra reghà... è qualcosa di artistico!
Quindi pollici in su in su in suuuu.

Bene, ora passiamo alle cose serie...

Mi ritrovo quasi nella stessa situazione di quando dovevo scrivere la recensione di Florence Gordon.
Cioè che è sempre troppo difficile recensire un libro che ci è piaciuto.
"Magari vuoi perché ci siamo affezionati ai personaggi, vuoi perché le cose belle non le sai spiegare, vuoi perché ci siamo immedesimati, non riusciamo ad esprimere cosa ci è piaciuto di un determinato romanzo." (Giusto per citare la mia recensione precedente)

Eppure è così.
Questo romanzo mi è piaciuto talmente tanto nelle sue stranezze, che mi sono chiesta più volte come mai non sia conosciuto ai livelli di altri romanzi appartenenti al filone del Bloomsbury Group di cui la Bowen entrò a far parte.

Comunque per quanto riguarda il romanzo in sé, devo ammettere che c'erano momenti in cui leggevo e provavo un profondo senso di perplessità e ora vi spiego perché.

Allors, dovete sapere che il libro è diviso in tre parti: presente, passato, e poi di nuovo presente.

Nella parte riguardante il presente troviamo i nostri due protagonisti bambini, Henrietta e Leopold, che sono proprio il tipico bambino introverso e scontroso, un po' musone, lui e la tipica bambina saccente ed un po' antipatica, sotuttoiotuchenevuoicapireseisolounmaschio! lei.
Insomma una Svamps bambina praticamente XD

Si incontrano a casa della signorina Fisher (che mi ha fatto tanta di quella pena e tenerezza in questa prima parte che non ve lo dico proprio - per poi meritarsi un bel paio di calci in bocca nella seconda parte! XD).

La particolarità di questo romanzo sta nel fatto che racconta le vicende di poche ore.
E' una mezza giornata che i nostri due bambini si trovano loro malgrado a passare insieme, e la casa di Naomi (la signorina Fisher) è la loro 'sala d'attesa' se così possiamo definirla.
Henrietta pronta per l'imminente partenza alla volta di Mentone, paese a sud della Francia dove l'attende la saccente nonna e Leopold, in attesa di sua madre che lo ha abbandonato in fasce per poi farsi viva undici anni dopo.

Il loro primo incontro è intriso di circospezione e cose non dette, di accortenze e frecciatine, di un pizzico di cattiveria e supponenza tipica dei bambini.

Henrietta così computa e precisa, che si liscia le pieghe della gonna con cura, che sfoglia una rivista per passare il tempo, che non abbandona mai la sua scimmietta di peluche Charles nonostante stia praticamente cadendo a pezzi.

Leopold preda di un tumulto interiore che non riesce a descrivere neanche a sé stesso, prigioniero di una vita fatta di sussurri e bugie, di una vita in gabbia mascherata da libertà.

L'animo inquieto del bambino, impressionerà fortemente Henrietta, che cerca sempre di interrogarsi sulle cose che la circondano, di riflettere con calma e di essere posata ma allo stesso tempo forte e con una tempra d'acciaio.

Entrambi passano il pomeriggio in un salotto dall'aria soffocante, con lo spauracchio della signora Fisher, madre molto malata di Naomi. Una sorta di matrigna di Cenerentola che se ne sta a letto e passa il suo tempo battendo col bastone sul pavimento per attirare l'attenzione della figlia che non abbandona quasi mai il suo capezzale.

La signora Fisher è una di quelle persone che non vorreste mai incontrare nella vita, e se il suo breve scambio di convenevoli con Henrietta ve ne da un assaggio, la parte sul passato ne è la conferma.

Infatti dalla seconda parte del libro veniamo catapultati a undici anni prima, e con la descrizione di un amore passionale e travolgente ma allo stesso tempo distruttivo, apprendiamo dei terribili segreti circa le misteriose circostanze di nascita di Leopold.

Ed è stata proprio questa seconda parte ad avermi fatto apprezzare tanto il libro.
Con un uso delle parole magistrale, una prosa delicata ma struggente, una caratterizzazione dei personaggi tipica del suo tempo, un'attenzione ai particolari ed una dovizia nelle descrizioni assolutamente fantastica, la Bowen riesce a costruire un intreccio di vite degno dei maggiori classici della prima metà del Novecento.

E mi è parso di scorgere qualcosa della Woolf. 
E' come se si sentisse l'influenza di una tale personalità all'interno della narrazione.
E forse è proprio questo ad avermelo fatto amare così tanto.

La prima parte a mio avviso, scorre un po' troppo lentamente e non entra subito nel vivo, e rischia dopo un po' di diventare tediosa.
Non appena ho notato il cambio di narrazione e punto di vista, mi sono come animata di nuovo ed ero super curiosa di apprendere i segreti che avviluppavano la vicenda.

Anche se in tutta onestà ... due schiaffoni agli adulti di questo romanzo non glieli leva nessuno eh!

Ma non voglio spoilerarvi troppo di questa parte.
Finita, vi ritroverete catapultati di nuovo nel presente e alle prese con Henrietta e Leopold.
Approfondiremo la conoscenza della terribile signora Fisher (qualcuno l'avveleni vi prego!) e saremo di nuovo al punto di partenza.

Quasi come un cerchio che si chiude.

E' sicuramente un libro che consiglio senza pensarci due volte e adattissimo a piumone e freddo! (Io i 2/3 li ho letti in poche ore mentre fuori diluviava ed io ero avvolta tipo burrito in un piumone caldissimo!)

Il finale sulle prime non mi è piaciuto.
Mi è sembrato povero ed un po' triste.
Avrei voluto saperne di più su cosa accedeva ai personaggi e se proprio devo essere sincera ci sono alcuni punti poco chiari, di cui avrei preferito una spiegazione più chiara o almeno qualche dettaglio in più.

Ma non si può avere tutto dalla vita no?


Il mio giudizio finale è stato quello di QUATTRO STELLINE (ma facciamo quattro e mezzo va') meritatissime perché questo è veramente uno di quei romanzi che dovrebbe essere un classico e non capisci perché non lo è!

Vi rimando inoltre sito della Sonzogno per avere ulteriori informazioni!

E voi?
Cosa ne pensate?
Lo leggerete o lo avete già letto?

Se non sono riuscita a convincervi, vi consiglio anche la recensione di Devil che potete leggere qui. ed una recensione del tutto opposta alla mia ma che mi è piaciuta moltissimo per il modo in cui è scritta, che è quella di Erica che potete leggere qui.

Per questa recensione è tutto. (Ma sicuro mi son scordata qualcosa!)
A risentirci nel prossimo post!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

5 commenti:

  1. Le recensioni della svamps: mai noiose reghà!
    Comunque non vedo l'ora di scoprire questo "classico" del '38! E magari notare qualcosa di woolfiano.
    Adoro il lavoro della sonzogno sulle copertine. Aww.

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  2. Bellissima copertina as usual, e concordo sul finale: è sembrato poverello anche a me, e leggermente irrisolto.
    Cioè nella second aparte ci sono i peggio retroscena, scandali e tradimenti che nemmeno "Beautiful" e "Febbre d'amore", e poi... Boh?!
    Per me sono quattro stelline (come sai mi è piaciuto tanto), perché se n'è giocata una con il finale mancato e con la lentezza della prima parte.
    Baci <3

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    1. A me è la parte dedicata ai bambini che proprio non mi è piaciuta ahahah quanto sono cattiva!
      Finale poco corposo, ha fatto perdere punti a tutto il libro

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    2. A me è la parte dedicata ai bambini che proprio non mi è piaciuta ahahah quanto sono cattiva!
      Finale poco corposo, ha fatto perdere punti a tutto il libro

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