lunedì 14 settembre 2015

La ragazza che ti amò due volte o anche PIMP MY LOLITA! [Recensione ansiogena di Precocius di Joanna Barnard]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!!!
Come vi butta in questo Lunedì?

Dopo la tappa del blog tour All I need is Romance, che se vi va potete leggere qui, è giunto il momento di una bella recensione.

Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima.
Ve ne avevo già parlato qualche settimana fa qui.

Colgo quindi l'occasione per ringraziare la De Agostini, Bookme Dea e tutto lo staff supergentile, in special modo Valentina, per la pazienza e la disponibilità.
E' solo grazie a voi se noi blogger abbiamo la possibilità di leggere tutti questi bei libri!

La recensione è ovviamente spoiler free.


Sto parlando di:





 
[Copertina italiana ed originale a confronto]


[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI SPOILER!!!!!]

Titolo: La ragazza che ti amò due volte
Titolo Originale: Precocius
Autore: Joanna Barnard
Pagine: 288 (Copertina rigida)
Data di uscita: 15 Settembre 2015
Editore: Bookme
Prezzo: € 14,90


Un incontro fugace al supermercato e Fiona Palmer si ritrova di colpo con il cuore in subbuglio. Perché il tipo che le viene incontro con un sorriso, senza traccia di fede al dito e con il cestino mezzo vuoto da single incallito, altri non è che Henry Morgan. Il professor Morgan, l’uomo che quindici anni fa, tra i banchi del liceo, ha fatto di lei una studentessa precoce in ogni senso, regalandole il brivido di una seduzione proibita. E ancora oggi Fiona non può fare a meno di chiedersi se quella antica e bruciante avventura non fosse in realtà il Grande Amore, lo stesso che lei, legata senza troppo entusiasmo all’affidabile Dave, in fondo non ha mai smesso di cercare. Qualche bicchiere di vino e una cena in nome dei vecchi tempi: è quanto basta a riaccendere il fuoco di una passione che, questa volta, non ammette ipocrisie né mezze misure. Ma nel gioco di sovrapposizione e rimandi tra passato e presente, qualcosa non torna. E se le cose tra Fiona e il professore non fossero andate come lei ha sempre creduto? Appassionante e controverso La ragazza che ti amò due volte è un thriller dei sentimenti, un’indagine coraggiosa tra luci e ombre di una storia troppo sincera e implacabile per non essere vera.

Per esprimere come mi sento riguardo a questa recensione, vi cito una frase de Il primo amore sei tu di Stephanie Perkins (in uscita il 15 settembre per De Agostini):
《Stroncare quello che si detesta è un gioco da ragazzi, mentre spiegare esattamente perchè ci piace una cosa è tutto un altro discorso.》

Il fatto è che non so bene come affrontare la stesura di questa recensione.
Quando una cosa non ti piace, è facile dire: 'Mi ha fatto schifo per tot e tot.'
Ma quando una cosa ti è piaciuta e ti ha scosso nel profondo, come fai a spiegarne le sensazioni?

Ovviamente ci proverò, ma sono sicura che mi perderò qualche pezzo per la strada!
Partiamo dal raffronto copertina/titolo.

Devo ammettere che nessuna delle due copertine mi fa impazzire, anzi quella originale mi sa molto di thriller/horror (e secondo me non è per niente un thriller) e quella italiana forse è troppo eterea.
Non so, non mi convincono.

Il titolo italiano nonostante non sia una traduzione fedele, rispecchia molto il romanzo e fa tanto: La donna che visse due volte.
Quindi mi ha soddisfatta.


Il titolo originale è di impatto perché composto da una parola sola e molto serpentina (precosciuuuuussssss -> detto alla Gollum ahahha) però forse in Italia non avrebbe reso.
Immaginatevi di leggere un libro che si intitola Precoce... ci manca solo lo schiocco di frusta in sottofondo... *ftiiiish*

Ainuei torniamo alle cose serie.

Questo romanzo tratta di un tema a tutti noto grazie al capolavoro di Vladimir Nabokov, ma da un diverso punto di vista.

La ragazza che ti amò due volte è caratterizzato da due voci narranti, la protagonista ormai trentenne nel suo presente e i suoi ricordi di quattordicenne innamorata del suo professore.

Tutto inizia con un banale incontro al supermercato.
La nostra trentenne sposata Fiona Palmer incrocia nuovamente la strada di quello che credeva fosse il suo Grande Amore.
Henry Morgan, quarantatré anni, professore di letteratura.

Nell'attimo in cui lo rivede Fiona si sente nuovamente come l'adolescente insicura che era al liceo, come quella ragazza che sembrava non appartenere a nessun posto, che voleva fuggire da una vita mediocre e che si è ritrovata invischiata poi in una vita ancora più mediocre.
Non fraintendetemi, è la stessa Fiona a lasciarci intendere che si è accontentata di ciò che le veniva offerto.
La sua vita è mediocre perché nel momento in cui si è vista separata dal professor Morgan, lei ha cessato di esistere.
Lui era tutto il suo mondo, ed è sempre stato il metro di paragone per ogni cosa che le è capitata nella vita.

Capirete dunque quanto sia emotivamente disturbata questa ragazza.
Quello che mi è piaciuto di questa storia è il modo magistrale con cui l'autrice ha descritto i suoi pensieri. 
Non tanto quelli della quattordicenne innamorata alle prese con una cotta proibita di cui lei non vede minimamente i pericoli.
Piuttosto i pensieri irrequieti di una donna adulta che si rende conto di aver vissuto sedici anni nell'attesa di una rivelazione.

Fiona ammette palesemente di essere scontenta di tutto, di essersi adagiata in un matrimonio frettoloso solo perché comodo e sicuro, di aver abbandonato i sogni di gloria sul diventare una scrittrice per ridursi a vendere spazi pubblicitari sulle pagine gialle.

Ed il problema è che nessuno l'ha obbligata.
Non ha avuto un impedimento o una sventura o qualsiasi cosa possa mandare all'aria i piani di una ragazza laureatasi col massimo dei voti in una brillante università.

Ma è la sottile e patologica dipendenza mentale che le si è inculcata nel cervello e che non l'ha più abbandonata da quando ha conosciuto Morgan che l'ha ridotta ad essere una persona con seri problemi interpersonali senza che lei se ne renda conto.

Il personaggio di Fiona per alcuni versi mi ha ricordato molto l'Alice punto e a capo di Carol Marinelli.
Entrambe inconsapevoli di ciò che hanno dovuto realmente affrontare.
Entrambe incapaci di prendere di petto il problema.
Entrambe vittime di qualcosa più grande di loro.

Come accennato nel romanzo, c'è un che di Lolita nella storia.
Qui abbiamo una studentessa che si innamorata del suo professore.
Studentessa brillante sta a professore giovane e figo come la cioccolata sta alle fette di pane tostato.
E' una cosa ovvia e quasi scontata.

Fiona Palmer vive una vita di cui quasi si vergogna, abita in un sobborgo mediocre dove chi cerca di uscire dalla mediocrità è mal visto, dove lei è 'la figlia dei vicini, quella intelligente', dove sua madre e suo padre vivono la vita di due estranei nella stessa casa e dove lei non si sente né capita né amata.

E sarà proprio la sensazione di non appartenere a niente e nessuno ad avvicinarla ulteriormente al professor Henry Morgan.
Ma se temete che ci saranno descrizioni scabrose, atti osceni e sensualità a palate, non temete.
Non c'è nulla di tutto questo.

La descrizione del rapporto tra Fiona e Morgan è sempre molto psicologica, molto analizzata, molto selettiva.
Ci sono scambi di effusioni e cose varie, ma non c'è mai la forza e la prepotenza.
C'è una sottile e subdola ansia che permea le pagine che trattano del loro rapporto ai tempi del liceo.
Tra loro c'è un sottile confine che non dovrebbe essere mai superato.
Eppure succede.
Ora... di chi è la colpa?
Di un uomo attratto da una ragazzina?
O di una piccola ninfetta?
E vi giuro è proprio quello che vi tiene incollati alle pagine.
Perché poi per ogni capitolo della Fiona adolescente, troviamo quello della Fiona trentenne che getta all'aria la sua vita per Morgan.
Che vede in lui la vita di fuga dalla se stessa attuale.

Una delle frasi che ripete e che mi ha molto colpita è stata: 'La banalità mi consuma.'
Questa frase mi ha strappato le viscere.

L'ansia e l'apatia che traspaiono dalle parole di Fiona, mi hanno fatta sentire in trappola, come se quella costretta a vivere una vita di contentini fossi stata io.
Avrei voluto prenderla per le spalle e urlarle: LASCIAMI IN PACE.

E' un romanzo che ti entra nella pelle, ti striscia dentro, scava nelle tue paure di persona adulta e ti fa riflettere.
Tolta la questione dell'avventura erotica col professore più grande di lei, Fiona è una donna che non sa stare da sola, non sa vivere, non ha saputo cogliere le cose belle che la vita aveva da offrirle e ha preferito cullarsi nella sicurezza di qualcosa di certo, come suo marito Dave.

La ragazza che ti amò due volte è una storia di colpa, di ossessione, di segreti, di introspezione psicologica e di paura.

Ho amato moltissimo il personaggio di Mari, una delle migliori amiche di Fiona, che nel suo essere statica e un po' spenta (mi ha sempre dato l'impressione di una che vive sotto l'effetto di droghe eppur controllando i propri impulsi) riesce sempre a dire la cosa giusta, anche se ovviamente Fiona non la ascolta.

'Se mangi aragosta tutti i giorni alla fine sa di Big Mac.'

Ho apprezzato meno il personaggio di Laura, altra migliore amica della protagonista.

Purtroppo una delle pecche della storia è che ci mette un bel po' ad entrare nel vivo e a raggiungere il punto fondamentale, il fulcro centrale di tutto.
La prima metà è fatta di un racconto frammentario, di attimi di vita vissuta e decisioni prese talmente in fretta che quasi non ci si capacita di quello che sta succedendo.
Devo ammettere infatti che mi aspettavo qualche delucidazione in più, qualcosa di più profondo.
E purtroppo anche il finale lascia un po' a desiderare.
E' sviluppato in pochissime pagine e nonostante sia una sorta di finale giusto, che coincide con l'inizio del libro come un cerchio che si chiude, trovo che si sarebbe potuto sviluppare molto meglio.
Almeno renderlo lievemente più dettagliato.
Cazzo è il finale! 
Rendilo un po' più corposo....
E poi è un finale che dovrebbe essere col botto, quindi non puoi renderlo sciacquatura dei piatti! (Il paragone è deliberatamente preso in prestito dalla madre della protagonista!)

Nel complesso il libro è ben scritto, la prosa riesce ad essere aggressiva e delicata allo stesso tempo e mi ha tenuta incollata alle pagine per due giorni, continuavo a pensarci, e devo ammettere che se prima ero restia a sposarmi, adesso mi è passata del tutto la voglia.

Fiona ha dato voce, senza saperlo, a tutte le mie ansie e le mie paure, a tutto quello che temo possa scaturire dalla vita matrimoniale.


Alla fine il mio giudizio finale è di ben QUATTRO STELLINE E MEZZO.
Non ho dato il punteggio pieno perché come ho già scritto sopra la fine mancava di qualcosa.
E questo mi ha un po' delusa.

Resta comunque un romanzo validissimo, che consiglio e che vi saprà mettere un'ansia addosso che vi chiederete: ma perché lo sto leggendo? XD


E voi?

Lo leggerete?
Fatemelo sapere.

A risentirci nel prossimo post.



Con amore,

Svamps.

2 commenti:

  1. wow da leggere quindi anche se non ero molto conmvinta dopo la recensione qualcosa è cambiato e mi ritrovo con la voglia di leggerlo.

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    1. in realtà anche io temevo che non mi sarebbe piaciuto, ed invece!!! *_* lo consiglio tantissimo!

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