giovedì 10 settembre 2015

E' la vita, Joy o anche mettiti le ectesciòns, le ciglia finte e vai di Stand by me! [Recensione di Poor Cow di Nell Dunn]

Buon pomeriggio e ben trovati svampitelli belli!!!
Come vi butta?

Settembre è un mese inclemente, ma a livello di uscite librose è stato pienissimo.
Oggi infatti, voglio parlarvi di un libro che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima.

Ve ne avevo già parlato qualche settimana fa in un post anteprima dedicato a Sonzogno, se non ve lo ricordate è questo qui.

Colgo quindi l'occasione per ringraziare la Sonzogno per avermi permesso di leggerlo in anteprima e allo staff, in special modo Valentina, che con pazienza e gentilezza risponde sempre ad ogni mia mail scema.


La recensione è ovviamente spoiler free.

Sto parlando di:





 
[Copertina italiana ed originale a confronto]




[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: E' la vita, Joy
Titolo originale: Poor Cow
Autore: Nell Dunn
Pagine: 128 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 10 Settembre 2015
Editore: Sonzogno
Collana: Bittersweet
Prezzo: € 15,00


Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall'avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all'amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D'altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

Partiamo dal solito raffronto titolo/copertine.
Di copertine della vecchia edizione non se ne trovano molte, quella mostrata l'ho presa da Amazon, ma devo dire che in quanto persona moralmente innamorata delle copertine della Sonzogno, ovviamente preferisco quella nostrana fatta dallo Studio Tapiro di Pescolderung.
Immagine che tra l'altro riprende una delle scene del film.
Si perché questo romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 1967 (Matre aveva DUE ANNI!!!) e subito fu adattato per il cinema.



Longanesi & Co, tradusse il titolo con Povero Amore Mio, e non mi dispiaceva come titolo, che era decisamente all'originale 'Pover Mucca', o anche tradotto con 'Povera Donna'.
Povero Amore Mio devo ammettere che mi piace, ma forse avrebbe dato l'aria di un romanzetto rosa pieno di vomitoserie.

Quindi credo che l'esortazione: E' la vita, Joy, sia stato un buon compromesso tra l'originale e la nostra vecchia traduzione.

Ho ricevuto questo libro un paio di giorni fa per leggerlo in anteprima e sono un po' perplessa.
Non so bene come approcciare questa recensione.
Il mio scopo è quello di rendere quanta più giustizia ad un libro che potrebbe essere facilmente frainteso.



E' la vita, Joy è un romanzo che o ti piace o ti fa schifo.
Lo dico molto chiaramente.
Non esistono vie di mezzo.

O ti piacciono i ritratti di una società allo sbaraglio, rappresentati da una ragazza che nonostante tutte le difficoltà resta in piedi e va avanti con un atteggiamento così naive da suscitare tenerezza, o non ti piacciono.

Devo dire che mentre ero a metà del libro e ancora non ero riuscita a capire se mi era piaciuto o no.
Voltata l'ultima pagina avevo un sorriso sornione sulle labbra che sono riuscita a vedere nel riflesso della tv.
Vi chiederete cosa c'era da ridere.

Ora vi spiego.

Abbiamo Joy, detta Fiorellino, ventunenne spiantata, madre di un bimbo che adora, il piccolo Jonny, sposata con Tom ed innamoratissima di Dave.
Tom è in carcere, e dopo un po' ci finisce anche Dave.
Costretto a scontare una pena di dodici anni, Joy si ritrova incastrata in una vita dimmé....

Salta da un appartamento all'altro, finendo a vivere poi sempre con Zia Em che la esorta a vivere per davvero, ad uscire, godersi la giovinezza e a cercarsi 'un uomo con una posizione'.

(Oddio anche mia madre lo dice! AIUTO!)

Joy è una bionda svampita che gira in minigonna, tacchi alti e coda di cavallo finta.
Con il piccolo Jonny attaccato alla sottana e pochissimi spiccioli in tasca, la nostra spiantata protagonista trova sempre il modo di sopravvivere.

Bella come un bocciolo, capisce presto che con entrambi i suoi uomini in galera, (un marito che non vuole divorziare e l'uomo della sua vita che le chiede di aspettarlo) deve badare a se stessa e al bambino.

Ed è proprio Jonny, inconsapevolmente, il fulcro di tutto il romanzo.

Cosa è disposta a fare una madre per amore dei figli?

Da un lato Joy cerca di vivere la vita al massimo, così come viene, senza programmare nulla e senza pensare alle conseguenze.
Dall'altro cerca di fare quello che può per assicurare a suo figlio una vita decente, arrivando addirittura a vendersi le cose per comprargliene di nuove (a rate ovviamente!).

Ama suo figlio in una maniera incondizionata.

La narrazione infatti si divide tra un narratore esterno ed il punto di vista di Joy, che quando parla di suo figlio, ci trasmette tutto l'amore che una madre può provare.
Nei piccoli gesti, nei suoi piedini di cui lei è praticamente innamorata, nel fargli il solletico sul pancino, nei suoi vestitini consunti e nel suo faccino sporco.

Attraverso Jonny, Joy vede riflesso uno stile di vita da cui tenta continuamente di fuggire.
Molto spesso infatti ripete che presto prenderà la patente e si comprerà un'automobile.
L'automobile è simbolo di libertà, di padronanza della propria vita e anche ostentazione di opulenza!

E poi, chi non vorrebbe un bel macchinone da guidare coi capelli al vento?






Joy è una creatura che non si arrende mai, a nessuna umiliazione, a nessuna degradazione.
Vive libera, consapevole del suo corpo e di tutto quello che può trarne sfruttandolo al massimo.

Ha una notevole forza d'animo e la cosa che suscita tenerezza è che lei in molte delle cose che dice ci crede davvero.
Anche se sono solo mere fantasie.
Utopie che si racconta la notte per sentirsi a posto con la coscienza.

Il suo essere naive a volte fa storcere il naso, ma il più delle volte ci scalda il cuore.

Quante mamme single e povere, al giorno d'oggi si trovano nella situazione di Joy?
Quella di voler vivere un sogno, di volere una vita migliore, di voler fuggire da un'esistenza di apparenze, soldi riciclati, mobili comprati a rate e vestiti di materiali scadenti.

Così in un dipinto di totale decadenza, gli anni passano anche per Joy.
Anni passati ad amare incessantemente Dave e tutto questo amore si riversa nelle lettere d'amore che si scrivono.
La maestria sta nell'aver riprodotto fedelmente l'ignoranza di Joy e Dave.
Non essendo persone istruite le loro lettere sono piene di errori ortografici, di strafalcioni e sembra un po' di leggere uno dei temi di Io speriamo che me la cavo.
Suscitano una tenerezza assurda e ci fanno capire quanto in realtà, a dispetto di tutto quello che dice quando vaneggia, Joy abbia bisogno di amore e di amare.
Dave è la figura onnipresente nella sua vita, anche quando non c'è.
E' l'unico uomo che abbia mai amato suo figlio.
Il continuo paragone tra lui e Tom ci fa capire quanto siano diversi nonostante fossero amici.
Dave è dolce, coccoloso, certo è un ladro, ma un ladro che dopo l'amore le prepara una tazza di té e la tiene stretta, che l'accompagna a comprare una cameretta nuova e la monta tra una canzone alla radio ed un bacio.
Insomma è l'uomo per lei.

Lei che è un'anima inquieta che vuole di più.

L'attualità di questo romanzo sta nel tema.
L'amore per un figlio, l'amore per se stessi, il desiderio di una vita nuova.

Provate ad ambientarlo ai giorni nostri, risulterebbe attualissimo lo stesso.
E questo è da apprezzare.

E il sorriso sornione di cui vi parlavo all'inizio, beh, era per un finale coi fiocchi... che strappa una risata ricca di consapevolezza!

Insomma questo è un romanzo forte che parla di una svampita bionda e della sua vita assurda. Ovvero vivere di stenti negli anni sessanta. Pro e contro.
Nulla di più e nulla di meno.

Nell Dunn descrive una donna e la società in cui vive, in modo magistrale, orchestrando personaggi caratterialmente forti come Beryl (sarà interamente sua la colpa dei guai di Joy?) e macchiette come zia Em, dipendente dalle pillole, e la vicina pazza con cui litiga sempre.

Quindi l'intero romanzo è permeato di emozioni forti, capace di trasmetterci tutta l'allegria di Joy ma anche la situazione di disagio profondo in cui si trova a vivere.

E' un romanzo forte, che forse all'epoca è stato definito 'scomodo', capace di scavarti dentro e di farti riflettere.

Il mio giudizio finale è stato quello di QUATTRO STELLINE perché riesco ad immaginare quale scalpore abbia suscitato negli anni sessante una romanzo del genere.
Un romanzo che si può ampiamente definire come sgrammaticato ed assurdamente sincero, perché non c'è nulla di più sincero delle parole di Joy.

Vi rimando inoltre, al sito della Sonzogno dove potete sfogliare le prime pagine del libro e farvene un'idea.
E' o non è una casa editrice coi fiocchi? *-*

E voi?
Cosa ne pensate?
Lo leggerete?


Per questa recensione è tutto.
A risentirci nel prossimo post!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

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