giovedì 27 agosto 2015

Prendimi per mano o anche l'anno che siamo caduti e ci siamo spezzati le coscetelle! [Recensione esaltatatrallallerotrallallà di The Year We Fell Down di Sarina Bowen]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!!!
Come vi butta in questa mattina?
Le vacanze proseguono? Sono finite?

Io come avrete notato, da ieri sono tornata attiva con le recensioni, e benché vi avessi promesso di postarvi la recensione di Half Wild oggi, devo posticiparla di un giorno (la troverete online domani mattina alle 9:00 come di consueto) e parlarvi invece di un libro che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima.

Ve ne avevo già parlato qualche settimana fa in un post anteprima dedicato a De Agostini, se non ve lo ricordate è questo qui.

Colgo quindi l'occasione per ringraziare la De Agostini e tutto lo staff supergentile, in special modo Valentina, a cui ho rotto le scatole anche mentre era in vacanza coi miei deliri da fangirl.
E' solo grazie a voi che ho potuto leggere questa bellissima storia in anteprima.
E siccome il libro mi è piaciuto un sacco sta per partire una massiccia dose di zucchero e di esaltaggine trallalero trallalà!

La recensione è ovviamente spoiler free.

Sto parlando di:



[Copertina italiana ed originale a confronto]


[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: Prendimi per mano
Titolo originale: The year we fell down (The Ivy Years #1)
Autore: Sarina Bowen
Pagine: 320 (Copertina rigida)
Data di uscita: 1 Settembre 2015
Editore: De Agostini
Collana: DeA
Prezzo: € 14,90

 Corey Callahan non avrebbe mai immaginato di iniziare il college su una sedia a rotelle. È bastato un attimo, un maledetto attimo, per infrangere i sogni di una vita e rovinare una promettente carriera sportiva. Corey è convinta che nessuno al mondo possa capire come si senta. Nessuno tranne Adam, il ragazzo che abita nell’appartamento di fronte al suo. Adam è bello, simpatico, premuroso. E non gioca più a hockey a causa di un grave infortunio. Insieme a lui, Corey riesce a essere di nuovo felice. Ma c’è un piccolo problema: Adam è fidanzato. Con una ragazza assolutamente perfetta.

Partiamo dal solito raffronto titolo/copertine.
Come avevo già espresso in una puntata passata di Book in Front, precisamente qui, la copertina originale non mi piace molto, devo ammetterlo.
La nostra mi piace molto do più perché è stata fatta sicuramente dalla stessa mano di Regole d'amore per amici confusi!
Bel font, colori giusti, e inquadratura della foto migliore.
Questo abbraccio è più 'forte' rispetto a quello della cover iniziale.


I titoli invece li ho apprezzati entrambi.
Quello originale ovviamente è di impatto, e dopo aver letto il libri capisci quanto sia significativo quel 'WE' nel titolo.
The year WE fell down, l'anno in cui siamo caduti.
L'anno in cui siamo caduti ognuno per fatti suoi, per le proprie sventure, ma in cui siamo caduti anche insieme.
Perché è proprio la caduta e il conseguente infortunio a far avvicinare i due protagonisti.

Ma allo stesso tempo mi è piaciuta anche la nostra traduzione, forse un tantino più melensa, ma comunque giusta.
Prendimi per mano è un titolo che sta a significare la richiesta di aiuto, come a dire: 'Stammi vicino' e rappresenta proprio l'aiuto fisico che i due protagonisti si danno l'un l'altro.

Quindi complimenti al Team DeA per queste ottime scelte.

Che poi svampitelli, ormai l'avete capito.
Le case editrici possono essere pure dei padreterni scese in terra, ma se fanno un lavoro che a me non garba lo dico e zitta.
Non mi interessa se devo criticare qualcuno di grande.
E allo stesso modo, se un lavoro è fatto bene, VA RICONOSCIUTO.
E poi un NA in cui non ci sono le faccione è una giuoia per i miei occhi stanchi!


Per quanto riguarda il libro in sé....
Prendimi per mano è un romance new adult, il primo che apre la serie denominata 'The Ivy Years', composta di cinque romanzi autoconclusivi e quindi considerabili standalone, più una novella.
Cosa lega questi romanzi?
I personaggi della storia che sono amici tra loro.

Questo particolare mi ha ricordato molto la trilogia di Stephanie Perkins che ho letto l'anno scorso e amato, ne feci anche una sommaria recensione, ma ho deciso che in vista dell'uscita de Il Primo amore sei tu (ovvero Lola and the boy next door) scriverò delle recensioni separate.

Ma torniamo a noi.
Il romanzo è a tema sportivo, l'hockey e la sua versione per consolle la fanno da protagonisti insieme alla disabilità.
Non fraintendetemi, non è un romanzo melenso e strappalacrime alla Io prima di te, ma come avete potuto leggere dalla trama, la nostra protagonista, un tempo punta di diamante della sua squadra di hockey, in seguito ad un incidente ha riportato una lesione al midollo spinale ed è costretta su una sedia a rotelle.
Contemporaneamente Hartley, il suo vicino di stanza nell'ala dell'università riservata a portatori di handicap (o come dice la stessa Corey, l'ala degli storpi) è costretto a girare in stampelle causa gamba rotta.
E' anche lui un bravo giocatore di hockey e i due ragazzi si trovano accomunati da una passione sportiva, da un handicap che impedisce loro di essere totalmente indipendenti e dalla mancanza che provano nei confronti della vita di prima, in special modo dalla mancanza dell'azione nel gioco.

A questo punto vi chiederete: E dove sta il problema?
Il problema non STA, il problema E'.

Il problema è alta, bionda, formosa e ricca.
Con un portafoglio straripante di carte di credito, un'agenda fitta di impegni mondani e fesciòn, una serie di ex partner trofeo e l'odio di tutti.

Il problema è la bellissima, odiosissima, popolarissima fidanzata di Hartley.
Una presenza caustica ed inutile che per citare DEVIL:  
"E' una specie di incrocio tra Regina George di "Mean Girls", Godzilla e la Summer Roberts prima maniera di "The O.C." (la versione snob e viziata)."

Quindi entrerà di diritto nella vostra schiera dell'odio, non sentitevi in colpa.
E' stata creata appositamente per questo.

Perché mi è piaciuto questo romanzo?
Perché Corey, la protagonista, è una donna tanto coriacea quanto fragile, è una cicciatosta, una che sa il fatto suo, appassionata di sport, acculturata, con una buona dose di amor proprio.
Non si getta ai piedi di Hartley (anche se questo è un pessimo gioco di parole visto che stando in carrozzella non può gettarsi proprio da nessuna parte), ma cerca di tenersene più a distanza possibile.
E' forte, e non vuole essere trattata da bambina o peggio da disabile.
Si impegna nella fisioterapia nonostante a volte la voglia di mollare sia così forte da schiacciarla.
Non si abbatte di fronte alle difficoltà, anzi cerca di aggirare i problemi.
Ha una forza d'animo che pochi sono in grado di tirar fuori dopo un incidente come il suo.
Io probabilmente sarei caduta in depressione o mi sarei affogata sotto la doccia.
Lei invece rifiuta di sottomettersi al suo piccolo problema, è capace anche di strisciare per terra per coprire piccole distane, tutto pur di non farsi aiutare e sentirsi 'diversa' o 'menomata'.
Non perde mai il suo senso dell'umorismo e la sua verve.
Ovviamente avendo dei genitori super protettivi ed una madre ossessivo compulsiva, l'unica via di fuga è andare all'università più lontano possibile da casa!
La sua botta di culo è quella di trovare una compagna di stanza paziente ed adorabile.
(Chissà che ansia sarebbe venuta a me se mi fossi trovata nella sua situazione!)

Tra una ciancia e l'altra spunta fuori Hartley, bello, alto, figo, muscoloso, e con una bella gamba rotta, che gli concede di diritto una stana per disabili di fronte a quella delle nostre due ragazze.

Non sarà difficile fare amicizia, e in Corey, Hartley troverà non solo un'amica, ma una vera e propria spalla, con cui passare i venerdì sera a giocare a RealStix (la versione hockey di Fifa o Pes praticamente!).
Loro due insieme sono una forza della natura, due amici che si sostengono a vicenda, che sono capaci di capire cosa prova l'altro in un momento di debolezza come la disabilità e la lontanza dall'hockey.
Il tutto contornato da personaggi assurdamente pazzi, come Bridger, l'amico di Hartley, anche lui giocatore di hockey, sciupafemmine a tradimento, ma col cuore di panna.

Mi è piaciuta la costruzione dei personaggi, di come Corey non sia la classica figa che si crede un cesso, ma anzi di come prima si ammirasse tanto, sia esteticamente che moralmente e di come adesso debba recuperare il rapporto con se stessa.
E' una ragazza ordinaria, carina, simpatica, non troppo ossessionata dalla moda, ma neanche scialba della serie: ommiddio non voglio truccarmi o vestirmi bene che schifo.

Il suo momentaneo rifiuto per i vezzi femminili è dovuto più che altro ad un rifiuto verso se stessa e verso la carrozzella.
Sfido chiunque di voi ad avere una disabilità del genere da poco e a dire: 'massì dai, adesso mi vesto da figa, mi metto i tacchi alti e mi trucco che manco Cliomakeup!'.

Quindi la approvo in toto.
Hartley dal canto suo me lo sono immaginato tutto il tempo come Sam Clafin, non chiedetemi il perché!

L'unica pecca è la superficialità di Hartley in alcuni punti.
Non voglio spoilerarvi niente, ma a volte nella lettura, sentivo che c'era qualcosa di profondamente sbagliato, e che le sue motivazioni fossero troppo povere.

Uno non fa determinate cose solo perché deve.
O si?

(Non mi è piaciuto molto il fatto che il fratello di Corey spuntasse in mezzo all'ultimo minuto, ma vabbé non è di grande impatto sulla trama, quindi meno male!)
Mi sono sentita molto vicina a Corey e ho tifato per lei tutto il tempo, sperando che il suo anno universitario fosse un successo, perché quando ti succede una cosa brutta e hai il coraggio di rimetterti in piedi, ti meriti che tutto vada per il meglio.

Fondamentalmente sapete che non sono troppo appassionata di NA, e credo che questo sia uno dei primi che ho letto, ma l'ho trovato giusto, scorrevole ed interessante.
E' ovviamente romantico, ma non vomitoso, che è una cosa che ho apprezzato tantissimo.
Non è costellato di cliché come molti YA o NA che ci sono in giro e merita davvero di essere letto,
Fidatevi!
Le ore voleranno così... come niente!

Sicuramente laSvamps lo consiglia!
Leggetelo, leggetelo, leggetelo!
Ho gli occhi a cuore e sprizzo felicità ed unicorni da tutti i pori!
Tra poco vomiterò arcobaleni!
AIUTO!

Quindi alla fine di questa esagitata recensione, il mio giudizio su questo libro è quello di QUATTRO MERITATISSIME STELLINE.
E' un libro appassionante, travolgente e ci ho messo solo tre ore a leggerlo tanto che non riuscivo a staccarmi!
Ho riso con Corey, ho pianto con Corey, avrei voluto picchiare fortissimo Adam, ma vabbé non si può avere tutto nella vita!


Ci ho tipo messo millemila ore per fare
la foto e capire come funzionasse la luminosità
dell'iPad di Fidanzato, ma grazie ai video tutorial
di DEVIL ci sono riuscita alla grande!
Io adoro la mia Calmisa *-*


Inoltre vi lascio i titoli degli altri romanzi della serie che si compone di:

  • (The Ivy Years #1) Prendimi per mano
  • (The Ivy Years #2) The Year We Hid Away 
  • (The Ivy Years #2.5) Blonde Date 
  • (The Ivy Years #3) The Understatement of the Year 
  • (The Ivy Years #4) The Shameless Hour 
  • (The Ivy Years #5) The Fifteenth Minute 

E voi?
Cosa ne pensate?
Lo leggerete?
Fatemelo sapere, così magari creiamo un bel fan club!
Viva gli addominali di Hartley (e anche quelli di Bridger).

Per questa recensione è tutto.
Ci sentiamo domani con la recensione di Half Wild!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

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