mercoledì 1 luglio 2015

La Corsa delle Onde - IL GIOCO è VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI, PUO' CREARE DIPENDENZA!!! [Recensione odiosa de The Scorpio Races di Maggie Stiefvater]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.

La recensione di oggi  tratta di un libro che ho letto qualche mese fa, di cui un po' per mancanza di tempo ed un po' per mancanza di ispirazione, non ero ancora riuscita a scrivere nemmeno un rigo.
Sto parlando di...



[Copertina italiana ed originale a confronto]


[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloLa corsa delle onde
Titolo Originale: The Scorpio Races
Autore: Maggie Stiefvater
Pagine: 450 (Copertina rigida)
Data di uscita: 19 Settembre 2012
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 16,50
Succede ogni autunno, sull'isola di Thisby. Dalle gelide acque dell'oceano si spingono a riva i cavalli d'acqua, creature affascinanti e crudeli che gli abitanti catturano per montarli nella Corsa dello Scorpione. Il vincitore guadagnerà fama e denaro, i meno fortunati incontreranno la morte. Ma qualcosa cambia quando alla gara si iscrive Kate Connolly, capelli rossi e tempra di ferro. Kate è determinata a correre con la sua cavalla Dove, sfidando usanze secolari che vogliono solo concorrenti maschi e nessun cavallo ordinario. Certo, non ha molte possibilità contro Scan Kendrick, diciannove anni, il favorito, esperto domatore di cavalli. Nessuno dei due è preparato a ciò che sta per succedere, perché quest'anno la Corsa dello Scorpione non sarà solo questione di gloria e denaro, ma di amore e destino.

Partiamo dal fatto che a spingermi a scrivere finalmente la recensione, è stata la lettura di Shiver, che potete trovare recensito qui.
Ho capito che io con la Stiefvater ho un serio problema e che probabilmente non finirò mai di leggere la saga dei Raven Boys.
Le ho dato ben quattro chance, tre se teniamo conto che due titoli fanno parte della stessa saga, eppure nisba.
Continua a non convincermi.
Una di queste mattine, presa sempre dal blocco del lettore che mi ha accompagnata per tutto il mese di giugno e che mi ha fatto leggere si e no cinque libri, non so come mi è venuto in mente che non riuscivo a ricordarmi la fine della Corse delle Onde.
Così presa dalla follia sono andata a rileggermi le ultime cento pagine.

Devo dire che ho apprezzato di più le ultime cento pagine che tutto il romanzo che è di una pallosità sconvolgente.
Ma andiamo con calma...

Innanzitutto partiamo dalle copertine.
Quella originale non è male, anche se è decisamente inquietante, ma noi italiani dobbiamo sempre metterci una bella facciona, che sia fotografata o disegnata, non importa!
Vogliamo le faccione!

E poco importa che nel libro più volte si parli della Corsa dello Scorpione, abbiamo voluto tradurre con la Corsa delle Onde.
Ok.
Va bene.
(BAH!)

Come il resto dei suoi libri, anche questo è ricco di dialoghi, monologhi interiori che manco Amleto e pipponi mentali assurdi che fatichi a capire chi sta parlando con chi e in merito a cosa.
C'è l'alternarsi dei capitoli dedicati a lei e dedicati a lui, e il modo della cara Maggie di descrivere il nascere e lo svilupparsi delle storie d'amore è creepy al limite del ridicolo.

Per quattrocento pagine, ci sorbiamo dei pipponi sul fatto che Puck è una femmina che non dovrebbe correre a cavallo, che Puck è povera e finirà a dormire sotto i ponti, che il fratello minore di Puck mostra tutti i sintomi di un probabile autismo, che nel libro vengono definite 'stranezze' (la cosa mi ha dato ai nervi), che Puck sta sempre incollata a Sean Kendrick (e viceversa) eppure il massimo della romantichevolezza che si dicono è roba tipo: 'Cavalchi bene' 'Stai attenta in quella curva' 'Il tuo cavallo non ce la farà mai'.

Quanto amore ragazzi!
TROPPO!
Alla fine dei conti, con l'uso della prima persona e di due punti di vista differenti, ho l'impressione che ci sia ben poca caratterizzazione dei personaggi.
La narrazione è lenta, come dilatata, come quando spalmi del burro su una fetta di pan carrè troppo grande, e continui e spalmare per raggiungere tutti i punti ma non ha senso.

Ecco, questa è la sensazione che mi è arrivata.
Ci si dilunga troppo in cose inutili o raccontate troppo pedissequamente, e il tutto diventa una palla mortale.
Trecentocinquantapagine di pipponi mentali e cento di azione, che corrispondono alla corsa reale.
La fine è solo a tratti scontata, e alcune cose mi sono piaciute, ma sinceramente non lo consiglierei mai.
Infatti se non ricordo male gli ho dato due stelle e mezzo, o forse in un attacco di buonismo tre, non rimembro.


E voi?
Lo avete letto?
Fatemi sapere.

Ci risentiamo nella prossima recensione.


Con amore,
Svamps.

Nessun commento:

Posta un commento