martedì 28 luglio 2015

Anche Audrey ha fatto dell'ansia uno stile di vita. [Recensione di Dov'è finita Audrey? di Sohie Kinsella]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Oggi voglio parlarvi di un libro scritto da un'autrice a cui sono molto legata e a cui ho dedicato qualche giorno fa un post di Bo(t)B per Mondadori.
Mi riferisco a Sophie Kinsella, che per la prima volta si è cimentata in un romanzo Young Adult. 

Sto parlando di:


[Copertina italiana ed originale a confronto]

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloDov'è finita Audrey?
Titolo Originale: Finding Audrey
AutoreSophie Kinsella
Pagine: 285 (Copertina rigida)
Data di uscita: 9 Giugno 2015
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide

Prezzo: € 16,00

Audrey ha quattordici anni e da tempo non esce più di casa. Porta perennemente grandi occhiali scuri, e non certo per fare la diva, ma perché questo è il suo modo per proteggersi dalle persone che la circondano e sfuggire al rapporto con gli altri. A scuola le è successo qualcosa di brutto che l'ha profondamente segnata, e ora Audrey è in terapia per rimettersi da attacchi d'ansia e panico che non le permettono di condurre una vita serena e avere contatti con il mondo esterno. Prigioniera nella propria casa, riesce a guardare negli occhi solo Felix, il fratellino più piccolo. Suo fratello Frank, invece, ha un anno più di lei ed è ossessionato dai videogames e - con grande preoccupazione della madre iperprotettiva e vagamente nevrotica - non si stacca un attimo dal computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Quando Audrey incontra Linus per la prima volta, nasce in lei qualcosa di diverso, e piano piano riesce a trovare il modo di comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa la scintilla che aiuterà non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata.


Come al solito partiamo dal raffronto titolo e copertine.
La scelta di tradurre Finding Audrey con Dov'è finita Audrey è stata buona, perché traducendo poi letteralmente con 'Cercando Audrey' si sarebbe caduti in una sorta di copiacopiarella di 'Cercando Alaska' di John Green.
La copertina originale è fantastica nella sua serietà, nella scelta dei colori e nella rappresentazione di Audrey, tutta occhialoni scuri e mani che si tormentano.
La copertina italiana è oggettivamente più carina ma fuorviante.
Fa apparire il tutto come una cosa dolce e carina e zuccherosa, e la scelta di rappresentare Audrey con un bel tuppo (chignon) mi fa pensare che si sia cercata una corrispondenza con Audrey Hepburn, il suo chignon e i suoi mega occhiali.

Cosa sappiamo di Audrey?
Che porta enormi occhiali scuri, che veste di nero e che i suoi capelli a volte sembrano chiari e a volte scuri (da qui la decisione di rappresentarla sulla nostra copertina praticamente bionda).
Si tormenta sempre le mani, desiderando strappare le cose intorno a lei, come foglietti di carta o addirittura i suoi stessi vestiti.

Di conseguenza nonostante la copertina italiana sia superzuccherosa e carina, e sia fatta apposta che per invogliarti a sfogliare il libro mentre sei in libreria, quella originale è un attimo un attimo più 'pensata'. Ci si è impegnati a farla.

Anche se preferisco la scelta del font italiano piuttosto di quello originale.

Detto ciò, sotto con la recensione.
Audrey ha quattordici anni e da un bel po' di tempo non esce più di casa.
Viene lasciato intendere che il suo crollo emotivo e nervoso sia stato causato da ripetuti atti di bullismo e cyberbullismo (infatti non possiede più un telefono perché ne era diventata dipendente) perpetrati dalle sue ex compagne di scuola.

Vive chiusa in casa, passa metà del suo tempo al buio o al riparo dagli altri indossando grossi occhialoni scuri, 'da diva'.
Il contatto visivo, o la sola idea, le provocano attacchi di panico e crisi emotive.

Il bullismo però non è il vero protagonista della storia, infatti la stessa Audrey che racconta in prima persona cosa le succede, tende sempre a minimizzare o a dire frasi come: 'ovviamente ciò è successo, ma non mi va di parlarne'.
Apertamente non viene mai detto cosa sia stato fatto di preciso, ma risulta facile individuare cosa sia realmente accaduto.

Protagonista del romanzo, credo sia principalmente il rapporto genitori figli, o meglio genitori ansiosi che cercano di educare al meglio i figli.
La madre di Audrey, in seguito a ciò che è accaduto alla figlia, è diventata superansiosa e paranoica, ossessivo compulsiva e maniaca del controllo fino allo stremo, ormai ha il terrore di non riuscire a capire cosa stia succedendo ai figli.
E quindi si beve ogni panzana pubblicata sul Daily Mail, convinta che suo figlio maggiore sia uno zombie dipendente dal computer e dai videogiochi (nota a margine: LO E'.) e che lei debba fare tutto ciò che è in suo potere per scongiurare tale sciagura. (Tipo lanciargli il pc dalla finestra!)

Essere genitori è difficile, e la madre si ritrova una figlia con manie depressive, che vive chiusa in casa come una moderna Boo Radley, un figlio maggiore dipendente dai videogames e un figlio minore di quattro anni che si ostina a mangiare la pizza vestito da tigre.
Ha dovuto abbandonare il lavoro e la sua vita precedente per prendersi cura di Audrey e ciò viene reso noto solo in seguito.
E' la stessa Audrey che seguendo un progetto affidatole dalla sua analista, la dottoressa Sarah, scopre vari aspetti della sua famiglia di cui non era a conoscenza.

La narrazione alterna il punto di vista di Audrey alla trascrizione delle riprese video che fa con la sua telecamera, usata per girare il documentario sulle persone che le stanno intorno.

Se da un lato Audrey ha problemi a rapportarsi con tutti, dall'altro pian piano riesce ad aprirsi con l'unica persona estranea alla sua famiglia.
Linu è l'amico di suo fratello, interessato ai videogiochi e alla misteriosa ragazza dagli occhiali scuri che non guarda mai nessuno negli occhi.

Ora, lo stile della narrazione è semplicissimo.
Scorrevole, veloce e divertente.
Come solo la Kinsella sa fare.
Però c'è qualcosa che non so, non mi torna.
Questo suo primo esperimento YA per me è un NI.
La storia è carina ma niente di più.
E' una piacevolissima lettura da ombrellone, che in più punti mi ha fatta sorridere e divertire, ma credo che alcune cose siano stata tralasciate nonostante fossero importanti.

Il tema del bullismo è trattato in maniera superficiale, come tutta la questione della guarigione e del lungo percorso per venirne fuori.
Trovo sia giusto non aver dato tanta importanza a COSA sia successo ma piuttosto a COSA abbia causato.
E la voglia di prendere a schiaffi i genitori delle bulle mi è salita a mille in alcuni capitoli.
Il finale, purtroppo, è un po' frettoloso e blando.
Le ultime righe sono d'impatto e mi sono piaciute ma nel complesso la storia poteva svilupparsi molto meglio.

Quindi come approccio YA, si merita un TRE stelline a fiducia.
Mi ha divertito e fatto passare qualche ora in totale spensieratezza, senza pensare all'orticaria che mi faceva prudere le chiappe!


E voi l'avete letto?
Cosa ne pensate?
Fatemelo sapere nei commenti.

A risentirci nella prossima recensione.

Con amore,
Svamps.


7 commenti:

  1. Io l'ho trovato molto carino. Credo che la Kinsella abbia passato la prova del "cambio-genere" perchè confrontato con la maggior parte degli YA in circolazione è una spanna superiore a tutti. Si distingue dalla massa affrontando con originalità un tema delicato. Non mi è dispiaciuto il suo approccio all'argomento bullismo, può sembrare superficiale ma io l'ho interpretato come una conseguenza dell'essere catapultati nella storia con il PoV di Audrey. Lei glissa sempre sull'argomento e così noi siamo destinati a farci bastare quel poco che decide di farci sapere. È più focalizzato sulle dinamiche interiori della depressione causata dal bullismo piuttosto che dagli episodi di bullismo stessi. Adoro la Kinsella e anche sta volta mi ha saputo conquistare! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio per questo commento. Anche a me il romanzo è piaciuto, ma se ti devo dire che mi ha fatto lo stesso effetto degli altri suoi romanzi come La Ragazza Fantasma o La Regina della Casa, beh così non è stato.
      Forse l'età di Audrey, forse essendo il primo YA, forse tante cose, l'hanno reso un po' scialbo.
      Mi ha fatto sorridere e ho passato delle ore piacevoli, e appunto ho apprezzato che non abbia detto COSA è successo, ma si sia concentrata di più su tutto ciò che ne è conseguito.
      Alla fine il bullismo è bullismo come lo metti lo metti. Quindi su quello sono d'accordissimo con te! :)

      Elimina
    2. Sì effettivamente paragonato ai suoi romanzi cult non regge il confronto, però nella categoria YA, invece, lo vedo emergere bene, perchè lo stile della Kinsella paragonato a quello delle autrici di questa categoria letteraria non ha proprio eguali nè rivali. Il suo romanzo che preferisco in assoluto rimane comunque "Ti ricordi di me?". Qual è il tuo? :)

      Elimina
    3. Il mio è di sicuro La Ragazza Fantasma! <3

      Elimina
  2. (Basta è ufficiale: è sempre uno spasso leggere le tue recensioni :3)
    Ciao *torniamo a una parvenza di normalità*,
    io l'ho letteralmente divorato in tre giorni e l'ho trovato un libro davvero carino, allegro, ironico e frizzante.
    Ho letteralmente adorato Frank e Linus, ma sinceramente sin dalle prime pagine la madre cominciava a preoccuparmi e la conclusione è una sola: pazza psicopatica ahah.
    Non so tu, ma io ho trovato meravigliosa la metafora (molto concreta in realtà) degli occhiali *-* E dire che io pensavo che i libri della Kinsella fossero scialbi e privi di alcun significato... Come mi sbagliavo! Libri della Kinsella da consigliare?
    Se ti va di leggere cosa ne penso di questo libro ti lascio il link alla mia recensione: Raggywords: Recensione 'Dov'è finita Audrey' .
    Scusa per l'eventuale spam indesiderato,
    _Rainy_

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti consiglio La Ragazza Fantasma e La Regina della Casa ^_^

      Elimina