martedì 2 giugno 2015

The Program - Ovvero un mondo distopico in cui il Grande Fratello incontra Mara Dyer e vuole impedirle di suicidarsi. [Recensione di The Program di Suzanne Young]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Mentre voi starete leggendo questo post, io starò ad abbuffarmi di cibo ad un bellissimo matrimonio, probabilmente jastemmando il caldo, i tacchi e il vestito.
Ma non importa!

Oggi parliamo di un libro che ho letto piena di scetticismo e poca convinzione, ma che alla fin fine mi è piaciuto.
Un libro che abbiamo avuto da poco in Italia grazie alla DeAgostini e di cui spero che tradurranno al più presto il seguito! (Esatto, non è uno standalone purtroppo!)
Sto parlando di...


[Copertina italiana]
[copertina orginale]

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloThe Program
Titolo Originale: The Program (evvivaaa!)
Autore: Suzanne Young
Pagine: 448 (Copertina rigida)

Data di uscita: 28 Aprile 2015 

Editore: De Agostini
Collana: Le Gemme
Prezzo: € 14,90 (ma su Amazon lo trovate a € 12,67)
Sloane sa perfettamente che nessuno deve vederla piangere. La minima debolezza, o il più piccolo scatto di nervi, potrebbero costarle la vita. In un attimo si ritroverebbe internata nel Programma, la cura ideata dal governo per prevenire l'epidemia di suicidi che sta dilagando fra gli adolescenti di tutto il mondo. E una volta dentro, Sloane dovrebbe dire addio ai propri ricordi... Perché è questo che fa il Programma: ti guarisce dalla depressione, resettandoti la memoria. Annullandoti. Così, Sloane ha imparato a seppellire dentro di sé tutte le emozioni. Non vuole farsi notare, non ora che suo fratello è morto e lei è considerata un soggetto a rischio. L'unica persona che la conosce davvero è James, il ragazzo che ama più di se stessa. È stato lui ad aiutarla nei momenti difficili, lui a farle credere che ci fosse ancora speranza. Ma, quando anche James si ammala, Sloane capisce di non poter più sfuggire al Programma. E si prepara a lottare. Per difendere i propri ricordi, a qualunque costo.
Partiamo dal fatto che io ho letto questo libro piena di remore, anche perché fondamentalmente ci troviamo di fronte all'ennesimo distopico che mi ricorda mille altri libri.

Purtroppo però come DEVIL mi faceva notare, non può essere altrimenti.
Ci troviamo in un periodo dell'editoria, della scrittura, della pubblicazione, in cui escono millemila libri ogni mese, libri che per genere più o meno si assomigliano tutti tra loro.

E questo è il momento degli YA e dei distopici, ancora meglio se parliamo di YA distopici!


Nel raffronto copertine devo ammettere che quella originale ha e non ha senso allo stesso tempo.
E' fuorviante, così come la trama che mi era capitato di leggere in giro non ricordo dove.
A differenza di quella che vedete scritta sopra, (che secondo me è un po' troppo spoilerante)

Ma procediamo con la recensione...



[PARTE SPOILER-FREE!!!!]



Allora, come ho già scritto sopra, The Program mi ricordava svariati distopici, primo fra tutti la trilogia di Mara Dyer di Michelle Hodkin, poi un po' di Hunger Games di Suzanne Collins (non chiedetemi il perché), un po' di Kill Bill, Reflections di Kasie West, poi poi poi... (giuro me li ero appuntati si un foglietto che chissà che brutta fine ha fatto!)...

Aniuei (che lo so!, si scrive anyway, ma chi mi segue dai vecchi blog sa che la mia cadenza è aniuei, un po' come 'gnente' e 'nollosò') ero partita con remore e scetticismo.
Stiamo parlando dell'ennesimo pseudo distopico in cui il suicidio è diventato una malattia, una epidemia pazzesca che si diffonde tra gli adolescenti (dai 18 anni in su, stai 'na bomba!), che non riesce ad essere debellato.
E la società cosa fa?

Si inventa il PROGRAMMA!!!
IL PROGRAMMA SA!
IL PROGRAMMA VEDE!
IL PROGRAMMA CONTROLLA!
IL PROGRAMMA PUO' PRENDERTI IN QUALSIASI MOMENTO!
NON PUOI FIDARTI DI NESSUNO!

Ecco, finita la parentesi ansiolitica di pubblicità al programma, passiamo a spiegare di cosa si tratta.
Visto che i ragazzini continuano a suicidarsi manco andasse di moda come l'Ice Bucket Challenge, succede a chiunque di avere qualche amico morto.
Ora tutti noi sappiamo che quando ti muore qualcuno, stai malissimo, piangi, ti abbatti.
Qua NO!
Se ti muore qualcuno, ti conviene comportarti da persona allegra e felice, appiccicarti sulla faccia un sorriso finto, rispondere gentilmente a tutti (l'aggressività è uno dei primi sintomi della depressione - questi qua non m'hanno ancora conosciuta... e meno male direi! sennò finirei internata in pochissimo!) e cercare di sopravvivere fino ai 18 anni.

La verità è che per quanto abbia cercato di leggere questo libro con distacco, mi è piaciuto moltissimo. Quasi quanto Reflections di Kasie West (di cui se vi va potete leggere la recensione qui e del suo seguito, Split Seconds, qui).
La nostra protagonista Sloane (altro nome che, come quello di Addison in Reflections, non riesco a nominare senza pensare a Grey's Anatomy) si ritrova a dover affrontare una serie di lutti, più o meno gravi. Passa i suoi giorni tentando di dissimulare la crescente ansia che le monta dentro e fingendo di non vedere i suoi compagni prelevati ad uno ad uno per essere inseriti nel Programma.
L'unica cosa che le permette di restare a galla è James, il suo ragazzo.
Ma quando anche James impazzisce e viene prelevato, capisce che ormai non c'è più niente da fare.... e si arrende.

Il libro quindi si suddivide in varie parti in un certo senso.
Troviamo Sloane e James uniti contro il Programma, in una lotta alla sopravvivenza in cui io cadrei dopo una settimana.
Troviamo Sloane da sola, dopo che le hanno portato via James, che impazzisce pian piano, fino ad essere denunciata dalla sua stessa madre e portata via da quelli del Programma.
Troviamo Sloane, cambiata, che esce dal Programma e si ritrova ad affrontare una nuova vita.

Il romanzo è permeato per la prima metà di paura, ansia e frustrazione. La frustrazione di non poter mostrare il proprio dolore, di non poter essere libero nella sofferenza, di non poter neanche piangere.
Sfido chiunque a non essersi sentito meglio dopo un bel pianto liberatorio, di quelli però che alla fine hai gli occhi pesti, il moccio che ti cola e magari anche il singhiozzo.
(Giuro, quando piango disperatamente mi viene il singhiozzo e sembro un giocattolo impazzito!)

Eppure il non poter esternare tutto questo, secondo me crea maggiori possibilità di deprimersi e di cadere nel baratro della psicopatia e del tentativo di suicidio.
Quindi il Programma non risolve niente.
Il Programma cosa fa?
Ti prende, ti porta via, ti interna e ti imbottisce di medicinali fino a farti dimenticare tutte le cose brutte della vita. A partire dal ginocchio sbucciato a finire al lutto più recente.
Esci dal Programma completamente rinato e resettato.

The Program è dunque un romanzo che fa riflettere.
Se ne avessimo la possibilità, cancelleremmo i ricordi brutti? Quelli che ci hanno fatto soffrire, quelli che ci dilaniano ogni giorno.
E cancelleremmo il dolore?

Ho sempre pensato che il dolore è la prova che sei vivo, che hai vissuto e che ce la farai.
Il ricordo del dolore ti permette di farti forza, ti dici: 'Ho superato quel dolore, posso superare qualsiasi cosa, posso andare avanti.'
Il dolore ti permette di continuare a vivere in un certo senso.
Per tanto tempo ho pensato che avrei voluto dimenticare.
Frasi, eventi, cattiverie, gente che si è comportata di merda.

Però a pensarci, tutta la sofferenza subita mi ha portata qui.
Ad essere quella che sono oggi.
Purtroppo sono diventata un po' più stronza e cattiva, ma mi ha buttato anche nelle braccia dell'amore della mia vita.
Quindi credo che le cose si bilancino abbastanza bene.

Per quando riguarda la seconda metà del romanzo, senza fare spoiler, è molto più attiva, con più azione, e meno pipponi mentali. Ed è una parte che fa sorridere in alcuni punti. Perché ci sono cose che neanche una memoria cancellata può impedire.

Quindi non è solo un libro sul suicidio, o sull'amore, è un libro sull'affrontare se stessi, sulla decisione di voler sapere o meno cosa ci è successo, sull'affrontare le paure e tentare di superarle. Ma anche un libro sulla fiducia (che non c'è) e che invece si vorrebbe avere.
E' un distopico che rispetto alla trilogia di Mara Dyer, merita, anche se spero che nel secondo volume (si, c'è un secondo volume) vengano spiegate delle cose.



Ma adesso, passiamo alla parte con gli spoiler che scrivere senza dire nulla mi sta riuscendo difficile!!


[ALLERTA SPOILER!!!!]




Allor... LA MADRE DI SLOANE LA DENUNCIA???? OOOOOH!
Ma il fatto che tutti i genitori negli YA siano dei piscioni presi con la botta è un optional o lo danno proprio di serie?
Ce ne fosse uno, di genitore, decente tra tutti gli YA che ho letto fino ad oggi! (Se tralasciamo i genitori fantastici di Auggie in Wonder.)
E la mamma di Mara Dyer la interna, e la mamma di Katniss è inutile, e il papà di Tris sembra un deficiente, e la mamma di Kasie è una maniaca del controllo che reprime la figlia, e la mamma di Amy la abbandona e la lascia in macchina con Roger e poi si incazza se si girano mezza america, e il papà di Cinder non la difende dalla matrigna.

OH MA CHE ANSIA!

Poi dite che uno fa fuori i genitori appena può.
Qua non c'è un genitore sano di mente, sono tutti delle pecore belanti che si lasciano dire cosa è meglio per i loro figli.
Mia mamma mai mi avrebbe denunciato al Programma per farmi internare, oppure mai mi avrebbe lasciata in un ospedale psichiatrico a fare da cavia a degli esperimenti.
MA boh.
Nessuno pensa con la propria testa e sono tutti degli idioti.

James ovviamente, esce dal programma e non si ricorda più un cazzo e quindi Sloane come ogni brava ragazza che si rispetti, si fa venire i riscinzielli, ma cerca di non darlo a vedere.
E invece taaaaac... la madre la denuncia e lei si fa il suo bel mesetto internata nel Programma, dove oltre al'infermiere pervertito di turno, che mi ricorda tantissimo quello di Kill Bill, c'è Realm, ragazzo che apparentemente sta benissimo e che mi ha inquietata per tutto il tempo. Oltre al fatto che mi ricordava paurosamente il ragazzo inquietante e alla fine psicopatico di Reflections di Kasie West, quello che è una specie di cervellone ed è Telecinetico, il pazzo insomma! Il nome mi sfugge. Comunque lui...

Ormai abbiamo talmente una mescafrancesca* (termine napoletano per indicare un bel guazzabuglio confusionario) di YA che io stento a ricordarmi i nomi, le trame, i luoghi. TUTTO!

In conclusione è un libro che consiglio, a cui ho dato tre stelline e mezzo (solo perché sono troppo stronzetta per dargliene quattro piene), nonostante io stia iniziando ad odiare gli YA e tutto ciò che gli gira intorno!

Ovviamente il seguito è già stato scritto, si intitola The Treatment, e sinceramente non so se voglio già affrontarlo in inglese o aspettare e leggerlo in italiano. (Sempre sperando che la De Agostini lo traduca!)
Per oggi è tutto dunque.

E voi? L'avete letto?
Fatemelo sapere.

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!

Con amore,
Svamps.


4 commenti:

  1. Oddio questo libro è sul mio kindle da un anno. Shame on me.
    Penso che forse leggerlo durante la sessione estiva non mi aiuti molto, forse eh. Lo rimando.
    Mi hai messo curiosità oh.

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    1. Io l'ho letto in pochissimo! Ma mi aveva preso un casino. Forse per il secondo aspetterò.

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  2. Svaaaamps che bello, aspettavo il tuo parere su "The Program"!
    Anche a me è piaciuto molto, pur riscontrando i soliti clichè dei distopici e dei romanzi YA in generale.
    Spero davvero che traducano anche il secondo, che pure ho in inglese (che non si sa mai, con le CE italiane XD)
    Un bacione <3

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    1. Lo spero anche io perche momentaneamente ho troppo da leggere senza dovermi scervellare anche con i volumi inglesi XD

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