martedì 23 giugno 2015

Love Letters to the Dead - ovvero: Recensione di Noi siamo grandi come la Vita di Ava Dellaira.

Salve a tutti, svampitelli belli.

La recensione di oggi è un po' difficile da scrivere.
Sono qui da almeno mezz'ora e non so come approcciarla.
Voglio parlarvi di un libro che ha diviso il pubblico dello YA, perché da un lato c'è chi lo ha amato e dall'altro chi lo ha odiato totalmente. 
Sto parlando di...


 
[Copertina italiana ed originale a confronto]


[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloNoi siamo grandi come la Vita
Titolo Originale: Love Letters to the Dead
Autore: Ava Dellaira
Pagine: 320 (Copertina rigida)
Data di uscita: 3 Giugno 2014 
Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora
Prezzo: € 16,90
Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: "Scrivi una lettera a una persona che non c'è più". E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n'è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all'insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.

A spingermi a leggere questo libro, seppur indirettamente, è stata come sempre la mia adorata DEVIL.
[A volte penso che se io e lei fossimo sorelle, io sicuro sarei la sorella minore, magari di un anno o due, che scrocca ogni sua cosa.]
Infatti con le sue foto su IG (trovate il suo profilo qui) e  con la sua recensione ricca di bellissime citazioni che potete sbirciare qui, mi ha fatto venire voglia di leggerlo, nonostante i pareri sparsi per l'internettò fossero molto discordanti.

Innanzitutto partiamo dalle copertine, che EVVIVAEVVIVA sono uguali.
Anzi un applauso alla Sperling per aver mantenuto lo stesso font del titolo, anche per il nome dell'autore.
Cosa che nella copertina originale non è stata fatta e che stona terribilmente, a mio parere.
Bravi bravi!

Poi cosa dire?
Allora, per prima cosa ci troviamo dinanzi ad un romanzo epistolare ed io non è che ci ho proprio un buon rapporto con i romanzi del genere, più brevi sono meglio è perché alla lunga mi stancano. Soprattutto il fatto di non avere una risposta dall'altro lato.

Di epistolare che ho letto e mi balza subito in mente c'è ovviamente I dolori del giovane Werther di Goethe, Lady Susan della Austen, The perks of being a wallflower (Ragazzo da parete) di Stephen Chbosky, mentre quello che ho iniziato ed abbandonato è Che tu sia per me il coltello di Grossman. 
So che questo mi provocherà una serie di buuuh da parte vostra ma gesùmio una noia mortale. Citazioni bellissime a destra e a manca per amor di dio, si. Ma a parte quello dù palle!

Detto ciò, se non siete particolarmente amanti del genere forse questo libro non è propriamente adatto a voi.

Come vi ho anticipato nella trama, tutto inizia quando Laurel inizia le superiori ed uno dei primi compiti assegnatole è: Scrivi una lettera ad una persona morta.

Ci si aspetta che lei scriva ad un presidente, qualcuno di saggio, famoso e importante che ha fatto la storia.
E invece Laurel scrive a Kurt Cobain, che sua sorella May, scomparsa prematuramente qualche tempo prima, amava profondamente.

Tutto il libro è composto da lettere dedicate a persone famose morte giovani, di morte violenta, da Kurt a Janis Joplin, passando per Heath Ledger e Judy Garland, senza dimenticare poeti come Keats, E.E.Cummings, Elizabeth Bishop o la grande aviatrice Amelia Earhart.

In ogni lettera Laurel narra le sue giornate, l'approcciarsi al nuovo anno scolastico, l'esclusione dei suoi parenti dalla sua vita, il suo chiudersi in se stessa, le persone che conosce, come le amiche Natalie ed Hannah e il bello e dannato Sky.
Ogni personaggio a cui dedica la lettera è ben studiato per descrivere e raccontare un particolare avvenimento, che finisce sempre con un ricordo di qualche evento passato che ha coinvolto sua sorella.

Perché in questo libro si parla di un grande amore, un amore così forte e così ossessivo da essere quasi un amore malato.
L'amore e l'ammirazione che Laurel aveva per sua sorella maggiore May la portano a cercare di essere lei in ogni minimo dettaglio o particolare, perché così è come se la tenesse ancora con sé, come se non l'avesse persa.

Quando ho iniziato il libro per le prime trenta pagine avevo un enorme punto interrogativo sulla testa, non riuscivo a capire dove voleva andare a parare, o se era un libro che poteva piacermi.
Mi sembrava che l'escamotage di scrivere lettere a personaggi famosi, fosse solo un espediente per attirare lettori, usando la banalissima forma del diario, messo in forma epistolare.
Inoltre l'approccio di Laurel alle superiori mi ricordava un po' quello di Evan Rachel Wood nel film Thirteen (film visto da adolescente che mi ha inquietata tantissimo), con le ragazze che fanno un po' le zoccole e si divertono a sperimentare fumo e alcool, e baci saffici e stronzate varie.
Ero prontissima a cestinarlo.
(Conversazioni con Devil che fanno da testimone.)

Poi ho continuato a leggere e più andavo avanti più scoprivo pezzi della vita di Laurel che mi sembravano totalmente assurdi.
E più piangevo.
Ho letto questo libro in meno di un giorno e sono stata tutto il tempo col magone, la gola che mi bruciava e gli occhi che mi pungevano per le lacrime che premevano per uscire.
E' stato devastante leggere di quanto Laurel amasse, idolatrasse e invidiasse la sorella.
La amava e la odiava allo stesso tempo, quella sorella maggiore che un tempo era così vicina e che poi con le superiori e la nuova vita si era allontanata.

Quando poi ha deciso di riammetterla nella sua vita è stato tutto un susseguirsi di segreti, sotterfugi, bugie e scappatoie, che avrebbero fatto impallidire le ragazzine del film di Thirteen.

C'è stato un momento del romanzo in cui la maniera con cui veniva descritto il rapporto tra le due sorelle e il padre mi ha ricordato quello tra Lara Jean e sua sorella Margot, del libro di Jenny Han, To all the boys I've loved before (altro libro che ho letto in un giorno e amato tantissimo e di cui potete leggere la recensione qui).

Soprattutto la scelta dell'albero di Natale misero, fatta col padre per rimediare alla mancanza della sorella, mentre nel libro della Han la sorella è al college in Scozia e la madre è scomparsa prematuramente.
Che poi manco a farlo apposta le protagoniste sono Margot&Lara e qui troviamo May&Laurel.
Cioè pure le stesse iniziali!
Coincidenze?
IO NON CREDO!

Aniuei, man mano che si va avanti con la lettura, che in alcuni punti può risultare troppo frivola, o infantile o decisamente inutile, si aggiungono tasselli significativi al puzzle complicato che è (era) May.
Questo personaggio sbandato, misterioso, osannato dalla sorella minore, che il più delle volte non trattava proprio benissimo eh, precisiamolo.

May era convinta che fosse compito suo mantenere unita la famiglia e quando i genitori hanno divorziato, è semplicemente andata alla deriva.
Laurel dal canto suo, desiderosa di essere come lei, o almeno di essere parte del suo mondo, non ha fatto altro che andare alla deriva con la sorella, facendosi trascinare dalla corrente.

Quello che è atroce è come i genitori non si siano accorti di niente, troppo presi da un matrimonio che dopo quindici anni non funzionava più.
E' atroce che Laurel non realizzi mai quanta sofferenza, sentimenti repressi, parole non dette, esperienze traumatiche, ed eventi significativi in maniera negativa, abbia fatto parte della sua vita.

E' scioccante pensare che magari un giorno una nostra futura figlia possa attraversare tutto questo e noi magari siamo troppo ciechi per accorgercene.
E' una delle cose che mi spaventa di più dell'avere un figlio.

Questo libro mi ha fatto apprezzare tantissimo il rapporto aperto che abbiamo in famiglia, dove tutti si fidano di tutti, dove siamo l'uno la spada e lo scudo dell'altro, dove i miei genitori si amano alla follia anche se quando litigano per delle cazzate poco ci manca che si tirino i piatti.

Devo ammettere che non ho mai desiderato avere una sorella, e dopo questo libro non credo che lo desidererò mai! XD

Leggendo le varie lettere ci sia rende conto di come Laurel nell'anno scolastico affronti la propria crescita personale, impari a conoscere se stessa ma anche a capire alcuni aspetti della sorella che prima non le erano chiari.
Si rende conto di cose che prima non riusciva a comprendere, come il fatto che non è tutto oro quello che luccica, e che la vita di sua sorella non era tutta trucco e lustrini e musica da favola.
La ragazza col vestito rosso nascondeva un'anima spezzata che non ha mai mostrato a nessuno, e per questo credo che Laurel la odi un po'.
Non ammette che la sorella possa aver avuto dei difetti e delle debolezze, ma soprattutto che non l'abbia resa partecipe di questa sua imperfezione.
E ciò la pregiudica anche nella sua storia d'amore, che per una volta non è il tema principale del romanzo.
Certo se ne parla, e Laurel scrive ai morti di Sky, come solo un'adolescente alla prima cotta trasformatosi in primo amore può fare.
Ma Sky le fa anche capire che se noi non vogliamo salvarci da soli, nemmeno tutto l'amore del mondo può farlo.

Alla fine credo che sia un libro di maturazione e crescita personale, con un finale un po' frettoloso, perché trovo difficilmente plausibile e verosimile che una ragazzina di quattordici anni abbia il cervello di capire realmente tutto quello che ha passato, nel bene e nel male, e che una volta capito questo sia in grado anche solo lontanamente di affrontarlo.

La morte di una persona cara ci distrugge.
Ci porta via un pezzetto di noi alla volta, fino a che non è rimasto niente.

Ed è proprio da questo che Laurel deve ricominciare.
Basta essere May.
E' ora di essere Laurel.

Beh, ho scritto veramente più di quanto avrei voluto.
Magari avrò fatto qualche spoiler e di questo me ne dispiaccio.
Sicuramente non sarò riuscita a comunicarvi tutto il dispiacere e l'angoscia che mi hanno trasmesso le lettere di Laurel, il desiderio profondo che avevo di rannicchiarmi in un burrito di tristezza e piangere tutte le mie lacrime amare.

Le stesse sensazioni me le ha fatte provare anche The Perks of being a Wallflower di Stephen Chbosky, a cui è dedicato un ringraziamento dell'autrice alla fine del romanzo.
Cosa che ha confermato ancora di più l'idea che ci fosse qualcosa di molto simile.

Voglio chiudere qui senza indugiare oltre.
Non mi resta che invitarvi nuovamente a leggerlo e a farmi sapere cosa ne pensate.
Io in preda alla pazzia ho dato BEN QUATTRO STELLINE E MEZZO!!!!
Sono impazzita si.

E voi?
Lo avete letto?
Fatemi sapere.

Ci risentiamo nella prossima recensione.

P.S. per l'estate la Sperling & Kupfer ha lanciato un'iniziativa carinissima in cui con soli 12 euro vi portate a casa un romanzo tra otto selezionati più la pochette colorata trasparente, perfetta per il mare o il tempo libero.
Trovate tutti i titoli qui ed ovviamente figura anche Noi siamo grandi come la vita.
Adiè.

Con amore,
Svamps.



4 commenti:

  1. Mi è tornata in mente la nostra conversazione (il backstage della recensione XD) e ho apprezzato TANTISSIMO il tuo post.
    Consigliare un libro è sempre un rischio perchè a nessuno farà mai provare ciò che hai provato tu: magari per te è una capolavoro e al tuo interlocutore poco mancava che lo defenestrasse. Detto questo, spero che il prossimo che ti consiglierò non ti ridurrà in lacrime di struggimento perché la Svamps mi piace anche ridanciana o arrabbiata come una biscia XD
    Baci <3

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    1. A me, nel bene e nel male, è piaciuto moltissimo e sono felice che la tua recensione mi abbia poi spinta a leggerlo seriamente. Quindi anche se ho pianto non fa niente XD E poi non ti dimenticare che ero in quel periodo del mese, quindi lacrime a gogo a prescindere ahahahahah <3

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  2. Letto lo scorso in anno e l'ho apprezzato davvero tanto! Anche se non sono una grande fan del rapporto tra Laurel e Sky. Ho trovato anche io il finale difficilmente credibile in prima battuta però, in fondo, credo che una cosa del genere sia in grado di far crescere molto, molto in fretta!
    Non vedo l'ora di leggere qualcos'altro di questa autrice!

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    1. Questo era uno di quei libri che avevo messo in TBR solo per la copertina XD però poi mi è piaciuto davvero, nonostante un inizio burrascoso. Il rapporto tra Laurel e Sky forse è un po' troppo adulto per una quattordicenne ma tenendo conto delle cose che ha fatto Laurel, forse è fin troppo normale! O_O

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