giovedì 14 maggio 2015

Rip - Recensioni in Pillole #20

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Anche oggi, come ieri e l'altroieri, ci ritroviamo con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole.
Vi ricordo infatti che questa è
 la settimana delle Rip - Recensioni in Pillole.
Detto ciò, mettiamoci sotto con la recensione...

Oggi vi parlo di:


Sherlock Holmes - Uno studio in rosso, Arthur Conan Doyle


Anche questa è un'edizione economica della, ormai nota, santissima Newton Compton Editori.
La sto amando sul serio giuro!

Oggi cercheremo di non procedere per punti singoli ma di descrivere brevemente il tutto  in un unico brano fluente. (proviamoci!)


Ho preso questo libriccino in mano, che giaceva da almeno due anni sulla mia libreria e nella mia TBR, dopo aver letto la recensione di Mafalda, che potete leggere sul suo profilo Instagram e precisamente 
qui.
Inoltre er
a il secondo libro del mese di marzo del #gdli100libri, indetto da I Feel Book, di cui vi linko il profilo Instagram qui.

Allors, premetto che ho avuto opinioni molto discordanti mentre leggevo questo libro.
C'era una parte di me che è stata davvero impietosa con la trama, mentre l'altra parte era pappa e ciccia con la psicopatia di Sherlock.

Partiamo dal lato negativo.
La trama.
Credo che al giorno d'oggi essendo abituati a serie tv come CSI. NCIS, Criminal Minds, (e perché no, pure Castle) in cui con la minima gocciolina di sudore ritrovata sulla scena del crimine, i tizi della scientifica sono capaci di dirti non solo cosa hai mangiato la settimana scorsa, ma anche dove stavi un mese fa e se hai qualche malattia, risulta un po' difficile appassionarsi ad una trama relativamente povera come quella di Uno studio in rosso. Ho cercato di immedesimarsi quanto più possibile nel signorotto di fine ottocento che si ritrovava per la prima volta un romanzetto del genere tra le mani fresco di stampa.

La prima parte della trama mi è piaciuta, viene raccontata attraverso il punto di vista di Watson (che con mia grande sorpresa è un allampanato e rinsecchito ragazzetto tornato dalla guerra, e NON un ciccione coi baffoni come viene rappresentato dappertutto - Basil l'Investigatopo compreso!) che narra con stile scorrevole e in alcuni punti sarcasticamente divertente ciò che succede a lui e a Sherlock.
La seconda parte del libro la leggi chiedendoti: 'Machecazz sto leggendo? Chi è l'assassino? Ma e che stamm parlann?'
Si, perché inizierete a pensare di esservi persi qualcosa, ma NON TEMETE! E' solo una lunghissima digressione sul movente dell'assassinio.

Anche perché tipo a un terzo del libro Sherlock afferma di aver già risolto il caso, e già vi ci vedo esclamare: 'Si vabbuò #credici!'
Ed effettivamente è così!

Quindi ammetto che la trama in sé non mi ha attirata per niente.
Scialba, povera di contenuti e in alcuni punti davvero pallosa, ha fatto sì che mi chiedessi per tutto il tempo: 'Come ha fatto a diventare famoso questo qua?'
Anche perché un'altra cosa che mi ha enormemente perplesso è stata la scelta del titolo: Uno studio in rosso.

Di rosso in quella specie di salotto descritta nel libro, c'è solo qualche schizzo di sangue alle pareti e qualche ombra proiettata da una candela; quindi mi è sembrata un po' una cazzata.
Mi scrivi 'Uno studio in rosso', come minimo mi aspetto la scena di un film splatter!

Quello che mi è piaciuto davvero invece è stata la caratterizzazione del personaggio di Sherlock.
Sociopatico e misogino al punto giusto, non ha una mezza idea di come vada il mondo (lui stesso lo ammette) o quali sono le norme basilari per vivere in pace col resto della gente.

Memorabile una delle sue frasi al primo incontro con Watson, per decidere di andare a vivere insieme, dimezzando così le spese della casa: "Vediamo... quali altri difetti ho? A volte sono depresso e non apro bocca per giorni. In quei casi, non deve pensare che sia di cattivo umore. Basta lasciarmi stare e presto mi passa. Sentiamo ora, cos'ha da confessare lei? Tanto vale conoscere i nostri lati peggiori, prima di metterci a vivere insieme."
E pragmatica la risposta di Watson: "M
i danno fastidio i rumori perché ho i nervi scossi, e mi alzo alle ore più impossibili, e sono estremamente pigro. Quando sono in forma, ho vizi di altro genere ma al momento questi sono i principali."

Mi sono talmente rispecchiata in queste descrizioni, che la mia amica Charls ha suggerito di scriverlo su un biglietto e attaccarlo fuori la porta casomai decidessi di andarmene a vivere da sola e di avere delle coinquiline.


"La gente dovrebbe sapere come sei fatta." Ha ribadito.
E come darle tutti i torti?

In conclusione, ho dato tre stelline al romanzo, perché mi è piaciuto lo stile di scrittura e ho amato il personaggio di Sherlock, ma non la trama e la divisione in parti.

Per oggi è tutto svampitelli belli!

A risentirci nella prossima Rip.

Con amore,
Svamps.

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