giovedì 9 aprile 2015

The Diviners - [Recensione non troppo critica del romanzo di Libba Bray]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Oggi parliamo di un libro che mi è abbastanza piaciuto e di cui sono impaziente di leggere il seguito.
(Si purtroppo non sto leggendo neanche uno stand alone!)

Mi riferisco a The Diviners di Libbra Bray, barbaramente tradotto in italiano con La Stella Nera di New York.

Ma cominciamo dal principio...

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]





[Una copertina terribilmente fuorviante e che pare la locandina del Grande Gatsby!]
[Quella originale ovviamente, mi è piaciuta molto di più!]



Titolo: La stella nera di New York
Titolo originale: The Diviners
Autore: Libba Bray
Pagine: 585 (Copertina rigida)
Data di uscita: 11 Ottobre 2012
Editore: Fazi

Collana: Lain
Prezzo: € 14,90 (ma su Amazon € 12,67)

New York City, 1926. I vetri dei grattacieli risplendono dei bagliori di mille feste animate da balli sfrenati a ritmo di charleston e dal tintinnio delle perle sui vestiti luccicanti. L'alcol scorre a fiumi nonostante i divieti e, a giudicare dall'effervescenza di Manhattan, il mondo sembra destinato a un futuro radioso. È qui che in seguito all'ennesima eccentricità viene spedita dai genitori l'irriverente Evie O'Neill, una ragazza dell'Ohio che non aspetta altro che tuffarsi tra le infinite possibilità offerte dalla metropoli. A ospitarla è lo zio Will, un professore, parente dei Fitzgerald, che dirige il Museo Americano del Folklore, delle Superstizioni e dell'Occulto, detto anche Musco del Brivido: un luogo magico dal fascino decadente, che custodisce nelle sue teche e tra i suoi bui corridoi le tracce del retroterra misterioso dell'America. Ma quando lo sfolgorio della città viene oscurato da una serie di delitti a sfondo esoterico, New York precipita in un vortice di paura ed Evie, che da subito assiste lo zio nella consulenza alla polizia, è chiamata a collaborare alle indagini, anche per quel suo dono di vedere il passato delle persone toccando un oggetto a loro appartenuto. Muovendosi tra fumosi jazz club e bassifondi urbani, scintillanti negozi e sale spettrali, la ragazza s'inoltrerà insieme a molti compagni di strada in un gorgo di eventi evocato dal passato, e che nel passato dovrà essere ricacciato, pena il sopravvento di un antico male oscuro.


Allora, partiamo dal fatto che in questo caso ho provato ORRORE per la scelta della copertina e del titolo.
(La protagonista poi è bionda! Quindi non so proprio perché ci sia una maschietta coi capelli neri, forse perché faceva più flapper girl, bah!)

L'ambientazione è da paura, l'America degli anni '20 con le innovazioni, le auto, le feste tipo quelle del Grande Gatsby, con molto folklore alla New Orleans, religione e fanatismo tipici di quegli anni.
Insomma, molto elementi esplosivi.

La cosa che subito viene annunciata nel libro è che Evie ha dei poteri soprannaturali che le permettono di scoprire i segreti delle persone tenendo in mano un loro oggetto.
E per questo piccolo giochetto, i genitori la spediscono a New York dallo zio scapolo.

(Un po' come Willy, il Principe di Bel Air, ve lo ricordate?)

Solo che qui non abbiamo una famiglia ricca, ma uno zio scapolo, professore di occulto, con un museo degli orrori da gestire, accompagnato da un fedele collaboratore con cui Evie si prenderà in antipatia all'istante.

A metà tra un thriller, un giallo, un fantasy e un po' di American Horror Story Coven, questo libro mixa molti elementi che riescono ad incastrarsi tra loro, tranne uno.
Di cui però non posso parlarvi perché è decisamente un grosso spoiler, ma per chi avrà visto il video sui #LibridiMerda di Ileania Zodiaco, in arte Con Amore e Squallore, dedicato ad Obsidian, beh...saprete di cosa parlo.

Aniuei, Eve arriva a New York e manco il tempo di mettere piede in strada che già la derubano (cosa che mi ha ricordato tantissimo il film di Hilary Duff, Nata per vincere XD), arriva dallo zio, fa la conoscenza del suo sparuto collaboratore e poi si rifugia a casa dell'amica storica, innamorata del suddetto sparuto collaboratore dello zio.


Il personaggio di Mabel Rose, detta Mabesie, migliore amica di Evie, mi ha ricordato tantissimo la migliore amica di Lindsay Lohan nel film/musical Quanto è difficile essere teenager, nel ruolo di Ella.
La dolce, timida, dimessa Ella che ubbidisce sempre ai suoi genitori e non sbaglia mai.
Ecco, Mabesie uguale! Pensate che per tutto il tempo mi immaginavo Alison Pill al suo posto, mentre leggevo!

Diciamo che a parte la brutta copertina italiana e il relativo obbrobrioso titolo tradotto, a parte il particolare inquietante/stupido che riguarda uno dei personaggi principali, tutto il resto mi sembra costruito abbastanza bene.

Abbiamo una serie di omicidi a sfondo satanico/fanatico/paranormale e la nostra Evie coi suoi poteri segreti, suo zio Will e il suo assistente Jericho si ritroveranno coinvolti nelle indagini per aiutare la polizia.

Ci sono anche altri personaggi che inizialmente partono come marginali e poi diventano importanti, ma il libro finisce e non finisce, nel senso che fa capire apertamente che c'è un seguito, però finisce la prima avventura.
E un po' come quando leggi il primo di Harry Potter e l'avventura con la pietra filosofale finisce, ma sai che ci sono altri elementi in ballo irrisolti che dovranno per forza essere affrontati in qualche altro volume.

Ecco.
Molti personaggi non hanno una fine, non hanno neanche un vero e proprio sviluppo e l'andamento della narrazione frammentato in capitoli ognuno con un personaggio diverso, rende molto confusionario il tutto.
Infatti questa è una cosa che non mi è piaciuta per niente, anche se mi rendo conto che dia una più ampia visione di tutto quello che sta succedendo.

Altra cosa che non mi è piaciuta è la lunghezza.
The Diviners è un bel mattona di cinquecento e passa pagine, ma non è la mole a scocciarmi, quanto il fatto che la mole è dovuta al solo desiderio di allungare il brodo.
C'è talmente tanto una voglia, una smania di fare libri lunghissimi, che a loro volta fanno parte di trilogia, tetralogie, esalogie, quello che sia, che ovviamente per entrare nel vivo della storia ci vogliono almeno duecento pagine noiosissime di introduzione.
Odio!
Scrivete libri più corti ma con almeno un buon succo, ve prego!!!!

Nel complesso, però, credo sia uno dei libri migliori letti a marzo e che consiglio caldamente per una lettura piacevole.
Quattro stelline e l'impazienza di leggere il seguito.




Per oggi è tutto, ci sentiamo nel prossimo post con una nuova recensione!

Con amore,
Svamps.

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