mercoledì 22 aprile 2015

Raccontami di un giorno perfetto - Ovvero cosa farsene di un fenomeno editoriale che ti fa pensare: Ma solo io non riesco a scrivere nulla?

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.

Oggi parliamo di un libro che sta dividendo le folle, che ha infiammato i paesi d'oltreoceano, entusiasmato l'Italia ed è sbarcato da noi non meno di una ventina di giorni fa!
Un libro di cui è stato enormemente difficile scrivere la recensione.
Un libro che ha creato una scissione tra chi lo odia e chi lo ama...

Sto parlando di...


[Copertina che ogni volta che la vedo
mi fa venire il torcicollo!]

[Una copertina decisamente allegra per un libro
che parla di suicidio ogni due capitoli!]

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloRaccontami di un giorno perfetto
Titolo Originale: All the bright places
Autore: Jennifer Niven
Pagine: 400 (Copertina rigida)
Data di uscita: 31 Marzo 2015
Editore
DeAgostini
Collana: Le Gemme

Prezzo: € 14,90 (ma su Amazon lo trovate a €12,67)


È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.
[Questa è la trama riportata sul libro italiano ma vorrei riportarvi invece della trama in inglese, l'introduzione che gli hanno affibbiato.]

The Fault in Our Stars meets Eleanor and ParkAll the Bright Places is a compelling and beautiful story about a girl who learns to live from a boy who intends to die.

(Traduzione: Colpa delle Stelle incontra Eleanor & Park, Raccontami di un giorno perfetto è una storia bellissima - azzarderei la traduzione 'incantevole' - e molto convincente di una ragazza che impara a vivere grazie a un ragazzo che vuole morire.)
Bene, siete pronti?
Allora procediamo!



[ALLERTA SPOILER!!!!]

Allora, da cosa vogliamo partire?
Dalla copertina?
Dal titolo?
Dal fatto che Colpa delle Stelle + Eleanor & Park = All the bright places? (che d'ora in poi abbrevieremo in ATBP, perché Raccontami di un giorno perfetto mi fa rabbrividire!)

No partiamo dai vari pareri contrastanti.
Chi lo ha decantato.
Chi lo ha denigrato.
Chi ha detto: non mi ha fatto né caldo né freddo.
Ovvio, il mondo è bello perché è vario, però è stato interessante vedere come oltreoceano fossero tutti impazziti per questo romanzo, e la frenesia abbia contagiato gli italiani, ma che molti di quelli che l'hanno letto hanno espresso un enorme WTF?! alla fine della storia.

Partiamo anche dal fatto che proprio perché viene definito come il figlio perduto di Colpa delle Stelle ed Eleanor & Park, non mi verrebbe a prescindere voglia di comprarlo. 
ANZI!!!!!
Mi farebbe fuggire a gambe levate!
Eleanor & Park è angosciantissimo.
Colpa delle Stelle è struggente e devastante.
Perché dovrei voler leggere un libro che è angosciantissimo, struggente e devastante?

Cioè ho già letto Io prima di te, che racchiude queste tre peculiarità tutte insieme, non ho bisogno di altro pathos nella mia vita!

E poi basta con 'ste storie sulla gente che sta male!
Non che abbia qualcosa contro chi sta veramente male, ma trovo che fare dei disturbi alimentari/psicologici/fisici il tema centrale del proprio romanzo sia di cattivo gusto.
E' vero che tutti vogliamo identificarci in qualche personaggio, ma se volevo leggere un libro in cui ogni due capitoli si parla di una tecnica di suicidio, boh... mi rileggevo i Diari di Sylvia Plath! NO?


Inoltre, le copertine, ok adesso parliamo delle copertine.

Dopo aver storto il naso per una settimana buona alla vista della copertina italiana, devo dire che più o meno mi sono abituata a vederla così, anche se ogni volta mi viene il torcicollo per guardarla!
L'unica cosa è che Violet viene descritta come bionda, e la ragazza della copertina è castana, quindi sono quei piccoli dettagli che mi irritano.
Inoltre il titolo: Raccontami di un giorno perfetto, sembra un titolo da romanzetto rosa, e per quanto possa collimare con la trama, per cui Finch è costantemente alla ricerca di un giorno perfetto in cui tutto vada bene, a me proprio non piace.

D'altronde, una copertina originale così allegra per un libro che tratta di suicidio sembra stonare, ma i due elementi principali, la violetta e l'uccellino, rappresentano l'intera essenza del romanzo e li ho apprezzati tantissimo.

Le ultime novanta pagine del libro sono state uno strazio, nel senso di noioso ed ansiogeno, strazianti al punto da chiedermi: "Maronn ma quando finisce?"
L'ho terminato la sera tardi poco prima di andare a dormire e vi giuro che il giorno dopo mi sono svegliata col mal di testa ed una sensazione di malessere all'altezza del petto, e NO, non quel malessere che mi è venuto dopo aver letto Jane Eyre o i Diari di Sylvia Plath, e neanche il magone depressivo post-Colpa delle Stelle (libro e film).
No, era proprio una brutta sensazione viscida, come se ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato.
Tutta la storia del 'salvo te, tanto poi io mi uccido', con tanto di immolazione alla Virginia Woolf, non so... Non mi ha convinto del tutto, anzi.
Da un lato è come se mandasse un messaggio sbagliato, come di imitazioni di grandi menti che hanno messo fine alla loro vita, vedi la Woolf, vedi Cesare Pavese.
Non vorrei che i miei figli lo leggessero.
Colpa delle stelle trattava di un male ineluttabile, ed Eleanor & Park parlava di problemi familiari e della non accettazione.
E nonostante la depressione, e in particolar modo la depressione adolescenziale sia un male sempre più radicato nella nostra società, (un male di cui spesso i genitori sono i primi a non accorgersi di niente) non vorrei che questo libro venisse preso a modello.
Forse questo mi farà sembrare una vecchia mamma bigotta, ma stando anche ad uno scambio di opinioni che ho avuto con Devil, le conclusioni sono più o meno le stesse.

Per citare proprio le sue parole (che hanno dato voce ai miei pensieri  sconclusionati):
"Violet 
è sostanzialmente un'egoista, e non è una figura positiva nella vita di Finch. È una persona che da lui riceve tanto ma a cui non da nulla in cambio. Tant'è che alla fine lui si uccide lo stesso. È anche un modello sbagliato di rapporto, perché lui per lei si sbatte sul serio mentre lei quando lui sparisce sceglie quasi di non pensarci. Insomma, se io amo un ragazzo e questo sparisce con cazzo che una settimana dopo sono col mio ex! Tiro giù le montagne finché non sono sicura che stia bene! Avrei chiesto aiuto ai miei genitori, alla polizia, a chiunque. Lui è spacciato fin dall'inizio, in questo senso: la storia inizia con nessuno a cui freghi davvero di lui e finisce nello stesso modo. Non è un modello positivo, né per il loro rapporto né per il finale. Non vorrei nemmeno io darlo da leggere a mio figlio ragazzino, o magari sì ma in chiave di: 'Ecco, così è come NON ci si comporta'."

Violet quindi, si merita di diritto di entrare nella prossima puntata di  #10 donne dei romanzi a cui darei paccheri a due a due fino a che non diventano dispari! (Di cui potete leggere, se volete le puntate 1, 2 e 3.)

Finch la abbandona e se ne va, e lei invece di preoccuparsi, sta lì ad abbuffarsi di gelato e canzoni tristi come se loro fossero una normale coppia che si è lasciata. E' stato molto frustrante leggere queste stronzate, anche perché se io e te ci conosciamo in cima ad una torre, mentre stiamo per buttarci di sotto entrambi e poi non lo facciamo (alla Non buttiamoci giù di Nick Hornby), comunque io so che c'è qualcosa che non va in nessuno dei due e che non è che siamo una coppia propriamente normale.
Poi tu prendi e sparisci, vai e vieni, che manco un gatto randagio, parli in continuazione di morte e di Virginia Woolf, due domande me le faccio eh...

Starei sempre in allarme, sempre pronta al peggio, non starei lì a deprimermi perché sei sparito, sarei in giro a dichiarare il tuo probabile suicidio!
Quindi ribadisco che il problema della storia è Violet, che ci viene presentata come una vittima della sorte.

(Voglio anche ammettere che forse questo ha rappresentato per me un problema perché ho letto ATBP subito dopo Amy & Roger's Epic detour, di cui vi ho parlato qui, e in cui c'era un incidente stradale, una morte e un forte senso di colpa che impediva alla protagonista di vivere appieno, fino a che un figo non arrivava a salvarla da se stessa!)E poi parliamoci chiaro... la questione del 'grande sonno' non viene mai spiegata per bene, sei tu che devi andare a senso e cercare di capire se lui ha tentato il suicidio o se si è addormentato per davvero per 5 settimane (visto che fa il conto dei giorni da sveglio). Salvo poi comprendere che lui non si è davvero "addormentato", ma che ha avuto un episodio depressivo drammatico che l'ha fatto sprofondare nell'apatia. (GRAZIE DEVIL! -sono una tonta lo avrete capito -)
Ed effettivamente Finch E' malato quindi non capisco perché nel romanzo, l'intera questione sia presa così sottogamba! Secondo Devil è perché il punto di vista è soprattutto quello di Violet che è una testa di cazzo che non lo capisce! Detto papale papale. La cosa di cui non mi capacito è LA MADRE NON SI ACCORGE DI NIENTE? NON SI ACCORGE CHE PER CINQUE SETTIMANE SUO FIGLIO è CHIUSO IN CAMERA?????
La sorella maggiore lo copre e basta? Eddai... è poco credibile..a maggior ragione che anche Decca (la più piccola) mi sembra una squilibrata. E che una bella terapia di famiglia non gliela leva nessuno! Insomma mentre leggevo non riuscivo a capacitarmi di come una malattia come la depressione potesse essere stata rappresentata coma una pazziella, cioè ciao sono Finch, sono figo, vivo chiuso in un armadio e nessuno dice niente. BAH!!

Ovviamente ci sono frasi che mi sono piaciute, che vorrei riportarvi, ma tolte queste, per me non è un romanzo valido. Almeno non tanto quanto è stato pubblicizzato ed osannato. "Il problema è che la gente dimentica che la maggior parte delle volte sono le piccole cose a contare. Sono tutti occupati ad aspettarsi chissà che. Saremmo tutti più felici se ci fermassimo un attimo per ricordare a noi stessi che esistono cose come la Purina Tower, e una vista come questa." "Mi piace scrivere, ma mi piacciono anche altre cose. Forse scrivere è quella che so fare meglio. Forse è quella che mi piace più di tutte. Forse la scrittura mi ha sempre fatta sentire a mio agio. O forse così era un tempo. Forse dovrei dedicarmi a qualcos'altro, non lo so."

"La barca dell'amore si è spezzata contro gli scogli banali della quotidianità. La vita e io siamo pari, inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici." "Il fatto è che ora ho capito: non è importante quello che si prende, ma quello che ci si lascia dietro."

"Ho vissuto ardentemente. E poi sono morto, ma non del tutto. Perché quelli come me non muoiono come chiunque altro." (Ah no?!)

"Mi tengo a galla sotto il sole sfolgorante e questo immenso cielo azzurro che, come tutto il resto mi ricordare Theodore Finch." "Non più radicata, ma d'oro e fluttuante. Dentro di me sento sorgere mille possibilità."
Per il giudizio... Due stelline indispettite proprio (arrotondandole a un due e mezzo magari per qualche bella frase).
E voi? L'avete letto?
Fatemelo sapere.

Nel caso voleste leggere una recensione appassionata del suddetto romanzo, ci pensa Lewis del blog Everpop in questo post.
Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!

Con amore,
Svamps.

5 commenti:

  1. Che ansia questo libro! Mi è venuta l'angoscia solamente leggendo una recensione, pensa a leggerlo! D:
    Fortuna che non l'ho comprato, in questo periodo di leggere storie pesanti come mattonate in testa non ne ho proprio voglia XD

    In ogni caso io penso che oramai abbiano capito quale genere tira di più e stanno puntando tutti su quello, creando libri più o meno simili ( cambierà la malattia, ma la tiritera è più o meno quella).
    Felice di non averlo acquistato!
    Baci :)

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    1. io credo che questo libro sia uno dei più diseducativi degli ultimi tempi! non lo farei mai leggere ai miei figli! bah! E pensare che piace a tutti. Forse sono io che sono troppo vecchia per lo YA, non so davvero!

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  2. Ecco la tua recensione. Quoto ogni singola parola! Non avrei saputo dirlo meglio... di solito non giudico i gusti degli altri... ma sinceramente non capisco come possa fare un libro del genere a piacere >.<

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    1. A me dispiace soprattutto che le giovani menti che si avvicinano allo YA debbano prendere a modello un comportamento come quello di Violet. La trovo una storia insulsa e diseducativa. E non smetterò mai di dirlo. U.U

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    2. Ahahah e come darti torto :P nemmeno io vorrei che i miei figli leggessero una roba del genere, tanto per quotarti D:

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