giovedì 30 aprile 2015

Split Second - Ovvero quando un solo futuro non basta!

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.

Oggi parliamo del seguito di Pivot Point (in italiano Reflections) di cui ho pubblicato la recensione qualche giorno fa e che potete leggere qui.
Sto parlando di...



[Speriamo che questa copertina
verrà mantenuta quando tradurranno il libro

SE lo traduranno]

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

Titolo: Split Second 
Autore: Kasie West
Pagine: 360 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 11 Febbraio 2014 
Editore: Harper Teen

Prezzo: su Amazon lo trovate a € 9,54

Addie has always been able to see the future when faced with a choice, but that doesn't make her present any easier. Her boyfriend used her. Her best friend betrayed her. So when Addie's dad invites her to spend her winter break with him in the Norm world, she jumps at the chance. There she meets the handsome and achingly familiar Trevor. He's a virtual stranger to her, so why does her heart do a funny flip every time she sees him? But after witnessing secrets that were supposed to stay hidden, Trevor quickly seems more suspicious of Addie than interested in her. She wants to change that.Laila, her best friend, has a secret of her own: she can restore Addie's memories . . . once she learns how. But there are powerful people who don't want this to happen. Desperate, Laila tries to manipulate Connor, a brooding bad boy from school--but he seems to be the only boy in the Compound immune to her charms. And the only one who can help her.
Addie è sempre stata capace di vedere il suo futuro se messa di fronte ad una scelta, ma questo non le ha reso il presente più facile. Il suo ragazzo l'ha usata. La sua migliore amica l'ha tradita. Così quando il padre di Addie la invita da lui, nel mondo Normale, per le vacanze invernali, lei accetta subito senza pensarci. Qui incontra l'affascinate e dolorosamente familiare Trevor. E' praticamente un estraneo per lei, ma allora perché il suo cuore fa una capriola ogni volta che lo vede? Però dopo aver scoperto segreti che dovevano rimanere tali, Trevor sembra sempre più sospettoso nei confronti di Addie piuttosto che interessato a lei. E lei vuole cambiarlo. Laila, la sua migliore amica, ha un segreto: può ripristinare la memoria di Addie... una volta imparato come. Ma ci sono persone al potere che non vogliono che ciò accada. Disperata, Laila cerca di manipolare Connor, un ragazzo della sua scuola, introverso e all'apparenza minaccioso, ma pare che lui sia l'unico ragazzo all'interno del Perimetro ad essere immune al suo fascino. E l'unico che può aiutarla.
Ecco, dopo la dovuta traduzione, procediamo con la recensione...


[ALLERTA SPOILER!!!!]



Allora, ci eravamo lasciati nel primo volume con Addie che faceva un'Indagine di sei settimane in cui apprendeva che: alla scelta di vivere con suo padre Laila sarebbe morta ma lei sarebbe stata felice con Trevor e che alla scelta di vivere con la madre avrebbe scoperto che Duke la usava, Laila la tradiva per fare la zoccola con Duke e Bobby il pazzo tentava di ucciderli tutti.

Al momento della scelta, che cade sul futuro con sua mamma per salvare la vita di Laila la fedifraga, Addie, memore di aver promesso a Trevor nell'altra vita che non l'avrebbe mai dimenticato, chiede a Laila di cancellarle la memoria riguardo a quella Indagine ma non prima di aver scritto tutto nero su bianco, e di aver affidato quella lettera a Laila, facendole promettere di restituirgliela esattamente dopo sei settimane.


Ovviamente il secondo libro si apre con la fine delle sei settimane.
La struttura è cambiata perché non è più basata sui due futuri di Addie, ma è scissa in un doppio punto di vista, Laila ed Addie.

Laila ormai dal primo libro l'abbiamo presa tutti a schifo, e la voglia di picchiarla con una spranga è forte quanto Bestia degli X-Men.
In questo secondo volume è reduce appunto dal tradimento della sua migliore amica, e la cosa peggiore è che lei non sa come sono andate le cose, non sa che Addie ha rinunciato ad una bella vita anche se Normale, con un ragazzo figo e fantastico, un padre che non la assilla come sua madre, tutto pur di salvarla.

Se lo sapesse il suo senso di colpa salirebbe over nine thousand! (Cogliere la citazione dragonballiana prego!)

Nel frattempo si carrea* (trascina) in giro la lettera scritta da Addie, perché non sa se vuole dargliela.
Quando finalmente dopo settimane e settimane si decide ad aprirla scopre che Addie ha scritto due righe che la riguardano e cioè che lei può ripristinare la memoria.

Quindi la narrazione di Laila si vota alla ricerca di un modo, programma, esercizio, che le permetta di allenare il suo potere ed arrivare a saper ripristinare i ricordi da lei cancellati.

Mentre la narrazione di Addie si concentra sulla vita da suo padre, con la sua nuova amica Stephanie (si la Stephanie che nel primo libro la odiava e la voleva morta!), sul fatto che Trevor è pressoché uno sconosciuto nonostante le sembri così familiare.

In più si aggiunge che Addie ha sviluppato la capacità di rallentare / fermare il tempo e muoversi in maniera fulminea, e che ha scoperto che la madre di suo padre è fuori dal Perimetro e precisamente in un cimitero Normale.
Inizia quindi a non fidarsi più di suo padre e a diventare sospettosa nei confronti del Perimetro.
Se a questo, ci mettiamo anche che Trevor sospetta che lei abbia i superpoteri beh... stiamo a cavallo!

Insomma, non voglio andare oltre con gli spoiler che già ve ne ho fatti troppi.
Volevo solo dire due o tre cose.


  • Nonostante l'evoluzione del personaggio di Laila sia scontata come i capi in saldo da Zara a luglio, mi è piaciuta. Non poteva rimanere la stronza fedifraga per sempre, doveva pur riscattarsi. (Io comunque non l'avrei mai perdonata!) E poi finalmente incontra qualcuno immune al suo fascino e con cui dovrà fare i conti senza alcuna maschera, quindi evviva!
  • Connor... io amo il personaggio di Connor. Prima di realizzare che fosse effettivamente un figo da paura, l'avevo inquadrato come una specie di sfigatello rinsecchito e dinoccolato, ed effettivamente E' descritto come uno sfigatello rinsecchito e dinoccolato, ma ha i capelli rossi e la moto, quindi acquista punti figaggine. Non dice mai quello che ti aspetteresti e perciò mi piace. Mi ricorda tanto un personaggio di un manga. Ce lo vedrei benissimo!
  • TREVOR! Ragazzi Trevor io lo amo! Nonostante sia descritto come un tipo tutto muscoli, è una specie di nerd pazzo per i fumetti (cosa che cara Kasie non succederà mai  nella vita, mai nell'UNIVERSO!) e con una tenerezza pari a quella di un labrador! E mi piace molto l'evoluzione del suo rapporto con Addie. La cosa bella è che entrambi non sanno di aver già vissuto una vita insieme, e tu credi che qualche segno dell'universo glielo farà capire... beh no! Scordatevelo. E questa cosa è molto valida.
  • Se nel primo Duke ci stava sulle palle, adesso abbiamo solo voglia di pestarlo fino a vederlo steso a terra mentre affoga in una enorme pozza del suo stesso sangue. La sua inutilità qui raggiunge livelli STRA-TO-SFE-RI-CI!!!
  • Addie ha imparato a farsi valere, a far valere le proprie scelte, a lottare per chi ama, a sopportare e pazientare, ha fatto errori di valutazione ed ha saputo scusarsi, ha saputo soprattutto perdonare, ed è veramente uno dei pochi personaggi femminili degli YA con una bella evoluzione, con una maturazione ed una crescita ben visibili.
Ancora una volta la West è maestra nell'orchestrare la trama e i personaggi, ci sono stati colpi di scena ed alcuni non sono neanche riuscita a prevederli!
E poi finalmente una duologia!
Due libri scritti bene, con una fine.

Apprezzo tantissimo questa cosa, quindi QUATTRO STELLINE meritatissime!!!
Ve lo consiglio caldamente perché se vi è piaciuto Pivot  Point starete già sicuramente leggendo Split Second!


Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!

Con amore,
Svamps.

mercoledì 29 aprile 2015

BookMooch - Ovvero la nuova frontiera del liberarsi dei libri di merda! - Domande, curiosità, informazioni e tanto altro!

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Chi di voi mi segue su IG, sa che ultimamente vado alla posta come non ho mai fatto in 27 anni di vita.

Cosa ci sarà di così attraente nella posta da costringere laSvamps a lavarsi/vestirsi/truccarsi/pettinarsi e farsi un bel po' di strada a piedi?

Lo so, ve lo starete chiedendo. (Soprattutto data la mia rinomata laziness.)

Ebbene, sono approdata anche io, dopo mille remore, ansie e paranoie, a BookMooch, che come dice lo slogan del sito è: "Una comunità per lo scambio di libri usati."
(Awwwwwwwwwwww.)


BookMooch, di cui vi linko il sito ufficiale qui, è un sito in cui ci si scambiano libri gratuitamente (se escludiamo le sole spese di spedizione).

Ora parliamoci chiaro, chi di noi non si ritrova sullo scaffala almeno un librodimmè?
Non dico tanti, non dico troppi, ma UNO!

Vi sfido a non trovarne nemmeno uno nelle vostre librerie.

E' ovvio che per librodimmé si possono intendere varie cose, tipo roba che ci hanno regalato e non abbiamo neanche letto; roba che abbiamo comprato, letto una volta e detto 'uh marò bleah!'; roba che ci hanno lasciato zii e parenti in eredità ma proprio ewww.
Allora non abbiate vergogna!
Non tentate di fare i fighi che leggono solo libri impegnati perché tanto non vi crede nessuno gnegne!
Sento già i gemiti dei vostri Tre metri sopra il c(i)e(lo)sso e i gemiti dei miei Quattro amiche e un paio di jeans!


Allora che si fa?
Ci si iscrive (gratutitamente) a BookMooch, si crea il proprio profilo e mediante Titolo/Autore/numero IBSN si inizia a caricare i libri di cui ci si vuole disfare.

Così facendo per ogni libro caricato si otterrà 1/10 di punto.
Si creerà in questo modo il nostro inventario che i vari utenti di BookMooch potranno consultare ed eventualmente scegliere un libro da richiedere.

Quando ci chiederanno un libro, otterremo un punto.
Quando saremo noi a chiedere un libro, cederemo un punto.
Per iniziare a richiedere, bisogna caricare almeno 10 libri, ricordate.

(In caso di richieste da e per l'estero, ci verranno sottratti o donati ben 3 punti!)
Questo sistema a punti permette di poter chiedere libri solo se li doniamo, così non si creano circoli in cui c'è solo chi chiede e non da nulla in cambio.
La cosa positiva di BookMooch è che se io chiedo un libro a qualcuno, questo qualcuno non è costretto a chiedere a sua volta qualche libro dal mio inventario.
Possiamo chiedere a chi ci pare insomma!
Dopo aver accettato un Mooch poi non ci resta altro che spedire il libro mediante un Piego di Libri la cui tariffa è di € 1,28.


Cosa c'è di meglio del disfarsi di libri che avremmo preferito non comprare???
Per ulteriori informazioni (perché fidatevi, ci sono altre mille cavilli che capirete poi mano mano) vi linko il video di Sara Emotionally.
Lo so che è un po' lunghetto, ma vi assicuro che rispetto a tutti gli altri video, è stato l'unico che mi ha chiarito moltissime cose.




(qui la sua pagina FbIGTwitter)



Per oggi è tutto cari svampitelli.
Ci sentiamo nel prossimo post.


Con amore,
Svamps.

martedì 28 aprile 2015

Pivot Point - Ovvero quando tutti insistono a chiamarti Chiaroveggente [Recensione di Reflections di Kasie West]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.

Oggi parliamo di un libro uscito da pochissimo in Italia ma che avevo già avuto modo di notare in giro per Instagram, sui profili delle bookblogger straniere.
Sto parlando di...



[Finalmente abbiamo un riscontro anche nelle copertine!
EVVIVA!]

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloReflections (che in un certo qual senso ci sta dai!)
Titolo Originale: Pivot Point
Autore: Kasie West
Pagine: 400 (Copertina rigida)
Data di uscita: 14 Aprile 2015 
EditoreDe Agostini
Collana: Le Gemme

Prezzo: € 14,90 (ma su Amazon lo trovate a €12,67)

Addie ha l'incredibile potere di vedere il futuro: ogni volta che si trova ad affrontare una scelta, può percepire esattamente quello che accadrà. Così, quando i suoi genitori divorziano, Addie prova a indagare il futuro, indecisa se scegliere di restare con la madre e con il ragazzo più popolare della scuola, oppure seguire il padre in un'altra città e conoscere così il nuovo amore della sua vita...
Come appunto ho già accennato sopra, avevo visto questo libro ovunque!
Tutti su Instagram ce l'avevano, e il titolo mi intrigava assai.
La sua lettura ha rappresentato per me un'alternarsi di emozioni contrastanti.
Ma procediamo con la recensione...


[ALLERTA SPOILER!!!!]



Allora, dopo aver finito di leggere All the bright places / Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven, (di cui vi lascio il link alla recensione qui), ero in una specie di stato catatonico/rabbioso e non sapevo cosa iniziare a leggere.
Da un lato c'era la trilogia di Jenny Han, la #SummerTrilogy per intenderci, che era stata portata alla mia attenzione da Ronnie di On the Read, da un lato il terzo volume della Stiefvater, Blue Lily Lily Blue - che abbrevieremo in BLLB, di cui so che state aspettando con ansia la mia recensione dissacratoria, ma con DEVIL avevamo deciso di iniziare a leggere insieme Half Bad di Sally Green, dopo che era stato caldamente raccomandato da Marco Locatelli (si, il traduttore del ciclo Raven Boys) sulla sua pagina Galassia Cartacea.

Alla fine DEVIL era impegnata in altre due letture, la trilogia di Jenny poteva aspettare e ho aperto BLLB...
Tempo tre pagine e al solo nominare 'Adam Parrish' (personaggio che ho iniziato ad odiare man mano), mi sono detta: "No vabbé non lo posso mai leggere adesso."

Così ho deciso di aver bisogno di qualcosa di frivolo per uscire dal tunnel catatonico di cui sopra.
E la scelta è ricaduta su Pivot Point.

Quello che voglio anticipare è che, reduce da una lettura deludentissima, ero partita con tutte le remore possibili ed immaginabili.
La stessa Devil può testimoniare, per tutte le volte che nell'arco della lettura l'ho contattata per lamentarmi di qualche cliché, di qualche scena già letta uguale uguale in qualche altro romanzo, o per l'assurda vomitevolezza di determinati gesti fatti dai protagonisti.


Alla fine mi sono dovuta ricredere e gli ho dato addirittura QUATTRO STELLINE!
Voi direte: Ma Svamps, sarai mica scema?
No, non mi sono tirata scema all'improvviso... è che, se togliamo alcune scene (sceme) pietose, tiriamo via la patina di cliché ad alcuni personaggi, e ci concentriamo sulla parte borderline della trama, ne viene fuori una specie di Paranormal Fantasy (ma esisterà questa definizione?) molto carino.


Ma ripartiamo dall'inizio.
Allora, Addison 'Addie' Coleman (che ogni volta che la chiamavano col nome per intero pensavo alla Dottoressa Addison Montgomery di Grey's Anatomy!) vive in una comunità di persone con poteri speciali, detta il Perimetro.

In questo Perimetro (che è un po' il nome della cittadina in un certo senso) ci vivono solo persone dotate di poteri, che fanno del loro meglio per restare nascosti al mondo Normale (sia mai venissero scoperti!).

Insomma, quindi immaginate una bella cittadina perfetta, con tutti i colori giusti, le macchine giuste, le case giuste, lo steccato, (una moderna Stepford per coloro che hanno visto La Donna Perfetta con Nicole Kidman, remake de La Fabbrica delle Mogli)....
...Popolata da X-Men!!!!

Il sogno di Charles Xavier, conosciuto ai più come Professor X... a reghà quello pelato sulla sedia a rotelle!

Ok, e fin qui ci siamo.
Ci sono Telepatici, Telecinetici, Persuasivi, Perspicaci (che sarebbero coloro che individuano le bugie - sai che sfiga averli come genitori!) e Divergenti (erroneamente definiti Chiaroveggenti).

E qui arriviamo alla prima cosa che mi ha irritato da morire.
Per me 'Divergente' ormai appartiene ad un'altra categoria di personaggi, ad un altro romanzo ed un altro genere.
Quindi leggere la parola Divergente in bocca ad un altro personaggio mi ha fatto saltare le cervella... (E come ti agiti Svamps! - vi sento esclamare lì in fondo!)

Aniuei, dicevamo, cittadina di mutanti con poteri speciali che si nascondo dal mondo Normale.
Addison ha il dono della Divergenza, in quanto non può vedere il futuro di tutto, ma solo il suo e solo se messa di fronte a delle scelte.
Insomma se qualcuno le chiede: "Oh che c'è nel tuo futuro?" lei non può rispondere, perché non lo sa.

Deve avere la possibilità di scegliere e può vedere, tramite delle Indagini, a cosa porteranno le varie opzioni di scelta, e poi ovviamente sceglierne uno.
L'ANSIA!
Immaginatevi...

Ed è proprio quello che è costretta a fare quando i suoi genitori la mettono di fronte al fatto compiuto.

"Ciccina bella, io e papà divorziamo..."

ZANZAN!

Addison, aiutata dalla fedele amica Laila, col potere di cancellare la memoria, decide di fare due Indagini, per un lasso di tempo di sei settimane, per vedere con chi sarebbe meglio andare a vivere.

E tutto il romanzo è incentrato su questa struttura alla Sliding Doors, con le due vite parallele che scorrono l'una indipendente dall'altra, ma a loro volta legate.

Quello di cui mi lamentavo continuamente durante la lettura era la vomitevolezza di alcune scene da panico, roba che manco 3MSC quando avevo 14 anni!

Quello che ho trovato drammaticamente patetico è stato:

  • il cliché della protagonista che si crede un cesso a pedali ma che in realtà è una figa, visti i tanti complimenti che riceve;
  • il cliché della protagonista che oltre a credersi cessa, ogni tanto piglia a cade abbagliata dalla troppa bellezza del belloccio di turno;
  • il cliché del bello (e poco dannato ma decisamente impossibile) che tutte vogliono, che tutte può averle e ovviamente... SCEGLIE LEI! Quella che meno se lo piscia di tutta la scuola! [me pare normale!];
  • il cliché del suddetto bello e poco dannato ma decisamente impossibile, che visto lo scarso interesse da parte della suddetta protagonista, decide di tampinarla con metodi talmente infantili che manco Eric in Rossana (leggasi tirarle il pallone costantemente in faccia!) (e leggasi anche, disinteresse da parte della protagonista che dura un paio di capitoli e basta!);
  • il cliché del belloccio (un altro) che sembra idiota, fa l'idiota, probabilmente è idiota, ed è ovviamente un disacculturato di prima categoria ('Ewwww leggi quei mattoni classici? Ma non ti annoiano?') [DISONORE SU DI TE E DISONORE SULLA TUA MUCCA!] eppure lavora in biblioteca come punizione (?);
  • il cliché di lei che ovviamente è un TOPO DI BIBLIOTECA!, e che nonostante viva in un mondo talmente tecnologico che se in casa pronunci 'Pipì' ti compare una tazza dal pavimento per farti mingere, continua a leggere... vecchi libri di carta impolverati! [si... #CREDICI!];
  • il cliché del bello e poco dannato ma decisamente impossibile, che 'per conquistare la protagonista', fa cose melense e le dice robe tipo: "Tu sei speciale, non ti spezzerò il cuore, con te è diverso." [ALLARME ROSSO ALLARME ROSSO, QUESTO MO TI SCARICA! ALLARME ROSSO! *rumore di sirene in sottofondo*];
  • il cliché del bello e poco dannato ma decisamente impossibile, che 'per conquistare la protagonista si fa coinvolgere in un pomeriggio tra ragazze per tingere di blu i capelli alla protagonista... [#CREDICIUNPO'DIPIU'... Pffff non ci credo manco se lo vedo coi miei occhi!];
  • il cliché del 'siamo migliori amici' e dopo due minuti... tre metri di lingua in bocca, YE!


No vabbé tralasciando questi cliché che mi sono saltati all'occhio causa letture precedenti estremamente deludenti (e rima non voluta!), il lato paranormalfantasy della storia mi è piaciuto molto.
[AH! E tra l'altro per la prima volta, in questo romanzo troviamo una protagonista che è consapevole del proprio respiro affannoso, senza le solite crisi da 'rilasciai un respiro che non mi ero accorta di aver trattenuto blabla'.]
Kasie West è riuscita a costruire un trama in cui all'inizio ti sembra di non capire niente, perché ci sono tante piccole cose dette che sembrano non avere nessun senso, e quindi ti chiedi perché mai sia specificato che Tizio fa così e Caio fa colà. Ma poi i pezzi vanno man mano al loro posto ed esclami: "Maronn che intrigo!"

E leggere il romanzo è come costruire pian piano un puzzle 3d, aggiungendo un tassello alla volta, è come vedere le due facce della stessa medaglia.

Da un lato tutte ci siamo sentite come Addison, un adolescente alle prime armi, che si prende una cotta e non sa come gestirla, dall'altro lato l'adulta che è in noi vorrebbe urlarle in testa di non correre appresso ai deficienti!
Che spesso è difficile distinguere quello che si deve fare e quello che non si deve fare, separare le cose da dire ai genitori dalle bugie che gli si deve raccontare... (Dio solo sa quanto troppo tardi ho capito questa cosa da adolescente!)

Di certo insegna che in situazioni ambigue e/o di pericolo bisogna sempre avvisare un adulto, meglio se il proprio genitore, e che il male a volte è proprio dietro l'angolo, e che a volte le prime impressioni non sbagliano.

Tranquilli!, adesso non mi metterò a dire che 'Non ci sono più le mezze stagioni' e che 'Si stava meglio quando si stava peggio' (anche se è vero).
Volevo solo esprimere una profonda approvazione per questo romanzo.

Quindi ben QUATTRO STELLINE!
E sotto col secondo volume adesso! (Disponibile solo in lingua purtroppo... Ma voi vi state cimentando nella lettura in inglese... vero?)

[Nel frattempo vi lascio anche la recensione di Devil che potete leggere qui!]

E voi? L'avete letto?
Fatemelo sapere.

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!

Con amore,
Svamps.

lunedì 27 aprile 2015

A COLPI DI TAG: Malattie letterarie

Buongiorno e bentrovati svampitelli belli!
Come ogni tot di giorni, sono qui a proporvi uno di quei post un po' scemotti ma che mi piacciono tanto!

Vi propongo un tag letterario dedicato.... udite udite... alle malattie letterarie!!!Da brava ipocondriaca quale sono, non potevo NON farlo!
Ho trovato il tag sul blog Books and Lipstick  e ho deciso di farlo!
malattie letterarie
(lascio l'immagine del post originale
perché è carinissima!)

Il tag consiste nell'accoppiare alle varie malattie un corrispettivo libresco, seguendo i suggerimenti dati. 
Diabete: un libro TROPPO dolce

Innamorarsi a Notting Hill, Ali McNamara
Varicella: un libro che hai letto una volta e non rileggeresti mai più

Raccontami di un giorno perfetto, Jennifer Niven
Influenza: un libro che si diffonde come un virus

We were liars, Emily Lockhart
Malattia ricorrente: un libro che rileggi spesso

Tutti gli Harry Potter, J.K. Rowling - Jane Eyre, Charlotte Brontë
Influenza: un libro che ti ha tenuto sveglio la notte

La trilogia Divergent - Insurgent - Allegiant, Veronica Roth
Amnesia: un libro che hai letto e di cui hai dimenticato quasi tutto

Che fine ha fatto Mr. Y?, Scarlett Thomas
Asma: un libro che ti ha tolto il fiato

Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf
Malnutrizione: un libro povero di contenuti

La saga del Diario del Vampiro, Lisa Jane smith
Mal di mare: un libro che ti ha portato in un altro mondo

La saga di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, Eroi dell'Olimpo, Rick Riordan

Arrivati a questo punto immagino che dovrei estendere il tag ma lo sapete che lo odio, quindi mi riservo di lasciare che Elisa, Katy, Simona e Lotu Heart lo facciano.

A risentirci nel prossimo post!


Con amore,
Svamps.

#10 motivi per cui non potrei mai essere una youtuber/booktuber/vlogger/quellochesiafosse!

Buongiorno e bentrovati svampitelli belli!
Come vi va la vita?
A me isoc isoc ma si tira avanti.
Recentemente mi è capitato di riflettere sulla questione del rapporto tra case editrici e bloggher (si lo scrivo con l'acca, ma lo so che in realtà non ci vuole!).

Tutti voi sapete quaaaanto mi piacerebbe iniziare qualche collaborazione con le CE, e ricevere a casa tanti bei libri da leggere e recensire; ed è emerso, sia da conversazioni con amiche che da testimonianze fesbucchiane, che fondamentalmente sei non hai un canale youtube non sei nessuno e nessuno ti piscerà mai.

Addirittura dalla regia mi dicono che: "La via del blog ad oggi è più ardua nell'arrivare alla popolarità. Youtube è un mezzo mooolto più veloce, soprattutto se appunto associato ad un blog! (piccolo offtopic: figurati che io pur avendo delle pubblicazioni effettive non posso chiedere l'accredito nelle fiere del fumetto, e invece il primo youtuber che recensisce fumetti entra gratis. That's Italy!)"

Beh, Italy o no è uno schifo! XD

No ok, non voglio dire cose stupide (già ne dico fin troppe), quindi ho stilato una lista di:



#10 motivi per cui non potrei mai essere
una youtuber/booktuber/vlogger/quellochesiafosse
!


  1. Mi si sente la cadenza napoletana, soprattutto quando parlo velocemente.
  2. Non ho il tempo materiale per chiudermi in camera a fare un video.
  3. Non ho la privacy che serve per chiudermi in qualche punto della casa a fare un video.
  4. Non ho la giusta luce/ il giusto sfondo / il giusto posto dove poter girare i video.
  5. Non so editare i video.
  6. Finirei per sparlare a vanvera per mezz'ora e del libro per cinque minuti.
  7. Non sono fotovideogenica.
  8. Non ho una buona proprietà di linguaggio nella mia lingua madre figuriamoci in inglese!
  9. Mi rompo le palle di stare a sentire le recensioni degli altri su YT come non potrei rompermi le palle a farla una video recensione?
  10. Last BUT NOT least... io ODIO i canali youtube! 

E voi?
Avete un canale?
Vi occupate di questo tipo di cose?
I brand vi mandano la roba gratis?
Siete dei fighi?

Ecco forse non voglio saperlo! XD

Perciò a risentirci lunedì/schifedì prossimo con la rubrica de #le10cose!

Con amore,
Svamps.

sabato 25 aprile 2015

Will you do the fandango?

[immagine presa da internet]

[sottofondo musicale]
voglia di vivere che mi abbandona brutalmente, e tutto quello che ho voglia di fare è mettere la testa sotto il piumone e non uscirne più fino a che non avrò i capelli lunghissimi, da sirenetta, che mi copriranno tutta come un vestito morbido e protettivo, fino a che tu non mi amerai da morire, fino a che io non comincerò ad amarmi da morire, fino a che non imparerò a respirare senza piangere.

[l'influenza fa questo effetto... si]

venerdì 24 aprile 2015

Rip - Recensioni in Pillole #16

Eccoci qua di nuovo, di venerdì con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto.
[Si l'intro è sempre la stessa!]

Oggi vi parlo di:


- La Signora Dalloway in Bond Street e altri racconti, Virginia Woolf




Della Woolf avevo letto solo Una stanza tutta per sé, che mi era piaciuto da morire e di cui potete leggere un Rip risalente all'anno scorso qui.

Ovviamente avendo studiato la Woolf al liceo, ero perfettamente consapevole del suo stile narrativo, col particolare del flusso di coscienza e ricco di contraddizioni, ma tralasciando il precedente saggio non avevo mai letto nulla di suo.
E sempre ringraziando la santissima Newton Compton Editore, che con la sua collana Live DELUXE permette a tutti di rimediare alle lacune letterarie, ho potuto acquistare questo libriccino per € 1,90 e leggere questa raccolta di racconti.





Ma procediamo per punti:


  • Abbiamo tutta una serie di racconti che sembrano non legarsi l'uno all'altro, salvo poi scoprire alla fine che molti riguardano il futuro romanzo La Signora Dalloway (che non ho ancora letto, ma che devo leggere per la mia reading challenge di inizio anno!).
  • I racconti sono descritti con dovizia di particolari e per essermi distratta un paio di volte ho dovuto rileggere tutto daccapo, in quanto rappresentando fortemente il flusso di coscienza, se perdi una virgola non capisci niente più.
  • Ovviamente determinati racconti mi sono piaciuti più di altri, ce ne sono alcuni che mi sono proprio dovuta sforzare per seguire la narrazione.
  • Altri li ho trovati talmente lenti ed introspettivi da non riuscire a capirne il senso né dove volessero andare a parare.
  • Il primo racconto è delicatissimo, ma molto lento e mi ha fatto pensare ad un video in colori pastello in stop-motion o al rallentatore. Insomma molto evocativo.
  • Ogni spunto è buono per far partire una riflessione insomma, e dare modo al lettore di entrare nella testa del personaggio.

Insomma questo libriccino mi è piaciuto molto e si è meritato 4 stelline, ora non mi resta che leggere tutto il romanzo e vedere se la mia alta opinione della Woolf è smentita o confermata, ma credo che resterà alta!

A risentirci nella prossima Rip.

Con amore,
Svamps.

mercoledì 22 aprile 2015

Raccontami di un giorno perfetto - Ovvero cosa farsene di un fenomeno editoriale che ti fa pensare: Ma solo io non riesco a scrivere nulla?

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.

Oggi parliamo di un libro che sta dividendo le folle, che ha infiammato i paesi d'oltreoceano, entusiasmato l'Italia ed è sbarcato da noi non meno di una ventina di giorni fa!
Un libro di cui è stato enormemente difficile scrivere la recensione.
Un libro che ha creato una scissione tra chi lo odia e chi lo ama...

Sto parlando di...


[Copertina che ogni volta che la vedo
mi fa venire il torcicollo!]

[Una copertina decisamente allegra per un libro
che parla di suicidio ogni due capitoli!]

[E STATE ATTENTI AGLI EVENTUALI INVOLONTARI SPOILER!!!!!]

TitoloRaccontami di un giorno perfetto
Titolo Originale: All the bright places
Autore: Jennifer Niven
Pagine: 400 (Copertina rigida)
Data di uscita: 31 Marzo 2015
Editore
DeAgostini
Collana: Le Gemme

Prezzo: € 14,90 (ma su Amazon lo trovate a €12,67)


È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.
[Questa è la trama riportata sul libro italiano ma vorrei riportarvi invece della trama in inglese, l'introduzione che gli hanno affibbiato.]

The Fault in Our Stars meets Eleanor and ParkAll the Bright Places is a compelling and beautiful story about a girl who learns to live from a boy who intends to die.

(Traduzione: Colpa delle Stelle incontra Eleanor & Park, Raccontami di un giorno perfetto è una storia bellissima - azzarderei la traduzione 'incantevole' - e molto convincente di una ragazza che impara a vivere grazie a un ragazzo che vuole morire.)
Bene, siete pronti?
Allora procediamo!



[ALLERTA SPOILER!!!!]

Allora, da cosa vogliamo partire?
Dalla copertina?
Dal titolo?
Dal fatto che Colpa delle Stelle + Eleanor & Park = All the bright places? (che d'ora in poi abbrevieremo in ATBP, perché Raccontami di un giorno perfetto mi fa rabbrividire!)

No partiamo dai vari pareri contrastanti.
Chi lo ha decantato.
Chi lo ha denigrato.
Chi ha detto: non mi ha fatto né caldo né freddo.
Ovvio, il mondo è bello perché è vario, però è stato interessante vedere come oltreoceano fossero tutti impazziti per questo romanzo, e la frenesia abbia contagiato gli italiani, ma che molti di quelli che l'hanno letto hanno espresso un enorme WTF?! alla fine della storia.

Partiamo anche dal fatto che proprio perché viene definito come il figlio perduto di Colpa delle Stelle ed Eleanor & Park, non mi verrebbe a prescindere voglia di comprarlo. 
ANZI!!!!!
Mi farebbe fuggire a gambe levate!
Eleanor & Park è angosciantissimo.
Colpa delle Stelle è struggente e devastante.
Perché dovrei voler leggere un libro che è angosciantissimo, struggente e devastante?

Cioè ho già letto Io prima di te, che racchiude queste tre peculiarità tutte insieme, non ho bisogno di altro pathos nella mia vita!

E poi basta con 'ste storie sulla gente che sta male!
Non che abbia qualcosa contro chi sta veramente male, ma trovo che fare dei disturbi alimentari/psicologici/fisici il tema centrale del proprio romanzo sia di cattivo gusto.
E' vero che tutti vogliamo identificarci in qualche personaggio, ma se volevo leggere un libro in cui ogni due capitoli si parla di una tecnica di suicidio, boh... mi rileggevo i Diari di Sylvia Plath! NO?


Inoltre, le copertine, ok adesso parliamo delle copertine.

Dopo aver storto il naso per una settimana buona alla vista della copertina italiana, devo dire che più o meno mi sono abituata a vederla così, anche se ogni volta mi viene il torcicollo per guardarla!
L'unica cosa è che Violet viene descritta come bionda, e la ragazza della copertina è castana, quindi sono quei piccoli dettagli che mi irritano.
Inoltre il titolo: Raccontami di un giorno perfetto, sembra un titolo da romanzetto rosa, e per quanto possa collimare con la trama, per cui Finch è costantemente alla ricerca di un giorno perfetto in cui tutto vada bene, a me proprio non piace.

D'altronde, una copertina originale così allegra per un libro che tratta di suicidio sembra stonare, ma i due elementi principali, la violetta e l'uccellino, rappresentano l'intera essenza del romanzo e li ho apprezzati tantissimo.

Le ultime novanta pagine del libro sono state uno strazio, nel senso di noioso ed ansiogeno, strazianti al punto da chiedermi: "Maronn ma quando finisce?"
L'ho terminato la sera tardi poco prima di andare a dormire e vi giuro che il giorno dopo mi sono svegliata col mal di testa ed una sensazione di malessere all'altezza del petto, e NO, non quel malessere che mi è venuto dopo aver letto Jane Eyre o i Diari di Sylvia Plath, e neanche il magone depressivo post-Colpa delle Stelle (libro e film).
No, era proprio una brutta sensazione viscida, come se ci fosse qualcosa di profondamente sbagliato.
Tutta la storia del 'salvo te, tanto poi io mi uccido', con tanto di immolazione alla Virginia Woolf, non so... Non mi ha convinto del tutto, anzi.
Da un lato è come se mandasse un messaggio sbagliato, come di imitazioni di grandi menti che hanno messo fine alla loro vita, vedi la Woolf, vedi Cesare Pavese.
Non vorrei che i miei figli lo leggessero.
Colpa delle stelle trattava di un male ineluttabile, ed Eleanor & Park parlava di problemi familiari e della non accettazione.
E nonostante la depressione, e in particolar modo la depressione adolescenziale sia un male sempre più radicato nella nostra società, (un male di cui spesso i genitori sono i primi a non accorgersi di niente) non vorrei che questo libro venisse preso a modello.
Forse questo mi farà sembrare una vecchia mamma bigotta, ma stando anche ad uno scambio di opinioni che ho avuto con Devil, le conclusioni sono più o meno le stesse.

Per citare proprio le sue parole (che hanno dato voce ai miei pensieri  sconclusionati):
"Violet 
è sostanzialmente un'egoista, e non è una figura positiva nella vita di Finch. È una persona che da lui riceve tanto ma a cui non da nulla in cambio. Tant'è che alla fine lui si uccide lo stesso. È anche un modello sbagliato di rapporto, perché lui per lei si sbatte sul serio mentre lei quando lui sparisce sceglie quasi di non pensarci. Insomma, se io amo un ragazzo e questo sparisce con cazzo che una settimana dopo sono col mio ex! Tiro giù le montagne finché non sono sicura che stia bene! Avrei chiesto aiuto ai miei genitori, alla polizia, a chiunque. Lui è spacciato fin dall'inizio, in questo senso: la storia inizia con nessuno a cui freghi davvero di lui e finisce nello stesso modo. Non è un modello positivo, né per il loro rapporto né per il finale. Non vorrei nemmeno io darlo da leggere a mio figlio ragazzino, o magari sì ma in chiave di: 'Ecco, così è come NON ci si comporta'."

Violet quindi, si merita di diritto di entrare nella prossima puntata di  #10 donne dei romanzi a cui darei paccheri a due a due fino a che non diventano dispari! (Di cui potete leggere, se volete le puntate 1, 2 e 3.)

Finch la abbandona e se ne va, e lei invece di preoccuparsi, sta lì ad abbuffarsi di gelato e canzoni tristi come se loro fossero una normale coppia che si è lasciata. E' stato molto frustrante leggere queste stronzate, anche perché se io e te ci conosciamo in cima ad una torre, mentre stiamo per buttarci di sotto entrambi e poi non lo facciamo (alla Non buttiamoci giù di Nick Hornby), comunque io so che c'è qualcosa che non va in nessuno dei due e che non è che siamo una coppia propriamente normale.
Poi tu prendi e sparisci, vai e vieni, che manco un gatto randagio, parli in continuazione di morte e di Virginia Woolf, due domande me le faccio eh...

Starei sempre in allarme, sempre pronta al peggio, non starei lì a deprimermi perché sei sparito, sarei in giro a dichiarare il tuo probabile suicidio!
Quindi ribadisco che il problema della storia è Violet, che ci viene presentata come una vittima della sorte.

(Voglio anche ammettere che forse questo ha rappresentato per me un problema perché ho letto ATBP subito dopo Amy & Roger's Epic detour, di cui vi ho parlato qui, e in cui c'era un incidente stradale, una morte e un forte senso di colpa che impediva alla protagonista di vivere appieno, fino a che un figo non arrivava a salvarla da se stessa!)E poi parliamoci chiaro... la questione del 'grande sonno' non viene mai spiegata per bene, sei tu che devi andare a senso e cercare di capire se lui ha tentato il suicidio o se si è addormentato per davvero per 5 settimane (visto che fa il conto dei giorni da sveglio). Salvo poi comprendere che lui non si è davvero "addormentato", ma che ha avuto un episodio depressivo drammatico che l'ha fatto sprofondare nell'apatia. (GRAZIE DEVIL! -sono una tonta lo avrete capito -)
Ed effettivamente Finch E' malato quindi non capisco perché nel romanzo, l'intera questione sia presa così sottogamba! Secondo Devil è perché il punto di vista è soprattutto quello di Violet che è una testa di cazzo che non lo capisce! Detto papale papale. La cosa di cui non mi capacito è LA MADRE NON SI ACCORGE DI NIENTE? NON SI ACCORGE CHE PER CINQUE SETTIMANE SUO FIGLIO è CHIUSO IN CAMERA?????
La sorella maggiore lo copre e basta? Eddai... è poco credibile..a maggior ragione che anche Decca (la più piccola) mi sembra una squilibrata. E che una bella terapia di famiglia non gliela leva nessuno! Insomma mentre leggevo non riuscivo a capacitarmi di come una malattia come la depressione potesse essere stata rappresentata coma una pazziella, cioè ciao sono Finch, sono figo, vivo chiuso in un armadio e nessuno dice niente. BAH!!

Ovviamente ci sono frasi che mi sono piaciute, che vorrei riportarvi, ma tolte queste, per me non è un romanzo valido. Almeno non tanto quanto è stato pubblicizzato ed osannato. "Il problema è che la gente dimentica che la maggior parte delle volte sono le piccole cose a contare. Sono tutti occupati ad aspettarsi chissà che. Saremmo tutti più felici se ci fermassimo un attimo per ricordare a noi stessi che esistono cose come la Purina Tower, e una vista come questa." "Mi piace scrivere, ma mi piacciono anche altre cose. Forse scrivere è quella che so fare meglio. Forse è quella che mi piace più di tutte. Forse la scrittura mi ha sempre fatta sentire a mio agio. O forse così era un tempo. Forse dovrei dedicarmi a qualcos'altro, non lo so."

"La barca dell'amore si è spezzata contro gli scogli banali della quotidianità. La vita e io siamo pari, inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici." "Il fatto è che ora ho capito: non è importante quello che si prende, ma quello che ci si lascia dietro."

"Ho vissuto ardentemente. E poi sono morto, ma non del tutto. Perché quelli come me non muoiono come chiunque altro." (Ah no?!)

"Mi tengo a galla sotto il sole sfolgorante e questo immenso cielo azzurro che, come tutto il resto mi ricordare Theodore Finch." "Non più radicata, ma d'oro e fluttuante. Dentro di me sento sorgere mille possibilità."
Per il giudizio... Due stelline indispettite proprio (arrotondandole a un due e mezzo magari per qualche bella frase).
E voi? L'avete letto?
Fatemelo sapere.

Nel caso voleste leggere una recensione appassionata del suddetto romanzo, ci pensa Lewis del blog Everpop in questo post.
Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!

Con amore,
Svamps.