venerdì 20 marzo 2015

Paper Towns. Un anno dopo.

Senza preamboli ed introduzioni ho deciso di scrivere questo post di getto e fanculo al risultato.

E' uscito il trailer di Paper Towns, film tratto dal terzo romanzo young adult di John Green, edito in Italia da Rizzoli, col titolo di Città di Carta.

[Potete vederlo qui.]

Il trailer, della durata di 2 minuti e 42 secondi, complice una musichetta di sottofondo che affascina e fa presagire una colonna sonora pop e strappalacrime, come quella di Colpa delle Stelle, mi fa pensare che forse, e dico FORSE, questo film potrà essere migliore del libro.

SACRILEGIO!!!!!

La Svamps ha appena detto che un film potrebbe essere migliore del libro ommiddio!!!
Si l'ho detto.

Il problema è che quando ho letto Paper Towns (in lingua) l'anno scorso, ho odiato l'intero libro a causa della terribile spocchia di Margo Roth Spiegleman, che ho sperato morisse (come Alaska) per tutta la durata del libro. (Odio che mi ha portata ad inserirla nella classifica delle #10 donne della letteratura che prendere a paccheri a due a due fino a che non diventano dispari, che potete leggere qui.)

Purtroppo questa mia intolleranza nei confronti di un solo personaggio, per quanto fosse quello principale, ha pregiudicato la mia opinione sull'intero romanzo, che a posteriori ho apprezzato molto.
Forse è per questo che penso sarà un bel film, piuttosto che un bel libro.

Mentre lo leggevo, me lo immaginavo.
Ci vedevo un film. 
Ancor prima che uscisse in mezzo il fatto del film di Colpa delle Stelle.

Di Paper Towns ho apprezzato lo stile fluente della scrittura, il disseminare piccoli indizi, l'aver scoperto Foglie d'Erba di Walt Whitman, le svariate famosissime citazioni sull'essere 'di carta'.
Si, devo ammetterlo.
Dopo un anno, sento che Paper Towns mi piace e che merita.
E che forse è migliore di Cercando Alaska (che se non fosse per la storie delle ultime parole famose mi darebbe interamente sui nervi).

Insomma, quella di Quentin è un'avventura che tutti vorrebbero vivere.
E Margo è la ragazza che tutte noi abbiamo desiderato di essere almeno una volta nella vita!
#NonMENTITE

Il fatto che la interpreti Cara Delevigne, che mi sta sulle palle almeno tanto quanto Margo, rende tutto più veritiero.
Cara Delevigne è figa e NON è figa allo stesso tempo.
Mi piacciono molto i suoi sopracciglioni, ma la sua voce bassa e roca mi ricorda tantissimo quella di Shailene Woodley in Colpa delle Stelle (che ho visto in lingua originale e perciò posso permettermi tale commento).
Non so quanto sia positiva la cosa.
E Nat Wolff sarà Quentin, e si... se pensate di averlo già visto, era anche in Colpa delle Stelle, nella parte di Isaac, l'amico di Gus, reso cieco dal tumore, che con il suo 'Sempre, Sempre, Sempre' mentre si bacia con la fidanzata Monica, ispira i protagonisti con il loro 'Ok? Ok.'

Quindi a conti fatti, non mi resta che aspettare l'estate per il film e parlarvene poi.
Però a Paper Towns, il libro, un anno dopo, do 4 stelle su 5 (e due stelle ai personaggi principali, Quentin e Margo).

Vi lascio due citazioni:

'La verità è che tutte le volte che sono salita in cima al SunTrust Building – compresa quella volta con te – e ho guardato giù, non ho pensato che quello che vedevo fosse di carta. Guardavo giù e pensavo che quella fatta di carta ero io. Ero io la persona leggera e facile da piegare, non gli altri. E qui sta il problema. Alle persone piace l'idea di una ragazza di carta. È sempre stato così. E la cosa peggiore è che anche a me piaceva quell'idea. L'ho coltivata, capisci cosa intendo? Perché è fantastico incarnare un'idea che piace a tutti, però non potevo essere quell'idea anche per me stessa, non sempre.' 

'Dentro di noi si sono aperte delle crepe. Ognuno all'inizio è una nave inaffondabile. Poi ci succedono alcune cose: persone che ci lasciano, che non ci amano, che non ci capiscono o che noi non capiamo, e ci perdiamo, sbagliamo, ci facciamo del male, gli uni agli altri. E lo scafo comincia a creparsi. E quando si rompe non c'è niente da fare, la fine è inevitabile. Però c'è un sacco di tempo tra quando le crepe cominciano a formarsi e quando andiamo a pezzi. Ed è solo in quei momenti che possiamo vederci, perché vediamo fuori di noi, dalle nostre fessure e dentro gli altri attraverso le loro. Una volta che lo scafo va in pezzi, però, la luce entra. Ed esce.'

Il poster del film

Un'immagine significativa del libro.


Voi l'avete letto?
Apprezzato?
Fatemi sapere, giusto per capire che sono io che sono scema che cambio idea a distanza di anni o se di primo acchitto Paper Towns è una merda e poi come il vino migliora col tempo.

Con amore,
Svamps. 
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-246782?f=w:5992>

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