lunedì 26 gennaio 2015

I #10 amori più insopportabili della letteratura

Buongiorno e buon lunedì svampitellibelli!
Oggi, in questo Schifedì particolarmente freddo e congelato, la rubrica delle #10 cose della Svamps, ha l'onore e il piacere di ospitare una cara amica, e famosa book&beautybloggher.
Sto parlando di Elisa del blog Devilishly Stylish, che io chiamo col nomignolo Devil dal suo nick IG per me impronunciabile Devilishlystylishbeautyblog.

Lascio quindi la parola a lei, e godetevi il post di oggi!!!


***


Migliaia di donne ogni giorno sospirano, cercando tra la fauna maschile che le circonda, (a volte poco incoraggiante) il proprio Mr. Darcy.
Ma la triste verità è che la letteratura ci ha regalato non solo Mr. Darcy, o Howard Roark, o Travis Maddox.
Ci ha regalato anche alcuni amori davvero da dimenticare: privi di sentimento, di passione, di quello che Carrie Bradshaw chiamava lo 'zsa zsa zsu'.
E visto che tutto è cominciato da Mr. Darcy, restiamo in terra Austen, e cominciamo da qui, riass
umendo il titolo anche come: 

#10 amori più insopportabili della letteratura


Sta per partire una spiegazione piena di SPOILER, quindi se non avete letto i libri sottoelencati e ne avete tutta l'intenzione, sciò! VIA! 



1) Marianne Dashwood ed il colonnello Brandon, da "Ragione e Sentimento" di Jane Austen (1811)
Lei una svenevole ragazzetta innamorata dell'amore, tutta presa a declamare poesie sui sentimenti quando la triste realtà è che passa le giornate a fare le faccende e a ricamare (che cos'avranno mai avuto da ricamare ogni sacrosanta giornata, lo sanno solo loro). 
Un bel ragazzo a cavallo dalla parlantina svelta la soccorre e bam! Amore vero.
Chissene se non lo conosci, chissene se sostanzialmente ti riempie di complimenti senza mai garantirti qualcosa di concreto. 
E nel mentre il povero colonnello Brandon, che ha l'unica colpa di essere un uomo assennato, responsabile, intelligente e dotato di fascino vero, non giusto di un paio di bei riccioli, resta ignorato sullo sfondo.
Fino a quando, ovviamente, Marianne viene scaricata dal fighetto chiacchierone, e dopo un po' di melodramma da invasata e una bella malattia ha una folgorazione sulla via di Damasco: capisce che in fondo non è che ci si deve proprio sputare sopra, su uno come il colonnello.
Marcia nuziale e titoli di coda, ma il punto è: il colonnello Brandon ha davvero fatto un affare? O è solo un grande, grandissimo ripiego?
2) Christian Grey e Anastasia Steele, da "Cinquanta Sfumature di grigio, nero e rosso" di E.L. James (2011)
La ragazza più anonima, insulsa e tendente alla schizofrenia (perché un conto è mormorarsi qualcosa ogni tanto, ma questa si fa monologhi interiori che manco il flusso di coscienza di Joyce) incontra un uomo giovane, bellissimo, ricchissimo, con una preoccupante mania di stalkerare chiunque susciti il suo interesse, incapace di fare sesso senza mille ammeniccoli e sostanzialmente uno che ha preso sul serio lo slogan "l'uomo che non deve chiedere mai". 
La sua fissazione per Anastasia è fondata sul nulla e più va avanti la storia più è incomprensibile, mentre quella di Anastasia è un mix di curiosità verso ciò che non ha mai fatto (ehm, quasi qualsiasi cosa? Ci sono criceti con vite più avventurose) e di pietà per il triste passato di lui.
Questa storia non mi ha trasmesso nulla, ma mi ha insegnato cosa siano le sfere vaginali quindi possiamo davvero dire che tutto faccia brodo, nella vita.

3) Pamela ed il suo "padrone", da "Pamela" di Samuel Richardson (1740-1742)
Questo libro è una barzelletta lunga 638 pagine. Di quelle che racconta il tuo capo in ufficio e non fanno ridere nessuno.
Pamela è ingenua, dallo svenimento facile e soprattutto ha una sola, grande preoccupazione: la sua virtù. Il suo padrone, al contrario, e descritto per le prime seicento pagine circa come il più spietato libertino, che la minaccia e attenta alla sua verginità con un impeto tale da far pensare che Pamela deve avercela d'oro. Lui le prende la mano e lei urla, la bacia e lei sviene, ma lui niente, irremovibile, ha deciso che vuole proprio Pamela. 
E dopo 600 pagine all'improvviso questo individuo mostruoso si inginocchia e le professa amore eterno chiedendola in moglie.
Penserete che lei, dopo tutta quell'angoscia e sofferenza solo a trovarsi nella stessa stanza dica "no grazie, mai nella vita" e se ne vada in convento. Invece no, lui ora è "un angelo disceso dal paradiso", "il suo migliore amico" e soprattutto (questa è la mia preferita) "il suo graziosissimo padrone". Questa anche da sposata lo chiama ancora "padrone".
L'unica cosa che mi è rimasta dalla lettura di questo "amore" è stata la consapevolezza che questi due si meritano a vicenda: lei ha mantenuto intatta la sua virtù ed è stata ricompensata sposando uno che sembra soffrire di bipolarismo per metà libro, mentre lui alla fine ci è riuscito, a farle aprire le gambe. Che era dove voleva andare a parare fin da pagina 10, quindi questa non solo è una delle storie d'amore più insulse ma è anche una delle scopate più sofferte di sempre. Speriamo ne sia valsa la pena. 

4) Robert Kincaid e Francesca Johnson, da "I ponti di Madison County" di Robert James Waller (1992)
Un fotoreporter ed una casalinga, travolti dalla passione in un'estate calda.
Lei è una donna sposata ad un uomo molto più limitato, la cui grande conquista nella vita è allevare un maiale abbastanza grosso da vincere una coccarda ad una fiera di paese (sconvolgenti emozioni, lo so).
Lui è un solitario, sempre in giro per il mondo, la sua vita intera in due borse e uno zaino.
Si incontrano per caso e scoppia l'Amore, quello con la A maiuscola. 
Con anche lo zsa zsa zsu di cui sopra, insomma. Ma poi arriva il momento in cui devono effettivamente scegliersi, in cui lui le dice "fai le valigie e vieni via con me" e lei dice "no."
MA COME NO?!
Io facevo il tifo per voi, accidenti. E invece no, lei decide di restare con il marito ed i figli per evitargli il dogma sociale del divorzio, auto-condannandosi (e condannando il povero Robert) ad una vita di infelicità e di rimpianto. 
Quando finalmente il marito di lei raggiunge una certa età e decede e tu pensi "Evviva! Ora potrà cercarlo e stare con l'amore della sua vita!" lei ovviamente non lo trova più perché siamo prima dei cellulari, prima dei social network e lui non ha un indirizzo fisso.
Per giunta, alla fine le mandano pure uno scatolone anni dopo con le cose di lui dicendole che è morto ma le sue cose più importanti le ha lasciate a lei. E giù pianti e disperazione.
Insomma, io questo amore irrisolto e non vissuto proprio non l'ho mandato giù perché se la vita è così generosa nei tuoi confronti e fa fermare proprio davanti a casa tua in mezzo alla campagna americana quello che è l'amore della tua vita, tu sul quel cavolo di pick-up CI SALI. Anche senza valigia, anche senza scarpe. Non perdi nemmeno tempo a chiudere a chiave la porta di casa.
Tanto il maiale del marito alla fiera la coccarda l'ha pure vinta quindi una gioia nella vita ce l'ha.

5) Edward Anthony Masen Cullen ed Isabella Marie Swan, da "Twilight - La Saga" di Stephanie Meyer (2005)
È un po' uno sparare sulla Croce Rossa, ma vediamo di essere gentili.
Edward in fondo è uno sfigato. Bloccato a 17 anni in eterno, vive all'ombra, ogni volta che ha fame deve fare wrestling con un puma o con un grizzly (pensate quando è più comodo prepararsi un toast e ditemi se non vi fa pena) e l'unico superpotere che ha è una gran rottura di palle perché vuol dire sentire i pensieri di tutti quelli che ha intorno. 
Decine di anni di liceo, a sentirsi in testa le chiacchiere di tutti. E che chiacchiere, se penso a ciò di cui parlavano le mie compagne al liceo... Poi incontra una ragazza pallida, magra, sempre imbronciata e di cui, incredibile ma vero, NON SENTE I PENSIERI.
Ma come mai?! Allora sei speciale, se non ti sento! 
La suddetta ha anche un profumo da sballo, anche se è come se noi andassimo in macelleria e una bistecca fosse più profumata delle altre quindi diciamo che Bella è uno spuntino molto invitante.
Di colpo tutto questo mix di "sicuramente sei speciale perché sei diversa" e "hai l'odore più invitante delle altre" diventa folle amore.
Lei, da parte sua, è una disadattata: impacciata, incapace di socializzare in modo normale, e appena arrivata nella nuova scuola immancabilmente si sente subito attratta dal tizio pallido e cupo che la guarda malissimo e la tratta di merda.
Giustamente.
Il punto è: se Edward avesse sentito i pensieri di Bella fin dall'inizio?
Le sue menate sul tempo che non le piace, il posto che è deprimente, il grande sacrificio di trasferirsi dal padre così la madre può vivere on the road (non stai andando al patibolo, Bella: hai una famiglia, una casa, non muori di fame e fidati, che i veri problemi sono altri), il fatto che passa metà del tempo a sottolineare come la scuola sia troppo facile e lei sia molto più avanti degli altri (anche se per fortuna in algebra è una sega lo stesso, c'è giustizia nella vita). 
Se Edward avesse sentito tutto questo, io dico che avrebbe preso Bella, fatto merenda, e "Twilight" sarebbe diventato un racconto breve.

6) Jane Bennet e Charles Bingley, da "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen (1813)
Due balli ad una festa danzante di provincia e Jane Bennet è pronta a firmarsi Jane Bingley sull'ultima pagina del suo diario, Bingley è pronto a sposarla...
Se non fosse che ha un amico fin troppo solerte ed attento al suo interesse a cui bastano un paio di frasi ben formulate per dissuaderlo. Alla faccia del grande amore.
Uomo senza palle, che non solo non ha la decenza di dire di persona a Jane "questo matrimonio non s'ha da fare" ma SI TRASFERISCE.
Tanto casino per affittare un palazzone, e questo dall'oggi al domani chiude casa e cambia contea. Ma che davvero?!
Poi ovviamente siccome serve il lieto fine, dopo che abbiamo seguito Jane struggersi per questo amore che sembrava così promettente e svanito all'improvviso, lui torna e dice "No, cioè, scusa, ho fatto una cazzata ma ti amo" e lei perdona tutto all'istante perché ora che le ha detto "ti amo" e l'ha chiesta in moglie é tutto sistemato.
Poi un domani sente spettegolare la cameriera e ti si trasferisce senza nemmeno lasciarti un post-it sul frigo per dirti che è finita.

7) Amelia Sedley e William Dobbin, da "La fiera delle vanità" di William M. Thackeray (1847-1848)
Stesso rapporto Marianne-Brandon.
Lui innamorato perso, che si strugge e si ingegna in ogni modo per ottenere di farsi amare dall'insipida e assai ingenua Amelia.
Sposata ad un marito indecente e privo di qualità, che quando muore fa davvero un favore a tutti, ma lei nulla, è di coccio.
Il povero capitano alla fine si imbarca con il cuore a pezzi, perché insomma quando è troppo è troppo, e sembrerebbe tutto finito, finché…
Svolta a circa dieci pagine dalla fine quando Amelia di colpo, anch'essa folgorata sull'ormai affollatissima via di Damasco, capisce che lei lo ama.
Lui arriva in nave, lei si precipita al porto: baci, abbracci, dichiarazioni d'amore sempiterno.
Gli ci sono volute 800 pagine per un bacio, a questo pover'uomo.
Siamo sicuri che ne valesse la pena?

8) La seconda signora de Winter e Maximilian (Maxim) de Winter, da "Rebecca - La prima moglie" di Daphne Du Maurier (1938)
Lei è talmente insignificante da non avere nemmeno diritto ad un nome, santo cielo.
Carina ma non bella, di bassa estrazione sociale, timida e taciturna, incontra lui che invece è affascinante, ricco e parecchio più maturo di lei.
Che non perde tempo a sposarla dopo giusto qualche uscita in auto assieme in cui lei borbotta giusto un paio di frasi a volta (mica vorrai esagerare, no?) e a portarla in questa enorme magione di nome Manderley dove una folle governante la tormenta da mattina a sera facendole notare di continuo quanto la prima moglie di Maxim fosse migliore di lei.
Che magari era anche vero, ma la prima moglie era una stronza tale che perfino il buonissimo e gentilissimo Maxim a un certo punto ne ha avuti i cosiddetti pieni e l'ha fatta secca.
Magari era una casalinga migliore di Martha Stewart, ma come essere umano non doveva essere esattamente un angolo di Paradiso in terra.
Comunque il problema di base di questa grande storia d'amore sofferto ed osteggiato, è che lei è priva di qualsiasi cosa: personalità, ironia, fascino, a volte anche intelligenza. 
Lui se la sposa ma poi si vedono sì e no perché di fatto se ne sta sempre per i fatti suoi.
Capisco che di fatto lei ti va bene così perché è l'opposto della moglie precedente, m sono sicura che potevi trovare di meglio, Maxim.
E dall'inizio del libro (perché la storia è raccontata da lei molti anni dopo, che ricorda cosa sia successo) capiamo che questi sono finiti a vivere come pensionati con come momento clou della giornata bere il tè insieme con due biscotti.
E tante grazie all'amore folle ed appassionante.
Ti prendevi un gatto, Maxim.-

9) Daisy Fay Buchanan e James Gatz/Jay Gatsby, da "Il grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald (1925)
Lui incontra lei. Ma non può permettersi di sposarla perché non ha un soldo in tasca.
Dopo mille peripezie diventa ricco sfondato e torna, pronto a riconquistarla...
Se non fosse che lei si è sposata, con un tizio che ci dà sui nervi fin dalla prima volta che apre bocca ma chissene, perché è ricco.
Il punto è tutto qui, alla fine.
Perché quando Daisy rivede Gatsby ovviamente è di nuovo tutta uno sbattere ciglia e languidi baci. Ti amo di qui e ti amo di là.
E cosa ci aspettiamo da questo poveretto che ha passato la vita a fantasticare su questa ragazza se non che le proponga una fuga d'amore?
Ma non sia mai. Insomma, per qual motivo dovresti scaricare un marito fastidioso, maleducato e con la classe di un animale da cortile quando puoi sbaciucchiarti Gatsby in giardino e poi tornare a casa a giocare alla moglie devota?
Si chiama piede in due scarpe, ragazza.
Poi, siccome la vita a volte ce le ha più girate di una donna in preda al mestruo, una serie di sfortunate coincidenze porta addirittura Gatsby a essere fatto secco per una cosa che, ovviamente ha fatto proprio Daisy.
E la puttanella manco va al funerale, prende su armi e bagagli e se ne va in fretta e furia col marito. Manco la cortesia di un ultimo saluto.
Gatsby, era meglio che giravi il mondo e ti godevi i soldi.

10) Biancaneve ed il principe azzurro, dei fratelli Grimm (1812)
Nella versione originale della fiaba (lasciate stare gli animali del bosco che lavano i piatti e i nanetti che ballano suonando la fisarmonica) Biancaneve muore senza aver mai conosciuto il principe.
I nanetti la depongono in una bara di cristallo, posta in una radura; un giorno il principe azzurro passa di lì ed esclama: "Ehi, che figa questa tipa! Mo' prendo su la bara e me la porto a palazzo, così la posso ammirare e rimirare quanto mi pare e piace!"
Non è amore, caro il mio principe: è necrofilia, e fa anche un po' schifo, senza offesa.
Se non fosse che uno dei servi incaricati di trasportare la bara inciampa, e lascia cadere il lucente sarcofago a terra.
A Biancaneve cade dalla bocca il boccone di mela (esatto, altra cosa ben poco romantica se proprio dobbiamo pensarci. E comunque spiegatemi come ha fatto ad avvelenarsi se nemmeno l'ha inghiottita, la mela) e si sveglia.
Posa gli occhi sul principe, ed immediatamente si innamora. Chi non si innamora così, letteralmente del primo che passava di lì?
Ricordiamole che il suddetto principe voleva usarla come intrattenimento alternativo alla caccia al fagiano (va bene che non c'era la tv, ma andiamo...) e che si è innamorato di lei cadavere. Tim Burton ne trarrebbe un grandissimo film.

Ringrazio tantissimo laSvamps per avermi ospitata sul suo bellissimo e spassosissimo blog, e spero di avervi strappato almeno un sorriso.
Buon lunedì!

***


Se siete arrivati fino alla fine, complimenti!!!
Siete di ferro!
E voi? Avete degli amori che non avete per niente sopportato?
Come al solito, se avete suggerimenti, scrivetemeli nei commenti.

A risentirci Schifedì prossimo con la rubrica delle #10cose!


Con amore,
Svamps.

11 commenti:

  1. Uuuuuh mi sento una celebrità ora!
    Coraggiosa a caricarlo tutto in una volta, spero di non stendere i tuoi followers ahahah :D

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    1. Ci ho messo un secolo per rispondere ma piano piano mi metto in pari!
      Il post ha ricevuto molte visualizzazioni quindi vuol dire che è piaciuto! Quindi... complimenti!!! *_*

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  2. Ieri ho visto "Secretary" su sky e oltre ad essere molto simile alla trama di 50 sfumature di grigio (ragazza impacciata che diventa una mantide religiosa, sadomachismo ecc.), il protagonista faceva di cognome Grey, non è argomento da mio blog ma un bell'articolo lo potresti scrivere secondo me con questi presupposti

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    1. Allora non l'ho notato solo io! "Secretary" era un film di diversi anni fa, mi sa che E. L. James si è ispirata un po' troppo ahahah

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    2. Mannacc sono secoli che voglio vedere quel film e non ingarro a farlo!!! Aniuei si! Mi sojo riletta la trama e oddio... ciao Mr.Grey! Anche se Christian come nome è più bello XD
      questi autori di oggi puntano sulla dimenticanza della gente per poter scopiazzare! Elisa sa di cosa parlo!

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  3. Da "correttore di bozze" devo dire che l'originale è ancora meglio ahaha. E come dare torto al principe di biancaneve?!

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    1. Già li vedo i titoli dei giornali: Scoperto l'orrido segreto del rampollo della famiglia reale!! La necrofilia è il suo piacere!!!

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  4. Quoto ogni parola su Edward e Bella.. che ppppppallleeee... e Anastasia Steel è di una pesantezza assoluta!

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    1. Anastasia Steel probabilmente la odiano tutti!!! Ma Edward e Bella mi hanno ucciso XD non ci avevo mai pensato!

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  5. Leggo solo adesso.
    Daisy è una grandissima baldracca, quanto l'ho odiata. Gatsby come Gesù. Quelli della Austen - ma è colpa sua - li odio quasi tutti, in allegria. Salverei, della lista, giusto i protagonisti di I ponti di Madison County: romanzo mieloso e stucchevole, ma il film quanto è bello. E quando la Streep è lì lì, che sta per scendere dal furgone ma PUO' scendere, la lacrimuccia scappa sempre e comunque. :)

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    1. Ecco a me I ponti di Madison County manca XD quindi non so di cosa stiate parlando tu ed Elisa. I personaggi della Austen badilate nei denti a tutti dal primo all'ultimo. Tranne Mr. Knightley forse XD
      Gatsby è l'esempio letterario vivente di come le femmine ti inguaiano! Alla salute!

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