sabato 22 novembre 2014

November was white, December was grey.


(cliccate sull'immagine per far partire la canzoncina)


Questa canzone si merita un post e il post ruota intorno a questa canzone.
Ed ora vi spiego anche il perché.
Ho ascoltato per la prima volta questo brano a inizio ottobre del 2010 credo, mentre studiavo con Marcopá per l'esame di urbanistica.
Io e Marco siamo incredibilmente affini a livello musicale quindi studiare assieme funziona anche perché basically ascoltiamo la stessa roba indieroccherrollwannasghe.
Aniuei, in quel periodo quando Marco mi faceva ascoltare della musica era sempre un po' timoroso a causa di un episodio spiacevole successo qualche mese prima.
In pratica mi aveva fatto ascoltare una canzone dei MGMT (che se non ricordo male era questa qui) ed io. non so perché, pensando al mio ex e a come era finita male la nostra relazione qualche mese prima, ero scappata in bagno a piangere.
E lui non se n'è accorto fino a quando non ha volto lo sguardo sulla mia sedia inesorabilmente vuota e ha mandato Simona a cercarmi.
La cosa lo ha scioccato non poco.
Era dovuto anche al fatto che non eravamo proprio amici amici all'epoca, ci eravamo conosciuti al corso e avevamo deciso di metterci a studiare insieme in un momento di follia in cui tutti erano già accoppiati e noi due eravamo rimasti da soli.
Insomma lo traumatizzai con quella fuga e quel piagnisteo.
Di conseguenza ogni volta che mi faceva ascoltare una canzone nuova mi teneva sempre d'occhio nel caso in cui mi fosse venuta un'altra crisi di nervi e ogni due e tre mi domandava: tutto bene? Tutto a posto? Cambiamo canzone? La lascio?

Dunque un pomeriggio mi parlò di questo gruppo che si chiama Say Hi To Your Mom, gentilmente da noi napoletanizzato come: Salut'm a mamm't.
E la prima canzone che mi fece ascoltare fu proprio November was white, December was grey.
Non so per quale motivo, ma quella canzone mi mise addosso un'angoscia assurda.
Mi sentii come quando sei in una situazione di calma apparente e provi la stessa sensazione di fluttuare nell'acqua e fare il morto a galla con solo il rumore del mare nelle orecchie, ma SAI che sta per succedere qualcosa di spiacevole.
La canzone mi piaceva, eppure mi faceva venire da piangere.
Dovetti trattenermi tutto il tempo.
Non volevo dare a Marco l'impressione di essere una piagnona, anche se... detto tra me e voi, lo sono ECCOME!

Da allora iniziai ad ascoltarla a ripetizione, certo ascoltavo anche il resto dell'album, ma quella in particolare era la canzone che ascoltavo minimo dieci volte al giorno.
Mi faceva stare male in una maniera piacevole.
Lo so, è una sensazione quasi impossibile da descrivere e comprendere, però più la ascoltavo e più mi intristivo e più mi intristivo più mi sentivo dannatamente poetica nella mia sofferenza, e più ne traevo giovamento per il mio stato d'animo da bohemienblabla.

Dato fondamentale è che all'epoca uscivo con un tipo di cui non ero troppo convinta.
Cioè in realtà stavamo insieme.
Per lui.
Per me sono sempre state uscite.
Cioè quando parlo di quel periodo dico sempre: "Sono uscita sei mesi co' uno." mai: "Sono stata sei mesi con un ragazzo."
Forse perché il solo pensiero di definirmi ex ragazza di un deficiente del genere mi orripila.
Vabbé, comunque senza applicarci sulle virgole, sono uscita per sei mesi con questo tizio, studente di medicina (non so se nel frattempo s'è laureato, auguri nel caso ti fossi laureato e stessi leggendo questo post! [cosa di cui dubito ma non si sa mai!]).
Tralasciando tutta la psicoanalisi che mi sono autopraticata nel periodo dopo che l'ho scaricato barbaramente, c'è stato un momento della nostra pseudorelazione in cui mi sono detta:"Cazzo mi sto innamorando di questo tipo." e giuro!, ci credevo veramente.
C'erano piccoli particolari di lui, ma robe proprio insignificanti, che mi piacevano e mi facevano sentire al sicuro.
La me dell'epoca intendo.
Se penso alla me di adesso, beh, gli avrei tirato una capocciata al primo battibecco.

Contemporaneamente accadde che verso la fine di ottobre conobbi per caso quello che oggi, romanticamente e con mille cuoricini rosa che mi spuntano dalle narici, definisco l'amore della mia vita.
Il fatto è che ci ho messo un bel po' di tempo per accorgermi che mi piaceva e che provavo qualcosa per lui, perché parallelamente uscivo ancora col tizio.
So che questo non fa di me una bella persona.
Ma ero così impegnata a tentare di far funzionare le cose con tizio che non permettevo al mio cervello di elaborare altre informazioni ed altri sentimenti.
Se fossi stata più sicura di me, e un po' più onesta mi sarei risparmiata un sacco di piagnistei (non miei!).

Il novembre di quell'anno era come quello della canzone.
November was white.
Tutto mi sembrava chiaro, evidente, cristallino.
Ero reduce dal Lucca Comics in cui tizio mi aveva più rotto le palle con i suoi piagnistei che altro, quindi mi sentivo come se stessi sbagliando di nuovo, come se avessi di fronte un altro ricattatore emotivo come il mio ex.
Eppure le cose tra noi mi sembrava che stessero andando così bene.

Avevo detto di sentirmi innamorata.
(E sottolineo il sentirmi, ma non lo ero minimamente.)
Era tutto bianco.
Puro ma malinconico.

Triste.
Ero di nuovo sempre in preda all'ansia.
E l'unico momento in cui mi rilassavo e mi tornava il sorriso era quando rincasavo e trovavo P. (il mio fidanzato), seduto al tavolo della cucina intento a giocare a carte con mio fratello (è stato lui a presentarmelo...ahhh i fratelli e i loro amici!!!)

Non ci vedevo nulla di romantico, nulla di sentimentale.
Avevo da poco riscoperto un rapporto con mio fratello che credevo perso a causa di un fraintendimento.
E questo in parte anche grazie a P.
Quindi sentivo tutto il candore di un amore fraterno ritrovato e di una nuova amicizia.
(Si amicizia, credici!)
Stavo bene.
Ridevo spesso.
Avevo abitudini alimentari regolari.
Uscivo un sacco.
Avevo amici ovunque.
Eppure non sopportavo niente e nessuno.
Mi sentivo pura ed ombrosa allo stesso tempo.
E la cosa mi spaventava, anche perché stavo diventando sempre più insofferente nei confronti di tizio, che sembrava mi tenesse sempre sotto esame.
Stava decidendo se presentarmi o meno alla cricca dei suoi 'fantasmagorici' amici e voleva che tutto apparisse perfetto, che IO apparissi perfetta.

E cari svampitelli, lo sappiamo fin troppo bene che io tutto sono, tranne che perfetta!
Novembre volgeva al termine e io mi sentivo in attesa della cosa spiacevole che sarebbe successa.
E la capii una sera in cui avrei dovuto studiare e invece mio fratello ebbe la brillante idea di invitare tutti i suoi nuovi amici a casa, P. compreso, per una pizza e un film.
Mi invitarono ad unirmi a loro, e P., con cui ormai avevo iniziato a comportarmi normalmente (visto che all'inizio mi stava sulle balle in modo assurdo), si venne a sedere accanto a me sul divano e candidamente poggiò la testa sulla mia spalla.
Una cosa normalissima.
Lo so.
Che vuoi che sia Svamps?

Beh...
Mi esplose il cervello.
Immaginavo i miei neuroni chiusi nella scatola cranica come se questa fosse stata una caserma dei pompieri e in sottofondo ci fosse stata la sirena di emergenza.

*la stiamo perdendo la stiamo perdendo LIBERAAAA -bzzzz [rumore del defribillatore]*
Lì il mio novembre ha smesso di essere bianco.
E si è trasformato in un dicembre grigio, in un inverno che non capivo dove volesse andare a parare.
Mi sentivo in colpa per quello che provavo, perché il solo stargli seduta vicina mi aveva scaldato il cuore più di tutte le belle parole romantiche che il tizio mi propinava un giorno si e l'altro pure.
E lo so che sembra una frase fatta e stucchevole, ma è la verità.
E il peso della verità mi schiacciava.
Non avrei mai avuto il coraggio di mollare tizio dicendogli che forse mi piaceva un altro.
Anche perché io non sapevo manco se P. l'avesse capito, se era libero o impegnato, era una cosa solo mia.
Che custodivo gelosamente e che non dissi a nessuno.
Un po' per la paura di essere giudicata e fraintesa e un po' perché me ne vergognavo.
Mi sentivo di nuovo un'adolescente tredicenne con una cotta per un ragazzo più grande con l'aria da teppista.
(P. se stai leggendo, non ti offendere! In fondo, lo sai che hai un po' l'aria da ragazzaccio cattivo! Ma è anche questo che mi ha fatta innamorare di te!!!111cuorecuore)

Tutte le cose buone di novembre erano state risucchiate dal grigiume di dicembre, dall'incertezza, dal continuo ascolto di quella fottuta canzone.
Avrei potuto semplicemente piantarla.

Non ascoltare più la canzone.
Dire a tizio che non c'era trippa pe gatti.
Smettere di parlare a P., che ormai sembravo Ginny Weasley con Harry Potter ne la Camera dei Segreti.
E concentrarmi sullo studio.

Ma ovviamente il mio oroscopo diceva che quello era periodo di rivoluzione e quindi l'unica cosa che feci, fu quella di dire a tizio (in una maniera poco ortodossa - al telefono - , ma giuro che fu lui a costringermi a farlo!) che era il momento di darci un taglio.
Al mio ritorno a casa trovai P. che giocava alla Play con mio fratello.
Appena varcai la porta mi sorrise.
E in quel sorriso c'era tutto quello che stavo cercando.
Capii di aver fatto la cosa giusta.
Non potevo sentirmi libera di farmi piacere un ragazzo se uscivo con un altro.
Non era corretto.
Io non aspiravo ad uscirci insieme, volevo solo farmelo piacere senza sentirmi i demoni della colpa che mi strisciavano sulle spalle.
E così ho fatto.
Non a caso io e P. ci abbiamo messo circa un anno e mezzo per metterci insieme, quindi nessuno può accusarmi di aver fatto la zoccola, di aver lasciato uno e subito averne pigliato n'altro!
O forse è solo il Karma a vendicarsi.

Nollosò.
So solo che stanotte ho avuto un incubo assurdo.
Che io ero fidanzata ufficialmente con tizio, CONTRO LA MIA VOLONTA', e che tutta la sua famiglia mi stava passando al vaglio.
Tralasciamo il fatto che ero stata testimone oculare di un omicidio e che quindi a causa del programma di protezione dei testimoni ero rintanata a casa di tizio.
Tralasciamo quanto nel sogno volessi spaccargli una bottiglia di vetro sui denti.
Tralasciamo il fatto che suo padre mi abbia preso sottobraccio dicendo che avevo passato il test e che per la loro famiglia andavo bene perché ero abbastanza acculturata e il mio italiano era decente.
E' stata la sensazione di malessere e di ansia che mi ha invaso il petto a svegliarmi.
E a tenermi un po' nervosetta tutto il giorno.
Mi sono sentita come se tutto il bianco puro di questo novembre fosse stato spazzato via dall'imminente grigiume  portato da questo incubo.
Come se stesse per succedere qualcosa di brutto.

E mi è ritornata in mente la canzone.
E la sensazione piacevole/spiacevole.

Per catarsi ho deciso di mettere tutto nero su bianco.
Il passato è passato.
Non sarò più così stupida da permettere a qualcuno di farmi sentire piccola, inferiore, insignificante.
E ringraziando quel dicembre grigio, ho la fortuna di stare con una persona che è così folle da accettarmi come sono, nel bene e nel male.
Ho trovato la mia cura.

Quindi screw you motherfucker tanto per citare Frankie di Skins.
Le canzoni non significano niente.

I sogni non significano niente.
E' solo ansia repressa.

Secondo me, Novembre porta peste!*
Porta ansia e stupidità.
E si sa che per entrambe le cose, io sono un'antenna altamente ricettive.
Quindi chiudo questo sfogo liberatorio qui e vado a ficcare la testa nel frigo.

A risentirci al prossimo post ansioso.


Con amore,
Svamps.


(*trad. Porta sfortuna)

Nessun commento:

Posta un commento