venerdì 3 ottobre 2014

The Vampire Diaries alias quando il telefilm è meglio del libro.



Quante volte vi sarà capitato di dire di un film: “Puah. Era meglio il libro” ?!
A me innumerevoli volte, tranne in pochissimi casi, tanto da poterli contare sulle dita di una mano.
Precisamente in tutto, tre volte.
Il primo caso è di parità tra libro e film nonostante tutta una serie di strane ed inspiegabili differenze, e sto parlando del romanzo di Matthew Quick, L’orlo argenteo delle nuvole, ribattezzato poi Il Lato Positivo. Ma non è di Pat e Tiffany che voglio parlarvi oggi.
Il secondo caso riguarda la serie tv, Le streghe di East End, un telefilm con del potenziale, anche se ricordava parecchio il caroamato Streghe, ma i cui libri (dal titolo, Il bacio della Strega) erano più interessanti dal punto di vista della mitologia norrenica trattata.
Il terzo caso, che è quello di cui voglio parlare, (come si potrà intuire dal titolo) è quello del fenomeno mediatico scatenatosi da un bel po’ di anni a questa parte di The Vampire Diaries.
Per quotare Wikipedia: “The Vampire Diaries è una serie televisiva statunitense di genere fantasy creata da Kevin Williamson e Julie Plec, che ha debuttato il 10 settembre 2009 sul network The CW. È basata sull'omonima serie di libri di Lisa Jane Smith, dal titolo italiano Il diario del vampiro.”
Per quelli che mi conoscono, sanno che sono il tipo di persona che o anticipa le mode e poi le prende a schifo, oppure arriva con anni e anni di ritardo su qualcosa che la gente ormai venera da tempo.
(Mi è successo pure quando ho scoperto Lana del Rey, ma questa è un’altra storia.)

Beh, verso la metà del mese di maggio circa, mentre mi preparavo per un esame, mi prese lo schiribizzo di dire: “Quasi quasi metto a caricare la prima puntata di The Vampire Diaries così vediamo di che si tratta e perché tutti ne parlano tanto.”
Inutile dire che durante il primo episodio mi sembrava di vedere Twilight, ma per autopunizione ho continuato a vederlo.
Inutile dire che la comparsa di Damon Sonoungranfigo Salvatore ha alleviato la mia sofferenza.
Al quarto episodio ero già entrata in fissa!, (non chiedetemi il perché) e all’undicesimo mi avevano appena spoilerato il finale di stagione della quinta serie.

JOLE si sto parlando proprio di te!!!

Bestemmie come se piovesse, ma ho continuato imperterrita.
In due settimane o poco più ho recuperato 5 stagioni di circa 22 episodi ciascuno guadagnandomi ogni tipo di appellativo, da ‘azzeccata’, a ‘sfigata’, a ‘mito’, a ‘ma si scem?’.
Fidanzato ad un certo punto mi ha proibito di parlarne perché non ne poteva più e quindi per sopperire alla mancanza dei fratelli Salvatore nella mia vita, ho deciso di iniziare a leggere i romanzi.
Quando mi piglia una fissa sono un’avida lettrice e apprendere che c’erano circa 15 romanzi da leggere mi ha entusiasmata non poco.
Ovviamente ero e sono tutt’oggi consapevole che sui vampiri si è detto, fatto e scritto ormai tutto l’immaginabile e l’inimmaginabile possibile, ma a parte una gran quantità di film, la mia conoscenza letteraria sui vampiri si ferma a Twilight.
Si lo so, sono la peggiore perché ancora non ho letto Dracula di Bram Stoker ma ho visto il film con Wynona Rider e Gary Oldman (che per quelli che lo ignorano è colui che interpreta Sirius Black in Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban) per quel che vale.
Ma torniamo a noi.
Ho comprato il primo per 0,99 cent [grazie Live Edition della Newton Compton!!!] e sono rimasta sconvolta (per non dire dimmmerda) quando sono arrivata alla (NON) fine.
Ho recuperato gli ebook degli altri 14 romanzi perché MAI nella vita avrei speso 12 euro a libro, se c'erano questi bei presupposti!, e con anima e coraggio mi sono detta: “Ci sarà qualcosa di buono in questi libri, dai Svamps, ce la puoi fare.”
Nada.
Nunca.
Nisba.
Quindici romanzi del tutto inutili, privi di una qualsiasi logica, senza un plot decente, dove avrei preso a paccheri* ogni personaggio, perfino Damon Salvatore.
A questo punto, OSO dirlo: DIO BENEDICA JULIE PLEC!!!!
Anche se le piace straziare cuori umani e distruggere sogni e illusioni, quello che lei e i suoi collaboratori sono stati capaci di inventarsi è stato di gran lunga superiore ai libri.
Ad un certo punto, nei libri, vengono messi in mezzo i kitsune, che per quelli che lo ignorano, sono i demoni volpe giapponese; tanto che ho iniziato a chiedermi: “Ma sto leggendo il Diario del Vampiro o Naruto?????”.
Quindi abbiamo dei romanzi di circa 150/170 pagine ciascuno (solo in pochi casi abbiamo un totale di 200 e passa pagine) che vanno letti a due a due perché potrebbero essere accorpati, visto che in inglese per il secondo e il terzo ciclo di romanzi, hanno anche lo stesso titolo, con l’aggiunta del numero dei capitoli sotto, tipo:

Il diario del vampiro - Il ritorno (The Vampire Diaries. The Return: Nightfall, Chapters 1-20).

Il diario del vampiro - Scende la notte (The Vampire Diaries. The Return: Nightfall, Chapters 21-39).

E viene spontaneo chiedersi: “Ma perché????”
Ecco, ora io so che i gusti letterari sono soggettivi e che io di solito ho un gusto dell’orrido, ma questi sono stati proprio uno spreco di carta, di inchiostro, di energia vitale per battere al computer circa 1500 e passa pagine per delle storie inconcludenti, scritte senza passione, senza maestria, perfino Twilight è scritto meglio, ma forse lo è perché è un palese plagio dei primi libri del Diario del Vampiro (la cui prima uscita risale al 1991) e diciamo che da allora, la tecnica di scrittura/scopiazzatura da parte della Meyer deve essersi notevolmente affinata!!
I personaggi non reggono, le poche, laconiche, blande, descrizioni sono super impersonali e non arricchiscono la storia, i dialoghi sembrano scritti per una recita scolastica.
Non so, non mi ha preso per niente, e niente mi è rimasto addosso di questi romanzi, se non i soldi che ho risparmiato!
Insomma, ho scritto tutto questo sproloquio che magari nessuno di voi leggerà mai, solo per esprimere e palesare il mio disappunto.
Non rimpiango di averlo letto, essendo una book worm, non ritengo (quasi) mai sprecato il tempo passato a leggere, (anche se credo di aver perso qualche diottria a leggere dal display dello smartphone) però la delusione provata nei confronti di questa saga ha raggiunto dei livelli EPICI.
Quindi mi ricollego al titolo dicendo che a volte: IL TELEFILM E’ MEGLIO DEL LIBRO!



Con amore,
Svamps.

P.S. Che dite? Sarà il caso di iniziare a vedere anche True Blood?!

(*trad. paccheri = schiaffi)

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