giovedì 24 luglio 2014

La prima macchinetta analogica non si scorda mai! [Anche se è una toy camera]

Farà anche brutto dirlo con tono quasi sprezzante, ma di recente (leggi nell’ultimo paio di anni), impazza l’analogicomania.
Credo che fondamentalmente sia andato pari pari con l'evolversi dell'indie in hipster, e lo spargersi del concetto di vintage e di ommiddioquestomaglionedimiononnoècosìfigo!
[Se l'hai letto tutto d'un fiato, complimenti! 10 punti a grifondoro!]
Ora, quello che da un lato può considerarsi un amalgamarsi di capre belanti (me compresa of course, perché sono una capra belante anche io, ma io sono figa e i fake hipstah NOH!), dall’altro è un’attività interessante e positiva che ti fa vedere le cose in un'altra veste.
Un anno e mezzo fa circa, forse pure di più, la mia amica Mafalda ha iniziato un percorso inesplorato, per lei che aveva sempre scattato in digitale.
Ci parlava con entusiasmo di ogni mercatino che riusciva a trovare e degli affaroni che portava a termine con gli scaltri venditori, mostrandoci poi i tesori che si accaparrava.
Coinvolgendo nel tunnel anche Carla, Veronica e Silvia, le sentivo sempre più spesso parlare di otturatori, tempi di esposizione, levette che si bloccavano, pellicole scadute e sviluppi più o meno costosi.
Tutta roba da cui sono riuscita a tenermi alla larga per un bel po’ di tempo.
Almeno fino a quando…
Una mattina universitaria, un’altra nostra amica super appassionata di fotografia, Marialuisa, arriva superfelice e ci annuncia di aver scovato su ebay uno stock di ‘Action Sampler’.
E dopo che Charls (è così che chiamiamo Carla… in realtà non la chiamiamo quasi mai Carla, ma sempre con millemila nomignoli diversi) me ne descrive le semplicissime prestazioni, senza troppe pretese ed indugi, mi dico che 10 euro (si avete capito bene) non sono poi così tanto e decido di acquistarne una.
Dopo qualche settimana, provo l’immensa gioia di scartare il grazioso pacchetto che la fa somigliare ad un giocattolo, con tanto di bigliettino di benvenuto nella Compagnia del Rullo (il nome del nostro fandom dedito all’analogico).

Costringo Charls a bigiare il corso per andare a comprare immediatamente un rullino di prova ed opto per l’unico disponibile, un Kodak Colorplus iso 200, pagato decisamente troppo!
Mi inserisce il rullo e BAM!, inizio a scattare e a decantare la bellezza della multilente della mia Staryu, denominata così a causa della sua somiglianza con una stella marina e quindi col famoso Pokémon.

Ecco a voi qualche scatto dei primi due rullini:


Ovviamente queste siamo io e Carla nel bagno dell'università che facciamo le idiote.





E avevo scordato di aggiungere che la Action Sampler... è subacquea!
Ebbene si! Ha una specie di cover di plastica trasparente con tanto di laccetto da polso, a chiusura ermetica, che permette di scattare sott'acqua, anche se, non avendo un mirino molto preciso, a volte le foto vengono (scusate l'espressione) a cazzo!




Errore che dopo svariati rulli, ancora commetto è quello di non cogliere alla perfezione i movimenti e di sfruttare malissimo la luce, ma non mi perdo d'animo.
Ci sentiamo nel prossimo post che verterà nuovamente sulla fotografia e su un nuovo progetto fotografico ma non voglio svelarvi nulla!


Con amore,
Svamps.


Nessun commento:

Posta un commento