sabato 28 giugno 2014

Normal people scare me, ovvero: 'a volte ritornano ad infestare il web'.


Ci risiamo...
Ogni volta che apro un nuovo blog mi attanagliano sempre mille dubbi su quello che devo scrivere nel cosiddetto 'Post di presentazione'.
Non c'è tipo un manuale da qualche parte con i 10 pass per un blog di successo, o una cosa del genere?
Beh se c'è devo essermelo perso perché tutto so fare fuorché gestire un blog sull'internettò (da leggere in modalità vecchietto).
Se ho deciso di ritornare a scrivere è solo grazie a Fabrizio, che dopo aver sparato fuori tutta una serie di idee geniali, mi ha chiesto di scrivere nella sezione libri del sito di cui si occupa, Odd Mag (nell'elenco dei blog seguiti, se volete farvici un giretto).
Il fatto  è che io ho rifiutato l'offerta, ne ho avuto paura, temevo di non essere all'altezza del progetto e di non leggere libri abbastanza interessanti da meritare l'attenzione della gente.
Però ormai il pallino di ritornare a scrivere cazzate ormai mi era rimasto nel cervello.
Gli ultimi blog che ho avuto, li ho sempre cancellati, molti mi hanno portato male, altri erano semplicemente troppo personali, altri privi di interessi, altri il muro del pianto.
E quando apri un nuovo blog una delle cose a cui pensi è: "Ma io di cosa voglio scrivere?"
Mi è sempre stato difficile seguire un progetto con costanza (chi sarà mai, poi, sta Costanza di cui tutti parlano) e pazienza.
Non riesco a portare avanti la filosofia del 'beviduelitridiacquaalgiorno' per neanche UN solo miserissimo giorno, figuriamoci tenere un blog a tema.
Anche perché parliamoci chiaro (e detto tra noi) sta cosa dell'avere un blog assennato, con un tema centrale, che parli solo di una cosa e che attiri migliaia di lettori, mi sa di estremamente piscologicoavanzatotropporastabeatcomplicatowannasghè (e se sei riuscito a leggere tutto al primo colpo si è fierr!).
E poi l'indecisione: scrivo una specie di Diario di una nerd superstar (per la gente che come me lo segue in inglese: AWKWARD) o cerco una parvenza di serietà applicandomi alla recensione dei libri che leggo perché li legge LAGGENTE e che puntualmente mi fanno schifo?
Nessuna delle due!
Zan zan.
Ecco perché ho deciso che non ci sarà un leif motiv in questo blog, se non la svampitaggine che contraddistingue la mia sfigata vita quotidiana, fatta di jastemme, lamentele, parolacce, telefilm, libri (soprattutto libri), poca voglia di studiare e capelli tinti.
Si, mi tingo i capelli.
(Non tanto spesso quanto vorrebbe il mio parrucchiere, ma si, sono una FINTA ROSSA!)
La realtà è che dentro di me, nonostante i capelli nerissimi, mi sono sempre sentita una peldicarota con le lentiggini, una sorella Weasley perduta, una Ygritte con la freccia incoccata.
Scusate sto divagando come al solito.
E' una cosa che mi riesce davvero facile.
Mi perdo in citazioni che quasi nessuno coglie come se stessi declamando l'Amleto e uso intercalari inglesi non tanto perché faffigo ma perché li uso realmente anche nella vita quotidiana, tant'è che non è raro vedermi concentrata a tentare di ricordare come si dice qualche parola in italiano perché la ricordo solo in inglese.
Quindi dopo tutto questo bello sproloquio, benvenuta a me e a voi.
Ah, per la cronaca io sono Svamps (che si, avete capito bene, sta per svampita), 26enne studentessa di Architettura a tempo perso, distratta, frivola, pseudoroccherròllwannasghèindiewastednerdscemaipocondriacaansiosapuzzona e gnente ho molteplici personalità, che sfortunatamente non riesco a tenere sotto controllo e spesso se ne vanno per i cazzi loro.
Ora, se quello che scrivo non vi piace, o è troppo cheesy, o troppo cinico, o troppo guerrafondaio o checchésia, siete liberissimi di cliccare la X in alto a destra e levarvi dalle balls.
Con amore,


Svamps

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