giovedì 21 febbraio 2019

Monstress vol. 1 Il risveglio di Marjorie Liu e Sana Takeda [o anche Mad max fury Road incontra la versione femminile de Il signore degli Anelli]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo giovedì.
Come vi ho già scritto nelle recensioni precedenti (ma repetitia iuvant), per un po' non potrò girare video causa computer morto (pensate che ho un sacco di recensioni girate che non posso editare!) e quindi di conseguenza ho deciso di tornare a scrivere.

Aniuei non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Oggi vi parlo nuovamente di una graphic novel e cioè di:



TitoloMonstress vol.1 Il risveglio 
Autore:  Marjorie Liu, Sana Takeda
Pagine: 208 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 16 Maggio 2017
Editore: Mondadori

Collana: Oscar Ink
Prezzo: € 19,00
Maika è una sopravvissuta. La guerra si è presa il suo braccio sinistro. Ora lo spaventoso potere che è in lei vuole prendersi il resto. Ambientato in una ucronica e suggestiva società asiatica matriarcale del primo novecento, Monstress combina elementi del genere giapponese «kaiju» (quello dei mostri giganti e potentissimi come Godzilla) con contaminazioni estetiche di sapore steampunk.  Un'acclamata, sontuosa, magnifica rivelazione del fumetto nippo-americano.


Innanzitutto ringrazio Mondadori per avermi permesso di leggerlo perché è esteticamente un prodotto perfetto, non appena ho avuto tra le mani il volume non ho potuto fare altro che ammirarlo per giorni e giorni, con la paura di iniziarlo.

Aveva l'aria da epopea high fantasy mescolata ad elementi steampunk, ma con quella dose di follia in pieno stile Mad Max Fury Road!
Devo essere sincera, ci ho messo un po' a leggerlo, quasi una settimana.
Purtroppo potevo dedicare un po' di tempo alla lettura solo di sera, e complice la stanchezza e 'la pesantezza' del tomo, non riuscivo proprio a prestare attenzione per più di quattro pagine, ed essendo un primo volume molto corposo, ecco che si spiega come è possibile che io ci abbia messo quasi una settimana per finirlo.


Credo che questi elementi, uniti ad una trama complessa e difficile da seguire, abbiano inficiato la mia lettura, non facendomela godere in toto.

Monstress vol.1 (ma credo anche il vol.2 e 3) è dal punto di vista estetico e materiale davvero splendido.
Un cartonato rigido, con una carta molto spessa, adatta a ricevere la stampa di tavole super piene (spesso un po' confusionarie eh c'è da dirlo), ricche di colori opachi e spesso scuri.
All'inizio c'è una bellissima mappa che ci aiuta a capire bene dove siamo posizionati e quali sono i nostri spostamenti, ma devo essere franca. Quello che mi sarebbe servito davvero tanto era un albero genealogico, o un'appendice, o almeno un elenco schematico dei personaggi e delle relazioni che sommariamente hanno gli uni con gli altri.

Una piccola pecca del volume, che in quanto introduttivo dovrebbe darci una panoramica ampia di tutto ciò che rappresenta la storia, è quella di buttarci addosso circa un triliardo di personaggi, tutti diversi tra loro (la maggior parte sono donne) per fazione politica, razza, storia, eppure le loro voci si confondono e sembrano tutte uguali.
Tutti contro tutti, guerra tra arcanici ed esseri umani, con in mezzo le Cumae (che ancora non ho capito se sono delle 'vere' streghe o semplicemente delle pigne in culo con la sete di potere e la voglia di ammazzare ogni essere vivente).
Il worldbuilding risulta complesso, troppo intricato, ci sono continui flashback del passato di vari momenti della vita della protagonista, che hanno lo scopo di farci capire qualcosa, ma arriviamo alla fine del volume che comunque non abbiamo capito una cippalippa.
Non a caso la narrazione inizia proprio nel bel mezzo dell'azione e del casino, e poi ogni tanto ci sono questi rimandi a dialoghi passati, ricordi della protagonista oppure ci sono degli spiegoni fatti da un gatto che tentato parzialmente di salvare il salvabile.
Il punto è che di questi spiegoni ce ne vorrebbe uno ogni dieci pagine e soprattutto, quello più importante, che illustra la divisione delle razze, delle caste e delle terre, ce lo troviamo quasi oltre la metà della storia, quando abbiamo già ampiamente iniziato ad invocare varie divinità nella speranza di comprendere chi cosa dove e quando.


Mi è piaciuto davvero tanto che il cast fosse (quasi) tutto al femminile, basti pensare che incontriamo qualche soldato e poi solo Sir Corvin (unfigociaonealladignità) e soprattutto che la protagonista, Maika, sia in qualche modo 'spezzata', sia a livello mentale che fisico, visto che le hanno tranciato via un braccio e l'hanno marchiata a fuoco (potremmo paragonarla ad una Celaena/Aelin per tutte le torture subite e gli anni di schiavitù ad Endovier, con il risultato delle cicatrici sulla schiena).

Maika racchiude in sé un po' di tutte le eroine, anzi le antieroine, che ultimamente stanno popolando romanzi e graphic novel.
Il suo aspetto mi ha ricordato davvero molto Mia di Nevernight (scritto da Jay Kristoff e prossimamente pubblicato in Italia proprio da Oscar Vault), con tanto di gatto consigliere; ma anche la Milla Jovovich di Resident Evil o la Angelina Jolie di Tomb Raider (o la stessa Charlize Theron in Mad Max Fury Road).
I disegni sono meravigliosi, fanno molto Alfons Mucha e art nouveau degli anni '20, soprattutto per le tonalità.
Insomma tante cose a favore, ma anche delle cose che proprio meh.
Come vi dicevo, il wordbuilding, che è tanto affascinante quanto incomprensibile. Stessa cosa per le fazioni. Che storia c'è dietro? Perché ci sono tutte queste differenze? Cosa lo ha causato?

Immagino che comunque verrà spiegato più avanti, però tutta questa 'complessitudine' mi ha reso poco godibile la lettura e l'elevato numero di personaggi mi ha impedito di entrare in empatia con almeno uno di loro.
Anche la stessa protagonista o la bambina volpe che lei si premura di proteggere o Tuya, la migliore amica compagna di evasione, risultano tutte lontane ed irragiungibili.

Ovviamente so che è solo il primo volume e che negli altri due già pubblicati le cose magari sono spiegate meglio, quindi mi riservo di aggiornarvi più avanti quando li leggerò.
Alla fine il voto è di  TRE STELLINE perché ci sono state molte cose che mi sono piaciute, ma anche tante che mi hanno confuso ed appesantito il cervello.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

mercoledì 20 febbraio 2019

Girl from the Other Side, Vol. 1 ed altri sogni fiabeschi

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo mercoledì freddino e umido, nuovo recuperone recensionesco.
Se ieri avete letto la mia recensione di Murderabilia, e se non lo avete fatto FATELO SUBITO, sapete che ho il computer (su cui ci sono tutti i video da editare) morto e sepolto e ormai mi arrangio sia col cellulare che coi pc altrui.
L'alternativa è provare a girare video continui senza mai interrompermi visto che non posso fare editing. 

E vi giuro che non c'è da scherzarci perché  è veramente difficile.
Quindi per quel che posso riprenderò a scrivere.



Oggi vi parlo di un fumetto bellissimo che JPop Manga mi ha permesso di leggere e cioè di:



Titolo: Girl from the other side
Titolo originale: Girl from the other side
Autore: Nagabe
Pagine: 180 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 30 Gennaio 2019
Editore: Edizioni BD
Collana: J-Pop
Prezzo: € 6,50

Un tempo in una terra molto lontana, vi erano due regni. In uno, "l'esterno", risiedevano creature dall'aspetto grottesco il cui tocco portava un maledizione. Nell'altro, "l'interno", c'era un rifugio sicuro per gli esseri umani. L'incontro fatidico tra due abitanti dei regni in guerra, che non avrebbero potuto incontrarsi, fa sbocciare questa piccola storia. Questa è la favola dell'oscura creatura e della bambina, che indugiano sul calar della sera, al confine tra il giorno e la notte.

Come sapete io non ho chissà che cultura di manga ed anime, ne ho letti svariati nel corso della mia vita, molti non li ho mai finiti causa moneymoneymoney o causa mancanza di fumetterie nei miei immediati dintorni o semplicemente per pigirizia.
Quindi diciamo che non sono la persona più affidabile del mondo per parlarvi di questo genere di opere.
Io so solo quello che mi piace e quello che non mi piace e Girl from the other side mi è piaciuto dalla prima all'ultima pagina.
E' uno di quei fumetti che aveva tutte le caratteristiche per impressionarmi, ma anche tutte le carte in regola per essere un BIG NOPE!
Non è mai facile, per il primo volume di una serie, avere quella giusta dose di mistero e bellezza tale da attirare il lettore, tenere alta la sua soglia di attenzione, non svelare troppo ma neanche fargli una palla assurda o almeno non scoglionarlo confondendolo.
Girl from the other side è il risultato di quel giusto mix, con dosi perfette, atmosfere cupe e quel senso di delicatezza ed innocenza che ci preannuncia 'MASSACRO' a gran voce.
E' la cronaca di una tragedia annunciata che non possiamo fare a meno di guardare.

La protagonista principale è una bambina di nome Shiva che vive "dall'altro lato" di un villaggio completamente abbandonato, in una vecchia casetta sperduta in mezzo ad un bosco, in compagnia dell'unica persona (?) rimasta lì con lei, ovvero il guardiano conosciuto come 'Maestro', un essere mostruoso dalle fattezze umanoidi che ricorda in maniera impressionante il protagonista di The anciet magus bride di Kore Yamazaki.
Maestro ha il compito di prendersi cura di Shiva, di proteggerla, di crescerla, ma non potrà mai toccarla.
Questo perché lui viene "dall'altro lato" e solo sfiorandola con un dito potrebbe infettarla con una maledizione di cui tutti sembrano avere paura.
Durante le loro giornate, Shiva e il Maestro prendono spesso il thé all'aperto e giocano e studiano e Maestro le insegna la differenza tra Interno ed Esterno, tra coloro che vivono dalla giusta parte del muro e gli 'estranei' che col loro tocco mortale, sono portatori della maledizione (ed il cui aspetto è praticamente uguale a quello del Maestro).


Ad un certo punto, la bambina, in cerca di sua nonna, come una simil Cappuccetto, si avventurerà nel bosco, dove non incontrerà il lupo, ma un animale ben peggiore: l'UOMO.
L'uomo con pregiudizi, badate bene. L'uomo che la vede come un essere maligno, uno spettro venuto ad ucciderli tutti.
Maestro cercherà di insegnarle come può il sottile confine tra bene e male, tra giusto e sbagliato e tra interni ed estranei.
La questione della malattia/maledizione è un po' fumosa ed in maniera macchinosa Maestro prova a spiegarla a Shiva (e al lettore) mediante la lettura di una favola, non riuscendoci benissimo.
Ma è solo il primo volume e di certo non mi aspettavo che il tutto si snodasse e sciogliesse in pochi capitoli. Quindi staremo a vedere.


I toni cupi, inquietanti, surreali, cozzano e si sposano allo stesso tempo benissimo con la vaghezza delle figure, spesso non delineate perfettamente.
Il contrasto tra il Maestro e Shiva è messo in evidenza dall'uso del bianco e del nero, come due facce della stessa medaglia.
Il prodotto finale è fine, delicato, raffinato e misterioso, come una fredda mattina con la foschia in un bosco silenzioso.


Il sottotitolo della storia, Siúil a Ruin, è il titolo di una canzone tipica irlandese, cantata dal punto di vista di una donna in attesa dell'amato, imbarcato lontano durante la guerra. Io ho scoperto questa cosa per caso su Goodreads e vi linko la canzone che è bellissima e triste allo stesso tempo (come tutte le canzoni di questo genere) e che ha fatto da sfondo alla stesura di questa piccola recensione che spero vi invogli a leggere il fumetto.
Mi è alquanto oscuro il filo che dovrebbe unire la favola al testo alla canzone, ma ci stava bene comunque!
(Potete ascoltare la canzone qui)


Alla fine il voto è di QUATTRO STELLINE perché già dal primo volume questa storia mi sembra magica e fantastica, e potrebbe rivelarsi una delle migliori del 2019, ma diciamo che non voglio seccarmi da sola!
So solo che non vedo l'ora di poter leggere il secondo volume.
E voi?
Lo avete già letto?

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps

martedì 19 febbraio 2019

Murder Alvaro wrotes! Ovvero recensione di Murderabilia, a metà tra Mr. Bean e Tom Gauld

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo martedì di recupero recensioni!
Come vi ho già scritto nelle recensioni precedenti (ma repetitia iuvant), per un po' non potrò girare video causa computer morto (pensate che ho un sacco di recensioni girate che non posso editare!) e quindi di conseguenza ho deciso di tornare a scrivere.

Aniuei non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Oggi vi parlo di:




Titolo: Murderabilia
Titolo originale: Murderabilia
Autore:  Alvaro Ortiz
Pagine: 112 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 14 febbraio 2019
Editore: Bao Publishing
Prezzo: € 17,00
Il debutto in Italia di Álvaro Ortiz è una storia sorprendente: Malmö Rodríguez è un ragazzo senza arte né parte che vive con i genitori. Un giorno lo zio muore, solo, in casa propria, e Malmö prende con sé i gatti del parente. Il fatto che poi decida di venderli a un collezionista di memorabilia legate a morti violente o misteriose è l’inizio di una storia che lo stesso Malmö, aspirante scrittore, non avrebbe mai saputo immaginare o prevedere. Un libro ironicamente in bilico tra quotidianità e assurdo, con colpi di scena sorprendenti e uno stile narrativo davvero unico in Europa, che ha fatto di Ortiz uno dei massimi esponenti del fumetto spagnolo moderno.

Partiamo subito da una definizione da vocabolario: “Murderabilia” è un termine utilizzato per tutti quegli oggetti ritenuti di valore perché legati a dei crimini violenti.
(Contro il logorio della vita moderna compra anche tu la tazza del caffé da cui ha bevuto quel famoso assassino e ti faccio vedere come ti sentirai meglio!)
Mälmo Rodríguez (che ha lo stesso nome del comò Ikea che hanno i miei genitori in camera) non studia, non lavora e non cerca lavoro. (STORY OF MY LIFE dei 1D in sottofondo)
Odia vivere con i propri genitori e dice di voler fare lo scrittore, ma non è che scriva molto. Ha una coppia di gatti neri ereditati da suo zio che è appena morto d’infarto. Sembrano gatti comuni, ma si dà il caso che qualcuno sia disposto a pagare profumatamente per averli. 
Cioè praticamente un collezionista di murderabilia ha deciso di accaparrarsi i gatti perché parte cruciale della morte dello zio e visto che alcuni collezionano francobolli ed altri contano le mattonelle, perché non prendersi in casa due gatti cannibali?
Ho letto questo graphic novel tutto d'un fiato e non c'è stata una sola cosa che non mi sia piaciuta. Forse solo la superficialità del rapporto umano che Mälmo ha con Marcy, ma a conti fatti credo che sia voluto.
Mälmo rappresenta un po' la generazione dei Millenials, spesso definiti 'senza voglia di fare un cazzo', presi da un malessere interiore che li porta a non sapere decidere cosa fare delle proprie vite e che finiscono irrimediabilmente per compiere delle cazzate grosse come case.
(La frase scelta ha un senso e lo capirete solo quando leggerete il fumetto!)
Costretto a prendersi cura dei gatti di suo zio morto, per fare un po' di soldi e poter stare un po' via da casa, il ragazzo decide di 'vendere' i due mici ad uno strano acquirente.
Sì, il tizio dei murderabilia di cui sopra.
Mälmo porta i gatti a casa del Collezionista (che ci tiene a non far sapere il proprio nome) e decide di restare a dormire da lui (perché Comodino? perché? - d'ora in poi lo chiameremo Comodino perché copincollare sempre Mälmo mi secca un sacco!).
L'indomani perde l'unico autobus giornaliero che lo avrebbe riportato a casa (che culo Comodino guarda!) e si vede costretto a pernottare nuovamente nella cittadina.
Per non scassare i ball al Collezionista, al quale piace parlare di cose che fanno avutare lo stomaco durante la cena, affitta una stanza nell'unico motel della zona (coi soldi ricavati dalla vendita dei gatti), facendo così la conoscenza di Marcy  (che pure tanto a posto col cervello non ci sta).
Ecco, forse lei è quella che ho trovato più fuori posto all'interno della storia.
Messa lì a fare da contorno o da escamotage per innescare gli eventi ed essere il filo che lega Comodino alla cittadina piccola e becera in cui si è trovato bloccato.
La storia non è particolarmente brillante, anzi in più punti vi chiederete: ma quindi devo aspettarmi il botto? il gran finale? il colpo di scena? un cambio di trama? diesci alla lochesciò?, eppure riesce a tenervi incollati per il senso del macabro, per lo humour black che caratterizza sia Mälmo che il Collezionista, ma anche per il disagio ed il cringe che vi genereranno gli altri personaggi, in special modo gli amici bizzarri di Marcy.
(Verissima è la frase: quando hai pochi amici cerchi di farteli andar bene quanto più possibile - anche se sono delle emerite teste di cazzo.)
La storia è un crescendo di vita quotidiana e bugie, pregiudizi ed azioni violente fino a sfociare in un calmissimo e forse prevedibile colpo di scena che ho adorato.
Era la storia che mi ci voleva proprio oggi!

Non lasciatevi ingannare dalla tinte chiare e rilassanti, c'è decisamente del marcio in Murderabilia!
Ma soprattutto c'è nelle persone e nei pregiudizi che si portano dietro, anzi forse direi più nell'ottusagggggggine che nei pregiudizi.
Questa storia è il perfetto riassunto della società moderna che potremmo definire con Buongiorno Medioevo.
In tutto questo c'era un particolare che avevo intuito e che va a giustificare, più o meno, il comportamento di un personaggio ma credo che sia sviluppato male ed in maniera troppo frettolosa.
Due frasi messe lì a caso come a dire: se non lo avevate capito leggendolo, ve lo dico io e ciao.

Alla fine il voto è di  QUATTRO STELLINE perché lo stile strano e surreale mi ha conquistata, la storia per quanto possa sembrare priva di capo o coda ha un messaggio centrale fondamentale, ovvero non rompete il cazzo alle semenzelle e poi i disegni mi hanno ricordato una versione più ricercata di quelli di Tom Gauld.
Insomma se avete voglia di qualcosa che per le tinte chiare, opache o pastello vi ricordi un po' le ambientazioni alla Mr. Bean (il cartone per bambini però) ma che abbia l'inquietudine della Signora in giallo, Murderabilia fa decisamente per voi!

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

giovedì 14 febbraio 2019

La Musa degli Incubi (che infrange tutti i nostri desideri da Sognatori) di Laini Taylor

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo giovedì febbraiesco sanvalentinesco e pieno di contraddizioni, vi porto la recensione di un libro che ho amato con ogni fibra del mio essere.
Un romanzo che ho potuto leggere grazie a Fazi, che ringrazio per la copia ricevuta..

Oggi vi parlo di:

[copertina italiana ed originale a confronto]


Titolo: La Musa degli Incubi
Titolo originale: Muse of Nightmares
Autore: Laini Taylor
Pagine: 523 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 14 Febbraio 2019
Editore: Fazi
Collana: Lain ya
Prezzo: € 15,00

La peggiore paura degli abitanti di Pianto si è concretizzata: nella minacciosa fortezza di mesarzio i figli degli dèi sono ancora vivi. Sarai è diventata un fantasma, mentre il Sognatore ha appena scoperto di essere lui stesso un dio dalla pelle blu, l'unico capace di fronteggiare l'oscura Minya, animata dall'implacabile desiderio di vendetta nei confronti degli umani che massacrarono la sua gente. Lazlo si troverà di fronte alla più impensabile delle scelte: salvare la donna che ama oppure tutti gli altri. Ma inquietanti misteri dimenticati chiedono di essere risolti: da dove sono arrivati, veramente, i Mesarthim, e cosa ne è stato di tutti i bambini nati nella fortezza durante il dominio di Skathis? Quando i portali dimenticati si apriranno di nuovo, mondi lontani diventeranno pericolosamente vicini e un inatteso, potente nemico arriverà deciso a spazzare via le fragili speranze di tutti, dèi e umani. Sarai, la Musa degli Incubi, conoscitrice di ogni genere di paura fin da quando aveva sei anni, sarà costretta ad affrontare orrori che neanche immaginava e ad andare oltre i suoi stessi limiti: l'esperienza le ha insegnato che l'odio e il terrore sono sentimenti facili da provocare. Ma come si fa a rovesciare l'odio, a disinnescare la vendetta? È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli?


Partiamo col dire che non mi sentivo così felice di leggere un libro da quando ho finito Nevernight a metà dicembre. (Sono quasi due mesi e la cosa è grave.)

Vi basti pensare che neanche il seguito di Nevernight (Godsgrave) è riuscito a scuotermi, tanto da costringermi a lasciarlo a metà. 
Perfa non odiarmi, sento il tuo sguardo ammonitore fin qui.

Sta di fatto che quando il 2 ottobre è uscito MoN (Muse of nightmares) in lingua, io ho addirittura comprato la copia rigida in inglese, ho iniziato a leggerla e ho smesso dopo pochi capitoli.
Le cause sono state che: UNO, io Laini Taylor in inglese non riesco proprio a leggerla, cioè ho un rifiuto, sarà una cosa mentale, ma giuro che non ci riesco; DUE, ci avevo impiegato una settimana per leggere Kingdom of Ash facendo il salto dello spoiler e il tutto durante la settimana prima dell'esame di stato e mi sentivo spolpata, non riuscivo a fare così anche per Mon; TRE, sentivo l'obbligo di leggerlo solo per non beccarmi gli spoiler a più libri più liberi.
Infatti sono andata a conoscere Laini a Roma, SENZA aver finito il suo libro.

Laini perdonami.

La musa degli incubi è un racconto che ti ammalia, ti strega, ti incanta, ti tiene incatenato, manipola i tuoi sentimenti, ti fa piangere e urlare e dimenticare e volare e desiderare di combattere e desiderare di morire.
La musa è una grande e grossa Isagol, feroce e terribile, che con le sue fauci spalancate è pronta a ingoiarti tutto intero.

La storia riprende esattamente da dove ci eravamo interrotti.
SPOILER PER CHI NON HA LETTO IL PRIMO LIBRO!!


Dopo la morte di Sarai, Lazlo non sa più come sentirsi.
E' prigioniero del suo dolore nonché della terribile Minya, che se già nel primo la schifavamo per mano alla legge, adesso diventa una pigna in culo a tutti gli effetti.
Minya non vede nulla di buono e positivo.
Vuole vederli tutti morti, tutti sottomessi, tutti prigionieri, tutti fantasmi al suo servizio e neanche le Ellen riusciranno a farla ragionare.
Devo ammettere che la prima parte è mooooolto lenta, forse troppo.

Il motivo potrebbe essere che ricopre uno spazio temporale decisamente troppo breve (stiamo parlando di un giorno solo e pare che ne siano passati cento da quanto è lenta la narrazione.)
Infatti non ho ingranato subito. Leggevo due o tre pagine e staccavo e non sentivo quel fremito in fondo allo stomaco che mentre sto mettendo giù un libro, mi induce a pensare: non vedo l'ora di tornare a casa per continuare.
La cosa positiva è che ogni tanto si intrufolavano i capitoli dedicati a Thyon (che ho rivalutato tantissimo e che finalmente ha avuto il giusto spazio e cambiamento che un personaggio come lui si meritava), Ruza, Calixte, Eril-Fane e sua madre, Azareen.
Non vi dico neanche quanto sono stati strazianti e bellissimi e terribili i capitoli di Azareen.
Ho morso il cuscino per soffocare i singhiozzi. (Non un bello spettacolo).


La maestria della Taylor sta, non solo nell'avere un'immaginazione sconfinata, quasi come quella di Lazlo, né nell'aver messo qui e lì qualche easter egg!(tenete gli occhi aperti), ma anche nella capacità di raccontare il tutto come se fosse una favola, una magia che non smette mai di compiersi.
E' capace di mettere certe frase valentinesche vomitevoli in un capitolo pieno di sofferenza e distruzione e farti desiderare di condividerle su instagram o su tumblr sotto alla foto di te che abbracci il tuo fidanzat*

Gli eventi seguono una linea a zigzag, forse un po' difficile da seguire, ci sono due fili temporali che si intrecciano come due uccelli in volo (o forse solo uno?).
Restano gli incubi e la maestri di Sarai nel dominarli. 
E saranno proprio alcuni determinati incubi a causarvi uno shock.

Una sola piccola rivelazione che non mancherà di farvi scendere la lacrimuccia.
Ve lo assicuro. Anzi, a me è scesa in più punti e a più frasi e più rivelazioni.
La crudeltà mostrata da Minya, il suo disprezzo, la sua rabbia, la sua paura, sono tutto ciò che li ha tenuti in vita per sedici anni eppure coloro che lei ha salvato a soli sei anni, hanno fatto fronte comune contro di lei, si stanno alleando coi nemici per detronizzarla.

Neanche i suoi fantasmi riescono a placarla, anzi!
E con Lazlo, degno erede di Skiathis, a metterle i bastoni fra le ruote e a ficcanasare nei meandri reconditi della fortezza, l'unica mossa da fare è quella di ribaltare la scacchiera per aria e costringere il perdente a chinarsi a quattro zampe per raccogliere tutti i pezzi.

I colpi di scena spaccacuore non mancano, le morti neanche, i pianti non si risparmiano, la bellezza e la magia circondano tutta la storia, ammantanandola anche di un velo di mistero.
Mistero che verrò sciolto e svelato man mano, come un palmo che si apre pian piano per rivelare il bocciolo di un fiore o un uccellino appena nato dall'uovo schiuso.

Insomma, non ho parole per descrivere la bellezza di questo libri, o la forza dei suoi personaggi, o il profondissimo messaggio d'amore e di aiuto che queste pagine urlano a gran voce.
Quindi leggetelo, perché se avete amato Il sognatore non potrete non amare anche questo.
E' stato il libro più bello di febbraio, e lo sarà sicuramente anche del 2019!
Alla fine il voto è di CINQUE STELLINE perché è la degna conclusione di una storia magica e stupenda.
Perché se con Strange avete imparato a sognare, con la Musa imparerete che i sogni hanno sempre un'altra faccia della medaglia e che 'chi chiederà aiuto ad hogwarts lo trova sempre'.
Ah non era proprio così la frase?
Suppongo di no.
Ma il succo è quello.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps

mercoledì 6 febbraio 2019

La casa che mi porta via (su delle zampe di gallina) [recensione sognante del romanzo di Sophie Anderson]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo mercoledì febbraiesco (febbraio curt e amaro!), vi porto la recensione di un libro dolce, tenero, avventuroso ed un po' irriverente.
Un romanzo che bramavo di leggere da un po' e che grazie a Rizzoli ho potuto recensire per voi.
Colgo l'occasione anche per ringraziare della copia ricevuta e questa è un'onesta recensione sognante.


Oggi vi parlo di:
The House with Chicken Legs (English Edition) di [Anderson, Sophie]

[copertina italiana ed originale a confronto]




Titolo: La casa che mi porta via
Titolo originale: The house with chicken legs
Autore: Sophie Anderson
Pagine: 330 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 22 Gennaio 2019
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa ragazzi
Prezzo: € 17,00

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell'aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l'amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze!


Premetto col dirvi che il motivo scatenante per cui ho deciso di leggere questo libro è stato la reminiscenza del Castello errante di Howl (che ho amato con tutto il mio cuore).

Una nonna che parla coi morti, una casa che se ne va a zonzo per i paesi, una bambina curiosa che si porta dietro una taccola?

Miyazaki dove sei??? Vieni SUBBBBBBITO a farne un film!

La storia narrata è quella di Marinka, dodici anni (quasi tredici), capelli rossi e tanta voglia di avere un amico vero. Vivo. Nel vero senso della parola.
Sì, perché Marinka è la nipote di una Yaga, ovvero una guardiana dei Cancelli, che la sera prepara succulenti piatti per accogliere i morti, ristorarli, farsi raccontare la loro storia e poi accompagnarli al cancello, dove poi andranno 'oltre'... verso le stelle.
Quindi la sua vita si svolge intorno ai morti e non è mai nello stesso posto visto che lei, sua nonna e la taccola Jack, si spostano di luogo in luogo grazie alla loro casa con le zampe di gallina.
E non storcete il naso!
Vi vedo eh... Quelle gambe sono velocissime!
Non sapete quante gare di velocità fanno le casa Yaga ad un raduno di Yaga Guardiane.

Se il termine Yaga non vi è nuovo, è perché si viene dal folclore russo/polacco dove Baba Yaga è una figura 'mitologica', delle storie della buonanotte, personaggio quasi sempre cattivo, che si sposta con una casa dalle zampe di gallina (in Polonia la casa ha una solo zampa, in Russia entrambe) oppure vola a cavallo di un mortaio d'argento.
E' una donna ambigua, raramente benevola.
Viene nominata anche nella favola Vassilisa la bella (di cui è stato fatto il retelling Vassa in the night di Sarah Porter), ma probabilmente vi ricorderete di Baba Gambegialle (Baba Yellowlegs) dalla saga de Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas, dove Baba Gambegialle era a capo di uno dei tre clan di streghe, oltre alle Becconero e Sangueblu.
MA NON PERDIAMOCI IN CHIACCHIERE!

Cosa c'è che non va in questa vita?C'è che Marinka dovrà prendere, presto o tardi, il ruolo della nonna. Quello di preparare da mangiare, imparare la lingua dei morti, pronunciare le formule per aprire il cancello ed accompagnare le anime nel loro cammino verso le stelle.Cosa che lei non ha minimamente intenzione di fare. Passa le sue giornate svolgendo le mansioni che Baba le assegna, cioè preparare lo steccato di ossa intorno alla casa per tenere lontani i vivi ed attirare le anime perse dei morti, accendere le candele, accogliere gli ospiti, eppure con la mentre è sempre da un'altra parte.Il suo desiderio di sentirsi viva sul serio, di farsi degli amici che vadano oltre sua nonna e la sua taccola Jack, la spingono a compiere delle azioni sempre più azzardate che sulle prime non saranno poi così male, ma che a lungo andare le insegneranno la più grande delle lezioni.La vita non va mai come vogliamo e dobbiamo imparare ad accettarlo e ad accettare anche tutto ciò che suo malgrado ci offre.
Allora manda tutto al diavolo, litiga con la nonna, litiga con la taccola, litiga con la casa (che ricordiamo, è viva, pensa e agisce come un qualsiasi essere vivente), fugge, abbandona la sicurezza, si scontra col mondo, si caccia in guai grossi ... come una casa! Combinerà disastri a non finire e in più di un punto penserete di essere arrivati al VERO punto di svolta.
Ma non sarà mai così.Forse è questa l'unica pecca del libro. L'inizio è incalzante, la fine è brillante e commovente, ma la parta proprio centrale risulta un po' lenta, affaticata, piena di cose che mentre spezzano il cuore, a volte non riesco a coinvolgerci completamente.
Ci saranno delle scoperte che un occhio lungo ed allenato aveva già previsto ai primi capitoli, ma ciò non toglie piacere alla lettura, perché questa storia ha tanto da insegnare.
E' una sorta di moderno Pinocchio. Il bambino di legno che voleva essere una bambino vero e che provoca mille dispiaceri a suo padre prima di capire i valori veri della vita e le cose importanti da tenersi strette.
Quello di Marinka è un viaggio verso i suoi desideri più profondi, ma che una volta raggiunti non le daranno pace, anzi metteranno tutto in discussione e in dubbio.
Un viaggio che culminerà, dopo un mucchio di bugie e cattive compagnia, con una scelta. Una scelta che vi farà scendere la lacrimuccia.
Ve lo assicuro. A me è scesa in più punti.
La crudeltà mostrata da Marinka verso la nonna o verso la casa è una crudeltà che ci appartiene. E' quella crudeltà che deriva dai bambini durante uno sfogo di rabbia repressa, o quella di un adolescente arrabbiato.
La rabbia le deriva dalla morte prematura dei suoi genitori, dall'impossibilità di decidere cosa fare della propria vita, dalle regole che le vengono imposte.
Insomma, se da un lato la bacchettiamo per i guai che combina (proprio come una moderna Pinocchio), dall'altro capiamo la sua voglia di libertà e di libero arbitrio.
Ci ho visto anche un po' di Coco in questa storia, quel pizzico di magia che deriva dal culto dei morti.
Insomma, leggetelo perché io l'ho amato!
E' stato il libro più bello di gennaio!
Alla fine il voto è di QUATTRO STELLINE perché è una storia magica, tenera, bellissima, di quelle da raccontare nel lettone la sera di prima andare a dormire. Il rallentamento centrale mi ha impedito di dargli punteggio pieno, ma sono sicura che vi piacerà moltissimo.
Mi sento proprio obbligata a consigliarvelo perché è davvero magico.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps

venerdì 7 dicembre 2018

3ª Tappa Blogtour: Jane Austen

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Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo venerdì di dicembre che precede l'immacolata e più libri più liberi domani a Roma ommiddio XD 
Oggi torno sul blog con la presentazione di un libro che tratta di una delle mie scrittrici preferite.

Infatti Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog la terza tappa del BT dedicato a 'Jane Austen' sia per il volume di Ninamasina che quello di Mapi ed Eleonora Antonioni.

Innanzitutto vi lascio qualche info sui volumi:

Copertina Jane

Titolo: Jane
Autore:  Ninamasina
Pagine: 88 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 30 Ottobre 2018
Editore: Hop! Edizioni
Prezzo: € 18,00
Jane Austen è considerata una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi. Oggi. Eppure Jane, vissuta in Inghilterra a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo e morta a soli quarantuno anni, non ha goduto di fama in vita. Ha inventato una particolare narrazione, unica, fuori da ogni genere, intorno a un tema - uno solo - la ricerca di un marito, non perché personalmente ritenesse, lei che non si è mai sposata, quel traguardo come vitale, bensì perché a quel traguardo al suo tempo ogni donna doveva per forza arrivare, se voleva avere un tetto sulla testa e stabilità economica. Tuttavia la Austen fa compiere alle protagoniste dei suoi romanzi un'educazione sentimentale che le porta a scegliere e non subire un matrimonio. La rivoluzione è potentissima: il rifiuto del sistema, la ricerca della felicità personale, l'autodeterminazione sono tutti concetti contenuti nei suoi scritti, divenuti immortali. Ninamasina interpreta con moderna nostalgia la vita in Austenland, utilizzando pattern, decorazioni e minute figurine che ci calano delicatamente in epoca georgiana. Nona uscita della collana "Per aspera ad astra".


Titolo: Alice in Austeland 1: Emma aspirante Cupido
Autore:  Mapi ed Eleonora Antonioni
Pagine: 120 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 5 Novembre 2018
Editore: Hop! Edizioni
Prezzo: € 12,00
Alice ha vinto una borsa di studio ed è stata ammessa alla prestigiosa Alton Abbey School. Non potrebbe essere più felice: è nella patria di Jane Austen, la sua scrittrice preferita! Amante della lettura e della scrittura, si trova però a confronto con le ragazze del Club della Moda: Breanna, Trishna, Leela e Carley, tutte molto appassionate di trucchi, accessori e YouTube. E condivide la sua camera con Chelsea, che si è messa in testa di giocare al gioco delle coppie e far innamorare le persone.... Ehi, ma qui ci sono dei punti somiglianza con un romanzo di Jane Austen, "Emma", anche lei una Cupido in gonnella! Riuscirà Alice a fermare l'uragano Chelsea?



Titolo: Alice in Austeland 2: Orgoglio e pregiudizio, mai fidarsi delle apparenze
Autore:  Mapi ed Eleonora Antonioni
Pagine: 120 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 5 Novembre 2018
Editore: Hop! Edizioni
Prezzo: € 12,00
Alice non potrebbe essere più felice e timorosa al tempo stesso: c'è un concorso di scrittura che l'aspetta, l'occasione per cimentarsi come autrice vera. Anche Trishna si mette in testa di scrivere e partecipare alle selezioni, supportata dal Club della Moda al completo. A giudicare i lavori c'è un ragazzo misterioso e affascinante, di certo borioso, tale Darcy, di cui in passato è stato vittima il simpatico Wayner, almeno a suo dire. Presto Alice si renderà conto che non bisogna fidarsi delle apparenze e che quel Darcy non è affatto male... Ancora una volta saranno i punti somiglianza con "Orgoglio e pregiudizio" di Jane Austen a guidarla.


Vi lascio anche il calendario con tutte le tappe! 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

La mia tappa consiste nel raccontarvi di tutti gli adattamenti cinematografici presenti, ovviamente io non li ho visti tutti XD

Di film, telefilm, omaggi, rivisitazioni, reboot, interpretazioni horror, punjabi e quant'altro sui libri di zia Jane ne sono stati fatti a iosa, elencarli tutti sarebbe davvero inutile quanto prolisso.
E comunque fareste prima a cercarveli su Wikipedia, quindi restringiamo il campo alle pellicole più famose realizzate per ogni libro.
Direi di iniziare certamente da suo più famoso: ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

- Orgoglio e Pregiudizio:(Pride & Prejudice) è un film del 2005 diretto da Joe Wright, tratto dall'omonimo romanzo di Jane Austen, con Keira Knightley e Matthew Macfayden. Il film è molto fedele al libro, tanto da riportarne talvolta frasi citate quasi testualmente. (Visto)

- Matrimoni e pregiudizi: è una commedia del 2004, adattamento cinematografico in stile Bollywood di Orgoglio e pregiudizio. In inglese il titolo originale del film è Bride and Prejudice, mentre quello del romanzo Pride and prejudice (Visto)

- PPZ - Pride + Prejudice + Zombies (Pride and Prejudice and Zombies) è un film del 2016 scritto e diretto da Burr Steers.. La pellicola è l'adattamento cinematografico del romanzo del 2009 Orgoglio e pregiudizio e zombie, scritto da Seth Grahame-Smith, a sua volta ispirato al classico del 1813 Orgoglio e pregiudizio, scritto da Jane Austen.

PERSUASIONE

- Persuasione del 2007 (il mio preferito decisamente): è l'adattamento televisivo, scritto da Simon Burke e diretto da Adrian Shergold, con Sally Hawkins (La forma dell'acqua e la zia cattiva di Jane Eyre avete presente?) e Rupert Penry-Jones. (Visto)

EMMA

- Emma è un film del 1996, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo, diretto da Douglas McGrath, vede protagonisti Gwyneth Paltrow,Toni Collette e Ewan McGregor. (Visto)

Ragazze a Beverly Hills (Clueless) è un film del 1995, scritto e diretto da Amy Heckerling, con Alicia Silverstone e Paul Rudd (Antman anyone?) parzialmente ispirato da Emma. 

MANSFIELD PARK

- Mansfield Park è un film scritto e diretto da Patricia Rozema, uscito in Italia nel 2000. Molte delle scene sono state girate nella Kirby Hall, nel Northamptonshire, la contea in cui si trova Mansfield Park nel romanzo.

NORTHANGER ABBEY

- Northanger Abbey serie televisiva del 2007, diretta da Jon Jones e scritta da Andrew Davies con Felicity Jones e JJ Field.
RAGIONE E SENTIMENTO

Ragione e sentimento (Sense and Sensibility) è un film del 1995 diretto da Ang Lee, con Kate WinsletAlan RickmanEmma ThompsonHugh Grant e Robert Hardy, vincitore del Golden Globe come miglior film drammatico del 1995 e l'Orso d'Oro al Festival di Berlino del 1996. (visto, praticamente la creme de la creme degli attori britannici migliori che ci stanno da vent'anni a questa parte)

Di contorno troviamo:

Becoming Jane - Il ritratto di una donna contro è un film semi-biografico diretto da Julian Jarrold, che racconta i primi anni della celebre autrice, interpretata da Anne Hathaway, e incentrato sul suo rapporto con Thomas Langlois Lefroy, interpretato da James McAvoy. (visto)

Alla ricerca di Jane è un film del 2013 diretto da Jerusha Hess, basato sul romanzo Austenland di Shannon Hale. La protagonista, Jane Hayes, (Felicity ve la ricordate?) è una ragazza newyorkese ossessionata dal personaggio di Mr. Darcy ed insoddisfatta della propria vita amorosa che decide di acquistare un viaggio nel Regno Unito in un resort a tema su Jane Austen alla ricerca del perfetto gentiluomo. (Visto, abbastanza insipido)

Il club di Jane Austen (The Jane Austen Book Club) è un film del 2007 scritto e diretto da Robin Swicord, basato sul romanzo omonimo di Karen Joy Fowler. (visto ed adorato)

- Io, Jane Austen è un film per la televisione, con protagonista Olivia Williams, prodotto dalla BBC nel 2007, che narra degli ultimi anni di vita dell'autrice.


Dunque, per oggi è tutto!
Fatemi sapere quali sceneggiati avete visto e quali no.
Vi rimando agli altri post per conoscere meglio il mondo di zia Jane.

A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.

mercoledì 7 novembre 2018

Sarah. Vita di Jessica Parker di Roberta Zeta

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo giorno uggioso e freddo di novembre.
Oggi torno sul blog con la recensione di un picture book della collana Per Aspera ad Astra di Hop! di cui vi avevo già parlato in un welcome party.

Sto parlando di:

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Titolo: Sarah. Vita di Sarah Jessica Parker
Autore:  Roberta Zeta (con testa di Lorenza Tonani)
Pagine: 88 pagine (Copertina flessibile)
Data di uscita: 28 settembre 2018
Editore: Hop! 
Prezzo: € 18,00
Carrie Bradshaw, protagonista della serie TV "Sex and the City", ha regalato a Sarah Jessica Parker una notorietà planetaria e un destino non immaginabile, stando almeno alle premesse. C'era una volta, prima di Carrie, Sarah: una bambina intelligente e vivace, nata in Ohio, da una famiglia poverissima, ma convinta dell'importanza dell'arte nella vita di ogni persona. Nonostante un'infanzia da romanzo di Dickens, Sarah ha coltivato, con immensi sacrifici, la propria vocazione artistica e cominciato prestissimo a recitare in teatro e poi al cinema. Fino alla consacrazione in quel ruolo che l'ha resa notissima in tutto il mondo, in una delle serie TV che hanno cambiato il volto della televisione e per cui i suoi ruoli, non solo di protagonista ma anche di produttore esecutivo, sono stati fondamentali. Dopo la fortunata parentesi del serial, Sarah Jessica Parker, insieme alla carriera di attrice, porta avanti diversi progetti personali in ambito umanitario, culturale e imprenditoriale con l'equilibrio e la pacatezza che la contraddistinguono. C'è molto della bambina di Nelsonville nella Sarah di oggi: una donna intelligente, pragmatica e di grande cuore.


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Questa è una delle mie illustrazioni preferite


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Come succede ogni volta, i picture book della Hop mi stupiscono e mi emozionano.
Spesso dimentichiamo che dietro un grande personaggio, dietro la facciata da star, dietro i soldi e i bei vestiti e la fama e le paparazzate, ci sono delle persone con delle vite, un passato (spesso scomodo o triste), delle esperienze, cose che li hanno portati ad essere così come li vediamo.

E' il caso di Sarah Jessica Parker, destinata fin dall'infanzia a diventare QUALCUNO (si scritto in maiuscolo), e che nonostante le mille difficoltà che la vita le ha riservata, ce l'ha fatta.

Non conoscevo la storia della sua famiglia, dei suoi numerosissimi fratelli, molti dei quali con aspirazioni ed ambizioni artistiche, della povertà, dei buon pasto, delle bollette non pagate, delle lezioni di recitazione e le piccole parti a teatro.
Sono onesta, ho conosciuto SJP solo con Sex and the City (che a detta di uno stronzo che ho conosciuto anni fa: 'ha dato il permesso alle donne di comportarsi da troie'), e poi negli anni ho visto altri film (non mi picchiate ma ancora non ho mai visto per intero Hocus Pocus!), ma nulla le ha reso giustizia come il personaggio di Carrie.

Purtroppo però, quando ricopri un ruolo per così tanto tempo e con così tanto impatto sulla società, staccarsi l'etichetta di dosso è difficile (pensate agli attori di Harry Potter, se li vedete in altri film mica dite: 'toh daniel radcliff! uh Emma watson!', no, dite: 'oh ecco Potter! oppure Ua ma questa è Hermione!), anche se in realtà è stato proprio Sex and the city a consacrarla realmente nel mondo del piccolo schermo, dopo la fama già ottenuta con il teatro.

Le illustrazioni sono stupende, avevamo già ammirato il tratto di Roberta Zeta in Audrey, ma rendono omaggio alla Parker in maniera magistrale.
Colei che ha rotto tutti gli schemi e i canoni di bellezza tipici di Hollywood.

Sappiamo che Sarah non è bellissima, non nel modo tipico del termine, mi ha sempre ricordato Barbara Streisand per il naso importante, eppure nessuna riesce ad essere più stilosa di lei.
Ogni volta che la vedo indossare la bralette di intimissimi, mi vien voglia di affondare nel gelato.

Questo picture book insomma, ci permette di conoscere più a fondo una donna complessa, dedita alla beneficenza e alla diffusione della cultura, con una propria linea di scarpe (ne vorrei un paio anche io!), una donna forte ed indipendente, una leonessa forte che ci tiene alla propria famiglia e alla propria privacy.

Insomma un personaggio da ammirare e da approfondire grazie a questa biografia!

Sull'autrice:
Roberta Zeta

Casualmente laureata in legge, disegna da sempre e dal 2007 lavora come illustratrice per moda e magazine. Tra i suoi clienti figurano Harper Collins, Mondadori, Saatchi & Saatchi. Le sue illustrazioni sono state incluse dalla Triennale di Milano nel Nuovo vocabolario della moda italiana. Ha pubblicato libri per bambini e ragazzi con Kite Edizioni, Edizioni EL e con le case editrici francesi Pocket e Pocket Jeunesse. Per Hop! ha pubblicato il volume Audrey, per questa stessa collana. Collabora come content editor per Picame, web magazine impostosi come punto di riferimento per la visual art e l’illustrazione. La sua è una tecnica mista a matita su carta, acquerelli, disegno vettoriale e colore digitale.

Dunque, per oggi è tutto!


A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei.

Con amore,
Svamps.