mercoledì 20 giugno 2018

Eleanor Oliphant sta benissimo [e si vede, o fatt e chest!]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Ebbene si, anche oggi torno con una nuova recensione, ma quella di oggi è specialissima perché cercherò di raccontarvi quanto più posso (senza fare spoiler ovvio) di uno dei libri più belli e strazianti che io abbia mai letto (e che va a piazzarsi tra i migliori del 2018 a mani basse).

Oggi vi parlo di:



Eleanor Oliphant sta benissimo di [Honeyman, Gail] Eleanor Oliphant is Completely Fine: Debut Sunday Times Bestseller and Costa First Novel Book Award winner 2017 di [Honeyman, Gail]
[Copertina italiana ed originale - quella col bollino di Costa è proprio la versione che ho io - a confronto]


TitoloEleanor Oliphant sta benissimo
Titolo originale: Eleanor Oliphant is completely fine
Autore:  Gail Honeyma
Pagine: 344 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 17 Maggio 2018
Editore: Garzanti
Collana: Narratori Moderni
Prezzo: € 17,90
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.
Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto.
E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo.
O così credevo, fino a oggi.
Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene.
Anzi: benissimo.


Prima cosa: ABBIAMO TENUTO LA COPERTINA ORIGINALE ADDDDOROH.
Sapete quanto io ami questo particolare, e specialmente quando la copertina originale è pure super figa.
Ma senza perderci troppo in chiacchiere parliamo di quanto Eleanor Oliphant stia benissimo (#CREDICI)

Ho comprato questo libro poco prima di salire sull'aereo che mi avrebbe riportata a casa da Londra.
Sapevo che in Italia era stato pubblicato da qualche giorno, ma visto che in uno dei negozietti c'era Circe in offerta, con la possibilità di acquistare un secondo libro a metà prezzo, che fai? Non lo scegli quel libro con la copertina bianca ed i fiammiferi?

Ovvio che lo fai.
Lo prendi e lo nascondi a Fidanzato, ben consapevole di quanto si incazzerà per l'ennesimo libro comprato (lo zaino che ci trascinavamo come bagaglio a mano era pieno dei libri che avevo comprato negli altri giorni).
PORA STELLA.

Come avrete letto dall'introduzione, il libro mi è piaciuto talmente tanto da piazzarsi direttamente tra i miei preferiti del 2018, se non di sempre.
Ho divorato pagine su pagine, incazzandomi o provando tenerezza o trattenendo a stento le lacrime, e nel mentre odiando tutti quelli che mi interrompevano. (comprese le pause pipì e cibo e lavoro, odiavo tutti, anche me stessa!)

Miss Oliphant (o anche Signorina Oliphant, che per carità ci tiene tanto ad essere chiamata così, che è sta confidenza di chiamare le persone per nome?) è un personaggio eccentrico, ambiguo, imbarazzante e con una personalità talmente bizzarra da farti pensare che soffra di qualche disturbo cognitivo (non nego che in molte sue uscite ho pensato: questa è un'Asperger mancata).
Le manca appunto proprio la cognizione di causa, la capacità di campare in società, quella serie di regole base per interagire (anche al minimo) con gli altri.
Praticamente quando è venuta al mondo, si son scordati di darle la brochure introduttiva!

E' la classica impiegatuccia mediocre senza ambizioni che mira ad essere quanto più invisibile ed insignificante possibile.
Lavora dal lunedì al venerdì per otto ore, in pausa pranzo mangia da sola evitando i colleghi e le loro sciocchezze e facendo i suoi amati cruciverba, alla sera torna a casa dalla sua pianta Polly e poi nei weekend si schianta di vino e vodka fino a che non si addormenta ed arriva di nuovo il lunedì.

No ma tutto a posto eh, Eleonò??! *rotea gli occhi al cielo*
Hanno chiamato quelli dell'alienazione da catena di montaggio, è lunedì e devi lavorà. 
Quindi torn', st'ufficio aspett a te!

Eleanor ha trent'anni ma è come se ne avesse circa ottanta (incapacità tecnologiche comprese), in un corpo giovane, tenuto in splendida forma da chissà quale fissazione mentale che la spinge a mangiare solo determinate cose al fine di mantenere 'il suo involucro' quanto più a lungo in ottime condizioni.

Laureata in lettere classiche, con un amore segreto per Jane Eyre (qui le ho strizzato l'occhio), Eleanor è, così come ha evidenziato Mr.Ink qui, (da cui cito testualmente): 
"A metà tra una versione femminile di Sheldon Cooper e Amélie Poulain (ma con la famiglia da incubo di Michael Myers), ha un viso e maniere brusche che scoraggiano: una ragnatela di bruciature che invitano a distogliere lo sguardo per discrezione; una schiettezza a confine con la maleducazione che ora offende, ora fa ridere."
Come abbiamo detto, vive nella mediocrità, nell'alienazione e nell'isolamento.
Ne è perfettamente consapevole e pare quasi che se ne compiaccia.
Come Amélie si pone quesiti assurdi, della serie: se morissi, dopo quanto tempo i vicini, insospettiti dalla puzza di marcio, indurrebbero al ritrovamento del mio cadavere?

Una questione filosofica: se un albero cade in una foresta e non c’è nessuno a sentirlo, fa rumore?

Vi chiedete perché?
Perché nella sua incapacità di instaurare il benché minimo rapporto umano, Eleanor non riceve mai visite tranne dagli assistenti sociali ogni sei mesi e dai tizi che leggono il contatore. Wuooo che trasgry!
Se pensate che io sia troppo dura, tranquilli.
Il nostro personaggio principale è pensato esattamente per far incazzare, per suscitare in noi quella sorta di indignazione sociale che ci impedisce di immedesimarsi in lei e provare la più piccola empatia.
Il suo è un carattere costruito ad hoc per spingerci a non sopportarla per le prime 50/60 pagine, poi avviene la magia.

Lei sta bene così, con il suo lavoro sottopagato, la pizza il venerdì, la vodka nei weekend, e quelle bellissime telefonate del mercoledì che la fanno sudare fredda dietro al collo anche solo udendo il primo squillo, ancor prima di afferrare la cornetta, avvicinarla all'orecchio e sentire la graffiante voce di sua madre (in prigione) che mai ha una buona parola per lei.

E via tutto daccapo che ricomincia.

Fino a che però un giorno accade qualcosa di inaspettato, ma anche abbastanza banale (si ritrova a soccorrere un vecchietto che sta male per strada, nient e che) e questo episodio così 'particolare' per lei, innescherà una serie di meccanismi mentali che la porteranno a chiedersi cosa lei stia facendo effettivamente nella sua vita.

Chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo?
Per la signorina Oliphant inizierà un percorso di rinascita, ma alla fine credo sia stata più una sorta di riscoperta, di reciproca conoscenza con se stessa.
Non è tanto la questione del: cosa c'è che non va in me, quanto: come ho fatto a vivere per trent'anni con una visione della realtà così distorta?

Il motivo ovviamente non ve lo svelo, ma credetemi se vi dico che la Honeyman ha mascherato da pseudo chick lit qualcosa di profondo e viscerale, che vi terrà incollati alle pagine per sapere cosa succede e dove sta l'intoppo.

Ho amato davvero tanto questo romanzo e l'ho praticamente consigliato a tutti, lettori e 'non', chiamiamoli così XD
Nonostante una protagonista poco amabile, nonostante la totale assenza di empatia che proviamo nei suoi confronti nelle prime pagine, nonostante il fatto che Eleanor fondamentalmente sia una sputasentenze senza se e senza ma, nonostante tutto quello che ci provoca un certo fastidio, non possiamo staccarci da lei, dal suo modo di essere e di fare, non possiamo impedirci di trattenere il respiro per l'ansia, non possiamo non ridere ad alcune sue uscite davvero poco eleganti e davvero antiquate (usa un linguaggio forbito e parole desuete, roba che la gente la guarda e fa: cheee?).

Eleanor è il classico personaggio con cui non vorresti avere niente a che fare perché la cataloghi subito come stramba, ti mette a disagio e ti mette anche di fronte a tutte quelle convenzioni di cui siamo schiavi in società perché è così che va, è così che funziona e non si può cambiare.

E' come se guardasse il mondo senza filtri da un lato, ma come se ne fosse ottenebrata dall'altro.
Questo mi ha affascinata, ma mi ha fatto riflettere tanto. (vi lascio qualche citazione per farvi capire)

Se qualcuno ti chiede come stai, si aspetta che tu risponda BENE. Non devi dire che la sera prima ti sei addormentata piangendo perché erano due giorni di fila che non parlavi con un’altra persona. Devi dire: BENE.


Ai giorni nostri la solitudine è il nuovo cancro, una cosa vergognosa e imbarazzante, così spaventosa che non si osa nominarla: gli altri non vogliono sentire pronunciare questa parola ad alta voce per timore di esserne contagiati a loro volta, o che ciò possa indurre il destino a infliggere loro il medesimo orrore.

Lo stile può essere un po' ostico e pesante, avrete voglia di abbandonare il romanzo che appunto nella parte iniziale è di una lentezza unica, e a volte anche mortalmente noioso.
Ma vi dico di tenere duro perché la vostra pazienza sarà ripagata da una svolta inaspettata (o forse no nel caso siate dotati di un buon intuito).

Alla fine il voto è di CINQUE STELLINE giusto perché non posso dargliene almeno cento.
Una lettura che non è per tutti, ma che rapisce il cuore di quei pochi che hanno lo stomaco di sopportarlo.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

giovedì 7 giugno 2018

Anteprima: novità Giugno 2018 che mi interessano

Buongiornissimo caffè e ben trovati svampitelli belli! 

Come avrete letto dal titolo, torno con un post di anteprime che non facevo veramente da una vita per segnalarvi qualche uscita letteraria interessante. 

Non ci sarà di tutto, ma solo cose che penso possano interessarmi ed interessarvi nel caso i nostri gusti siano simili!

Sto parlando di:



Un viaggio chiamato casa di Allan Stratton (Mondadori)
Data di uscita: 5 Giugno 2018
La vita di Zoe è in panne alla fermata di Shepton, Ontario. I suoi genitori continuano a punirla per i guai che, in verità, sono causati dalla sua tirannica cugina Madi. L'unica persona in grado di capirla è la sua adorata nonna, che però è appena stata rinchiusa in un ospizio. Un mattino Zoe scopre che suo zio Teddy, che lei credeva morto, è ancora vivo da qualche parte a Toronto: scomparso dai racconti di famiglia, è ancora presente nei ricordi e nel cuore della nonna. Insieme, Zoe e sua nonna, decidono di fuggire per andarlo a cercare. Tra le insidie di un viaggio in una città sconosciuta e incontri strampalati, Zoe si scopre più forte e determinata che mai, mentre il passato della sua famiglia si rivela molto diverso da come lo immaginava...






Mentre noi restiamo qui di Patrick Ness (Mondadori)
Data di uscita: 5 Giugno 2018
Mentre i coraggiosi Prescelti - gli indie, con i capelli perfetti e i vestiti vintage - tentano di salvare il mondo dall'Apocalisse, in uno sperduto paesino di provincia Michael, un ragazzo normale che studia e che, al massimo, combatte contro la noia, ha desideri più semplici: per esempio riuscire a baciare Henna, di cui è innamorato da sempre, aiutare la sua problematica sorella Mei, e studiare per gli esami senza perdere l'amicizia con Jared, il migliore amico che sembra nascondergli più di un segreto. Tra apparizioni di daini dagli occhi illuminati d'azzurro, attacchi di zombie e misteriose morti dei Prescelti, Michael scoprirà che, anche se tutto attorno a lui sembra avvicinarsi alla catastrofe, le vite ordinarie come la sua possono rivelarsi le più straordinarie di tutte.








La radice quadrata dell'estate di Harriet Reuter Hapgood (Rizzoli) 
Data prevista di uscita:5 giugno 2018
Il cuore di Gottie si è spezzato tre volte, e sempre d'estate. La prima quando Thomas, il suo migliore amico, se n'è andato senza dirle addio, la seconda quando l'amato nonno è morto, e la terza quando ha creduto di aver trovato il grande amore della sua vita per poi scoprire che era così solo per lei. Gottie è diventata un'isola, da tutti circondata ma irraggiungibile, chiusa nel suo mondo di ricordi e di studi scientifici, per i quali ha un talento davvero fuori dal comune. Poi all'inizio di una nuova estate Thomas inaspettatamente ritorna e si trasferisce proprio nella stanza del nonno. La compresenza fisica di quei due cuori infranti incanta misteriosamente il mondo, e spalanca un tunnel temporale: Gottie inizia a oscillare fra le tre estati dei suoi cuori infranti, quella presente, quella appena passata, in cui è morto il nonno, e quella di tanti anni prima, in cui Thomas se n'è andato. All'inizio Gottie cerca di capire perché tutto ciò stia succedendo, cerca di trovare la radice quadrata dell'estate, ma presto capisce che non è importante: quello che conta è che riavvolgendo il tempo, le fratture nel suo cuore possano essere ricomposte, e guarite.


Ink di Alice Broadway (Rizzoli)
Data di uscita: 12 Giugno 2018

Immagina un mondo in cui ogni tua azione, ogni evento della tua vita ti viene tatuato sulla pelle, perché tutti lo possano vedere. Immagina se avessi qualcosa da nascondereNon ci sono segreti a Saintstone: dall'istante in cui si nasce, successi e fallimenti vengono tatuati sulla pelle, così che tutti possano vederli e giudicarti, come un libro aperto. E proprio un libro i morti diventano: la pelle viene asportata, rilegata e consegnata ai familiari, come antidoto all'oblio che è ancora più temibile della morte. A patto che le pagine della vita superino il giudizio del consiglio: in caso contrario il libro viene gettato alle fiamme, e con lui il ricordo di un'intera vita. Quando l'amato papà muore, Leora, sedici anni, è convinta che il giudizio su di lui sarà pura formalità, e invece si rende conto che l'uomo nascondeva dei segreti, ma che di segreti ne cela anche il Consiglio. 







Mosquitoland di David Arnold (Rizzoli)
Data di uscita: 12 Giugno 2018
Mim, sedicenne cocciuta e altrettanto brillante, scappa di casa e dai terremoti che l'hanno sconvolta - il divorzio dei suoi, Kathy, la nuova fiamma di papà, e le loro affrettate nozze, una sorellastra in arrivo - direzione Cleveland, dove conta di ritrovare la madre malata. Durante il viaggio, ad accarezzare la sua vita ci saranno tutte le emozioni del mondo: la saggezza, nei panni di una vecchia signora con una scatola piena di segreti e di non detti; la paura, nelle mani di un maniaco che lei saprà tenere a bada; la tenerezza, nel mondo sospeso di un ragazzo down; l'amicizia, forse l'amore, negli occhi di Beck. Ad aspettarla nella sua vecchia casa, invece, troverà Kathy, e una verità che non si aspetta.








Poesie per ragazze di grazia e di fuoco di David Arnold (Rizzoli)

Data di uscita: 12 Giugno 2018
Forse sei una ragazza proprio adesso. O forse conosci una ragazza o qualcuna che lo è stata, e le vuoi bene. Se hai preso in mano questo libro, sai perfettamente che per le ragazze l'adolescenza è un periodo speciale: le metaforiche selve oscure attraverso cui ognuna di loro deve camminare. Non possiamo controllare il mondo che le ragazze abiteranno e contribuiranno a creare. Ma se potessimo regalar loro un incantesimo da tenere in tasca, sarebbe il coraggio. Invece che una spada, ecco qui un libro. Dentro vi abbiamo raccolto poesie che ti shockeranno e ti faranno ridere, poesie che piangeranno e soffriranno insieme a te; poesie che ti ispireranno, e ti daranno quel che ti serve per affrontare la vita con grazia e fegato. Sono le poesie che avremmo voluto avere quando eravamo più giovani. (Dall'introduzione delle curatrici.)







Quattro madri di Shifra Horn (Fazi Editore)
Data di uscita: 21 Giugno 2018
Quattro madri racconta la storia di quattro generazioni di donne durante l’ultimo secolo a Gerusalemme. Amal, appartenente alla quinta generazione, è disperata poiché il marito, dopo la nascita del primo figlio, se n’è andato senza lasciare traccia. Al contrario sua madre, sua nonna e sua bisnonna si rallegrano dell’evento: la nascita di un maschio sano significa, infatti, che la lunga maledizione che pesava sulla loro stirpe è finita e non ci sarà più nessuna figlia femmina a ereditarla. Per consolarla, le donne raccontano ad Amal la storia di questa maledizione e la rassicurano sul suo destino e su quello di tutta la famiglia. Una famiglia di donne straordinarie: Mazal, l’orfana, dal cui matrimonio segnato dalla sciagura prende il via la maledizione; la bellissima Sarah, sua figlia, dai bei capelli dorati simbolo del suo potere taumaturgico; la figlia di Sarah, Pnina Mazal, la cui capacità di conoscere i pensieri degli altri è fonte insieme di gioia e dolore; e infine Gheula, madre di Amal, un’idealista dall’intelligenza penetrante, pronta a impugnare la causa di ogni diseredato. 



Le sorelle Donguri di Banana Yoshimoto (Feltrinelli)
Data di uscita: 28 Giugno 2018
Guriko, rimasta orfana da ragazzina, nella solitudine della sua stanza gestisce, insieme alla sorella Donko, un sito di posta per persone in difficoltà che si chiama «Donguri shimai» (Le sorelle Donguri). Quando il messaggio di una donna che lamenta la perdita del marito induce Guriko a ripensare a Mugi, il suo primo amore, una strana forma di inquietudine la spinge a interrompere la propria clausura, ma non impiegherà molto a scoprire che l'uomo morto di cui parla l'e-mail è proprio Mugi. Ormai rassegnata e disperata, Guriko incontra Mugi in sogno e riesce a confidargli tutto ciò che non aveva mai avuto il coraggio di dirgli, trovando finalmente la serenità e il desiderio di cominciare una nuova vita. Banana Yoshimoto, attraverso la delicata voce narrante di Guriko, ci parla di temi quali la morte, il superamento del dolore, il potere salvifico della condivisione della sofferenza e del motivo del sogno che scioglie tensioni e problemi.





Bene, queste sono le quattro uscite interessantissime previste per questo mese di Giugno.
E voi?
Cosa state aspettando?


A risentirci nel prossimo post.
Con amore,
Svamps.

mercoledì 6 giugno 2018

Recensione: Iron Flowers di Tracy Banghart

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo lunedì di inizio estate.

Aniuei non perdiamoci in chiacchiere e partiamo subito con la recensione del giorno!
Oggi vi parlo di:




 
[Copertina italiana ed originale - versione rigida - a confronto]


TitoloIron Flowers
Titolo originale: Grace and Fury
Autore:  Tracy Banghart
Pagine: 382 pagine (Copertina rigida)
Data di uscita: 29 Maggio 2018
Editore: De Agostini
Collana: Le Gemme
Prezzo: € 15,90
Non tutte le prigioni hanno le sbarre. In un mondo governato dagli uomini, in cui le donne non hanno alcun diritto, due sorelle non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra. Nomi è testarda e indisciplinata. Serina è gentile e romantica, e sin da piccola è stata istruita per essere un esempio di femminilità, eleganza e sottomissione. Sono queste le doti richieste per diventare una Grazia, una delle mogli dell'erede al trono. Ma il giorno in cui le ragazze si recano nella capitale del Regno, pronte a conoscere il loro futuro, accade qualcosa di inaspettato che cambierà per sempre le loro vite. Perché, contro ogni previsione, è proprio l'indomabile Nomi a essere scelta come compagna del principe, e non Serina. E mentre per Nomi inizia una vita a palazzo, tra sfarzo e pericolosi intrighi di corte, sua sorella, accusata di tradimento per aver mostrato di saper leggere, viene confinata sull'isola di Monte Rovina, un carcere di donne ribelli in cui, per sopravvivere, bisogna combattere e uccidere. È così che entrambe si trovano prigioniere, l'una di una gabbia dorata e l'altra di una trappola infernale. Per le due sorelle la fuga è impossibile: un solo errore potrebbe significare la morte. E allora, quando non c'è soluzione, l'unica soluzione è cambiare le regole.


Con una copertina super accattivante ed addirittura in uscita in anteprima in Italia e poi nel resto del mundo (Gabriella addirittura pronostica che Grace and fury sarà il libro della prossima Fairyloot di Giugno - che non abbiamo preso perché il tema era carino ma i fandom ci facevano cagare), Iron Flowers (e per una volta il titolo ha senso pure in italiano e pure se è stato cambiato!) si presenta come un distopico tutto al femminile, ambientato in un mondo in cui le donne non posso fare un cazz, manco tagliarsi i capelli senza il permesso di un uomo. 

(questa cosa la facevano tipo le mie bisnonne ma vabbe!)

Le nostre protagoniste sono Serina e Nomi, sorelle unite come il cucchiaio con la tazza, ma diverse come il giorno e la notte.
Serina in quanto sorella maggiore, è stata cresciuta come una privilegiata.
Destinata a gareggiare per diventare la Grazia del Supremo (anzi di suo figlio, l'Erede, futuro Supremo), ha studiato tutta la sua vita per essere sottomessa, aggraziata, accomodante, bella, ignorante come una capra ma che te fa nu punt a croce che è na' poesia!

Nomi dal canto suo, che come in tutti gli young adult di tutto rispetto, è fondamentalmente un cesso a pedali che non usa il balsamo (e non sto scherzando, anzi, ci viene proprio detto che ha i capelli sfibrati con le doppie punte, tipo scopa di saggina insom'), è caparbia, intelligente, ostinata e cocciuta, acculturata, non fa mai quello che le viene detto e principalmente, il libro nasce giustappunto perché non è stata capace di farsi li cazzi sua.

Se Serina ha investito energie, tempo ed i pochi soldi della famiglia nella sua educazione da Grazia, Nomi ha fatto del 'fregacazzi' uno stile di vita.
Citando una famosa canzone neomelodica, Nomi 'lava, stira e cucina', ti fa certi tutorial di trucco che Clio meicap levate proprio ed è stata istruita per diventare la perfetta ancella di sua sorella Serina.
Se infatti una ragazza viene scelta come Grazia, ha diritto ad avere un'ancella personale e addirittura può portarsela da casa.
Essendo legatissime tra loro, Serina non può fare altro che desiderare sua sorella Nomi ed avere un pezzetto di casa sempre vicino.

Quando arriva il momento della scelta da parte dell'Erede (e chi ha letto The Selection ci ha visto tanto di questo romanzo - le mie uniche conoscenze a riguardo sono quelle che mi vengono dal video di Ilenia Zodiaco sul Libro di Melma e non sono dignitose), con un plotwist abbastanza prevedibile (complice anche il fatto che ci viene svelato nella quarta di copertina), è Nomi ad essere scelta come Grazia insieme ad altre due ragazze (e subito tutti a pensare a Grazia, Graziella e Grazie ar ...), mentre Serina diventerà la sua ancella.

Parte un kitammuorto generale da parte di un po' tutti i presenti, Nomi e Serina comprese.
Serina perché 'mannaggia al cazzo a saperlo mica lo perdevo tutto quel tempo a fare il punto a croce con la zia Rosina'.
Nomi perché 'mannaggia al cazzo, mò ho finito di fa' quello che me pare a me e devo dare conto pure di quante volte vado a fare la pipì'.
Le altre ragazze perché 'ti pare che sto roito a pedali con il vestito sfilacciato, i capelli bisognosi di fiale Pantene Pro V, e che l'unica cosa che sa fare è cucinare il puparuolo mbuttunato*, diventa Grazia e io no?'.

We feel you ragazze, ma il puparuolo mbuttunato non è da poco.
(*trad.: peperone imbottito, prelibatezza napoletana di cui allego ricetta qui)

Insomma non c'è un bel clima, diciamolo pure.
Quando entrambe le ragazze, sconvolte e con la vena in fronte che sbatte ad entrambe tipo cartone animato, si rinchiudono nella stanza, Nomi esordisce con: "Eh ma sai cosa? Ho ben pensato di rubare un libro, l'Erede mi stava sgamando, l'ho mandato a cercà il cesso e credo che lui si sia un pelino incazzato."

Serina con tutta la compostezza di questo mondo, si dice affranta e dispiaciuta, ed anche poco comprensiva.
(Specifichiamo che nel suo essere rebbbbbel, Nomi ha imparato a leggere COSA VIETATISSIMA PER LE DONNE, SIA MAI CHE VI SI FORMI LA PERSONALITÀ.)

AFFRANTA? AFFRANTA?
SORELLA MIA IO PRENDO LA PRIMA SEDIA CHE MI CAPITA A TIRO E TE LA SPACCO DIETRO LA SCHIENA!

E direte voi: uà Svamps, stai dalla parte dell'analfabeta e non di quella rebbbbbel?
Allò wajù, io per le prime 50 pagine volevo prenderle a schiaffi entrambe, senza ritegno, con schiaffoni a due a due fino a che non diventavano dispari.

Essere rebbbbel è un fatto, essere avventata e mettere a repentaglio non solo la tua vita, ma quella di tua sorella e anche quella della tua famiglia è un altro. Quello è essere cogliona.
E d'altra parte, Serina ha avuto un solo pallino in testa per tutta la sua vita. Adempiere ad un compito che avrebbe garantito a tutta la sua famiglia una vita agiata senza ansie e preoccupazioni, e credo che per quanto degradante sia la condizione di Grazia (che sta un po' a metà tra la geisha, la prostituta e la principessa), le sue intenzioni erano buone ed altruiste.

Come se non bastasse, non solo nel giro di un momento Serina è passata da potenziale Grazie ad ancella, ma viene beccata con un libro in mano (il libro sottratto da Nomi alla biblioteca reale), tacciata di tradimento e cacciata dal castello.
BENISSIMO!
TUTTO A POSTO!
TUTTO FANTASTICO!

Da qui inizia la doppia narrazione delle due sorelle, costrette loro malgrado a vivere la vita che sarebbe toccata all'altra e divise tra una profonda incazzatura ed un senso di colpa pesante come un macigno.
Entrambe incontreranno persone che cambieranno totalmente il loro modo di vedere il mondo ed i ruoli quindi si invertiranno.

Fin qui tutto bene.
Ho divorato pagine su pagine ed odiando chiunque interrompesse la mia lettura.
Ci ho messo davvero poco, quasi due giorni, ma solo perché due pomeriggi sono andata al mare ed avendolo letto in digitale, l'app del cellulare non mi permetteva di aggiustare la luminosità e quindi non vedevo un cazz e non ho potuto continuare la ma lettura.

Nel complesso è stato un buon romanzo, però quello che c'è da dire è che dalla seconda metà in poi il libro diventa prevedibile, soprattutto se come me avete letto fantasy ya a iosa, individuerete subito l'inghippo e capirete che la storia è un po' la copia conforme di un altro romanzo che non sto qui a dirvi per non fare spoiler a chi lo sta leggendo.
Questo ha tolto decisamente piacere alla lettura perché in fondo sapevo già dove stavamo andando a schiantarci.
Cosa che mi ha stupita e non so se in positivo o in negativo, è stato il cliffhanger finale perché onesta, mi aspettavo uno standalone e invece ovviamente ci sarà un seguito.

Alla fine il voto è di TRE STELLINE E SETTANTACINQUE, diciamo un quattro stelline stentato perché la seconda parte è stata per me troppo prevedibile e questo ha tolto il piacere alla lettura.

Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post.

Con amore,
Svamps.

sabato 26 maggio 2018

2ª Tappa Blogtour: Marina di Giulia Rosa

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Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo sabato di fine maggio in cui c'è l'ARF festival a Roma a cui io non sono andata uffffff!
Oggi torno sul blog con un BT legato ad una collana di libri veramente interessanti.

Infatti Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog la seconda tappa del blogtour dedicato ad 'Marina' di Giulia Rosa.
(In uscita il 25 Maggio per Hop!Edizioni a € 18,00)
Questo è il sesto volume di una serie di picture books dedicate a grandi figure femminili del panorama artistico, che sia scrittura, musica, canto, pittura, moda, insomma di tutto!Pensata come linea all ages, è consigliata a partire dai 12 anni. 

Un evento organizzato in collaborazione con altri fantastici blogger di cui vi consiglio le tappe e che permetterà ad uno di voi di aggiudicarsi una copia del libro!
Innanzitutto di seguito troverete il calendario con tutte le tappe.



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La mia tappa prevede di parlarvi di alcuni degli eventi più peculiari della vita di Marina.
Vi dico solo che ho divorato il picture book in pochissimo e che alla fine avevo le lacrime agli occhi.
Credo che questo sia il secondo picture book più bello dopo quello della mia amata Virginia!


- 30 Novembre 1946: Marina Abramović nasce a Belgrado, città allora appartenente alla Jugoslavia retta da Josip Broz, meglio noto come il maresciallo Tito, da Danica (ex ricca, formalizzata comunista) e Vojin (comunista da sempre e povero in canna). Una storia tanto romantica quanto travagliata. 

Marina subisce (perché subire è il termine più adatto quanto inesatto a livello grammaticale) un'infanzia traumatica, dolorosa e fatta di ansie, che solo la scoperta dell'arte riesce a lenire.


"Un giorno, sdraiata sull’erba, vede alcuni aerei volare e lasciare laloro scia dopo il passaggio. Capisce allora di voler fare arte in mododiverso dalla pittura, usando qualsiasi cosa o non usando alcuna cosa,rendendo il processo artistico più importante del risultato. Passeràtempo prima che arrivi a concepire la performance come il propriopersonale modo di essere artista, ma Marina adolescente ha giàintuito quale sarà il suo percorso di libertà." (dal picture book)

- Gli anni post '68: in un clima di rivoluzione a livello politico, economico e sociale, Marina viene molto influenzata dai paesi in cui l'arte si sta evolvendo, soffiano venti di cambiamento ed insieme ad altri ragazzi, fonda il Gruppo 70 (in cui Marina inizierà a dare forma a quelle che poi saranno le sue future perfomances).

- 1971: Marina chiede a Nesla (uno dei ragazzi del Gruppo 70) di sposarla anche se in seguito avranno una vita veramente indecente (della serie che troppo poveri per affittare una casa, Marina vive con la madre e lui con la sua famiglia).

- 30 Novembre 1975: MARINA INCONTRA ULAY *_* (con cui condivide tutto, perfino il compleanno e la psicopatia di strappare dalle agende il foglio con la data del compleanno - chi si somiglia si piglia!)

Parliamoci chiaro, Ulay è stato il grande amore di Marina (che però era ancora sposata con Coso là, Nesta, o Tesla, o Nesla, insomma l'insignificante!).

Iniziano gli anni da nomade e di arte portata agli estremi (basti pensare alla perfomarce dell'arco teso e della freccia, tenuti uno da Ulay e uno da Marina, come a dire: metto la mia vita completamente nelle tue mani), di una vita da Amsterdam al Grande Deserto in Australia, fino ad arrivare in India, al primo fallimento e poi alla Grande Muraglia Cinese.

E poi gli anni dei tradimenti di Ulay, della fine del loro rapporto sia sul piano amoroso che lavorativo, e la depressione e la conseguente riscoperta di se stessa, passando per tutta una serie di performance che le permettono di scendere a patti con se stessa fino ad arrivare a The artist is present (di cui si trova il video su internet, lo avrete sicuramente visto!).

Insomma io ho cercato di dirvi le cose principali senza rivelarvi troppo perché mica posso raccontarvi tutto?
Poi che sfizio c'è a leggere?

Bene ragazzi, la tappa finisce qui.

Vi ricordo inoltre che il libro è in prevendita sul sito della casa editrice Hop Edizioni .
Qui troverete un'offerta davvero vantaggiosa: infatti acquistando il volume di Marina, potrete ricevere un libro omaggio tra quelli disponibili alla sezione outlet 50%!
Non vi alletta l'idea???



Dunque, per oggi è tutto!
A risentirci nei prossimi post cari svampitelli miei e non dimenticate di leggere e commentare tutte le tappe.

Con amore,
Svamps.